Jacques Foccart

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Jacques Foccart
Maga 1961.png
Jacques Foccart (a sinistra), Hubert Maga (al centro, Presidente della Repubblica del Dahomey) e Guy Chavanne (a destra, sindaco di Torcy), durante una visita di una scuola a Torcy (Senna e Marna), nel 1961.

(fr) Secrétaire général à la présidence de la République pour les affaires africaines et malgaches
Durata mandato 1960 –
1974
Presidente Charles de Gaulle
Georges Pompidou
Predecessore creazione del posto
Successore René Journiac

Dati generali
Partito politico RPF
Professione imprenditore

Jacques Foccart, nato Jacques Guillaume Louis Marie Koch-Foccart[1] e soprannominato Monsieur Afrique (Ambrières-les-Vallées, 31 agosto 1913Parigi, 19 marzo 1997), è stato un politico, diplomatico, imprenditore e uomo d'affari francese.

Jacques Foccart ha diverse attività commerciali prima di diventare il Segretario generale alla presidenza della Repubblica per gli affari africani e malgasci dal 1960 al 1974. Egli è inoltre uno dei fondatori del Service d'action civique (SAC). Foccart è considerato come l'uomo dell'ombra del gollismo. In particolare, egli è stato un personaggio centrale nella creazione del concetto di «Françafrique» ed è considerato come uno dei «baroni del gollismo».

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Jacques Foccart è il figlio di Guillaume Koch-Foccart (1876-1925) — coltivatore-esportatore di banane, console del Principato di Monaco a Guadalupa, sindaco di Gourbeyre (Guadalupa) dal 1908 al 1921 — e di Elmire Courtemanche de la Clémandière, una Béké di Guadalupa.

Foccart è cresciuto nello Château du Tertre (Ambrières-les-Vallées, nella Mayenne) fino all'età di tre anni, mentre i suoi genitori sono ripartiti in Guadalupa. Nel 1916, il padre, ritornato in Francia per la morte del proprio padre, porta Jacques con lui a Guadalupa. Jacques ha sei anni quando i suoi genitori ritornano nella Francia metropolitana. Foccart conserva in seguito dei legami molto forti con questa colonia, in seguito diventata dipartimento d'oltremare nel 1946. Allievo al liceo dell'Immaculée-Conception a Laval (Mayenne) dall'aprile 1921 all'aprile 1935, Foccart entra nella vita professionale come prospettore commerciale da Renault. Egli è in seguito impiegato in una società commerciale di import-export che lavora con l'Oltremare.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il servizio militare effettuato negli anni 1930, Foccart diventa sergente di riserva. Egli è mobilitato (nel 1939) alla caserma Chanzy di Châlons-en-Champagne come sottufficiale allo Stato Maggiore dell'Armée de l'air. Smobilitato nell'agosto 1940 a Agen, dopo il secondo armistizio di Compiègne, Foccart rientra a Parigi.

Legami con l'Organizzazione Todt[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1941, Jacques Foccart fonda con uno dei suoi amici del servizio militare, Henri Tournet, un importante impresa di sfruttamento del legno a "La Forêterie", nel comune di Rânes (Orne). Per il taglio di sessanta ettari di bosco, egli impiega una grande manodopera: il legno è in particolare destinato alla produzione di carbone vegetale, carburante di veicolo di gassogeno, indispensabile durante quel periodo di restrizioni. L'impresa lavora inizialmente con Citroën per alimentare i suoi gassogeni, estende poi la sua proprietà forestale con centro ettari, acquistati ad un mugnaio nell'autunno 1942, poi con l'acquisto di una grande quantità di legno, venduta dal castellano locale Claude Richard[2], costretto a causa di problemi economici.

Nell'autunno 1942, Foccart inizia, con l'intermediazione di Georges Desprez, a lavorare per il Tedeschi: due convogli sono inviati ogni settimana — grazie a degli intermediari — all'Organizzazione Todt, con la quale aveva stabilito delle relazioni commerciali.

Nel 1943, l'Organizzazione Todt sospetta Jacques Foccart, Henri Tournet et Georges Desprez[3] di truffa. Foccart e il suo socio sono arrestati nell'agosto 1943 ad Argentan e a Saint-Malo. Essi sono poi liberati a seguito del pagamento di una cauzione di un milione di franchi[4]; la loro impresa è inoltre sequestrata.

In seguito

, la polizia giudiziaria di Rouen indaga sulla possibile implicazione di Jacques Foccart e Henri Tournet nell'assassinio (il 1º settembre 1944) di François Van Aerden, un ex agente consolare del Belgio a Le Havre, che sarebbe stato testimone di un traffico illegale tra l'impresa di Foccart e Tournet e un ufficiale dell'Organizzazione Todt. Il dossier è in seguito chiuso per mancanza di prove.[5]

Resistenza francese[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1942, Foccart prende contatto con la resistenza francese sulla sua terra natale nella Mayenne (con lo pseudonimo di «Bineau»). Vice di Régis des Plas[6] per la rete Action Plan Tortue per la zona Centro e Sud[7], egli organizza in seguito il Réseau Action-Tortue Foccart, con un posto di comando a Rânes (Orne) e un centro di collegamento a Ambrières-les-Vallées (Mayenne).[8]

Il nome di Foccart è chiamato in causa, nel 1953, dalla SRPJ di Rouen come legato a due episodi criminali del 1944: l'affare François Van Aerden (vedi sopra) a Rânes e l'affare Émile Buffon a Joué-du-Plain.[8]

Durante una fuga a Parigi, egli crea il 16 maggio 1944, a suo nome, un'attività imprenditoriale il cui oggetto è «commission-importation-exportation». Questa attività di import-export prende il nome di «Safiex» il 16 ottobre 1945, e rimane in seguito la base dell'attività professionale di Foccart.

Liberazione della Francia[modifica | modifica wikitesto]

Foccart partecipa alla battaglia di Normandia con il suo gruppo della resistenza. Ricercato nuovamente, egli si ritira nella Mayenne con due aviatori statunitensi e incontra l'avanguardia dell'Armée française de la Libération. Tra la metà di luglio e la fine di agosto 1944, egli integra una divisione statunitense e diventa comandante.[8]

A Laval (Mayenne), il 22 agosto 1944, Foccart incontra per la prima volta il Generale de Gaulle, che era di passaggio per un discorso.[9]

Alla liberazione di Parigi (agosto 1944), Foccart integra i servizi segreti dello Stato: la Direction générale des études et recherches (DGER), in seguito Service de documentation extérieure et de contre-espionnage (SDECE) diretti da Jacques Soustelle, un gollista della prima ora. Egli dirige per un periodo ad Angers la IV regione militare dove succede al comandante Jean-François Clouët des Pesruches.[8]

Missioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Foccart sostiene di aver raggiunto nel mese di agosto 1944[10] l'Inghilterra come tenente colonnello per integrare i servizi speciali alleati. Egli partecipa all'Opération Viacarage[11]. Secondo il biografo Pierre Péan, è in realtà verso aprile 1945 che Foccart partecipa a questa operazione. Per Pierre Péan, Foccart naviga tra l'ovest della Francia e Parigi, prima di essere assegnato, il 1º ottobre 1944, alla Compagnie de services n° 1 de la DGER, e i servizi speciali, che poi diventeranno la SDECE. Egli si occupa fino alla fine di marzo 1945 per restituire la sua cauzione di un milone di franchi (più gli interessi dell'8%), che Courballée, capo della «Société franco-belge de courtage et de gestion» gli aveva prestato per permettere a Jacques Foccart ed a Henri Tournet di uscire dalla prigione di Saint-Malo il 24 agosto 1943. Il rimborso della cauzione è effettuato dallo Stato, con il mantenimento del segreto assoluto sulle attività di Foccart e Torunet tra l'autunno 1942 e il 24 agosto 1943[12]. Il pagamento (in rimborso) è quindi effettuato dallo Stato il 18 dicembre 1945[13].

Autentico gollista, Foccart, nell'autunno 1944, è all'ufficio della Mission des liaisons de l'inspection des armées[14], diretto a Parigi da Jacques Chaban-Delmas. Raggiunto da Tournet, essi effettuano delle missioni speciali[15] in compagnia di Tournet, Clouet des Pesruches e Lebert.

Nell'aprile 1945, Foccart partecipa insieme alla Special Allied Airborne Reconnaissance Force all'Opération Viacarage.

Smobilitato il 1º giugno 1945, Foccart lancia la sua attività di import-export specializzata nel prodotti delle Antille, conservando comunque la sua attività forestale, ed è impiegato nell'amministrazione al Ministère du ravitaillement.

L'uomo politico[modifica | modifica wikitesto]

Foccart sostiene Jacques Soustelle, «paracadutato»[16] in Mayenne, nel 1945. Egli è il terzo della lista, candidato dell'Unione Democratica e Socialista della Resistenza (UDSR), composta da Jacques Soustelle, Francis Le Basser e Jacques Foccart. Solo Jacques Soustelle sarà eletto.

Egli è soprattutto uno degli uomini di fiducia del generale de Gaulle, più incaricato di missioni politiche essenziali e delicate che di rappresentazioni politiche e elettive formali. Tra il 1947 e il 1954, egli è ad esempio responsabile dell'implantazione del RPF alle Antille francesi e in Guyana francese, dove effettua diversi viaggi e crea delle solide amicizie negli ambienti politici di questi dipartimenti d'oltremare.

Egli è comunque membro del consiglio nazionale, poi segretario generale aggiunto, poi segretario generale nel 1954 del RPF, durante la quarta repubblica francese, in sostituzione di Louis Terrenoire e lavora molto attivamente al ritorno del capo della France libre al potere. Egli si occupa delle questioni africane al RPF dal 1954.

Membro fondatore del Service d'action civique (SAC) con Achille Peretti e Charles Pasqua, Foccart è direttamente chiamato in causa come principale responsabile dell'omicidio di Robert Boulin – all'epoca Ministro del Lavoro e della Partecipazione – nell'ottobre 1979, in particolare nel telefilm Crime d'État (del 2013), con l'eventuale complicità dei suoi colleghi del SAC e di Jacques Chirac. Il movente sarebbe stato la paura che Robert Boulin, all'epoca ministro del presidente Giscard d'Estaing, sveli un certo numero di dossiers sul finanziamento del RPF.[5]

Monsieur Afrique[modifica | modifica wikitesto]

Il contesto: la strategia politica della Francia e del blocco occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Con l'indipendenza dell'Algeria nel 1962, la Francia perde l'estrazione del petrolio nel Sahara. Charles de Gaulle, per il quale non si può essere una grande potenza senze l'indipendenza energetica, decide di indirizzarsi verso i paesi dell'antico impero coloniale francese in Africa nera, che possiedono grandi risorse minerarie. Lo sfruttamento delle risorse naturali, che si effettua su cicli lunghi da 5 a 10 anni tra la scoperta dei giacimenti e l'estrazione, richiede che in quei paesi vi sia un'autentica stabilità politica e si decide quindi una politica molto attiva di sostegno ai dirigenti particolarmente francofili di quei paesi diventati indipendenti dalla Francia nel 1960.

Questa volontà politica è confortata dal desiderio dei paesi della NATO, nel contesto della guerra fredda, di sbarrare la strada dell'Africa al comunismo. Così, la Francia è investita implicitamente del ruolo di «gendarme dell'Africa», in cambio del quale il suo attivismo energetico particolarmente autoritario è tollerato.[17]

La messa in opera della strategia della Francia in Africa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1952, Jacques Foccart è cooptato dal gruppo senatoriale gollista per partecipare all'Unione francese, incaricata di gestire i rapporti tra la Francia e le sue ex colonie. Nel 1953, egli accompagna de Gaulle in un periplo africano durante il quale fa la conoscenza a Abidjan di Félix Houphouët-Boigny.

Egli ritorna ad occuparsene nel 1958, essendo stato nominato da de Gaule a posto di consigliere tecnico all'hôtel Matignon, incaricato degli affari africani[18]. A partire dal 1959, egli installa il secrétariat général pour la Communauté poi il secrétariat général à la présidence de la République pour les affaires africaines et malgaches all'hôtel de Noirmoutier (138 rue de Grenelle, 75007), poi a partire dal 1970 al 2 rue de l'Élysée.[19]
Inoltre egli riceveva i capi di Stato africani amici sia nel suo appartamento della rue de Prony, nel XVII arrondissement di Parigi, sia nella «case à fétiches» – nome del suo ufficio nella soffitta – della sua Villa Charlotte a Luzarches, a nord di Parigi nella Val-d'Oise.

Foccart si afferma quindi come l'indispensabile «Monsieur Afrique» del gollismo, uomo dell'ombra del generale de Gaulle e poi di Georges Pompidou, incaricato con Pierre Guillaumat, altro uomo di base del gollismo e PDG di Elf-Erap[20] di organizzare la politica africana della Francia.

Egli orchestra con efficacità e senza scrupoli il sostegno di alcuni e la destabilizzazione degli altri, forte di mezzi umani e finanziari considerevoli. Egli ha in effetti un'autorità superiore sull'attività sia dei servizi segreti che della diplomazia francese in Africa e può contare sul sostegno economico di Elf-Erap[20]. Egli si impone quindi come l'unica e l'esclusiva cinghia di trasmissione tra i capi di stato francesi e africani a partire dal 1964.

Egli impone il Gabon, eldorado petrolifero dell'epoca, come la pietra angolare della politica africana della Francia. In un primo tempo, il presidente Léon M'ba è quindi attivamente aiutato a strutturare la sua amministrazione (1960-1964), poi re-intallato al potere dopo un colpo di stato militare (1964), attorniato di una guardia presidenziale (inquadrata dal francese Bob Maloubier) e infine invitato a dotarsi di un vice-presidente «promettente» Omar Bongo (1964-1967), che alla morte di M'Ba lo sostituirà alla Presidenza del Gabon (1967-2009).

Foccart è anche considerato come l'istigatore di interventi militari (politica del Jaguar), di cospirazioni e colpi di stato negli altri paesi dell'antico impero coloniale francese in Africa[21]. In Guinea, egli appoggia di oppositori di Ahmed Sékou Touré; nel Congo-Kinshasa, egli sostiene il maresciallo-presidente Mobutu Sese Seko. Egli dal 1967 è anche un attore importante del sostegno della Francia ai secessionisti biafrani in Nigeria (guerra civile in Nigeria), con delle consegne di armi e mercenari (tra cui Bob Denard e Jean Kay).

I metodi e le «reti Foccart»[modifica | modifica wikitesto]

I metodi di Jacques Foccart, estremamente direttivi, mirano a mantenere i capi di Stato delle antiche colonie francesi sotto l'influenza della Francia.

Sul modello dei movimenti della Resistenza, che egli ha conosciuto dall'interno, Foccart realizza una struttura centralizzata e a circuito chiuso, in modo tale da restarne l'unico ordinatore. Questa organizzazione in rete è un'organizzazione sul terreno, interamente diretta verso l'efficacità operativa.

Queste reti sono sia reti di spionaggio sia reti d'azione. Riguardo l'informazione, esse pescano naturalmente nei ranghi dei servizi di informazioni, dei servizi segreti e della diplomazia, ma, anche, in quelli degli uomini d'affari e notabili che operano localmente (i «corrispondenti»). Per l'azione, accanto ai servizi segreti, sono frequentemente mobilitati dei mercenari.

Altre missioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'Africa, Foccart è incaricato dal Presidente de Gaulle di monitorare sia i servizi segreti che le elezioni, e in particolare le investiture durante gli anni 1960. Durante le campagne elettorali, egli fu accusato di utilizzare a diverse riprese barbouzes e greasers contro i candidati di sinistra. Nel 1969, durante il breve passaggio di Alain Poher alla Presidenza della Repubblica, fu scoperto un commode che permetteva di registrare le altre stanze del Palazzo dell'Eliseo. L'affare fu svelato da Le Canard enchaîné (del 4 giugno 1969) ed è conosciuto con il nome di «commode à Foccart».

Foccart fu il cofondatore (il 4 gennaio 1960) del Service d'action civique (SAC), il servizio d'ordine e braccio clandestino del movimento gollista, che fu poi sciolto il 3 agosto 1982.
Egli è anche all'origine della creazione dell'Union nationale inter-universitaire (UNI) – de quale ne fu il presidente-fondatore[22] –, movimento universitario creato il 12 febbraio 1969 a seguito del maggio '68.
Foccart fu tra i fondatori (il 17 novembre 1981) e membro del comitato d'onore del Mouvement Initiative et Liberté (MIL), un'associazione di riflessione e azione di ispirazione gollista.[23]

Il Presidente Chirac gli rimette la medaglia di Grand'Ufficiale della Legion d'onore nel 1995.

Evoluzione della Françafrique[modifica | modifica wikitesto]

Questo sistema d'influenza della Francia in Africa, chiamato generalmente «Françafrique» dai suoi detrattori – termine preso in prestito a Félix Houphouët-Boigny, che nel 1955 utilizza l'espressione «France-Afrique», e poi ripreso da François-Xavier Verschave nel suo libro Françafrique, il più lungo scandalo della Repubblica – che Foccart ha fondato e poi profondamente installato, è in vigore tutt'oggi, anche se il rapporto di forza si è sensibilmente riequilibrato dopo la fine della guerra fredda. Questo sistema è, in effetti, continuato sotto le presidenze successive di Valéry Giscard d'Estaing (che sostituisce Foccart, ma mantiente il suo vice, René Journiac, già magistrato nelle colonie), François Mitterrand[20] e Jacques Chirac. Nicolas Sarkozy[24] sopprime la cellule africaine e la sostituice con un consigliere diplomatico per l'Africa, presente anche nelle presidenze successive[25]. La sede attuale del "conseiller Afrique" è, fin dai tempi di Foccart, tuttora al 2 rue de l'Élysée a Parigi, accanto al Palazzo dell'Eliseo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Nicolas Stoskopf, Foccart, l'Alsacien, in Revue d'Alsace, Fédération des sociétés d'histoire et d'archéologie d'Alsace, 1997, pp. 269-273, hal-01116061.
  2. ^ Claude Richard è originario di Lilla. Egli ha conosciuto Charles de Gaulle al corso Louis de Fontanes, rue du Bac a Parigi, creato e diretto dal suo padre, Henri de Gaulle. Durante una visita a Rânes, il 10 giugno 1945, De Gaulle incontra Richard. (FR) La visite du général de Gaulle le 10 juin 1945, su ranes1944.org.
  3. ^ La vita di Georges Desprez è in seguito segnata da numerose truffe.
  4. ^ Foccart, l'homme qui dirigeait l'Afrique.
  5. ^ a b (FR) Benoît Collombat, Un homme à abattre : contre-enquête sur la mort de Robert Boulin, Parigi, Fayard, 2007, ISBN 978-2-213-63104-2, bnf:41028485 .
  6. ^ Detto «Sylvain», membro dell'ORA.
  7. ^ Orne, Sarthe, Mayenne, Calvados e Manica.
  8. ^ a b c d (FR) La Résistance et le réseau Foccart, su ranes1944.org.
  9. ^ VisiteDeGaulle.
  10. ^ (FR) Pascal Krop e Roger Faligot, La piscine : les services secrets français : 1944-1984, Parigi, Éd. du Seuil, 1985, ISBN 2-02-008743-X, bnf:34836483 .
  11. ^ La sua unità è conosciuta con l'acronimo SAARF e l'obiettivo era la liberazione dei campi di prigionia e di concentramento.
  12. ^ Tra i testimoni oculari di quelle attività, François Van Aerden, Pohl e Emile Buffon sono scomparsi. Georges Desprez è nel 1944 al Campo di concentramento di Dora-Mittelbau. Gli archivi di Saint-Malo sono andati bruciati. I documenti nel dipartimento Orne sono scomparsi.
  13. ^ Se ne trova traccia nel Livre d'émission des ordres de paiement, secrétariat général du commissaire délégué à l'Administration des territoires occupés, bureau financier chargé des paiements hors budget. Lì si può leggere: Numero d'ordine di pagamento 55, in data del 18 aprile 1945, per il comandante Foccart della cauzione versata per lui ai Tedeschi per la sua rimessa in libertà..
  14. ^ Questo organismo fu creato in sostituzione della disparizione de l'Inspection générale de l'armée.
  15. ^ Pierre Péan cita come dei volontari sono ricercati per eliminare Soleil, un FTP installato ad Angers, e che doveva prendere la testa delle FFI incaricate di attaccare la sacca di Royan. Egli è morto poco tempo dopo in un incidente automobilistico.
  16. ^ Come alla stessa epoca, e allo stesso posto: Robert Buron (del Movimento Repubblicano Popolare).
  17. ^ (FR) Jean-Pierre Bat, Le rôle de la France après les indépendances. Jacques Foccart et la pax gallica, in Afrique contemporaine, vol. 3, nº 235, De Boeck Supérieur, 2010, pp. 43-52, DOI:10.3917/afco.235.0043, ISSN 1760-7906 (WC · ACNP).
  18. ^ Da quel momento, Foccart dirige i servizi segreti per tutto quello che riguarda l'Africa: ogni mercoledì, egli riceve il generale Paul Grossin, direttore dello SDECE, per trasmettergli le direttive dell'Eliseo.
  19. ^ Turpin_2009.
  20. ^ a b c Filmato audio (FR) Fabrizio Calvi, Laurence Dequay e Jean-Michel Meurice, ELF, une Afrique sous influence, 2000.
  21. ^ Non vi fu un solo colpo di stato in Africa che non gli fu attribuito; perfino l'assassinio di Mehdi Ben Barka, nel 1965, con la famosa formula ripetuta all'udienza: Foccart est au parfum (Foccart è al corrente).
  22. ^ (FR) Le comité d'honneur - UNI, su uni.asso.fr, 2009-11.
  23. ^ (FR) Mouvement Initiative et Liberté - Comité d'honneur (PDF), su lemil.org.
  24. ^ (FR) Samuël Foutoyet, Nicolas Sarkozy ou la Françafrique décomplexée, Éd. Tribord, 2009, ISBN 978-2-930390-22-2, bnf:41413751 .
  25. ^ (FR) Antoine Glaser, AfricaFrance : quand les dirigeants africains deviennent les maîtres du jeu, 2ª ed., Parigi, Pluriel, 2017, ISBN 978-2-8185-0536-6, bnf:45283231 .

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Scritti di Jacques Foccart[modifica | modifica wikitesto]

Scritti su Jacques Foccart[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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