Mobilitazione

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La mobilitazione è il complesso delle predisposizioni, delle operazioni e dei provvedimenti mediante i quali tutta una nazione passa in ogni suo elemento dallo stato di pace allo stato di guerra.

Nelle civiltà orientali, in Grecia e nell' antica Roma, in caso di guerra tutta la popolazione valida concorreva alla difesa del proprio paese, considerando ciò un diritto e un sacrosanto dovere di ogni cittadino libero. Tutto il popolo scendeva in campo per il proprio paese e chi non poteva brandire un'arma sostituiva, nei compiti e nelle mansioni della vita civile, gli uomini validi che erano stati arruolati, o serviva nelle retrovie come lavoratore.

Nei secoli successivi le sorti dei popoli in guerra furono decisi dagli eserciti permanenti, ai quali vi appartenevano pochissimi individui delle nazioni belligeranti. Le nazioni prendevano parte alla guerra con pochissimi militari appartenenti allo stesso stato, ed era nullo il loro contributo sotto il punto di vista dell'organizzazione interna: l'esercito era elemento a sé, avulso ed indipendente dal resto della vita della nazione.

Massa di uomini, cavalli ed equipaggiamenti in marcia durante la Grande Guerra
Il conflitto mondiale 1914-1918, ha dimostrato in modo inequivocabile che le guerre, ponendo in pieno gioco la vita stessa delle nazioni belligeranti, richiedono da queste tutto lo sforzo di cui esse sono capaci per tendere alla vittoria. Dimostrazione è che tutta la nazione con gli uomini validi sulle trincee, con gli operai nelle officine, con tutta la popolazione, nelle fabbriche, nei servizi pubblici e negli ospedali è stata in grado di difendere la sua esistenza.

La mobilitazione coinvolge tutta la vita di una nazione sotto il punto di vista militare, industriale, civile, agricolo e finanziario.

La mobilitazione deve essere considerata sotto gli aspetti di seguito riportati.

Mobilitazione militare[modifica | modifica sorgente]

La mobilitazione militare è il complesso dei provvedimenti e delle operazioni mediante i quali le forze armate passano dal piede di pace a quello di guerra. Consiste in un insieme di operazioni delicate che debbono rispondere ai seguenti requisiti: ordine, precisione, semplicità e celerità.

Occorre prevenire e sorprendere il nemico ciò non sarà possibile senza una mobilitazione celere e perfetta in ogni dettaglio.

Nel 1870 la Prussia e nel 1904 il Giappone seppero applicare molto bene il principio della sorpresa e ne trassero vantaggi.

Le operazioni principali della mobilitazione militare mirano al:

  • completamento dei corpi e reparti delle diverse armi e servizi già esistenti dal tempo di pace;
  • completamento e costituzione dei comandi delle grandi unità e dei relativi servizi;
  • costituzione dei corpi e dei reparti di nuova formazione previsti dagli appositi documenti di mobilitazione.

Le operazioni di mobilitazione devono considerarsi parte integrante tutti i provvedimenti intesi ad avviare tempestivamente in posto le truppe di copertura, con lo scopo di dare sicurezza e protezione alla grande massa di persone che va mobilitandosi nel territorio e raggiunge le località di raduno. Inoltre ha lo scopo di procedere alla vigilanza, alla difesa delle coste, alla protezione del territorio e delle vie di comunicazione.

Mobilitazione industriale[modifica | modifica sorgente]

La mobilitazione industriale è l'insieme delle operazioni mediante le quali la struttura industriale di uno Stato viene resa idonea sin dal tempo di pace alla produzione intensiva di materiali bellici.

Dopo la Grande Guerra si diffuse il consumo giornaliero di quantità ingentissime di materiale materiale bellico; perciò si manifestò impellente la necessità di realizzare una produzione adeguata al fabbisogno quantitativo e qualitativamente con lo scopo di conseguire la superiorità sull'avversario. Le riserve accantonate fin dal tempo di pace, si manifestarono subito del tutto insufficienti per cui si ricorse a provvedimenti radicali atti a garantire in modo costante il gettito del materiale bellico. Sotto la pressione delle necessità assillanti e per la capacità di inventiva, si dovette effettuare prodigi nel campo delle innovazioni e delle scoperte.

In Italia il lavoro d'organizzazione della mobilitazione industriale inizio nel maggio del 1915, attraverso difficoltà enormi di ordine finanziario e tecnico.

Mobilitazione civile[modifica | modifica sorgente]

Le guerre passate hanno messo in evidenza la necessità assoluta che ogni persona debba concorrere in caso di guerra, alla resistenza della collettività. Inteso ciascuno secondo il proprio sesso, l'età e le capacità di rendimento.

Nell'interno del paese occorrono braccia per la produzione industriale ed agricola; le industrie hanno necessità di maestranze per assicurare, nella misura voluta, il materiale bellico. Occorre quindi sostituire i validi sottratti per la difesa del Paese. Tutti gli uffici, gli ospedali e le aziende devono continuare a funzionare, la produzione agricola non è solo indispensabile a chi combatte, ma anche per tutta la popolazione rimanente.

Il contributo per la mobilitazione civile si manifesta nelle seguenti forme:

  • prestazione dell'attività fisica, intellettuale e spirituale in qualsiasi forma essa possa venire richiesta dalle autorità e dagli organi competenti al fine di dare incremento alla resistenza;
  • riduzione al minimo delle spese e di consumi di qualsiasi genere;
  • piena ed immediata ossequenza ad ogni ordine o disposizione delle autorità preposte;
  • astensione da qualsiasi atto che possa menomare la capacità di resistenza della nazione;
  • ogni azione deve giovare alla Patria, e pronta adesione a qualsiasi richiesta.

Mobilitazione finanziaria[modifica | modifica sorgente]

Potrebbe essere considerata come un ramo della mobilitazione civile, ma generalmente viene considerata come a sé stante.

richiedendo organizzazioni particolari e rivestendo un'importanza che a nessuno può fuggire.

Occorrono ingenti capitali che devono essere tempestivamente approntati per la provvista e la raccolta del materiale bellico, per la predisposizione dei macchinari, delle maestranze e delle materie prime.

In passato l'Italia fu costretta a richiedere fortissimi prestiti all'interno e all'esterno del paese. Prima della Grande Guerra, nulla era stato mai predisposto, né in Italia né nelle altre nazioni, ad eccezione della Germania, che aveva creato una commissione con il preciso compito di studiare il trapasso dalla situazione economico-finanziario di pace a quella di guerra. In Italia i primi provvedimenti furono attuati nel 1914, quando aveva già cominciato a risentire della crisi a causa della guerra, ormai iniziata.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico. Ezio Cecchini. Le Istituzioni militari. Sintesi storica.1986, Roma
  • Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico. Giuseppe Moscardelli. Cesare dice...Una lettura del Bellum Gallicum. 1973, Roma
  • Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico. Nicola Marselli. La guerra e la sua storia. 1986, Roma
  • Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico. Carlo von Clausewitz, traduzione Ambrogio Bollati, Emilio Canevari. Della Guerra. 1942, Roma
  • Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico. Massimo Mazzetti. L'industria italiana nelle grande guerra. 1979, Roma
  • Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico. Le cartoline dei prestiti di guerra (1915-1942). 1992, Roma
  • Vico Allegretti. Sed bellum contrariatur paci. Guerra giusta e ingiusta: Istituzioni. 1997, edizioni del Girasole, Ravenna
  • Luigi Tomassini, Lavoro e Guerra, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1997.