Guerra corazzata

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Per guerra corazzata si deve intendere l'uso – nella guerra moderna, a partire dal XX secolo – dei veicoli blindati da combattimento come una componente primaria dei metodi di guerra. Il debutto dei veicoli corazzati avvenne in Francia nel 1916 durante la prima guerra mondiale con l'inglese Tank Mark I, prodotto in due varianti, la male (maschio) con due cannoni navali da 6 libbre e 4 mitragliatrici Hotchkiss Mle 1909 e la female (femmina) con 2 mitragliatrici Vickers .303 e 4 mitragliatrici Hotchkiss Mle 1909.

Un carro armato Leopard 2, principale mezzo da combattimento della Panzer-Division della Bundeswehr

Truppe corazzate[modifica | modifica wikitesto]

Le truppe corazzate agiscono con mezzi motomeccanizzati cingolati e corazzati o blindati come carri armati, cannoni semoventi, autoblindo. Il termine fu usato per la prima volta in Germania nel 1934 quando sorse in Germania la prima grande unità corazzata. Le truppe corazzate nella guerra moderna assolvono compiti che in passato venivano assolti della cavalleria. Le unità corazzate dell'esercito britannico che si erano costituite precedentemente venivano denominate "meccanizzate".

Le truppe corazzate si distinguono dalle motorizzate perché queste, giunte a contatto del nemico, combattono a piedi, mentre il mezzo blindato o corazzato serve esso stesso per il combattimento. Le truppe corazzate ebbero parte importante e spesso decisiva nella seconda guerra mondiale. Le truppe corazzate di differenziano da quelle meccanizzate dotate di veicoli corazzati per il trasporto e il combattimento e che ostituiscono la maggior parte degli eserciti moderni, per il fatto che le truppe meccanizzate agiscono da supporto alle forze corazzate in compiti di attacco e sfondamento delle linee nemiche o tenuta delle posizioni in difesa; grazie alla mobilità consentita dai veicoli di cui sono dotate le truppe meccanizzate a questi compiti si assommano anche quelli dello sfruttamento dell'attacco in caso di sfondamento delle linee nemiche e quelli di riserva mobile insieme alle truppe aeromobili, che hanno compiti condivisi con la moderna cavalleria anch'essa dotata di mezzi corazzati e blindati.

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Il prerequisito di questa modalità tattica si fonda sull'abilità delle truppe di penetrare le linee difensive allestite dalla fanteria attraverso manovre di veicoli che offrano protezione dalle armi dei fanti, e siano in grado di prevalere sull'artiglieria dei difensori in virtù del proprio armamento, per lo più costituito da un "pezzo" (bocca da fuoco) ad alta celerità di tiro e mitragliatrici. Qualora non vi siano linee difensive ben definite, come ad esempio avvenne durante la seconda guerra mondiale in Africa Settentrionale, l'impiego di una massa di manovra corazzata diventa fondamentale per irrompere velocemente ed in profondità nelle retrovie del nemico con elevata capacità distruttiva e nel contempo elevata protezione per le proprie truppe.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte dell'efficacia pratica di questa tecnica risiede nello studio della modalità di impiego dei veicoli, comunemente chiamati carri armati, nonché su quella di altri veicoli di supporto (artiglieria semovente e IFV). Per supportare la manovra corazzata contro gli ostacoli naturali o artificiali vengono anche utilizzati veicoli speciali, come carri gettaponte, sminatori, carri recupero ed ambulanze corazzate, il cui uso è fondamentale per ridurre le perdite in veicoli, ma soprattutto in uomini; in questo campo, grandi innovatori sono stati gli israeliani i quali, con il loro carro Merkava, hanno posto addirittura il motore nella parte anteriore del mezzo per offrire la massima protezione all'equipaggio, anche se a scapito della velocità, ma hanno ciò nonostante utilizzato le forze corazzate in modo vincente durante i conflitti della loro storia, dalla guerra dei sei giorni alla guerra del Kippur. In diversa direzione è andato invece il disciolto Patto di Varsavia, che prevedeva una gran massa di veicoli corazzati a tecnologia relativamente bassa che irrompeva attraverso le linee della NATO con la tattica detta "del rullo compressore", tentando di sfondare in più punti del fronte e rinforzando poi solo gli sfondamenti riusciti; questa tattica prevedeva elevate perdite tra le truppe. D'altronde, in uno scenario di guerra nucleare, anche un carro armato ad alta tecnologia, in grado di operare in un ambiente NBC, non potrebbe resistere a testate atomiche tattiche dirette su concentrazioni di truppe, magari con esplosione aereo-bassa per massimizzare la quantità di radiazioni dirette sulle truppe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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