Vai al contenuto

Andrea Ronchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Andrea Ronchi

Ministro per gli affari europei
Durata mandato8 maggio 2008 
15 novembre 2010
Capo del governoSilvio Berlusconi
PredecessoreEmma Bonino
SuccessoreAnna Maria Bernini

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato30 maggio 2001 
14 marzo 2013
LegislaturaXIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
Futuro e Libertà per l'Italia
CoalizioneCasa delle Libertà (XIV-XV)
PdL-LN (XVI)
CircoscrizioneLombardia 1
Incarichi parlamentari
XIV Legislatura
  • Membro della III Commissione (Affari esteri e comunitari) (dal 25 novembre 2004)
  • Membro della IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) (dal 20 giugno 2001 al 25 novembre 2004)
  • Membro del Comitato per i procedimenti di accusa (dal 2 ottobre 2002

XV Legislatura

  • Membro della III Commissione (Affari esteri e comunitari)
  • Membro della Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (dal 15 settembre 2006)

XVI Legislatura

  • Ministro senza portafoglio per le politiche europee (Governo Berlusconi IV)
  • Membro della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (sostituito da Barbara Saltamarini)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoMSI-DN (fino al 1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2010)
FLI (2010-2011)
Titolo di studioLaurea in scienze politiche
UniversitàLUISS Guido Carli di Roma
ProfessioneGiornalista, imprenditore

Andrea Ronchi (Perugia, 3 agosto 1955) è un politico italiano, ministro per le politiche comunitarie nel governo Berlusconi IV dal marzo 2008 fino al novembre 2010.

Laureato in scienze politiche, inizia la sua militanza politica da giovanissimo nel Movimento Sociale Italiano.

Giornalista per la carta stampata e conduttore televisivo su emittenti locali del Lazio, nel 1994 Ronchi è tra i fondatori di Alleanza Nazionale.

Deputato di AN (2001-08)

[modifica | modifica wikitesto]

Con AN è eletto deputato alla Camera per la prima volta nel 2001.

Nel luglio 2005, Andrea Ronchi viene nominato portavoce del partito, entrando così a far parte della segreteria politica di Alleanza Nazionale.

Alla fine del 2005, avanza, come primo firmatario, una proposta di legge riguardante il ritorno della vendita collettiva dei diritti televisivi delle partite di calcio, sottoposta all'esame della Commissione Cultura. La proposta di legge decade assieme alla legislatura.

A seguito delle elezioni politiche del 2006, Ronchi conferma il suo seggio alla Camera dei deputati, venendo eletto con Alleanza Nazionale nella circoscrizione Lombardia 1 ed entra a far parte della III Commissione permanente (Affari Esteri e Comunitari).

Ministro per le politiche comunitarie (2008-2010)

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 viene rieletto alla Camera con il Popolo della Libertà, e nel governo Berlusconi IV è ministro per gli affari europei.

Decreto Ronchi (2009)

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 il governo Berlusconi IV pone la fiducia sulla conversione in legge del decreto Ronchi, che in 30 articoli intende adempiere in ritardo obblighi comunitari e sanare procedure di infrazione su argomenti disparati, quali le autoriparazioni, la liberalizzazione delle rotte marine, lo smaltimento delle apparecchiature elettroniche, la definizione del made in Italy.

In ambito di servizi idrici, il decreto recepisce i principi comunitari di "economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento" per l'affidamento ai privati dei servizi pubblici locali o la scelta del partner privato nelle aziende miste[1]. Il decreto stabilisce inoltre che nelle società già quotate in borsa che si occupano della gestione di servizi idrici la quota di capitale in mano pubblica non sia superiore al 30%, lasciando la maggioranza ai privati; d'altra parte, come già la legislazione previgente, è consentita la gestione interamente pubblica attraverso società cosiddette "in house", previo parere non vincolante dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il provvedimento ha suscitato dure reazioni da parte di chi ritiene che con la privatizzazione i prezzi possano in realtà anche aumentare.[2][3][4] In particolare, la norma del decreto che stabiliva la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito è stata abrogata dal referendum del 12 e 13 giugno 2011.

Attività Ministeriali

Ha proposto l’emanazione del D.L. 135 del 2009 di riforma dei servizi pubblici locali. Ha lavorato alla chiusura di numerose procedure di infrazione. Si è occupato del D.Lgs. n. 59 del 2010 di recepimento della Direttiva 2006/123/CE anche nota come Direttiva Bolkestein. In qualità di Ministro ha dato impulso alla repressione frodi con il potenziamento del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti dell'UE alle dirette dipendenze del Ministro per le Politiche Europee. Durante il periodo in cui è stato Ministro ha curato importanti dossier che, successivamente alla conclusione della sua responsabilità ministeriale, sono sfociati in importanti riforme legislative: ha gestito la procedura di infrazione sulla Golden share che ha portato successivamente all’approvazione della legge n. 21 del 2012 di disciplina della Golden Power; ha seguito la riforma della legge Buttiglione sull’attuazione delle normative comunitarie, che ha portato all’approvazione della legge n.234 del 2012.

Futuro e Libertà

[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 2010 abbandona il gruppo parlamentare del PdL per aderire a quello di Futuro e Libertà per l'Italia, divenendo così l'unico finiano ad essere ministro nel quarto esecutivo guidato da Berlusconi.

Il 15 novembre 2010 il ministro per le politiche comunitarie Andrea Ronchi insieme al vice ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso e ai sottosegretari di Stato all'ambiente Roberto Menia e alle politiche agricole Antonio Buonfiglio, tutti esponenti del nuovo gruppo finiano Futuro e Libertà per l'Italia si dimettono lasciando il governo Berlusconi IV a causa della negazione da parte del premier Silvio Berlusconi di dimettersi come aveva invece chiesto il loro leader Gianfranco Fini.[5]. Viene indicato da Fini il 13 febbraio 2011 come Presidente dell'Assemblea Nazionale del nuovo partito Futuro e Libertà per l'Italia[6]. Si dimette dall'incarico il 18 maggio 2011[7] a seguito della ufficializzazione della linea del partito che, ai ballottaggi delle elezioni comunali di Napoli e Milano, non avrebbe sostenuto i candidati di centro-destra Lettieri e Moratti[8].

Il 9 luglio 2011, insieme a Adolfo Urso e Pippo Scalia si dimette da FLI, ed entra nel Gruppo misto[9].

Il 9 novembre 2011 Ronchi fonda con Adolfo Urso, Antonio Buonfiglio e Giuseppe Scalia, altri ex esponenti di Futuro e Libertà già usciti dal partito per sostenere il governo Berlusconi e transitati al Gruppo misto, la componente "Fareitalia per la Costituente Popolare". Termina il mandato parlamentare nel marzo 2013.

Attività professionali

[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2013 al 2015 ha curato per la Presidenza della Camera di Commercio di Roma le tematiche internazionali.

Nel 2016 ha curato per la Presidenza della CONFAPI – Confederazione Italiana della Media e Piccola Industria Privata - le tematiche internazionali e Advisor del Presidente nella gestione della sintesi di tematiche riguardo le 116.000 imprese della PM.

Dal 2017 al 2026 Amministratore Unico della Federazione Nazionale Medico Sportiva Italiana – Unica Federazione del Coni preposta a garantire la tutela e l’educazione alla salute delle attività sportive ad ogni livello.

Dal 2021 al 2025 è stato Consulente in Saipem relativamente allo sviluppo di una strategia nazionale ed internazionale volta al rafforzamento del profilo, della valorizzazione e della reputazione aziendale e supporto nell'identificazione di tematiche rilevanti rispetto alle quali Saipem si pone come soggetto guida. Inoltre, ha fornito supporto alla Saipem rispetto alla grande sfida e agli obiettivi del PNRR.

Ferservizi S.p.A. - Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2023 Presidente di Ferservizi S.p.A. - Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., Shared Services Center del Gruppo FS, un centro servizi trasversali di eccellenza che gestisce, per la Capogruppo e per le Società del Gruppo, le attività no core, cioè non direttamente collegate all’esercizio ferroviario. La Società esercita un ruolo di supporto al core business delle società clienti, garantendo velocità e qualità dei servizi offerti, grazie alla semplificazione, standardizzazione ed efficientamento dei processi.

Da maggio 2024 a marzo 2025 Presidente del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità di Ferservizi S.p.A. - Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

Da marzo 2025 Presidente del Comitato Controllo e Rischi di Ferservizi S.p.A. - Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

Da marzo 2025 Presidente del Comitato Sostenibilità di Ferservizi S.p.A. - Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

  1. Alessandro Penati, "La guerra dell'acqua tra pubblico e privato", La Repubblica, 21 novembre 2009
  2. Acqua privatizzata, via alla fiducia. L'opposizione: "Saliranno i prezzi" La Repubblica, 17 novembre 2009
  3. Privatizzazione dell'acqua. Il governo pone la fiducia Il Sole 24 Ore, 17 novembre 2009
  4. Acqua privatizzata, dl blindato in Aula. Scatta la mobilitazione ambientalista Il Corriere della Sera, 17 novembre 2009
  5. Fli esce, governo in bilico. Berlusconi: fiducia o voto, su ansa.it.
  6. Fli/ Andrea Ronchi eletto presidente dell'assemblea nazionale, su affaritaliani.libero.it. URL consultato il 15 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2011).
  7. Fli: Ronchi si dimette da presidente dell'assemblea nazionale - Politica - L'Unione Sarda[collegamento interrotto]
  8. Terzo Polo: «Né Moratti né Pisapia» Lo strappo del finiano Ronchi, su corriere.it.
  9. Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia lasciano il gruppo di Futuro e libertà alla Camera[collegamento interrotto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per gli affari europei Successore
Emma Bonino dall'8 maggio 2008-15 novembre 2010 Anna Maria Bernini

Predecessore Presidente del Consiglio Nazionale di Futuro e Libertà per l'Italia Successore
- 13 febbraio 2011 - 9 luglio 2011 Salvatore Tatarella

Predecessore Portavoce Nazionale di Alleanza Nazionale Successore
Mario Landolfi 2005 - 2009 -