Capolettera

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Norandino fugge dopo la battaglia di al-Buqaia. Manoscritto (Yates Thompson 12) in gotica francese della Storia delle imprese d'Oltremare di Guglielmo di Tiro, che si compone di 25 iniziali istoriate (1232-1261), British Library.[1]
Esempi di capilettera nel Codex Frisianus (1325 circa)
Esempio di un capolettera del salterio diurno miniato del sec. XVII già presente nella Biblioteca Scarabelli di Caltanissetta, rubato nel 2010[2][3]

Con il termine capolettera si intende la consonante o vocale iniziale della prima parola della prima riga di un testo. Per i manoscritti antichi si usa spesso il termine (creato nel XIX sec. in area anglosassone) di versale[4]

In genere, nei manoscritti miniati, il capolettera era di dimensioni maggiori rispetto alle altre consonanti e vocali seguenti, e veniva decorato con disegni particolari dagli amanuensi . Con l'introduzione della stampa da parte di Johann Gutenberg, il capolettera, a seconda dello stile di stampa utilizzato, era limitato alla rappresentazione di questa in dimensioni maggiori, ma senza elaborati particolari.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Morfologicamente possono essere divisi in varie categorie, soprattutto per i manoscritti antichi[5]:

Iniziale fogliata: lettera rivestita o formata da elementi vegetali, generalmente foglie di acanto lanceolate.

Iniziale zoomorfa: lettera la cui struttura è formata, anche parzialmente, da una figura animalesca o mostruosa.

Iniziale con figura: lettera in cui una o più figure sono collocate al suo interno ma non svolgono un’azione.

Iniziale istoriata: lettera in cui una o più storie sono collocate al suo interno

Iniziale filigranata: lettera realizzata a penna e inchiostro, generalmente rosso e azzurro, il cui campo è composto da ornamenti simili a quanto si ottiene con la tecnica della filigrana, talvolta riproducendo elementi vegetali stilizzati accompagnati dall’acquerello steso a pennello (in questo caso si può parlare di “lettera con ornamenti in tecnica mista”).

Iniziale rubricata: lettera realizzata a corpo pieno con l’inchiostro rosso o azzurro; possono essere fesse o rifesse.

Iniziale fessa: lettera con una fessura ottenuta a risparmio all’interno di uno stesso colore.

Iniziale rifessa: lettera in cui la fessura a risparmio separa il corpo in due parti cromaticamente diverse, generalmente rossa e azzurra.

Lettera grossa: lettera in inchiostro nero, che può trovarsi anche all’interno della parola, particolarmente elaborata sia nel ductus che nelle espansioni e negli ornamenti eseguiti con penna molto sottile, talvolta anche con parti leggermente acquerellate con inchiostro diluito; talvolta gli ornamenti disegnati possono prendere la forma di testine caricaturali o mostruose.

Nell'uso moderno a stampa, come detto, sono solitamente solamente più grandi e quasi sempre dello stesso "font" del corpo principale del testo.

Il capolettera può essere sulla linea di base della prima linea di testo, sullo stesso margine, come nell'esempio seguente. Questa è l'impaginazione più semplice da creare al computer, incluso l' Th HTML:

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Altrimenti,l'iniziale può trovarsi nel margine sinistro esteso ad uopo. In processori "word" e HTML, si può ottenere inserendo due celle, una per l'iniziale e l'altra per il resto del testo. Esempio:

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Con un capo lettera tipo drop cap, l'iniziale risiede all'interno del margine sinistro e superiore in uno spazio creato dentro al corpo del testo, la lettera si estende in basso attraverso più linee di testo. Nei browser dei computer moderni si può ottenere con una combinazione di HTML e CSS usando il setting float: left;. Una soluzione solo CSS è quella di usare lo pseudo-elemento :first-letter. Questo è un esempio di questo formato:

L
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In alcuni manuscritti antichi, la prima lettera del corpo del testo che segue il capolettera può essere a sua volta Maiuscola e ingrandita, come nell'immagine a inizio pagina del salterio della Biblioteca Scarabelli dove alla B versale segue una E maiuscola. Nei testi scritti in insulare era comune la pratica di continuare a porre lettere maiuscole (al tempo in realtà percepite come scritte in un carattere diverso) via via più piccole fino a raggiungere la grandezza del corpo del testo creando l'effetto definito "diminuendo"

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già nel IV secolo D.C. appaiono i primi esempi di uso di capolettera per ora conosciuti. A quel tempo non era in uso l'abitudine di spaziare tra di loro le parole, le frasi e i paragrafi. La comunicazione era quasi esclusivamente orale, e lo scritto era principalmente un modo per fissare su un supporto stabile le parole. La lettura veniva usata soprattutto per aiutare a richiamare alla mente ciò che per lopiù era già saputo, spesso a meoria, dal lettore. Gli scribi usavano i capilettera per dividere in pezzi la continuità grafica, indicando il punto di inizio di una nuova sezione logica del testo, non avevano la funzione di decorare ma quella di aiutare il lettore a trovare il passo che lo interessava, o a mantenere il filo della lettura. Con il tempo si invalse l'uso di colorarle prima per evidenziarle (spesso di rosso minio, da qui la parola "miniare") e poi di decorarle con figure che richiamassero il tema del testo che seguiva la lettera per aiutare ancor di più il lettore.

Nel medioevo quella di decorare le "lettere versali" di libri di pregio (soprattutto bibbie, libri di chiesa e copie di scrittori classici) era ormai divenuta un'arte, quella della Miniatura, che conterà i suoi maestri e e le scuole di prestigio, fino ad uscire dai capilettera per invadere i margini prima l'intera pagina poi. Mantennero un profilo più umile i capilettera usati in testi più mondani come le liste di carattere commerciale o contabile/amministrativo; in questi casi erano solitamente semplicemente colorate in rosso, chiamto in latino "rubricum" da qui la parola rubrica.

L'uso delle versali divenne sempre meno funzionale e più decorativo con il consolidarsi dell'abitudine, in epoca carolingia, all'uso delle spaziature del testo, e con il cambiamento dell'uso della lettura in epoca basso-medievale per il diffondersi della cultura a opera delle università. In più l'introduzione della stampa mobile rese complessa l'impaginazione con capilettera troppo grandi e ancorpiù la loro decorazione se non ridotta al minimo. Tutto questo e il mutare dei gusti ha portato i capilettera a diventare sempre più piccoli e semplici. Fino al XX secolo in cui il loro uso era praticamente limitato a certificati e diplomi. Eccezione quei libri in cui si volesse dare al libro un effetto di antico.[6]

Con l'intfoduzione della composizione tipografica digitale, che ha portato una notevole libertà impaginativa, l'uso del capolettera sta lentamente tornando sia in stampa che su pagine digitali, mandenendone comunque l'uso per scopi stilistici o di genere (favole per bimbi, pagine web di siti dedicati a temi di magia o calligrafia, etc.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Catalogo on line dei manoscritti miniati (BL), Detailed record for Yates Thompson 12, prodigi.bl.uk. URL consultato il 30 aprile 2014.
  2. ^ A. Mangiavillano, BREVE STORIA DELLA BIBLIOTECA COMUNALE “LUCIANO SCARABELLI” DI CALTANISSETTA - I manoscritti (PDF), .storiapatriacaltanissetta.it, pp. 35.
  3. ^ I libri scomparsi della biblioteca Scarabelli -, Società Nissena di Storia Patria - Caltanissetta, 1º febbraio 2013.
  4. ^ Oxford Dictionary
  5. ^ http://www.polomuseale.firenze.it/coralisanmarcomostra/glossario.asp?menu=glossario
  6. ^ https://www.smashingmagazine.com/2012/04/drop-caps-historical-use-and-current-best-practices/

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