Beatrice di Provenza

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Beatrice di Provenza
statua di Beatrice di Provenza, del XIII secolo,
statua di Beatrice di Provenza, del XIII secolo,
Regina consorte di Sicilia
In carica 26 febbraio 1266 –
23 settembre 1267
Predecessore Elena Ducas
Successore Margherita di Borgogna
Contessa di Provenza e di Forcalquier
In carica 1245-1267
Predecessore Raimondo Berengario IV di Provenza
Successore Carlo I d'Angiò
Nascita 1234
Morte Nocera Inferiore[1] o Napoli[2], 23 settembre 1267
Sepoltura nella cattedrale, a Napoli[2].
Luogo di sepoltura Le sue spoglie, nel 1277, furono traslate a Aix-en-Provence, nella chiesa di San Giovanni di Malta[2]
Dinastia Casa di Barcellona
Padre Raimondo Berengario IV di Provenza
Madre Beatrice di Savoia
Consorte Carlo I d'Angiò
Figli Luigi
Bianca
Beatrice
Carlo
Filippo
Roberto e
Isabella
Religione cattolica
Sigillo della contessa Beatrice, da Iconographie des sceaux et bulles di Louis Blancard, pag. 353, n° 1[3]

Beatrice (1234Nocera Inferiore [1] o Napoli[2], 23 settembre 1267) è stata contessa di Provenza e Forcalquier dal 1245, contessa consorte d'Angiò e del Maine dal 1246, e regina consorte di Sicilia e di Napoli, dal 1266, alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Beatrice di Provenza
Beatrice con il marito Carlo I

Figlia quartogenita e ultimogenita del conte di Provenza e conte di Forcalquier, Raimondo Berengario IV (11981245), come riportato dagli Annales Sancti Victoris Massilienses[4] e della moglie, Beatrice di Savoia (12061266), che, secondo il documento n° 49 del Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, dello storico, Ludwig Wurstenberger, era figlia del Conte di Savoia, d'Aosta e di Moriana, Tommaso I[5] (11771233) e della moglie[6], Beatrice Margherita di Ginevra (11801257), che secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era figlia di Guglielmo I di Ginevra e di Margherita Béatrice di Faucigny[6].
Raimondo Berengario IV di Provenza, secondo la Historia Comitum Provinciae era l'unico figlio maschio del consorte dell'erede della contea di Forcalquier e conte di Provenza, Alfonso II e di sua moglie, Garsenda di Sabran[7], figlia del Signore di Caylar e d'Ansouis, Raniero († dopo il 1209) appartenente alla famiglia de Sabran e di Garsenda di Forcalquier ( - prima del 1193), l'unca figlia del Conte di Forcalquier, Guglielmo IV d'Urgell e di Adelaide di Bezieres[8], di cui non si conoscono gli ascendenti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Beatrice era famosa per la sua bellezza, come per altro lo erano le sue tre sorelle.

Prima del 1240, una figlia del conte di Provenza, Raimondo Berengario IV, era stata promessa al delfino del Viennois, Ghigo VII (1225-1269), figlio d'Andrea Ghigo, delfino del Viennois, e di Beatrice di Monferrato; il fidanzamento però fu annullato da due vescovi in quanto, in precedenza, il delfino Ghigo VII aveva contratto fidanzamento con Cecilia del Balzo, come ci certifica il documento n° 129, datato giugno 1240, del Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, dello storico, Ludwig Wurstenberger[9](anche se il documento non specifica il nome della figlia del conte di Provenza, dato che le due figlie maggiori erano già maritate, gli storici propendono attribuire questo fidanzato alla terzogenita Sancha, di circa quattordici anni, e non Beatrice che di anni ne aveva circa sei.

Quando, nel 1245, suo padre, Raimondo Berengario IV, morì, come da suo testamento (come ci conferma la cronaca del monaco benedettino inglese, cronista della storia inglese, Matteo da Parigi (12001259, con il documento riportato a pagina 485 del Matthæi Parisiensis, Monachi Sancti Albani, Chronica Majora, vol IV[10]), lasciò i titoli di contessa di Provenza e Forcalquier alla figlia più giovane, non ancora sposata[11], Beatrice[12]. Il testamento redatto da Raimondo Berengario IV, il 20 giugno 1238 a Sisteron, si trova nelle Layettes du Trésor des Chartes, vol. II, contrassegnato come documento n° 2719[13].
Alla mano della ricca ereditiera Beatrice aspiravano i principi delle terre confinanti, il conte di Tolosa, Raimondo VII, che aveva appena divorziato da Margherita di Lusignano, ee il re della corona d'Aragona, Giacomo I[11], che, pur essendo sposato con Iolanda d'Ungheria, era entrato in Provenza e messo sotto assedio la località ove risiedeva Beatrice[11]. Nel frattempo, nel corso del mese di dicembre del 1245 vi furono in Cluny incontri segreti frala madre di Beatrice, Beatrice di Savoia, il papa Innocenzo IV, Luigi IX di Francia, il fratello minore, Carlo d'Angiò, e la loro madre Bianca di Castiglia. Fu deciso che in cambio della protezione (militare) di Luigi IX, il papa avrebbe appoggiato il matrimonio tra Carlo d'Angiò e Beatrice di Provenza[14], ma la Provenza non sarebbe mai andata alla Francia direttamente tramite Carlo. Si concordò che se Beatrice e Carlo avessero avuto figli, la Provenza sarebbe spettata a loro, in caso contrario sarebbe andata a Sancha di Provenza (terza figlia di Raimondo e Betrice) ed in caso di premorienza di quest'ultima, sarebbe andata al re di Aragona. Beatrice di Savoia, alla quale fu concesso l'usufrutto del territorio fino alla sua morte, acconsentì alle nozze della figlia con Carlo d'Angiò.
Allora Carlo d'Angiò, che il Papa Innocenzo IV aveva contribuito a scegliere come marito per Beatrice di Provenza[14], invase militarmente la Provenza, con un esercito francese e liberò Beatrice da Giacomo I [11].

Il matrimonio, secondo gli Annales Sancti Victoris Massilienses fu celebrato ad Aix-en-Provence, il 31 gennaio 1246[4], Beatrice divenne così contessa consorte d'Angiò e del Maine.

Nel frattempo le sorelle di Beatrice, Margherita, moglie del re di Francia, Luigi IX il Santo (1214-1270), Eleonora, moglie del re d'Inghilterra, Enrico III (1207-1272), e Sancha, moglie del conte di Cornovaglia, Riccardo (1209-1272), futuro re dei Romani (o re di Germania), avrebbero desiderato dividere i feudi paterni con la sorella minore, Beatrice, ma il nuovo conte consorte di Provenza, Carlo d'Angiò, non la volle spartire; per cui i rapporti tra Carlo e le tre sorelle defraudate furono sempre molto tesi[15].
Carlo, che nell'agosto di quello stesso anno era stato creato conte d'Angiò e del Maine[2], come conte consorte governò la Provenza, riuscendo in pochi anni a rendere il governo completamente dispotico[16] e tra il 1258 ed il 1264 estese i suoi domini anche sul Piemonte meridionale, occupando alcune contee nella zona di Asti[16].

Nel 1248, Beatrice seguì il marito, Carlo, che partecipò, insieme a suo fratello Luigi IX, alla settima crociata, in Egitto, contro gli arabi della dinastia curdo-musulmana degli Ayyubidi, che avevano conquistato e depredato Gerusalemme nel 1245, compiendovi per di più orribili atrocità. Effettuata una sosta di sei mesi a Cipro, dove nacque il loro primogenito, Carlo e Beatrice raggiunsero l'Egitto nel 1249; in giugno, conquistarono Damietta, dove nacque la loro secondogenita; la sconfitta nella battaglia di Mansura, l'8-11 febbraio 1250, portò ad una susseguente breve prigionia di Carlo ed i suoi due fratelli, re Luigi ed Alfonso, che durante la crociata aveva ereditato, assieme alla moglie Giovanna, la contea di Tolosa. Carlo ed i fratelli furono liberati, dopo breve tempo, dietro pagamento di un pesante riscatto, pagato da sua sorella, Margherita, la regina di Francia, anche lei a Damietta. Nella primavera del 1251, seguirono re Luigi in Palestina, quindi Beatrice e Carlo decisero di rientrare in Provenza, dove erano scoppiate alcune rivolte ad Arles ed Avignone[17]. Nella seconda metà del 1251, dall'Egitto fece così ritorno in Provenza accompagnati dal fratello di Carlo, Alfonso.

Nel 1264, sua madre, Beatrice di Savoia, malata, ma sana di mete (infirma corpore, tamen sana mente), redasse due testamenti, uno a gennaio ed uno a febbraio, in cui ricorda di voler essere sepolta nella chiesa di San Giovanni di Malta, Aix-en-Provence, che col marito aveva contribuito a costruire, lascia tutti i suoi beni alle figlie, Margherita ed Eleonora, mentre alla terza figlia ancora in vita (la quarta sorella, Sancha, è morta da tre anni circa), Beatrice di Provenza, solo un lascito; il testamento redatto il 22 febbraio ad Ambiani, in cui rammenta anche di una proprietà lasciata all'ordine dei Cavalieri Ospitalieri, è riportato come documento n° 639 del Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, dello storico, Ludwig Wurstenberge[18].

Nel 1265, suo marito, Carlo, con un piccolo contingente si imbarcò e, via mare, arrivò a Roma, dove, il 28 giugno il papa Clemente IV lo incoronò re di Sicilia[19]; la contessa Beatrice, secondo la storia di Manfredi, re di Sicilia e di Puglia di Giuseppe di Cesare che si rifà alla storia di Saba Malaspina, raggiunse il marito a Roma, sempre via mare circa quattro mesi dopo[20], dove fu confermata regina di Sicilia con il marito[2]
Nel novembre di quello stesso anno, l'esercito di Carlo, composto da 5000 armigeri e 25000 fanti entrò in Italia e giunse a Roma nel gennaio del 1266[19], dove il 6 gennaio 1266, Carlo e Beatrice erano stati incoronati re e regina di Sicilia[2].

Nel 1266 Beatrice divenne consorte dell'effettivo re di Sicilia, in quanto il marito Carlo sconfisse, il 26 febbraio, nella battaglia di Benevento, re Manfredi di Sicilia[19], che cadde in battaglia, ucciso da uno sconosciuto[19].

Nel testamento che redasse, nel giugno 1266, il giorno dopo la festività dei SS: Pietro e Paolo, Beatrice si definisce, regina di Sicilia, duchessa di Puglia, principessa di Capua e contessa d'Angiò, Provenza e Forcalquier (Beatrix…Regina Sicilie, Ducatus Apuliæ et Principatus Capuæ, Andegavensis, Provinciæ et Forcalquerii Comitissa)[2].

Beatrice morì nel castello del Parco, a Nocera[1] (mentre secondo la storia di Saba Malaspina, morì a Napoli[2]), il 23 settembre 1267; fu tumulata a Napoli, nella cattedrale[2]. Le sue soglie, nel 1277, furono traslate a Aix-en-Provence, nella chiesa di San Giovanni di Malta[2].
Fu l'ultima contessa di Provenza della dinastia di Barcellona; lasciò i titoli di conte di Provenza e Forcalquier al marito Carlo.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Beatrice e Carlo ebbero sette figli[21][22]:

Parentele incrociate[modifica | modifica wikitesto]

Beatrice e la sorella Margherita, che sposarono i fratelli Carlo d'Angiò e Luigi IX di Francia, divennero cognate, e viceversa per Luigi e Carlo. La stessa cosa successe alle altre due sorelle, figlie di Raimondo Berengario IV, Eleonora e Sancha, sposando i fratelli Enrico III d'Inghilterra e Riccardo di Cornovaglia, divennero cognate, e viceversa per Enrico e Riccardo.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Beatrice di Provenza Padre:
Raimondo Berengario IV di Provenza
Nonno paterno:
Alfonso II di Provenza
Bisnonno paterno:
Alfonso II d'Aragona
Trisnonno paterno:
Raimondo Berengario IV di Barcellona
Trisnonna paterna:
Petronilla di Aragona
Bisnonna paterna:
Sancha di Castiglia
Trisnonno paterno:
Alfonso VII di León
Trisnonna paterna:
Richenza di Polonia
Nonna paterna:
Garsenda di Provenza
Bisnonno paterno:
Rainou de Sabran
Trisnonno paterno:
Rostaing II de Sabran
Trisnonna paterna:
Roscie, Dame d'Uzes
Bisnonna paterna:
Garsenda di Forcalquier
Trisnonno paterno:
Guglielmo IV di Forcalquier
Trisnonna paterna:
Adelaide de Beziere
Madre:
Beatrice di Savoia
Nonno materno:
Tommaso I di Savoia
Bisnonno materno:
Umberto III di Savoia
Trisnonno materno:
Amedeo III di Savoia
Trisnonna materna:
Mahaut d'Albon
Bisnonna materna:
Beatrice di Viennois
Trisnonno materno:
Gerard I, Conte di Macon e Vienne
Trisnonna materna:
Guyonne de Salines
Nonna materna:
Margherita di Ginevra
Bisnonno materno:
Guglielmo I di Ginevra
Trisnonno materno:
Amedeo I conte di Ginevra
Trisnonna materna:
Mathilde de Cuiseaux
Bisnonna materna:
Beatrice de Faucigny
Trisnonno materno:
Aimon I, Signore de Faucigny
Trisnonna materna:
Clemencia de Berançon

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) #ES Genealogy : barcellona - Beatrice
  2. ^ a b c d e f g h i j k (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Nobiltà di Provenza- BEATRICE de Provence
  3. ^ (FR) #ES Louis Blancard, Iconographie des sceaux et bulles, fig. 1 di pag 353
  4. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Annales Sancti Victoris Massilienses, anno 1245, pag 5
  5. ^ (LA) Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, doc. 49, pagg. 22 e 23
  6. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1235, pag 938
  7. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XIX, Ex brevi historia comitum Provinciæ ex familia comitum Aragonensium, pag. 231
  8. ^ (FR) #ES Histoire générale des Alpes Maritimes ou Cottiènes par Marcellin Fornier, Continuation, Tome I, pag. 742 e 743 e nota 1 di pag 743
  9. ^ (LA) Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, doc. 129, pag. 64
  10. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, Monachi Sancti Albani, Chronica Majora, vol IV, pagina 485
  11. ^ a b c d Austin Lane Poole, L'interregno in Germania, pag. 148
  12. ^ Beatrice fu nominata erede perché era l'unica non sistemata (infatti Margherita era regina di Francia, Eleonora era regina d'Inghilterra e Sancha, futura regina di Germania, era contessa di Cornovaglia).
  13. ^ (LA) Layettes du Trésor des Chartes, vol. II', doc. 2719, pagg. 378 - 382
  14. ^ a b Charles Petit-Dutaillis, Luigi IX il Santo, pag. 857
  15. ^ Hilda Johnstone, "Francia: gli ultimi capetingi", pag. 570
  16. ^ a b Previté-Orton, L'Italia nella seconda metà del XIII secolo, pag. 220
  17. ^ Arles, Avignone e Marsiglia erano città che, tecnicamente, facevano parte del Sacro Romano Impero.
  18. ^ (LA) Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, doc. 639 pagg. 320-322
  19. ^ a b c d Previté-Orton, L'Italia nella seconda metà del XIII secolo, pag. 222
  20. ^ storia di Manfredi, re di Sicilia e di Puglia, pag. 218, nota 14
  21. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Re di Sicilia - BEATRICE de Provence (CHARLES de France)
  22. ^ (EN) #ES Genealogy : capetingi - Beatrice (Charles of France)
  23. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus IX, Iohannis de Thielrode Genealogia Comitum Flandriæ, pag 335
  24. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XX, Chronicon Guillelmi de Nangiaco, anno 1279, pag. 567

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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