Elena Ducas

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Elena Ducas, o Elena degli Angeli o Elena Angelo Comneno di Epiro (1242Nuceria Christianorum, 14 marzo 1271), fu moglie di Manfredi re di Sicilia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del despota d'Epiro Michele II e di Teodora Petralife, era sorella di Niceforo I Ducas (che succedette al padre come re dell'Epiro) e sorellastra (tramite padre) di Giovanni I Ducas, principe di Tessaglia. Il nonno paterno era Michele I d'Epiro, figlio illegittimo del sebastocratore Giovanni Ducas, che era il figlio maggiore di Costantino, il settimo figlio del imperatore bizantino Alessio I Comneno e di Irene Ducas.[1]

Il 2 giugno 1259 a diciassette anni Elena sposava, nel castello di Trani, Manfredi di Sicilia, rimasto vedovo di Beatrice di Savoia, in virtù di una serie di accordi diplomatici del padre Michele II.

Il suo matrimonio era destinato a mantenere la pace tra Epiro e la Sicilia, poiché sia Michele II che Manfredi avevano preoccupazioni più impellenti altrove. Nella sua dote erano inclusi tutti i diritti della città di Durazzo (già conquistato nel 1256) con i suoi dintorni, l'isola di Corfù, Valona, Berati e altre città dell'Albania. Con Manfredi non si trattò solo di un'unione dinastica ma di un'alleanza tra i due regni: infatti Manfredi invio tremila fanti in aiuto del suocero contro l'Imperatore di Nicea, per la conquista di Costantinopoli. Le nozze furono celebrate a Trani con tale sfarzo e tale solennità da colpire la fantasia dell'anonimo autore di una cronaca locale; racconta infatti il cronista: "ze foro grandi feste et suoni, et la sera foro facti tanti alluminere, et tanti fanò in tutti li cantuni de la nostra terra, che paria che fosse die"

I territori portati in dote da Elena Ducas

Dopo un matrimonio che produsse diversi figli, il marito Manfredi venne sconfitto ed ucciso dagli Angioini durante la Battaglia di Benevento, del 1266. Appresa la notizia della disfatta, Elena, che si era rifugiata a Lucera insieme con i figli, si recò scortata da alcuni fedeli a Trani, da dove sperava di poter più facilmente raggiungere l'Epiro. Una violenta tempesta precluse però alla regina la via della salvezza: complice il castellano della città, venne catturata dalle truppe angioine nel frattempo sopraggiunte. Il 6 marzo, scrive l'Anonimo di Trani, "la pigliaro cu li soi quattro figli et tutto lo tesoru che avia, et de noctu se li portaru, ne si seppe dove".

Venne condotta a Lagopesole, per incontrare Carlo I d'Angiò. Dopo l'incontro, il Re di Napoli, tra luglio ed agosto 1266, ne dispose l'isolamento nel castello del Parco di Nuceria Christianorum, oggi Nocera Inferiore, dove morì in carcere. Anche i suoi figli, tranne la maggiore Beatrice, passarono il resto della loro vita in prigionia degli Angioni.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

A Manfredi Elena diede cinque figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni aveva adottato il cognome della nonna materna.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

in lingua inglese:

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]