Giovanna di Tolosa

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Giovanna di Tolosa
Jeanne-Toulouse(avers).jpg
Testa facente parte di una statua raffigurante Giovanna
Conte di Tolosa
Marchese di Provenza
Stemma
In carica 1249 - 1271[1]
Predecessore Raimondo VII
Successore la Contea di Tolosa viene annessa al Regno di Francia
Nascita 1220
Morte castello di Corneto, 25 agosto 1271
Luogo di sepoltura Notre-Dame de Gercy
Dinastia Rouergue
Padre Raimondo VII
Madre Sancha d'Aragona
Coniuge Alfonso di Poitiers

Giovanna di Tolosa (1220Corneto, 25 agosto 1271) fu contessa consorte di Poitiers, dal 1241, contessa di Tolosa e marchesa di Provenza, dal 1249 alla sua morte, avvenuta nel 1271.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Unica figlia del conte di Tolosa, marchese di Provenza e duca di Narbona, Raimondo VII il Giovane e di Sancha d'Aragona (come risulta dalla nota CXX della Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome II, in cui viene ricordata la nascita di Giovanna, nel 1220[2]) (1186-ca.1241), che, secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium, era la figlia terzogenita del re d'Aragona Alfonso il Casto (1157-1196) e di Sancha di Castiglia[3], figlia del re di Castiglia, Alfonso VII).
Raimondo VII di Tolosa era il figlio maschio primogenito del conte di Tolosa, marchese di Provenza e duca di Narbona, Raimondo VI e di Giovanna d'Inghilterra (come risulta dagli Annales de Burton[4]), che secondo la Chronique de Robert de Torigny, tome I era la (settima) figlia del re d'Inghilterra Enrico II Plantageneto (1133-1189) e di Eleonora, duchessa d'Aquitania[5] (1122-1204). Sua madre, come moglie di Guglielmo II il Buono (come ci conferma il Continuatore di Guglielmo di Tiro[6]), era stata regina consorte di Sicilia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua nascita, il padre, Raimondo VII, completò la riconquista della contea di Tolosa e degli altri suoi domini.

Nel 1225, secondo la Ex Chronicon Turonensi, Giovanna, ancora bambina fu promessa in sposa a Ugo de la Marche (di quattro anni), il figlio del Conte de La Marche (filiam Comitis Sanctis Ægidii et filium Comitis Marchiæ sponsalia celebrantur)[7]Ugo X detto il Bruno, signore di Lusignano e della moglie, Isabella contessa di Angoulême. Nell'apprendere questa notizia, il re di Francia, Luigi VIII, reagì rinforzando le difese nella contea di Poitiers[7].

Continuando nella Crociata contro gli albigesi, Luigi VIII, ottenuta la scomunica di suo padre, Raimondo VII, nel 1126, radunò un esercito a Lione e attaccò la contea di Tolosa; in quello stesso anno Luigi VIII morì e la crociata fu proseguita dal figlio, il nuovo re di Francia, Luigi IX, che, nei tre anni successivi portò a termine la conquista e dopo la caduta di Tolosa, nel 1228, fu raggiunto un compromesso con il trattato di Parigi, dell'11 giugno 1229 in cui fu sottoscritto che la contea di Tolosa ed il marchesato di Provenza, privata dei territori del ducato di Narbona e della viscontea di Nîmes[8] e dei territori che erano entro i confini dell'impero perduti da Raimondo VI, nel 1215 (questi ultimi, Avignone ed il Contado Venassino, Raimondo VII li dovette cedere definitivamente alla chiesa[9]), rimasero al conte Raimondo VII, però vassallo della Francia, con l'impegno di maritare la sua unica erede, Giovanna, al fratello del re Luigi IX, Alfonso come conferma il Chronique de Guillaume de Puylaurens che specifica che Giovanna aveva nove anni e che fu consegnata ai commissari regi di Carcassonne[10]: a seguito di questo accordo, secondo il documento n° CLII della Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome V, fu pubblicato il 26 giugno 1229 una dispensa papale, per poter permettere il matrimonio, pur essendo i due promessi consanguinei di quarto grado[11]. Alfonso, come risulta dal Chronicon Turonense in cui vengono elencati i sette figli ancora in vita al momento della morte di Luigi VIII, era l'ottavo figlio (ma maschio quartogenito ancora in vita, nel 1225, quando Luigi VIII fece testamento) del re di Francia, Luigi VIII il Leone e di Bianca di Castiglia[12] (1188-1252).
Il matrimonio, secondo la Chronique de Guillaume de Nangis, fu celebrato nel 1241[13], mentre la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, lo riporta nel 1237[14].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Catarismo e Crociata albigese.

Sempre la Chronique de Guillaume de Nangis ci riferisce che, poche giorni dopo le nozze di Giovanna con Alfonso, il re di Francia Luigi IX, nominò cavaliere Alfonso, donandogli, in perpetuo, il Poitou, l'Alvernia e i domini che la moglie avrebbe ereditato, nella terra degli Albigesi[13] e nello stesso tempo chiese a Ugo X di Lusignano, Conte de La Marche di rendere omaggio a suo fratello Alfonso, conte di Poitiers[13]; Ugo X si ribello[13].
Quando, il 12 maggio 1242, Il re d'Inghilterra Enrico III sbarcò a Royan, il padre di Giovanna, Raimondo VII, appoggiando la ribellione contro suo genero, Alfonso di Poitiers, di Ugo X di Lusignano[15], si affrettò ad occupare Narbona e Bèziers[15], ma dopo che i rivoltosi erano stati sconfitti da Luigi IX e la ritirata di Enrico III da Saintes[16], i rivoltosi si demoralizzarono, Ugo X si arrese[16], il conte di Foix abbandonò la coalizione antifrancese e Raimondo, minacciato di scomunica, supplicò il re Luigi IX, che gli concesse il perdono in cambio della promessa di combattere l'eresia e attenersi al trattato di Parigi del 1229[15].

Nel 1249, alla morte del padre, gli subentrò, assieme al marito Alfonso, nei titoli di contessa di Tolosa e marchesa di Provenza[17]. In effetti governò da sola per circa un anno, in quanto il marito aveva seguito il fratello, re Luigi IX, alla settima crociata. Poi, dopo il ritorno di Alfonso, nel 1250[18], il governo dei suoi stati era nelle mani del marito, che essendo molto avido appoggiò procedimenti, che con l'appoggio reale gli permisero di trarne benefici.

Giovanna ed il marito non risiedettero a Tolosa ma preferirono rimanere a Parigi, accanto al re Luigi IX. E assieme al fratello Alfonso cercò di riportare alla normalità le terre dei Catari, dove i giudizi dovevano essere retti, le estorsioni e le espropriazioni dovevano cessare ed infine le tasse dovevano essere ridotte.

Nel 1259, a Parigi, fu stipulata la pace tra Luigi IX ed Enrico III, dove tra le altre clausole fu riconosciuto ad Enrico il diritto di successione in tutti i territori dell'Agenais e Saintonge a sud della Charante nel caso che Giovanna ed Alfonso fossero morti senza eredi[19].

Nel 1270 Giovanna partecipò all'ottava crociata, assieme al marito Alfonso, ma, a Tunisi, furono entrambi colpiti dalla dissenteria che aveva portato alla morte il re di Francia. Dopo la morte di Luigi IX, malati, intrapresero il viaggio di ritorno, durante il quale, Giovanna redasse un testamento ne mese di giugno 1271, in cui oltre a disporre di lasciti si premurò di richiedere di essere sepolta a Parigi, nella chiesa di Notre-Dame de Gercy, che assieme al marito avevano contribuito a costruire, come ci conferma il documento n° 535 della Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome VIII[20]. La morte li colse durante il viaggio di ritorno, a Corneto, l'odierna Tarquinia, sul litorale laziale, il 25 agosto 1271[17][21]. Secondo la nota CXX della Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome II, la morte di Giovanna viene riportata, nel 1271, di lunedì, nello stesso luogo dove era già morto il marito, che era morto di venerdì, nei pressi di Savona[2].
Essendo deceduti senza figli, per il trattato di Parigi del 1259 tutti i territori dell'Agenais e Saintonge a sud della Charante avrebbero dovuto essere consegnati al re d'Inghilterra e duca d'Aquitania, Enrico III[22]. Ma ciò non avvenne e tutte le proprietà della coppia vennero annesse alla corona di Francia[23]. Anche questa fu materia del contenzioso che portò alla guerra dei cent'anni, del secolo successivo.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Giovanna non diede figli ad Alfonso.[17][21].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal 1250 governò col marito, Alfonso.
  2. ^ a b (LA) Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome II, nota CXX, pag. 680
  3. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 380
  4. ^ (LA) Annales Monastici Vol. I, Annales de Burton, pag. 192
  5. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigny, tome I, anno 1165, pag. 357
  6. ^ (FR) Historia Rerum in partibus transmarinis gestarum, Continuator, libro XXIV, capitolo V, pagina 112
  7. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XVIII, Ex Chronicon Turonensi, pag. 307
  8. ^ Charles Petit-Dutaillis, Luigi IX il Santo, pag. 839
  9. ^ Austin Lane Poole, L'interregno in Germania, pag. 148
  10. ^ (FR) Chronique de Guillaume de Puylaurens, pag. 82
  11. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome V, doc. CLII, pag. 658
  12. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XVIII, Ex Chronicon Turonensi, pag. 317
  13. ^ a b c d (FR) Chronique de Guillaume de Nangis, pag.150
  14. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1237, pag. 941 Archiviato il 2 maggio 2014 in Internet Archive.
  15. ^ a b c Charles Petit-Dutaillis, Luigi IX il Santo, pag. 845
  16. ^ a b (FR) Chronique de Guillaume de Nangis, pag.151
  17. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Conti di Tolosa - JEANNE de Toulouse
  18. ^ (FR) Chronique de Guillaume de Nangis, pag.161
  19. ^ Charles Petit-Dutaillis, Luigi IX il Santo, pag. 860
  20. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome VIII, doc 535, col. 1685 - 1703
  21. ^ a b (EN) #ES Genealogy : Tolosa - Jeanne
  22. ^ Hilda Johnstone, Inghilterra: Edoardo I e Edoardo II, pag. 681
  23. ^ Solo i territori imperiali ad est del Rodano furono concessi al papa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Contessa di Tolosa e marchesa di Provenza Successore Blason Languedoc.svg
Raimondo VII 1249–1271
dal 1250 affiancata dal marito Alfonso
la contea fu incamerata dalla corona di Francia