Richenza di Polonia

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Richenza di Polonia
Regina consorte di Castiglia e Leòn
In carica 1152 –
21 agosto 1157
Predecessore Berengaria di Barcellona
Successore Urraca del Portogallo in León e
Bianca Garcés di Navarra in Castiglia
Altri titoli Contessa di Provenza e
contessa di Everstein
Nascita Breslavia, 1130/1140
Morte 16 giugno 1185
Dinastia Piast
Padre Ladislao II l'Esiliato
Madre Agnese di Babenberg
Coniugi Alfonso VII di Castiglia
Raimondo Berengario II di Provenza
Alberto di Everstein
Figli Ferdinando e
Sancha, di primo letto
Dolce, di secondo letto
Corrado
Alberto
Otto
Ludwik e
Hermann, di terzo letto
Religione cattolica

Ryksa di Slesia (oppure Riquilda o Riclitza o Richenza).Riquilda in spagnolo, in asturiano, in aragonese e in catalano, Richilda in portoghese e in galiziano, Ryksa in polacco e Richeza in tedesco. Richa in latino (Breslavia, 1130/114016 giugno 1185) fu regina consorte di Castiglia e León (1152-1157), contessa consorte di Provenza (1161-1166) e contessa consorte di Everstein, nell'attuale Bassa Sassonia (1166-1185).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del principe di Polonia, duca di Cracovia e di Slesia, Ladislao II (fuggito da Cracovia, nel 1146[1]), detto l'Esiliato[2] (1105-1159) e di Agnese (Cristina) di Babenberg[3](11111157 figlia del Margravio d'Austria, Leopoldo III[4], e di Agnese di Waiblingen, figlia dell'imperatore, Enrico IV e sorellastra dell'imperatore, Corrado III e del duca Federico II di Svevia[3]). Richenza era quindi la cugina dell'imperatore, Federico Barbarossa.
Ladislao II l'Esiliato, secondo il Chronicon Polono-Silesiacum era il figlio primogenito del duca di Polonia, Boleslao III[5] e della moglie[6], che secondo il Russian Primary Chronicle era Sbyslava, figlia del gran principe di Kiev Sviatopolk II[7].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Europa a metà del XII secolo.
Richenza nacque in Polonia (Poland in rosa), trascorse la fanciullezza alla corte imperiale (Suebia, al centro del Sacro Romano impero in azzurro), divenne, prima, regina di León e Castiglia (Leon in arancione e Castile in rosa nella penisola iberica), poi contessa di Provenza (nel sud della Burgundy o regno di Arles, regno sud occidentale del Sacro Romano impero in azzurro) ed infine contessa di Everstein (in Saxony, regione settentrionale del Sacro Romano impero in azzurro).

Nel 1146, Riksa seguì le sorti del padre, Ladislao, che, nel 1138, era succeduto, come principe di Polonia, al padre Boleslao III di Polonia, quando, secondo gli Annales Capituli Cracoviensis, dovette fuggire da Cracovia[1], espulso dai suoi domini dal fratellastro, Boleslao IV di Polonia, e trovò rifugio presso la corte imperiale, prima da Corrado III, il fratellastro della madre di Richenza e poi dal cugino Federico Barbarossa[8].

Tra l'ottobre e il dicembre del 1152[8], secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, Riksa sposò, il re di León e Castiglia, Alfonso VII detto l'imperatore[9] (1105-1157), vedovo della prima moglie, Berenguela di Barcellona (11081149). Alfonso VII era figlio del nobile francese Raimondo di Borgogna (figlio del conte Palatino di Borgogna e Conte de Mâcon, Guglielmo I il Grande o l'Ardito (1024-12 novembre 1087) e della contessina Stefania di Longwy) e di Urraca figlia del re di León e Castiglia Alfonso VI il Valoroso e della sua terza moglie, Costanza di Borgogna. Che Riksa fosse la seconda moglie di Alfonso VII è confermato anche dal Roderici Toletani Archiepiscopi De Rebus Hispaniæ, Liber IX[10],
Secondo lo storico Szabolcs de Vajay, alla corte di León e Castiglia, Ryksa venne denominata Riquilda o Rica; infatti in un documento del 28 gennaio 1155, riportato dallo storico di Segovia, Diego Colmenares, nel suo, Historia de Segovia, Alfonso VII fece una donazione, assieme alla moglie Rica ed ai due figli, al vescovo di Segovia[11].
In quegli anni, il marito, Alfonso VII, era impegnato a combattere gli Almohadi, che avevano preso il sopravvento in Nordafrica e, dal 1146, avevano iniziato l'invasione della penisola iberica. Nel 1157, dopo aver conquistato la città di Jaen, Alfonso perse il controllo di Almería[11] e pochi mesi dopo morì a León, sempre nel 1157 come ci conferma il Chronicon Burgense[12], lasciando Richenza vedova.

Nell'agosto del 1161, secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium, il Provenza e Gévaudan, Raimondo Berengario II si era recato a Torino, accompagnato dallo zio, il conte di Barcellona e principe d'Aragona, Raimondo Berengario IV, per richiedere ed ottenere la conferma della contea di Provenza da parte dell'imperatore Federico Barbarossa[13]. Nel contempo, sempre secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium, fu organizzato il matrimonio di Raimondo Berengario con Richenza[13], ormai vedova da circa quattro anni.
Il matrimonio poi fu celebrato tra il 1162 ed il 1164[14], e come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, Richenza divenne la moglie di Raimondo Berengario II di Provenza[9], che secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium era figlio del conte di Provenza e Gévaudan e conte consorte di Melgueil, Berengario Raimondo I e (come risulta dal documento CCXXIV, del 1171, delle Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, dove Beatrice, contessa di Mauguio dichiara di essere la madre di Raimondo Berengario[15]) di sua moglie (il matrimonio fu celebrato, nel 1135; infatti nel documento XCVI, di quell'anno, delle Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, Raimondo Bernardo è citato come conte di Melgueil e marchese do Provenza[16]), la contessa di Melgueil, Beatrice di Mauguio (1124 - dopo il 1190), figlia di Bernardo IV di Mauguio e di Guglielma di Montpellier.

Nel 1162, alla morte di Raimondo Berengario IV[13] (la morte del conte di Barcellona, Raimondo Berengario è riportata anche dagli Annales Sancti Victoris Massilienses[17] e da un epitaffio dell'Appendice della España Sagrada Tomo. XLIII[18]), al futuro marito di Richenza, Raimondo Berengario II, era stata assegnata la tutela del suo successore sul trono d'Aragona e nella contea di Barcellona, il figlio secondogenito Raimondo Berengario.

Nel 1166, suo marito, Raimondo Berengario II, in competizione con Genova, cercò di espandere la contea verso occidente, ma, nella primavera di quell'anno, morì nel tentativo di conquistare Nizza. La Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, ci conferma che morì a Nizza[19], mentre gli Annales Sancti Victoris Massilienses ci confermano che Raimondo Berengario, nipote del conte di Barcellona, mori nel 1066[20].
La figlia di Richenza e Raimondo Berengario II, Dolce II, di circa tre anni, sotto la tutela della madre, ereditò la contea di Provenza, desiderata dai conti di Tolosa, che già governavano il marchesato di Provenza, ma che il nuovo re d'Aragona che aveva assunto il nome di Alfonso II, reclamava, in quanto non riconosceva l'eredità di un titolo in linea femminile.
Nel 1167, dato che, secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium Richenza, si stava accordando col conte di Tolosa, Raimondo V[21], Alfonso II, con un esercito, entrò in Provenza[21], spodestò Dolce e s'impadronì della contea[21], assumendo il titolo di conte Alfonso I di Provenza.

Richenza di Polonia, a seguito di questi avvenimenti, ancora secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, si sposò per la terza volta col conte di Everstein, Alberto[9] ( ?- dopo il 1197).

Riksa o Riquilda o Richenza morì il 16 giugno 1185[8][22], ed il suo terzo marito si sposò in seconde nozze con Cunegonda, di cui non si conoscono gli ascendenti[23].

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Richenza diede ad Alfonso VII due figli[11]:

a Raimondo Berengario II una figlia[25]:

e ad Alberto, cinque figli[23]:

  • Alberto (?-prima del 19 settembre 1217), come conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, che lo cita dicendo che aveva dei fratelli e confermando che fu conte di Everstein[9]
  • Corrado ( ?-ca.1233), che secondo il documento n° 99 del Urkunden zur Geschichte des Erzbisthums Mainz im zwölften Jahrhundert (Acta Maguntina Seculi XII), nel 1186 controfirmò un documento assieme al padre[26]
  • Otto ( ?- dopo il 1200), che nel documento n° 142 del Urkunden zur Geschichte des Erzbisthums Mainz im zwölften Jahrhundert (Acta Maguntina Seculi XII), del 1200 vien citato e definito fratello di Corrado[27]
  • Ludwik ( ?- dopo il 1200), che nel documento n° 142 del Urkunden zur Geschichte des Erzbisthums Mainz im zwölften Jahrhundert (Acta Maguntina Seculi XII), del 1200 vien citato e definito fratello di Corrado[27]
  • Hermann ( ?- dopo il 1200), che nel documento n° 142 del Urkunden zur Geschichte des Erzbisthums Mainz im zwölften Jahrhundert (Acta Maguntina Seculi XII), del 1200 vien citato e definito fratello di Corrado[27].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XIX, Annales Capituli Cracoviensis, anno 1146, pag 590
  2. ^ Ladislao II fu detto l'Esiliato, perché passò gli ultimi anni di vita in esilio in Germania. Però, prima di morire, nel 1157, al seguito di Federico Barbarossa, sottomise i suoi fratellastri e fu l'arbitro della suddivisione dei domini polacchi tra i fratellastri
  3. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 377, nota b
  4. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus IX, Continuatio Claustroneoburgensis I, anno 1106, pag 612, riga 1
  5. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XIX, Chronicon Polono-Silesiacum, pag 561, riga 25
  6. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XIX, Annales Cracovienses Vetusti, pag 578
  7. ^ (LA) Russian Primary Chronicle, anno 1102, pag 200
  8. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :nobiltà polacca - RYKSA
  9. ^ a b c d (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1141, pag. 834
  10. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Roderici Toletani Archiepiscopi De Rebus Hispaniæ, Liber IX, cap. 7, pag. 383
  11. ^ a b c d (EN) #ES | Foundation for Medieval Genealogy : Re di Castiglia - RYKSA (Infante don ALFONSO de Castilla y León)
  12. ^ (LA) España Sagrada, Tomus XXIII, Chronicon Burgense, anno 1157, pag. 309
  13. ^ a b c (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 377
  14. ^ (EN) #ES Genealogy :barcellona - Richeza (Raymond Berangar V)
  15. ^ a b (LA) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, pagina 522
  16. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, pagine 422 e 423
  17. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Annales Sancti Victoris Massilienses, anno 1162, pag 3
  18. ^ (LA) España Sagrada Tomo. XLIII, Apendix, doc. XLIII, pag 466
  19. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pagg. 363
  20. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Annales Sancti Victoris Massilienses, anno 1166, pag. 3
  21. ^ a b c (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pagg. 363, nota a
  22. ^ (EN) #ES Genealogy :Piasti - Richeza
  23. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :nobiltà di Sassonia - RYKSA (ALBERT III von Everstein)
  24. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 380
  25. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :nobiltà di Provenza - RYKSA (RAYMOND BERENGER de Provence)
  26. ^ (LA) Acta Maguntina Seculi XII, documento 99, pagg. 102 - 104
  27. ^ a b c (LA) Acta Maguntina Seculi XII, documento 142, pagg. 143 e 144

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 865–896
  • Paul Fournier, Il regno di Borgogna o d'Arles dall'XI al XV secolo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pp. 383–410
  • (ES) Historia de Segovia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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