Diocesi di Nuoro

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Diocesi di Nuoro
Dioecesis Nuorensis
Chiesa latina
Nuoro - Cattedrale S. Maria della Neve.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Cagliari
Regione ecclesiastica Sardegna
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Mosè Marcia
Vicario generale Ciriaco Vedele
Provicario generale Giovannino Puggioni
Vescovi emeriti Pietro Meloni
Sacerdoti 89 di cui 76 secolari e 13 regolari
1.381 battezzati per sacerdote
Religiosi 14 uomini, 91 donne
Diaconi 8 permanenti
Abitanti 124.811
Battezzati 122.912 (98,5% del totale)
Superficie 2.806 km² in Italia
Parrocchie 46 (7 vicariati)
Erezione XII secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria della Neve
Indirizzo Piazza S. Maria della Neve 1, 08100 Nuoro, Italia
Sito web www.webdiocesi.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Italia
Interno della cattedrale.

La diocesi di Nuoro (in latino: Dioecesis Nuorensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Cagliari, appartenente alla regione ecclesiastica Sardegna. Nel 2013 contava 122.912 battezzati su 124.811 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Mosè Marcia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende le regioni tradizionali sarde del nuorese, della Barbagia di Ollolai e della Baronia, per un totale di 29 comuni, di cui 28 in provincia di Nuoro e 1 in provincia di Olbia-Tempio:[1]

Sede vescovile è la città di Nuoro, dove si trova la cattedrale di Santa Maria della Neve. A Galtellì e a Ottana si trovano le ex cattedrali dedicate rispettivamente a San Pietro e a San Nicola.

Il territorio si estende su 2.806 km² ed è suddiviso in 46 parrocchie, suddivise in 7 foranie: Nuoro, Bitti, Dorgali, Fonni, Gavoi, Orani e Siniscola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con la cacciata degli Arabi e la nascita dei giudicati, anche la Chiesa si mosse per la riorganizzazione ecclesiastica della Sardegna. Forse all'epoca di papa Alessandro II (1061-1073), l'isola fu suddivisa in province ecclesiastiche corrispondenti ai giudicati.[2]

In Gallura è attestato per la prima volta un episcopatus gallurensis in una carta del 1095.[3] Anche il vescovo Villano, documentato nel 1114 e nel 1116, è menzionato come vescovo della Gallura senza indicazione specifica della sede episcopale.[4] Questo farebbe pensare che in origine, la Gallura aveva un'unica diocesi e solo in un secondo momento fu eretta anche la diocesi di Galtellì, per dismembramento dal territorio della diocesi gallurese, che assunse contestualmente il nome di diocesi di Civita.[5]

La diocesi di Galtellì è menzionata per la prima volta nel 1138, nella bolla Tunc apostolicae sedis di papa Innocenzo II, con la quale il pontefice sottometteva alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Pisa le due diocesi galluresi.[6] È dunque ipotizzabile che la diocesi di Galtellì sia stata eretta fra il 1116, quando la Gallura aveva ancora una sola diocesi, e il 1138, quando per la prima volta ne sono attestate due.[7]

La sottomissione a Pisa fu confermata dai papi successivi nel 1161 e nel 1198. Caduto il dominio pisano sulla Sardegna, la sede di Galtellì divenne nel XIII secolo immediatamente soggetta alla Santa Sede. Il primo vescovo noto di Galtellì è Bernardo, documentato nel 1138 e nel 1143; la cattedrale era dedicata a San Pietro apostolo.

La giurisdizione dei vescovi di Galtellì si estendeva sulle curatorie della Barbagia di Bitti, di Orfili, di Galtellì e di Posada. Comprendeva le parrocchie dei villaggi di Bibissa, Bitti, Dorgali, Duascodere, Dulicorra, Dure, Feronia, Filluri, Gadano, Galtellì, Golcone, Goltodolfe, Gorgolenero, Gorofai, Gurguray, Iloe, Irgoli (Ircule), Isarle (Gisalle), Locchoe, Lochele, Loculi, Lodè (Lodedè), Longe (Iloghe), Lula, Montanna, Muro, Nurule, Oliena, Onanì, Onifai, Orfillo, Orosei, Orune, Ossio, Panana, Posada, Resquion, San Giovanni di Ofillo, San Giovanni di Ossillili, Santa Lucia, Santa Maria di Lugula, Sancta Maria Magdalena, Siniscola, Soltenissa, Stellaria, Sulla, Tamarispa, Torpè e Torpè Ispertu.[8]

In forza della bolla Sacrosancta Romana Ecclesia di papa Alessandro VI dell'11 settembre 1495 la diocesi fu soppressa ed il suo territorio unito a quello dell'arcidiocesi di Cagliari: questa decisione fu causata dalle ristrettezze economiche e dall'esiguità della popolazione, decimata dalle pestilenze e dalle guerre giudicali. Quest'unione entrò in vigore l'anno successivo, con la morte del vescovo Giovanni Vincy.

Durante l'unione con Cagliari, vi furono dei tentativi per ripristinare la diocesi di Galtellì, ma non andarono in porto. Il ripristino della diocesi si attuò con il governo sabaudo.

Il 21 luglio 1779, in virtù della bolla Eam inter coeteras di papa Pio VI, la sede fu ristabilita con il nome di diocesi di Galtellì-Nuoro, come suffraganea dell'arcidiocesi di Cagliari e con residenza a Nuoro. Il territorio comprendeva, oltre quello dell'antica diocesi di Galtellì[9], la città di Nuoro ed i paesi di Orune e Lollove, ricavati dalla diocesi di Alghero; Orgosolo, acquisita dall'arcidiocesi di Cagliari; e Fonni e Mamoiada, che erano appartenute all'arcidiocesi di Oristano.

Durante il XIX secolo la diocesi ha avuto una vita travagliata con un lungo periodo di sede vacante. Nel 1828 il vescovo Casabianca fu interdetto per aver dimostrato una condotta riprovevole. Allora la diocesi venne affidata a diversi amministratori apostolici prima a Gian Maria Bua, arcivescovo di Oristano, poi ad Alessandro Domenico Veresino, arcivescovo di Sassari e infine a Emanuele Marongiu Nurra, arcivescovo di Cagliari. Questi ultimi due prelati dovettero però patire gravi discordie da parte del governo del Regno di Sardegna. Per le proteste contro la legislazione lesiva dei diritti della Chiesa furono condannati a pene detentive da scontarsi nei rispettivi episcopii e videro espropriate le rendite delle loro mense episcopali. La vacanza della sede si protrarrà fino al 1867.

Malgrado ciò, l'amministratore Gian Maria Bua eresse il seminario diocesano, costruì il nuovo palazzo episcopale e dette avvio alla costruzione di una nuova cattedrale, in sostituzione della precedente dedicata a Santa Maria Maggiore.

In seguito alla ricostituzione della provincia di Nuoro, il 27 gennaio 1928 la diocesi ha assunto il nome attuale in forza del decreto Antiquam Galtellinensem della Congregazione Concistoriale. Nel 2004 Galtellì è diventata una sede titolare.

Tra i vescovi più importanti del Novecento sono da segnalare Maurilio Fossati, vescovo dal 1924 al 1929, poi arcivescovo di Sassari e di Torino, e cardinale; e Giuseppe Cogoni, vescovo dal 1930 al 1939, a cui si deve la nascita del bollettino diocesano e l'istituzione dell'azione cattolica in tutte le parrocchie della diocesi.

Il 31 dicembre 1938, con decreto della Congregazione Concistoriale, le parrocchie di Orotelli, Ottana, Orani, Sarule e Oniferi passarono dalla diocesi di Alghero alla diocesi di Nuoro.

Nel 1983 e nel 1987 sono state proclamate beate due giovani donne del nuorese, la suora trappista Maria Gabriella dell'Unità e Antonia Mesina, martire della purezza.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Galtellì[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernardo † (prima del 1138 - dopo il 1143)
  • Giovanni † (menzionato nel 1173)
  • Magister[10] † (menzionato nel 1206)
  • Anonimo † (menzionato nel 1254)
  • Anonimo † (? - circa giugno 1263 deceduto)
  • Anonimo † (dopo giugno 1263 - ?)
  • Pompeiano † (menzionato nel 1273)
  • Anonimo † (menzionato nel 1302)
  • Nicola † (? - 1329 deceduto)
  • Gualtiero, O.P. † (19 giugno 1329 - ? deceduto)
  • Simone † (30 luglio 1333 - ? deceduto)
  • Antonio † (15 luglio 1345 - ? deceduto)
  • Arnaldo, O.Carm. † (11 luglio 1348 - ? deceduto)
  • Alberto † (10 marzo 1365 - ? deceduto)
  • Antonio Sabatini, O.Carm. † (28 gennaio 1376 - ? deceduto)
    • Antoine Pétri, O.Carm. † (28 marzo 1379 - ? deceduto) (obbedienza avignonese)
    • Guillaume Arnaud, O.F.M. † (26 gennaio 1386 - ?) (obbedienza avignonese)
  • Antonio Roceres † (1387 - 1394 deceduto)
  • Paolo, O.F.M. † (14 ottobre 1394 - ?)
  • Bertrando Flores † (19 settembre 1404 - 21 dicembre 1407 nominato arcivescovo di Oristano)
  • Gerardo † (27 agosto 1406 - ? deceduto)
  • Giovanni Miracapelli, O.P. † (11 dicembre 1419 - ? deceduto)
  • Giovanni Ferrer, O.F.M. † (10 luglio 1426 - 1428 deceduto)
  • Guglielmo da Morana, O.F.M. † (5 marzo 1428 - 1432 deceduto)
  • Sebastiano Abbate, O.P. † (6 marzo 1433 - ? deceduto)
  • Lorenzo Pujol, O.F.M. † (28 settembre 1451 - ? deceduto)
  • Giovanni Cicci, O.P. † (8 giugno 1457 - ? deceduto)
  • Giorgio Pinna † (4 maggio 1467 - ? deceduto)
  • Guglielmo Oller † (6 gennaio 1487 - ? deceduto)
  • Guglielmo Vidal † (26 giugno 1490 - ? deceduto)
  • Giovanni Vincy † (8 gennaio 1494 - 1496 deceduto)
    • Sede unita all'arcidiocesi di Cagliari (1496-1779)

Vescovi di Galtellì-Nuoro, poi Nuoro[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Antioco Serra-Urru † (18 settembre 1780 - 8 febbraio 1786 deceduto)
  • Pietro Craveri, O.F.M. † (7 aprile 1788 - 7 ottobre 1801 deceduto)
  • Alberto Maria Giuseppe Andrea Luigi Solinas, O.Carm. † (17 gennaio 1803 - 17 luglio 1817 deceduto)
  • Antonio-Maria Casabianca † (29 marzo 1819 - 29 gennaio 1828 dimesso)
    • Sede vacante (1828-1867)
  • Salvatore Angelo de Martis, O.Carm. † (22 febbraio 1867 - 24 giugno 1902 deceduto)
  • Luca Canepa † (18 febbraio 1903 - 11 dicembre 1922 deceduto)
  • Maurilio Fossati, O.SS.G.C.N. † (24 marzo 1924 - 2 ottobre 1929 nominato arcivescovo di Sassari)
  • Giuseppe Cogoni † (20 novembre 1930 - 4 novembre 1938 nominato arcivescovo di Oristano)
  • Felice Beccaro † (3 marzo 1939 - 26 novembre 1946 nominato vescovo di San Miniato)
  • Giuseppe Melas † (31 gennaio 1947 - 10 settembre 1970 deceduto)
  • Giovanni Melis Fois † (7 novembre 1970 - 16 aprile 1992 ritirato)
  • Pietro Meloni (16 aprile 1992 - 21 aprile 2011 ritirato)
  • Mosè Marcia, dal 21 aprile 2011

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 124.811 persone contava 122.912 battezzati, corrispondenti al 98,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 102.000 102.000 100,0 68 60 8 1.500 10 110 34
1969 118.078 118.078 100,0 99 84 15 1.192 20 115 44
1980 127.091 126.991 100,1 94 85 9 1.352 18 166 47
1990 125.841 128.332 98,1 101 90 11 1.245 15 138 46
1999 124.676 125.231 99,6 87 79 8 1.433 5 9 122 46
2000 125.102 125.829 99,4 86 78 8 1.454 6 9 131 46
2001 124.990 125.665 99,5 93 82 11 1.343 6 12 128 46
2002 125.205 126.014 99,4 88 77 11 1.422 5 12 115 46
2003 124.485 125.178 99,4 90 76 14 1.383 5 14 122 46
2004 122.526 123.906 98,9 88 75 13 1.392 7 13 121 46
2010 122.447 124.708 98,1 94 81 13 1.302 8 14 111 46
2013 122.912 124.811 98,5 89 76 13 1.381 8 14 91 46

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal sito parrocchiemap.it.
  2. ^ Raimondo Turtas, Storia della Chiesa in Sardegna dalle origini al Duemila, Roma 1999, pp. 182 e 186.
  3. ^ E. Guérard, Cartulaire de l'Abbaye de Saint-Victor de Marseille, Parigi 1857, II, p. 208, doc. 840.
  4. ^ P. Tola, Codex diplomaticus Sardiniae, I, pp. 191-192.
  5. ^ G. Floris, Signoria, incastellamento e riorganizzazione..., p. 120.
  6. ^ R. Turtas, Storia della Chiesa in Sardegna..., pp. 179-185 e 249. P. Tola, Codex diplomaticus..., I, doc. XLIX, p. 212.
  7. ^ G. Floris, Signoria, incastellamento e riorganizzazione..., p. 123.
  8. ^ Enciclopedia della Sardegna, IV, p. 381. Le decime della diocesi di Galtellì nel XIV secolo in: G. Floris, Signoria, incastellamento e riorganizzazione..., p. 313.
  9. ^ Erano 16 le parrocchie documentate nel 1694.
  10. ^ Mauro G. Sanna, Innocenzo III e la Sardegna, Cagliari 2003, p. 159.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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