Dormizione di Maria

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Nicolas Poussin, La morte della Vergine (1623)

Nel Cristianesimo, viene chiamato dormizione (dal latino dormitio) il trapasso di Maria, madre di Gesù.

Significato[modifica | modifica wikitesto]

« La più antica iconografia dell'Assunzione è quella della Dormitio Virginis, intesa anche come Koimesis (sonno), pausatio (riposo), transitus (passaggio), depositio (seppellimento) e dies natalis (nascita al cielo), momenti ai quali seguono la resurrezione, l'elevazione al cielo e l'incoronazione »

( Antonino Bilardo, Iconografia del Crocifisso e dell'Assunta fra arte e devozione: santini in mostra., su google.it/libri, Il Museo, 1997, p. 23. URL consultato il 17 Aprile 2018.
«Castroreale, Museo civico, 1º agosto-7 settembre 1997».
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La parola più antica è il greco κοιμησις (trasl. koimèsis): il giacere, sonno (Septuaginta nel Nuovo Testamento), ma anche dormizione, trapasso, morte in autori ecclesiastici[1]. Come si legge, Dormizione in italiano anche qui significa soltanto morte: il problema sorge riguardo alla parola greca che in testi cristiani significa sia sonno che morte.

La parola latina dormitio significa sonno, ma negli autori ecclesiastici è unicamente usata col significato di morte[2][3].
Similmente, nelle Chiese orientali Dormizione della Vergine significa unicamente morte di Maria Vergine[4], mentre Assunzione nella lingua italiana è sinonimo di elevazione al cielo, con l' anima e con il corpo[4].

L’elevatio animae rappresenta l'anima del santo defunto sollevata da due angeli che la conducono in Paradiso, ed è un tema che ricorre anche nell'iconografia di santi che non giunsero in cielo con il loro corpo. Per indicare l'elevazione al cielo di Maria con l'anima e con il corpo si usa la parola Assunzione.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

L'uso del termine "dormizione" (in latino dormitio) deriva dalla dottrina, sostenuta da gran parte dei teologi, che Maria non sarebbe veramente morta, ma sarebbe soltanto caduta in un sonno profondo, dopodiché sarebbe stata assunta in cielo.

In realtà l'idea che Dormizione e Assunzione siano la stessa cosa non è corretta; dal punto di vista temporale invece le due ricorrenze liturgiche coincidono. Infatti, la Dormizione di Maria si festeggia il 15 agosto con tale denominazione nella Chiesa ortodossa e tradizionalmente nella Chiesa cattolica di rito bizantino, mentre, secondo il calendario liturgico cattolico di rito romano in quel giorno si celebra l'Assunzione. Alcune Chiese facenti parte della Chiesa ortodossa tuttora usano il calendario ortodosso come proprio calendario liturgico e questo comporta che la data è, secondo il calendario gregoriano, posticipata al 28 agosto.[5].

La Chiesa cattolica e quella ortodossa affermano la dottrina dell'Assunzione (che la Chiesa cattolica ha anche definito dogmaticamente nel 1950). I quattro dogmi mariani, per la Chiesa cattolica, sono strettamente collegati tra loro e non è possibile rifiutarne uno senza rifiutare necessariamente anche gli altri. Fermo restando questo principio cattolico, nell'ambito della mariologia cattolica si confrontano due ipotesi teologiche:

  • essendo la morte frutto del peccato originale, ed essendo Maria stata preservata fin dal suo concepimento dal peccato (Immacolata Concezione), ella non è morta;
  • essendo stata Maria preservata dal peccato originale per i meriti di Cristo (in altre parole a Maria sono stati applicati in anticipo i frutti della redenzione), ed essendo Maria la prima redenta dal suo Figlio, ella segue il Figlio anche nella morte ma, come per il Figlio, il suo corpo viene preservato dalla corruzione.
Aracoeli: esposizione della Dormitio Virginis

La Costituzione apostolica "Munificentissimus Deus", di papa Pio XII, si limita a proclamare in modo irrevocabile il dogma dell'Assunzione senza specificare se la Madonna sia morta o meno.

Icona ortodossa della Dormitio Virginis, con il Cristo che raccoglie l'anima di Maria

A tale proposito testualmente si riproducono di seguito le parole della detta Costituzione che proclamano il dogma: "l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo." La detta Costituzione si limita ad affermare: "terminato il corso della vita terrena" in qualunque modo ciò sia avvenuto, ossia con la morte o senza la morte della Madonna. Tuttavia va rimarcato che nella stessa Costituzione apostolica, Papa Pio XII fa continuo riferimento alla morte di Maria come una credenza universale dei fedeli, della liturgia, dei Padri della Chiesa, dei teologi e dell'iconografia cattolica.

Secondo una tradizione, la dormizione sarebbe avvenuta a Gerusalemme circa un anno dopo la morte di Gesù (quindi probabilmente nel 34); gli apostoli avrebbero quindi sepolto Maria, ma avrebbero poi trovato il sepolcro vuoto. A ricordo di questi fatti sorgono oggi a Gerusalemme due chiese: quella della Dormizione, sul monte Sion, sul luogo dove sarebbe avvenuto il trapasso, e quella della Tomba di Maria, nella valle del Cedron a pochi passi dalla Basilica francescana dell'Agonia del Getsemani e nello stesso complesso della grotta del tradimento, dove sarebbe avvenuta la sepoltura.

Un'altra tradizione sostiene invece che Maria sarebbe vissuta ancora per molti anni dopo la morte di Gesù, e che la dormizione sarebbe avvenuta ad Efeso, dove ella si era trasferita seguendo l'apostolo Giovanni (al quale Gesù morente l'aveva affidata).

Statua in cera della "Dormitio Virginis", opera del XVII sec. conservata presso la chiesa Madre di San Cataldo

La resurrezione (dopo dormizione) della figlia di Giairo[modifica | modifica wikitesto]

Fra i fatti di resurrezione dai morti narrati nella Bibbia, la resurrezione della figlia di Giairo (nei tre sinottici) menziona la dormizione della fanciulla:

« Entrato, [Gesù] disse loro: "Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme". Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse: "Talità kum", che significa: "Fanciulla, io ti dico, alzati!". Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. »

(Marco 5,39-42)

La tesi della possibile dormizione è ammessa (per la figlia di Giairo) da Gesù Cristo Dio, ma nello stesso tempo era già all'epoca oggetto di derisione da parte di increduli, o pretesto di derisione per miscredenti.

Dostojevsky e altri hanno paragonato la resurrezione della figlia di Giairo, alla resurrezione di Lazzaro: entrambi hanno una dormizione-morte (del corpo) prima del ritorno alla vita nel precedente corpo terreno, chiamato dormizione per lasciare intendere che la morte non era la fine di tutto, ma sarebbe stata vinta dal risveglio in vita.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

La rappresentazione iconografica della "dormizione" è sopravvissuta, in Italia, in pochi luoghi di culto. Nella cripta della Basilica di "San Pietro" a Civate (Abbazia di San Pietro al Monte) esiste una rappresentazione in stucco dell'XI secolo.

Basilica San Pietro a Civate

Al centro la "Vergine" addormentata, a destra Gesù e la schiera dei Santi, e sopra gli Angeli che portano l'anima di Maria nella città santa di Gerusalemme.

Celebrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al culto dell'Assunzione di Maria, anche il suo sonno è oggetto di devozione. Questo punto della dottrina cristiana viene celebrato in più luoghi: nel Duomo di Squillace fino al XX secolo il 15 agosto veniva esposta la statua della Vergine dormiente. Oggi il simulacro è esposto in una nicchia nella navata sinistra della chiesa. Nel sud Italia, specialmente in Sicilia, le Madonne Dormienti sono molto diffuse. A Modica (Rg) nella chiesa di Santa Maria di Betlem si celebra ancora ogni anno la cerimonia della "Dormitio Mariae" con la tradizionale traslazione del simulacro della Vergine.

Durante i lavori di restauro del Castello di Acaya, una cittadina fortificata, frazione di Vernole in Provincia di Lecce, è stato ritrovato un affresco all'interno di una intercapedine. Si tratta della Dormitio Virginis databile alla seconda metà del Trecento, estesa circa quattro metri per tre. La raffigurazione, perfettamente conservata, rappresenta gli Apostoli che assistono la morte della Vergine e Gesù che ne raccoglie l'Anima e la presenta al Padre, secondo la tradizione iconografica che fa riferimento ai Vangeli apocrifi. Qualche altro esempio in provincia di Caltanissetta e a Palermo (Madonna Assunta "degli Zingari", Madonna Assunta del quartiere "Guadagna", Madonna Assunta "dei Cappuccini"), a Corleone in provincia di Palermo e nei paesi di Milazzo, San Fratello e Acquedolci in provincia di Messina. In questi luoghi il 15 agosto si festeggia la Madonna Dormiente di tradizione teologica ortodossa e non la Madonna Assunta di tradizione teologica latina. Il suo culto è ancora più vivo in tutta la Sardegna, specie a Sassari con la discesa dei Candelieri patrimonio dell'UNESCO, a Cabras, e a Guspini con la festa dal 14 al 22 agosto di ogni anno, che si svolge per le strade della cittadina.

A Siena si corre il 16 agosto di ogni anno il Palio dell'Assunta, il secondo dell'anno dopo quello della Madonna di Provenzano, il 2 luglio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lorenzo Rocci, Vocabolario Greco-Italiano, Società Editrice Dante Alighieri, Città di Castello (Perugia), 1993, p. 1062
  2. ^ voce dormitio: Georges-Badellino-Calonghi, Dizionario Latino-Italiano, Rosenberg & Sellier, 1997
  3. ^ Nuovo Campanini Carboni, Giugno 1993, Paravia, Torino, raramente identico al Georges
  4. ^ a b Aldo Gabrielli, Il Grande Italiano 2008. Vocabolario della lingua italiana., in La Biblioteca di Repubblica-l'Espresso, Ulrico Hoepli, ISBN 977-1-12-860904-8.
  5. ^ Ministero dell'Interno. Calendario 2013 delle festività della Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa meridionale [collegamento interrotto], su interno.gov.it. URL consultato il 13 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stephen J. Shoemaker, The Ancient Traditions of the Virgin Mary's Dormition and Assumption, New York, Oxford University Press, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]