Colonia Iulia Turris Libisonis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Colonia Iulia Turris Libisonis
The "Central Baths" of Turris Libisonis, 3rd century - 4th century AD, Porto Torres, Sardinia (16775802702).jpg
Cronologia
Fondazione 46 a.C.
Amministrazione
Dipendente da Gens Iulia
Territorio e popolazione
Nome abitanti Turritani
Localizzazione
Stato attuale Italia Italia
Località Porto Torres

Colonia Iulia Turris Libisonis era l'antica città di Porto Torres di epoca romana della provincia di Sardinia et Corsica. Essa fu assieme al piccolo insediamento di Usellus la prima colonia pienamente romana della Sardegna.[1]

Nata sulla foce del Riu Mannu in una posizione marittima strategica[1] già sfruttata dai Fenici in epoca più remota, fu un importante approdo portuale collegato direttamente con Roma. La città rimase di grande importanza fino al XV secolo, quando venne sostituita da Sassari nella funzione di centro urbano di riferimento.

L'antico centro storico cittadino corrisponde all'attuale Parco archeologico Turris Libisonis adiacente al museo dell'Antiquarium turritano.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Mosaico al porto commerciale di Ostia antica

Il nome di Turris Libisonis compare per la prima volta nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio[2].

La neonata urbe venne battezzata con il nome di Turris Libisonis, toponimo composto dalla forma singolare Turris, che si tratterebbe di una rideterminazione latina di un precedente elemento lessicale e toponomastico mediterraneo tyrsis, da cui sarebbe a sua volta derivato per poligenesi, forse attraverso l’etrusco, il greco túrsis, il latino turris e l’osco tiurrí. Per la scelta di questo nome non va escluso un qualche collegamento con l’esistenza di un nuraghe-torre presso la foce del Rio Mannu oppure anche una qualche allusione alla vicina altura preistorica di Monte d’Accoddi. Il secondo elemento del nome, Libisonis, risulterebbe ben più radicato nella toponomastica protosarda; in questo caso è sicura una connessione con la denominazione antica del Nord Africa (Libya), regione che ha avuto fin da età preistorica una rilevante continuità di rapporti con la Sardegna. Il titolo di colonia Iulia deriva dalla sua fondazione puramente romana e dal nome della gens romana di appartenenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Principali campagne archeologiche di scavo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1941[modifica | modifica wikitesto]

Nel biennio 1941-42 Massimo Pallotino condusse una serie di scavi che riportarono alla luce le omonime terme.[3]

Nel 2006[modifica | modifica wikitesto]

Nella demolizione del molo del faro nel porto moderno, è emersa una struttura in calce, malta, conci di calcare e lastre di trachite mista a monete in bronzo, frammenti di anfore da trasporto, porzioni di colonne, ceramica ed epigrafi in marmo con una datazione di età romana.[2]

Nel 2009[modifica | modifica wikitesto]

Al seguito del rinnovato interesse per il polo archeologico dovuto ai precedenti ritrovamenti venne finanziata una campagna di scavo con lo scopo di approfondire le conoscenze relative alle già scoperte Terme di Pallotino.[4]

Nel 2022[modifica | modifica wikitesto]

Al seguito del ritrovamento casuale nel 2020[5] di nuove vestigia romane è stata finanziata una nuova campagna di scavo. Tale missione archeologica iniziata a gennaio ha portato alla luce nuovi reperti fino a quel momento inediti nel panorama archeologico locale. È stata riscoperta una domus con pavimento mosaicato con adiacente un ampio vano risalente al III secolo d.C. ed assieme ad esso un ulteriore vano a pianta irregolare con pavimento mosaicato che, data la presenza di numerose sedute lungo tutti i lati, è stato ipotizzato come il probabile apodyterium (una sorta di spogliatoio) del vicino impianto termale[6].

Ulteriormente alle opere architettoniche sono stati rinvenuti resti di intonaco finemente elaborati e svariate ceramiche che, stando agli studi, risalgono ad un periodo compreso fra il IV ed il V secolo d.C.; testimoniando quindi il fatto che le strutture ritrovate siano state utilizzate anche in tale periodo.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Porto Torres: Scopriamo la Colonia romana di Turris Libisonis!, su Sardegna in Blog 2020, 27 novembre 2015. URL consultato il 1º novembre 2020.
  2. ^ a b TURRIS LIBISONIS - PORTO TORRES (Sardegna) | romanoimpero.com, su www.romanoimpero.com. URL consultato il 1º novembre 2020.
  3. ^ Marta Littera, Terme Pallottino, su Monumenti Aperti. URL consultato il 24 maggio 2022.
  4. ^ Romina Carboni e Emiliano Cruccas, Terme Pallottino - Campagna di Scavo 2009, in ArcheoArte, 3 luglio 2012, DOI:10.4429/j.arart.2011.suppl.26. URL consultato il 24 maggio 2022.
  5. ^ Sardegna, a Porto Torres i lavori per il gas fanno scoprire un mosaico romano, su la Repubblica, 25 giugno 2020. URL consultato il 24 maggio 2022.
  6. ^ Porto Torres: scoperto un antico spogliatoio termale mosaicato nella Domus dei mosaici marini, su www.finestresullarte.info. URL consultato il 24 maggio 2022.
  7. ^ Porto Torres, nuovi tesori affiorano nella Domus dei mosaici marini, su La Nuova Sardegna, 13 maggio 2022. URL consultato il 24 maggio 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Peruzzi, Porto Torres - Colonia Iulia Turris Libisonis. Dallo scavo al piano urbanistico, 2018 ISBN 9788849235975

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]