La Stella di Sardegna

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« "La Stella di Sardegna" non ha la velleità di risorgere per schiudere alla gioventù studiosa un'êra novella - né intende affacciarsi all'orizzonte, per condurre i re Magi ad ossequiare un nuovo Messia. Niente di tutto questo; la luce della nostra "Stella", onestamente serena, non abbaglierà le pupille d'alcuno - tutti potranno liberamente fissarla, senza bisogno di lenti affumicate. (...) Insomma, il nostro periodico sarà una specie di palestra letteraria ed artistica, senza pretensioni di sorta; come un convegno di persone oneste ed educate, forse non sempre d'accordo nei principî e nelle opinioni, ma che nullameno possono stare comodamente insieme, senza pericolo di urtarsi o di imbronciarsi. »
(Enrico Costa, Ai nostri lettori, in occasione della ripresa delle pubblicazioni della rivista, 5 aprile 1885)
La Stella di Sardegna
Stato Italia Italia
Periodicità varia
Fondatore Enrico Costa
Fondazione 1875
Chiusura 1886
Sede Sassari
Direttore Enrico Costa
 

La rivista fondata nel 1875 uscì fino al 1879 e riprese le pubblicazioni dal 1885 al 1886. Il primo numero uscì il 31 ottobre 1875, con i caratteri della tipografia Azuni, dove il Costa pubblicò l'elegia Ultimi giorni di Gaetano Donizetti, la rivista fu pubblicata anche a Genova[1] e Bergamo[2]. Avevano collaborato attivamente, come redattori alla rivista, i maggiori rappresentanti dell'intellighenzia locale, fra questi: lo scrittore e giornalista Salvatore Farina e Gavino Cossu, Giovanni Spano, Giacinto Stiavelli, Giuseppe Bargilli, Pompeo Calvia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tipografia della Voce Libera, 1875
  2. ^ F.lli Bolis, s.d.