Statuti Sassaresi

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Incipit degli Statuti Sassaresi (1316)

Gli Statuti Sassaresi (in sardo Istatutos Tataresos) rappresentano il documento più importante della Sassari comunale e medievale. Gli statuti furono emanati alla fine del XIII secolo, quando la città era legata alla Repubblica di Pisa e dal 1294 di Genova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di questo documento rimangono cinque copie, ma solo due copie risalgono all'epoca comunale: due codici pergamenacei scritti in gotica testuale italiana, dei quali uno è scritto in lingua sarda (logudorese) e datato al 1316[1], e l'altro in latino, riconducibile ai primi due decenni del XIV secolo e giunto a noi in stato frammentario[2]. In quell'anno a Sassari era in carica il podestà genovese Cavallino de Honestis.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Gli statuti sono divisi in tre parti: il primo riguarda l'organizzazione del Comune e dei suoi uffici, compresa la polizia urbana e rurale ed il commercio; il secondo, il diritto civile; il terzo, il diritto penale.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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