Guglielmo III di Narbona

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Guglielmo III di Narbona
Assassinat de Jean sans Peur.jpg
Assassinio di Giovanni di Borgogna (Guglielmo è uno degli uomini a destra)
Giudice di Arborea (II)
Narbonne-Lara.svg Arborea coat-of-arms.svg Albero Eradicato del Giudicato di Arborea.svg
In carica 1407-1420[1]
Incoronazione 13 gennaio 1409
Predecessore Mariano V di Arborea
Successore estinzione del giudicato
Visconte di Narbona (III)
In carica 1397 - 1424
Predecessore Guglielmo II di Narbona
Successore Pierre de Tiniéres
Conte del Goceano e di Marmilla (I)
In carica 1407-1420
Predecessore Mariano V di Arborea
Successore estinzione del titolo
Visconte di Bas (I)
In carica 1407-1420
Predecessore Mariano V di Arborea
Successore estinzione del titolo
Nome completo Guillaume Aymeric de Narbonne-Arborée
Nascita Narbona, 1383 circa
Morte Verneuil-sur-Avre, 17 agosto 1424
Sepoltura Abbazia di Sainte-Marie de Fontfroide
Dinastia Narbona-de Serra Bas
Padre Guglielmo II di Narbona
Madre Guérine de Beaufort
Consorte Margherita d'Armagnac,
ultima giudicessa d'Arborea

Guglielmo III di Narbona (Narbona, 1383 circa – Verneuil-sur-Avre, 17 agosto 1424) fu visconte di Narbona (come Guglielmo III, 1397-1424) e giudice di Arborea (come Guglielmo II, 1407-1420)[1]. Fu inoltre consigliere del re di Francia dal 1418 al 1420 e poi nel 1424. Partecipò anche alla guerra dei cent'anni, dalla parte degli armagnacchi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I visconti di Narbona[modifica | modifica wikitesto]

Egli era nipote della donnikella Beatrice d'Arborea, una delle figlie del giudice Mariano IV: suo padre era infatti il primogenito Guglielmo visconte di Narbona. Quando nel 1407 morì Mariano V di Arborea (figlio di Eleonora, sorella di Beatrice) Guglielmo divenne l'erede più prossimo al trono giudicale e giudice de jure.[2]

Beatrice d'Arborea (in francese Béatrice d'Arborée, 1343 circa-1377), sorella di Ugone III e di Eleonora, fu la terza moglie (1363, appena ventenne) del visconte di Narbona Aimerico VI (1341-1388), figlio di Aimerico V e di Tiburge de Puisserguier (secondo alcuni storici e genealogisti invece la madre di Aimerico era Caterina di Poitiers)[3]: la casa regnante era quella di Lara (1192-1424), il cui primo esponente fu Pedro Manrique de Lara (1193-1202), succeduto alla famosa viscontessa Ermengarda (1134-1143; 1192-1193). L'erede di Beatrice d'Arborea (ebbe sette figli), Guglielmo II (1363-1397), sposato con Guérine de Beufort-Rogier de Canillac (nipote di Gregorio XI e pronipote di Clemente VI), subentrò al padre. Morto anche costui, ereditò il rango di visconte il suo rampollo Guglielmo II (1397-1424), la cui consorte fu Margherita d'Armagnac.[4]

Ultimo giudice d'Arborea[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di Fontfroide: nella cripta sono sepolti i visconti di Narbona
Moneta fatta coniare a Sassari nel 1410 da Guglielmo III

Guglielmo II, in quanto parente più prossimo di Mariano V di Arborea, diventerà giudice di diritto (1407-1420),[1] ma raggiunse la Sardegna, per l'intronizzazione, solo nel 1409. I visconti di Narbona sono sepolti nella cripta dell'insigne abbazia di Sainte-Marie de Fontfroide: vi furono tumulati Beatrice d'Arborea, suo marito Aimerico VI, il loro figlio Guglielmo II (con l'armatura, vicino alla madre con abito vedovile) e, appunto, il nipote Guglielmo III, ultimo sovrano d'Arborea.[5]

Nel frattempo a reggere effettivamente il giudicato dal 1407 fu Leonardo Cubello discendente dalla linea maschile giudicale di Ugone II di Arborea.[6]

Il 6 ottobre 1408 sbarcò a Cagliari il re Martino I di Sicilia, con un forte esercito, quale esponente della casa aragonese, che rivendicava il controllo dell'intera Sardegna. Nello stesso anno, l'8 dicembre, Guglielmo di Narbona arrivò a sua volta nell'isola e fu eletto ufficialmente dalla Corona de Logu giudice di Arborea, conte di Marmilla e del Goceano, visconte di Bas, ad Oristano, il 13 gennaio del 1409.[7]

I due eserciti, quello di Martino e di Guglielmo, si scontrarono quindi nella nota battaglia di Sanluri, il 30 giugno 1409, nel corso della quale le truppe del Narbona furono sbaragliate. Come ulteriore disastro, nonostante la morte di Martino per malaria, vi fu l'occupazione, il 4 luglio, dell'importante città di Villa di Chiesa, da parte del comandante filo aragonese Giovanni di Sena. Guglielmo perciò tornò in Francia per cercare aiuto, lasciando il governo delle terre sarde al cugino Leonardo Cubello, che fu abile nel difendere Oristano.

Guglielmo tornò in Sardegna nel 1410, riorganizzò i suoi territori, trasferì la residenza a Sassari e con l'aiuto di Nicolò Doria e Artaldo Alagon (avo del più famoso Leonardo Alagon, ultimo marchese di Oristano), riprese Longosardo. Cercò quindi di occupare la catalana Alghero e vi riuscì brevemente il 5 e 6 maggio del 1412, prima di esserne scacciato dai cittadini.[8]

Estinzione del giudicato d'Arborea[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia di Verneuil, in cui Guglielmo morì
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Giudicato di Arborea.

Sicuro di non riuscire a mantenere il suo dominio, il Narbona alla fine decise di alienare i propri diritti al re d'Aragona Alfonso V il Magnanimo, per una cifra di 100.000 fiorini d'oro, il 17 agosto 1420, segnando quindi la fine del giudicato di Arborea: l'atto fu stilato ad Alghero dal suo procuratore Pietro de Pomairo, in quanto il visconte si trovava giá in terra francese. Guglielmo fu dunque l'ultimo sovrano arborense e morì il 17 agosto 1424 nel corso della battaglia di Verneuil: fu seppellito, accanto ai suoi antenati, nell'abbazia di Frontfroide.[9]

Non avendo figli, Guglielmo lasciò il viscontado di Narbona al fratello uterino Pierre de Tinières che poi lo vendette a Gastone IV di Foix.

La Sardegna non sarà più indipendente e appartenne alla Spagna fino al 1720, quando questa fu sostituita dai Savoia: il marchesato di Oristano ebbe, infatti, una vita breve (1420-1478) e a Leonardo Cubello, primo marchese, fu proibito dalla Corona aragonese di fregiarsi del titolo avito di giudice di Arborea.[10]

Guglielmo III è altresì da ricordare perché nel 1410 fece coniare, nella zecca di Sassari, i minuti e le patacchine in mistura d'argento (con l'albero eradicato arborense e la croce patente), uniche monete effettivamente battute nel giudicato di Arborea, dato che non è sufficientemente documentata l'attività di precedenti officine, nonostante presunti ritrovamenti di denari del periodo dei giudici Mariano IV e di Ugone III.[11][12]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni
Aimerico VI di Narbona Aimerico V di Narbona  
 
Caterina di Poitiers  
Guglielmo II di Narbona  
Beatrice d'Arborea Mariano IV di Arborea  
 
Timbora di Roccaberti  
Guglielmo III di Narbona  
Marquis de Beufort-Rogier-Canillac Guglielmo II Rogier-Beufort  
 
Guérine de Canillac  
Guérine de Beufort-Rogier-Canillac  
Caterina d'Alvernia Beraldo I d'Alvernia  
 
Maria de la Vie  
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c D'Arienzo, p. 9.
  2. ^ D'Arienzo, p. 10.
  3. ^ Francesco Cesare Casul, Genealogie Medioevali di Sardegna.
  4. ^ D'Arienzo, p. 67.
  5. ^ Boyer, p. 60.
  6. ^ Philippe, p. 49
  7. ^ Cioppi, p. 77.
  8. ^ Cioppi, p. 88.
  9. ^ Cioppi, p. 90.
  10. ^ Genealogie medioevali.., p. 106
  11. ^ Dessì, p. 8.
  12. ^ Castellaccio-Sollai, p. 8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Genealogie medioevali di Sardegna, Due D editrice mediterranea, Cagliari 1983.
  • Angelo Castellaccio-Mariano Sollai,, Monete e monetazione giudicale: la scoperta dei denari d'Arborea, Pisa, 2D Editrice Mediterranea, 1986.
  • Charles Boyer, Abbaye de Fontfroide, Narbona, Lacour, 1932.
  • Alessandra Cioppi, Battaglie e protagonisti della Sardegna medioevale, Cagliari, AM-D, 2008.
  • Luisa D'Arienzo, Documenti sui visconti di Narbona e la Sardegna, 2 vol., Padova, CEDAM, 1977.
  • Vincenzo Dessì, Nella Zecca di Sassari: monete di Guglielmo III di Narbona, Sassari, Dessì, 1898..
  • Jacques Michaud-André Cabanis, Histoire de Narbonne, Michaud, Toulouse 2004.
  • Héléna Philippe, Les origines de Narbonne, Edité par Privat, Toulouse 1937.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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