Videolina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Videolina
Logo dell'emittente
Stato Italia Italia
Tipo generalista
Target tutti
Versioni Videolina 576i (SDTV)
(data di lancio: 4 settembre 1975)
Videolina HD 1080i (HDTV)
(data di lancio: 4 luglio 2012)
Canali affiliati Tele Costa Smeralda
Editore L'Unione Editoriale
Sito videolina.it
Diffusione
Terrestre
Videolina
Videolina Mux 1
Videolina (Italia)
DVB-T - FTA
Canale 10 SD

Videolina Mux 1
Videolina HD Test (Italia)
DVB-T - FTA
Canale 510 HD
Satellite
Tivùsat
Hot Bird 13D
13.0° Est
Videolina (DVB-S2 - FTA)
11662.00 V - 27500 - 3/4
Canale 819 SD
Sky
Hot Bird 13D
13.0° Est
Videolina (DVB-S2 - FTA)
11662.00 V - 27500 - 3/4
Canale 819 SD
Streaming
videolina.it Live Adobe Flash

Videolina è un'emittente televisiva a carattere regionale della Sardegna che trasmette dalla città di Cagliari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

«Nata quando era difficile nascere... [1]»

(Uno dei primi slogan di Videolina)

Videolina è stata fondata da Nicola Grauso e Michele Rossetti il 4 settembre 1975 in un appartamento di vico Duomo a Cagliari, dove il 16 giugno di quello stesso anno nacque la prima radio libera della Sardegna, Radiolina. I due, nonostante le intimazioni da parte dell'Escopost (il reparto di controllo delle emissioni radioelettriche che dipendeva dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni), già all'epoca in cui fondarono la prima radio libera della Sardegna decisero di fare il grande passo con la televisione, affittando di conseguenza una stanza situata accanto agli studi della loro radio.

In questa stanza furono sistemate le strumentazioni della nascente televisione sarda: il primo trasmettitore TV, il primo videoregistratore, una piccola telecamera e alcuni film registrati da una delle prime televisioni private di Livorno. L'emittente trasmise inizialmente in bianco e nero, passando qualche mese più avanti al sistema colore PAL. Il primo programma trasmesso dall'emittente fu un cartone animato di ispirazione western, disegnato dalla matita di Bruno Bozzetto.

Una leggenda metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Si narra di una leggenda metropolitana, confermata anche da uno dei fondatori, che per fuggire ai controlli dell'Escopost, durante la notte, i due fondatori cambiavano spesso postazione di emissione e frequenza, disturbando volontariamente il secondo canale della RAI. Spesso trasmettevano dal quartiere Castello, dove poi, quando l'emittente assumerà un aspetto aziendale, impiantano uno dei primi ponti radio. Infatti, agli albori dell'emittente, per ricevere le loro trasmissioni, si doveva adoperare una particolare e rozza antenna, più simile ad una graticola, tanto che alcuni rivenditori di Cagliari vendettero addirittura le antenne apposite per captare Videolina. Ma nel frattempo, sia a Cagliari che nel resto dell'isola, l'opinione pubblica era schierata favorevolmente per la libertà d'antenna.

Le due emittenti fruttarono all'imprenditore un consistente ritorno economico derivante dalla raccolta pubblicitaria che agli inizi venne trasmessa in maniera alquanto avventurosa e un po' maccheronica: un normale proiettore proiettava la scritta pubblicitaria e una telecamera, posta poco di fronte, mandava in onda il messaggio pubblicitario. Ciò gli consentì di incrementare la sua posizione nell'editoria sarda, acquistando nel 1985 L'Unione Sarda, il quotidiano più venduto in Sardegna.

Con l'avvento dei primi network nazionali, i fondatori si trovarono davanti a varie proposte di acquisto e/o affiliazioni con i nascenti network (Mediaset in particolare), ma le offerte vennero rifiutate categoricamente dai due, perché la loro scelta di restare l'unica televisione sarda è ancora vincente. Infatti, al precedente slogan, ne affiancarono uno nuovo che recita Se ti annoia il continente... Videolina, oppure niente.

Dalle prime trasmissioni in vico Duomo, per un periodo la sede si trasferì in via Martini, per poi approdare nel 1979 nel centro di produzione di viale Marconi a Cagliari. Negli anni successivi, Videolina conobbe un incremento di spettatori su tutto il territorio regionale.

Le prime trasmissioni[modifica | modifica wikitesto]

Le prime trasmissioni dell'emittente vennero effettuate da un appartamento di vico Duomo, dove, nello stesso anno di fondazione dell'emittente, venne fondata l'emittente radio Radiolina. In questo nuovo locale vennero sistemate le strumentazioni per la nascente emittente televisiva sarda. Infatti in quegli anni i due fondatori fecero arrivare in Sardegna il primo trasmettitore TV, il primo videoregistratore, la prima minuscola telecamera e alcuni film registrati da una delle prime televisioni "libere" di Livorno. Le trasmissioni in questo periodo furono in bianco e nero in quanto, in Italia, non si era deciso ancora quale sistema adottare per la codifica del colore. Solo successivamente adottarono il sistema colore PAL al posto dei sistemi SECAM e NTSC, oggetto in quei periodi, di sperimentazioni anche da parte della Rai.

Dalle trasmissioni ufficiali fino al 1979[modifica | modifica wikitesto]

Qualche tempo dopo che le trasmissioni furono regolari e, finalmente, a colori, adottando il sistema PAL, Videolina si trasferì dagli studi sperimentali di vico Duomo nella sede di via Martini, dove vi rimase fino al 1979, anno in cui la stessa si trasferì nei nuovi studi di viale Marconi.

Dal 1979 al 2011[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 l'emittente si trasferì nella nuova e più grande sede di viale Marconi, sempre a Cagliari. Una delle poche sedi che poté vantare un centro di produzione che molte emittenti, sia nazionali che locali, invidiavano alla Sardegna. In questa sede si sono succeduti vari volti dell'emittente, sia vecchi che nuovi, così come i vari programmi prodotti dalla stessa emittente. Uno tra tutti Sardegna Canta, che, durante il periodo invernale, propone in diretta le esibizioni dei vari gruppi folk, cantanti, poeti e personaggi della Sardegna, oltre ad assistere, nei primi anni ‘90, ad un vero e proprio "assalto" dei tifosi del Cagliari, esultanti per il ritorno in Serie A della squadra.

Anche lo spazio informativo dell'emittente ha conosciuto, in questa sede, una nuova linfa: disponendo infatti di uno studio di registrazione e messa in onda, sicuramente migliore, rispetto a quello presente nella vecchia redazione di via Martini, il TGS ha potuto permettersi di poter cambiare, nel corso degli anni, la propria scenografia in maniera abbastanza veloce, tra cui si ricorda la scenografia degli anni '90, ove si intravide, specie durante i primi piani ai conduttori di turno, un finestrato fisso, costituito da un lastrone di plexiglas nero fumo, contenente all'interno, il logo del telegiornale in colore verde, lasciando intravedere in questo modo una porzione di quella che era la redazione giornalistica, situata proprio alle spalle del conduttore, visibile anche nella ripresa panoramica, mostrata solamente durante gli outro per mandare in onda gli stacchi pubblicitari e per il rientro in studio. Altresì, al di sopra del finestrato in plexiglass, era presenre anche una fila di sei monitor con varie scene (alcune relative anche a scene da mandare in onda dopo la lettura di parte di essa dal conduttore di turno)

Mentre al lato destro del teleschermo, quando si leggeva il sommario, vi era presente una sezione che comprendeva cinque pannelli, di cui quattro blu con in rilievo il logo del TG e uno più grande, di colore verde, nella quale venivano mostrate durante il sommario, le foto relative ai servizi proposti, senza alcun accompagnamento musicale di sottofondo ne titoli in computer grafica, facendo utilizzo della tecnica Chroma-key, tra l'altro molto in voga anche nei periodi successivi. Un monitor da 14 pollici era altresì posto accanto al giornalista, incastonato nella parete dei pannelli, mostrando, la maggior parte delle volte, una scena statica della sigla del TGS, oppure una scena statica del servizio da lanciare in onda.

Tra la parete del videowall e il finestrato in plexiglas vi era presente anche una pannellatura nera, in formato verticale con su stampata la Sardegna in colore arancio e con una grafica a righe alternate (immagine ispirata alla precedente sigla del TGS dove è presente una versione dell'isola con questa veste). Al di sotto della scrivania, dove sedeva il conduttore di turno, era presente, in una sezione incassata della stessa, un altro monitor da 14 pollici, che mostrava la ripresa effettuata al momento dalla camera che stava riprendendo; su questo monitor non arrivava l'immagine pura della camera come se venisse rilanciata dalla regia, ma bensì veniva ripescata dal segnale appena trasmesso dal trasmettitore posto sul tetto dell'emittente, tanto che, a discapito della piccola dimensione del monitor sotto la scrivania, era chiaramente visibile il logo dell'emittente. Tra l'altro la sede di viale Marconi, nel periodo compreso tra il 2003 e il 2004, aveva messo in atto un'operazione di restyling di tutto il parco macchine, visto anche l'imminente ingresso nel digitale terrestre, avviandone di conseguenza anche le sperimentazioni in tutta l'isola, insieme alla sorella Tele Costa Smeralda e fornendo in comodato d'uso gratuito i decoder per la ricezione dei canali nazionali e locali. La stessa sede, intorno al 1998/1999, vide anche un nuovo restyling dello studio di messa in onda del telegiornale, adottando una scenografia a pannellatura completa, nascondendo in questo modo il "paretone", così definito dai nostalgici, dell'ex TGS, risultando visibile solo dal retro dello studio, ovvero dalla redazione giornalistica. Sempre in questo periodo, infine, il TGS venne, con molta probabilità, trasmesso dagli studi della sorella Tele Costa Smeralda, in quanto, per un breve periodo, la scenografia venne realizzata in computer grafica e, facendo uso abbondante del metodo chroma-key, in attesa di ultimazione della nuova veste del TG. Nei primi giorni del 2000, il TGS, dopo 24 anni di carriera, diventò l'attuale TG Videolina.

Il cambio di proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 finì la gestione di Nicola Grauso, in seguito alle vicende legate al sequestro di Silvia Melis. In merito Grauso dichiarò: "Le mie aziende furono commissariate pur non avendo un decreto ingiuntivo ed un sequestro. La semplice azione di commissariamento e l'intenzione della Magistratura di volermi sottrarre giornale, radio e tv, furono sufficienti a destabilizzare le aziende e a farmi perdere il fisiologico sostegno da parte del sistema finanziario. Dovetti vendere per 120 miliardi tutto il gruppo a Sergio Zuncheddu"[1].

Terminata la gestione di Grauso, la proprietà di Videolina e Radiolina passò a Sergio Zuncheddu, già editore di Tele Costa Smeralda e e del quotidiano L'Unione sarda.

Zuncheddu già negli anni '80 fondò Tele Sardinia, emittente regionale che si fuse con Sardegna 1 TV, dando vita a Sardegna Uno.

Dal 2011[modifica | modifica wikitesto]

Dal 12 dicembre 2011 Videolina trasmette dai nuovi studi di Piazza Unione Sarda, all'interno del complesso polifunzionale di Santa Gilla con la modalità 16:9. Cambia inoltre logo e alcune produzioni. Sempre dal 2011, Videolina è l'emittente partner della squadra di pallacanestro della Dinamo Sassari e, al contempo, i vecchi studi di Videolina vennero ereditati dalla sorella Tele Costa Smeralda.

Tra gli altri vi lavorarono Maurizio Costanzo (conducendo il programma serale Dopo Cena), Maria Luisa Busi e Giorgio Porrà, oggi apprezzato volto di Sky Sport[2].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2000 Videolina trasmette i suoi programmi anche dal satellite Hot Bird, visibile in Europa.

Dal 4 luglio 2012 alla posizione 510 dell'LCN del digitale terrestre compare Videolina Test HD, che trasmette alcune trasmissioni e corti in alta definizione nativa e forzata a 1080i. Il canale in alta definizione è trasmesso nel secondo mux di Videolina con copertura limitata alla Sardegna meridionale. Dal 14 aprile 2018 è trasmesso nel primo mux di Videolina con copertura regionale.

Il 22 settembre 2013, in occasione della visita di Papa Francesco in Sardegna, Videolina ha seguito l'evento in diretta, con una media d'ascolto del 50% con punte del 55%; inoltre ha ottenuto il 6% lo speciale in prima serata sulla giornata del Papa a Cagliari[3].

Con 400.000 telespettatori giornalieri e il 2,8% di share, Videolina è l'emittente regionale più vista in Sardegna[4].

Dagli studi di Cagliari vengono trasmesse 3500 ore di produzione l'anno. La copertura della Sardegna è assicurata da una rete di 48 ripetitori. Il direttore della redazione giornalistica è Emanuele Dessì.

Dal 2004 Videolina ha cominciato a trasmettere in digitale terrestre, limitatamente alla ex provincia di Cagliari. Nel 2006 grazie a un accordo con l'emittente oristanese Super TV Oristano, la copertura del mux digitale di Videolina può essere estesa anche alla provincia di Oristano.

In seguito allo switch off avvenuto in Sardegna nell'ottobre del 2008, Videolina dispone di due multiplex: uno a copertura regionale e un altro con una copertura limitata.

Il primo mux di Videolina a copertura regionale viene trasmesso sul canale UHF 36, ed è formato dalle seguenti emittenti:

  • Videolina, canale principale dell'omonimo multiplex (LCN 10);
  • Videolina 2, canale originariamente dedicato alle news di Videolina, dal 2015 ha iniziato a trasmettere un cartello che invita i telespettatori a seguire l'informazione di Videolina sul canale 10, poi tra febbraio e maggio 2016 trasmetteva un monoscopio, dal 4 maggio 2016 al 29 aprile 2020 riprendeva la stessa programmazione di Videolina, dal 29 aprile 2020 trasmette la radiovisione di Radiolina (LCN 110);
  • Videolina 3 Sport, canale nato nell'ottobre 2011 dedicato alle trasmissioni dei principali eventi sportivi dell'isola, dal 2014 non trasmette programmi ma solo un monoscopio (LCN 210);
  • Videolina 4, canale interamente dedicato alle televendite, dal 22 maggio 2016 trasmette programmi di vario tipo (LCN 601);
  • Videolina HD Test, versione di Videolina in alta definizione che trasmette alcune trasmissioni e dei filmati codificati in MPEG-4 (1080i) (LCN 510);
  • Radiolina, la prima radio libera della Sardegna;
  • Radio Bonaria, emittente radiofonica cagliaritana a carattere prevalentemente religioso.

Il secondo mux di Videolina è trasmesso al canale UHF 25, limitatamente alla Sardegna meridionale ed è formato dalle seguenti emittenti:

Videolina Sat[modifica | modifica wikitesto]

Logo della versione satellitare

Dal 2000 al 2013 Videolina trasmetteva i suoi programmi anche sul satellite Hot Bird escludendo la programmazione della syndication K-2.

Dal 30 settembre 2010, l'emittente fu trasmessa via satellite sia gratuitamente, sia all'interno dell'offerta Sky Italia, avendo dunque 2 segnali; la situazione è rimasta tale fino al 12 novembre dello stesso anno, quando il segnale doppione per Sky è stato disattivato e il segnale originale codificato in VideoGuard, rendendo così Videolina accessibile via satellite solo ai possessori di un abbonamento alla pay tv satellitare.

Il canale rimase comunque visibile sul satellite in chiaro dalle ore 15 alle 18 e dalle 23 all'1.

Dal 14 giugno 2013, Videolina non è più ricevibile via satellite, ma unicamente via etere e in streaming sul sito ufficiale dell'emittente. La decisione da parte dell'emittente potrebbe essere legata, come accaduto in precedenza per la concorrente Sardegna Uno, ai costi troppo alti per la ritrasmissione del segnale sul satellite. Gli utenti, già dal mese di maggio 2013, venivano avvisati sul canale Sky dell'emittente, con un rullo, indicante l'avviso di spegnimento definitivo del segnale, con le relative informazioni per continuare a seguire l'emittente.

Il 21 dicembre 2018 l'emittente torna ad essere diffusa via satellite tramite la frequenza 11662 MHz su Hot Bird[5].

Dal 28 marzo 2019 entra nella piattaforma Tivùsat e Sky al canale 819 su ambedue le piattaforme Satellitari.[6]

L'informazione regionale dell'emittente[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto principale del palinsesto è il telegiornale, trasmesso in 14 edizioni giornaliere in diretta.

TGS - telegiornale sardo[modifica | modifica wikitesto]

Lo spazio informativo dell'emittente, dalla nascita dell'emittente sino al 31 dicembre 1999, era conosciuto come TGS - telegiornale sardo, nato 3 luglio 1976. In quel periodo, non avendo ancora la possibilità di trasmettere in diretta, le edizioni del telegiornale sardo venivano pre-registrate. Intorno al 1998, l'emittente entra a far parte del circuito Team Tv (la prima emittente tv all-news italiana, facente parte della piattaforma satellitare Stream), per la quale trasmette alle 14:55 l'omonimo notiziario, in una forma di interconnessione.

TG Videolina[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º gennaio del 2000, il telegiornale dell'emittente cambia nome: dopo 24 anni viene abbandonata la denominazione TGS - telegiornale sardo e diviene ufficialmente TG Videolina. Per l'occasione, sigla, studio e grafica sono stati rinnovati (a 2 anni di distanza dall'ultimo restyling, avvenuto il 23 giugno 1998). Da questo periodo vengono aumentate le edizioni del giornale con l'aggiunta di quella notturna. Durante il primo anno di trasmissione del nuovo TG nacquero le edizioni flash del notiziario, cancellate però dopo poco tempo. Sempre in questo periodo prosegue la collaborazione con Stream TV, per la quale l'emittente concede uno spazio di interconnessione per la trasmissione del telegiornale Stream News, trasmesso all'epoca dall'omonimo canale sino al termine della collaborazione nel 2003, quando Stream TV confluisce in Sky Italia.

Le sigle del TG[modifica | modifica wikitesto]

L'emittente, per il suo telegiornale, ebbe diverse versioni della sigla di apertura, così come le basi di sottofondo per i sommari d'apertura utilizzate per tutte le edizioni del telegiornale (a partire dal 2000), così per le edizioni flash. Di seguito vengono descritte alcune delle sigle andate in onda

La Terra dallo spazio: 3 luglio 1976-16 aprile 1998[modifica | modifica wikitesto]

La sigla consisteva in una ripresa del globo terrestre dallo spazio del continente Americano, con effetto zoom all'indietro. Poco prima di arrivare a comprendere lìintera diapositiva,compariva con effetto dissolvenza combinato ad uno zoom in avanti la scritta VIDEOLINA televisione sarda, di cui la prima ricalca la scritta del logo, realizzata con una font della serie ITC Avant Garde, mentre il sottotitolo era scritto con una font in grassetto della famiglia Swis721. Poco prima del termine dell'effetto zoom all'indietro della diapositiva del globo, l'ident dell'emittente si blocca in posizione centrale sul teleschermo, per poi effettuare un effetto "volta pagina", dove compare la Sardegna, con i contorni in bianco e uno sfondo caratterizzato da righe in due diverse tonalità di arancio. subito dopo comparivano con effetti a scorrimento, quattro fotografie del panorama Cagliaritano, tra cui il porto, Palazzo Baccareda e lo stadio SantìElia. Una volta terminata la comparsa di queste fotografie, compariva in posizione centrata sul teleschermo, il logo TGS (acronimo di Tele Giornale Sardo). In questa sigla, non era presente il sottotitolo "telegiornale sardo", presente invece nelle successive sigle.

La base della sigla era estrapolata dalle note finali del brano The Awakening di Johnny Pearson, utilizzato anche dall'emittente televisiva anglosassone ITV per il notiziario ITN News At Ten.

Lo sfondo ceruleo e il cubo rotante: 17 aprile 1987-22 giugno 1998[modifica | modifica wikitesto]

La sigla consisteva in uno sfondo azzurro che sfumava sui toni del ciano, con il logo VL in sovrimpressione e semitrasparente in modalità statica. Comparivano le foto da alcuni lati dello schermo dei principali monumenti delle quattro province sarde (il Palazzo Civico per Cagliari, la statua bronzea del Cristo Redentore per Nuoro, Piazza d'Italia per Sassari e Piazza Mannu per Oristano), fino a formare un cubo, che iniziava a roteare su se stesso. Ad un certo punto, comparivano poi, da destra verso sinistra, una ad una le lettere T, G e S a comporre il logo del TG. Per ultimo compariva il sottotitolo "telegiornale sardo", dopodiché il logo del TG veniva trasportato dall'angolo inferiore destro a quello superiore sinistro, facendo così scomparire il cubo rotante all'estrema sinistra del teleschermo, mentre era ancora in rotazione. La base della sigla era la stessa della precedente versione.

Il rientro sull'Isola dallo spazio: 23 giugno 1998-31 dicembre 1999[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra variante è stata utilizzata dal 1998 fino al 1999, interamente realizzata in computer grafica. Dal nero, con una dissolvenza, si parte con un primo piano del continente europeo, con al centro la Sardegna, sino ad allargare l'inquadratura per comprendere un satellite, pronto a captare il segnale proveniente dall'isola per poi rilanciarlo. A rilancio avvenuto del segnale, visibile a video con delle linee, l'immagine dell'isola si illumina e torna rapidamente in primo piano con le immagini dei luoghi caratteristici delle ex 4 province sarde, presenti anche nella sigla precedente, con l'aggiunta di una foto relativa alla città di Olbia. Dopo la comparsa dell'ultima foto, tutta l'isola scompare dietro al nuovo logo del TGS, con il consueto sottotitolo. La base musicale è la sigla storica, rielaborata nella parte iniziale con un motivo che ricorda un concerto di launeddas. Questa sigla ha avuto breve durata, dato l'imminente restyling del TG e conseguente cambio di denominazione.

Il globo terrestre e gli orologi fluttuanti: 1º gennaio 2000-11 dicembre 2011[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º gennaio 2000, in occasione del nuovo secolo, la sigla venne totalmente rinnovata, cambiando logo e denominazione. La base era uno sfondo dinamico sulle tonalità dell'azzurro, con in secondo piano un mappamondo che aveva accanto un orologio analogico che aveva le lancette che ruotavano in continuazione in senso orario. Dentro il globo scorrevano barre, che probabilmente erano titoli sfocati. In alto vi era un orologio digitale che visualizza vari orari, riferibili alle varie edizioni del TG. Dopo alcuni secondi compariva, con un effetto simile ad un'esplosione, in primo piano, l'immagine dell'isola al cui interno si vedeva roteare il globo terrestre. Con lo stesso effetto , compariva il nuovo logo, costituito da una T in colore arancio e una G in colore bianco, e al di sotto la scritta VIDEOLINA, sempre in colore bianco e in stampatello maiuscolo. Accanto al nuovo logo compariva un orologio digitale, con i numeri che ruotavano in modo del tutto casuale sino a interrompersi improvvisamente, con un effetto identico a quello del logo del TG, o con lo stesso effetto di prima e la sovrapposizione con uno zoom all'indietro (dal 29 settembre 2009), mostrando a video l'orario dell'edizione in onda in quel momento. Per le edizioni flash e/o straordinarie, il "TG MATTINA" (andato in onda dal 2009 al 2011 prima di Videolina Mattina) o per la rassegna stampa, invece, l'orologio non si bloccava e, al di sotto, compariva la scritta "FLASH" e/o "EDIZIONE STRAORDINARIA", "MATTINA" o "RASSEGNA STAMPA", che comparivano con lo stesso effetto del logo del TG e, anche in questo caso, il sottotitolo dell'edizione presentava la prima lettera in colore arancio per l'edizione FLASH, e le prime due iniziali per l'EDIZIONE STRAORDINARIA. La base è la rielaborazione tramite sintetizzatore elettronico per parte iniziale già modificata nel 1998, la seconda parte invece è riarrangiata in stile pop con la batteria più frizzante rispetto alla versione precedente; venne anche introdotto il sottofondo titoli, suonato da Daniele Campani per le percussioni e Stefano Senesi per il sintetizzatore, utilizzato durante il sommario, all'inizio e al termine della pubblicità durante il tg, nella sigla della rassegna stampa e nella sigla di coda delle edizioni delle 14:30 e 20:30 (fino al 28 settembre 2009).

I due mondi con il bagliore del sole: Dal 12 dicembre 2011 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

La sigla attuale del TG Videolina, in onda da lunedì 12 dicembre 2011 e trasmessa ancora oggi, è così composta: all'apertura viene mostrato uno sfondo dinamico sui toni del rosso scarlatto e del porpora, con dei movimenti cangianti. Al centro viene mostrato un mappamondo tridimensionale, con all'interno la figura di un Sole brillante. Dopo pochi secondi compare sul video un bagliore onirico, che parte dall'angolo inferiore sinistro per terminare poi all'angolo superiore destro, effettuando una traccia ad arco. Durante il passaggio di questo effetto, compare un mezzo globo a colori tagliato in diagonale. I due globi girano in direzioni opposte l'uno dall'altro, fino a subire, mentre sono ancora in rotazione, uno zoom al centro, sino a mostrare una schermata bianca per pochi millisecondi, dopodiché compare la grafica della sigla, molto simile a quella della precedente, con la differenza dello sfondo più scuro, l'isola che appare con un effetto meno aggressivo e senza le isolette minori (Asinara, Sant'Antioco e La Maddalena); non vengono più mostrati i vari orologi che cambiavano continuamente gli orari (riferibili alle varie edizioni) e l'orologio analogico accanto al mappamondo, sostituito da raggi, cerchi, fiocchi di neve e un countdown interno al globo terrestre, tutti bianchi. Giungendo al termine della sigla compare il nuovo logo del TG, racchiuso in un rettangolo rosso, contenenti i caratteri T e G, in bianco e, al di sotto, il nuovo logo dell'emittente. Anche il nuovo logo compare nella sigla accompagnato da un bagliore onirico. Per quanto riguarda la parte musicale, la melodia che accompagna la sigla resta la medesima in onda dal 1º gennaio 2000, mentre è stato introdotto un nuovo sottofondo titoli, composto dall'artista italiano Eugenio Mori, completamente realizzato tramite computer e usato nel sommario, all'inizio e al termine della pubblicità dutante il tg e nel bumper di coda di tutte le edizioni.

Il Teletext dell'emittente[modifica | modifica wikitesto]

In passato, l'emittente disponeva di servizio teletext offerto ai suoi telespettatori:

VL-Text[modifica | modifica wikitesto]

Il primo teletext dell'emittente, attivo dal 20 febbraio 1989, era composto da una grafica molto semplice e spartana, che ricalcava in un certo modo le prime grafiche usate dal Televideo Rai fino al 10 novembre 1988. Questa grafica usata dal primo VL-Text, fu impiegata fino ai primi anni 90, quando il servizio teletext realizzato in proprio venne sostituito da uno creato in joint venture con Sardegna1, denominato Televideo della Sardegna.

Televideo della Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Questo servizio partì nell'autunno 1995 grazie ad una joint venture tra Videolina e Sardegna1, per proporre ai telespettatori delle due emittenti un teletext aggiornato e unificato nei contenuti. Anche stavolta, l'indice ricalcava (ora più fedelmente) lo stile grafico impiegato nello stesso periodo dal Televideo della Rai. Il servizio disponeva di un gran numero di contenuti sempre aggiornati e di grande interesse per il pubblico. Tale servizio si interrompe nel 1998 su Videolina, mentre continuò ad essere veicolato su Sardegna1 fino alla sua dismissione avvenuta il 30 novembre 2001. Il teletext di Videolina, dal 1998, torna ad essere autoprodotto e viene battezzato Televideolina.

Televideolina[modifica | modifica wikitesto]

Questo servizio segna il ritorno dei teletext autoprodotti in loco, con anche la presenza di alcuni contenuti (Almanacco e Calendario) interamente in lingua sarda. Il servizio, ancora attivo all'autunno 2002, fu sostituito nel 2003 dal Televideoitalia.

Televideoitalia[modifica | modifica wikitesto]

Trasmesso dalla primavera 2003, questo servizio teletext veniva gestito dalla PM ProgettoMedia e dalla testata giornalistica ANSA, curato e veicolato in syndication (la seconda in assoluto nel campo dei teletext in Italia dopo il tentativo - dal 1991 al 1997 - del circuito Cinquestelle con Arianna) dalle principali emittenti tv regionali fra cui la stessa Videolina. Dal 2005-06 il servizio cambia denominazione in Telexitalia.

Telexitalia[modifica | modifica wikitesto]

Questa variante, pressoché uguale alla precedente tranne che per il nome (modificato a causa della somiglianza del nome con il Televideo Rai[7]) è stato l'ultimo servizio teletext veicolato dall'emittente, sempre curato dalla PM ProgettoMedia con il supporto giornalistico dell'agenzia ANSA, in collaborazione con le principali emittenti tv locali. Negli ultimi tempi, il servizio teletext è rimasto in onda senza contenuti aggiornati, fino alla sua dismissione avvenuta nell'estate del 2006.

Palinsesto[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente l'emittente produce 3500 ore di produzione propria e 14 edizioni giornaliere del telegiornale in diretta prodotte da 5 redazioni principali in tutta l'isola. Alcuni programmi dell'emittente sarda attualmente in onda sono:

  • Come il calcio sui maccheroni: programma di cabaret sardo condotto da Massimiliano Medda con la partecipazione della compagnia Lapola, regia di Massimo Piras.
  • Contro Canto: condotto da Samuele Zucca, è una gara di canto tra autori ed interpreti isolani.
  • Sardegna Canta: il programma più longevo della rete dopo il telegiornale, dedicato al folklore sardo in tutte le sue espressioni. Molti sono stati i conduttori che di anno in anno hanno presentato la trasmissione: attualmente Sardegna Canta è presentata da Ambra Pintore.
  • 40º parallelo: programma dedicato alla storia della Sardegna, condotto da Giacomo Serreli.
  • Tiri Liberi: La Sardegna a canestro: finestra dedicata al basket isolano condotta da Andrea Sechi.
  • Serie A Beko: tutte le partite della Serie A di basket, della Dinamo Sassari
  • Monitor: approfondimento giornalistico condotto da Nicola Scano e Simona De Francisci.
  • Montagne di Sardegna: curato e condotto da Giovanni Stefano Andrissi, itinerari sulle montagne e le terre alte dell'Isola con le immagini e il montaggio di Massimo Piras.
  • Itinerari di Sardegna: curato e condotto da Giovanni Stefano Andrissi, una serie di itinerari alla scoperta della Sardegna autentica, con le immagini e il montaggio di Massimo Piras.
  • In Cucina con Cozzina: programma dedicato alla cucina, con vari ospiti che si alternano a cucinare varie pietanze insieme allo chef Pier Paolo Argiolu.
  • Formula Motori: programma che illustra le ultime novità nel mondo dei motori condotto da Gabriele Piras.
  • Videolina Sport: rubrica sportiva, curata dalla redazione del TG Videolina e condotta da Stefano Fioretti.
  • Oggi al mercato: condotto da Alessandra Addari, è una panoramica sul mondo dell'alimentazione in Sardegna. Vengono raccolte interviste tra i clienti e i commercianti, ascoltati i pareri di medici e ristoratori per avere qualche consiglio in più sugli alimenti. Completano il tutto le curiosità e la ricetta del giorno.
  • Sardegna Verde: Emanuele Dessì, in collaborazione con la Coldiretti, in ogni puntata si reca in uno dei tanti paesi della Sardegna per scoprire le sue tradizioni enogastronomiche. Nei primi anni di messa in onda della trasmissione, venivano comunicati anche i prezzi al dettaglio nei mercati di Cagliari, dei prodotti di largo consumo, come frutta, verdura, carne, pesce e formaggi.
  • I 5 sensi dell'arte: con Ambra Pintore, è una panoramica sull'arte in Sardegna.
  • CartoonLina: il contenitore dei cartoni animati di Videolina come Lady Oscar e Giggio.

L'emittente inoltre è sempre presente con le dirette dei principali eventi e sagre in Sardegna, tra le quali, la festa di sant'Efisio a Cagliari, la Cavalcata sarda e la Faradda di li candareri a Sassari, la Sartiglia di Oristano, la festa di San Simplicio a Olbia, il Carnevale di Tempio Pausania e l'Ardia di Sedilo.

Precedentemente in onda

Alcuni programmi storici dell'emittente sono stati:

  • Dopo cena con Maurizio Costanzo (1995)
  • Forza Ragazzi: trasmissione a quiz condotta da Roberto Betocchi, dove i giovani delle scuole superiori della Sardegna si sfidavano per vincere una vacanza di 14 giorni a Londra (2003-2015)
  • Bambini Danza Estate (2002-2009)
  • Messaggero Sardo con Simeone Latini (1995-2005)
  • Sportclub con Stefano Fioretti e poi Matteo Bruni (2000-2011)
  • Lapola (1991-2011)
  • Lapola No Cost-Il più gaggio spettacolo dopo il Weekend (2011-2012)
  • Il paese dei farlocchi (2013)
  • Vari film da tutta l'Italia (fino al 2013)
  • Fox Kids (in streaming dal 2000 al 2004)
  • K2 (in streaming dal 2004 al 2013)
  • Radio Italia TV (in streaming dal 2005 al 2009)
  • Euro TV (anni 80)
  • Italia 7 (dal 1987 al 1998)
  • Junior TV (dal 1985 al 2003)
  • Di Che Danza 6?: condotto da Claudia Tronci, era una gara tra le scuole di danza isolane. (2011-2014)
  • Vent'anni fa rubrica in cui vennero riproposti servizi tratti dall'ex TGS Telegiornale Sardo, senza conduttore in studio (2000-2010)
  • Vent'anni fa rubrica in cui vennero riproposti servizi tratti dall'ex TGS Telegiornale Sardo, condotta da Giacomo Serreli (2010-2011)
  • Provette: programma comico (2011)
  • Videolina Mattina con Ambra Pintore, poi condotto da Mara Chessa e Paolo Fasanari (2008-2013)
  • Fuori Onda: 100% cabaret sardo: programma comico dedicato ai comici emergenti della Sardegna condotto da Max Loche e Simone Gungui (2012-2014)
  • Anteprima sport: rubrica sportiva condotta da Simona De Francisci che illustra gli avvenimenti sportivi in programma in Sardegna nel fine settimana
  • In Progress: rubrica condotta da Antonella Di Luzio, dedicata alla cultura, l'identità e l'anima della Sardegna.

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Grauso Il Fondatore Di Videolina
  2. ^ VIDEOLINA, su www.storiaradiotv.it. URL consultato il 30 maggio 2015.
  3. ^ Record di ascolti per Videolina Punte del 55% di share per la diretta - Cronache dalla Sardegna - L'Unione Sarda.it, su unionesarda.it. URL consultato il 30 maggio 2015.
  4. ^ Mauro Roffi, ‘Macedonia di news’ dalla Sardegna, su Millecanali. URL consultato il 16 marzo 2011.
  5. ^ Bouquet canali FTA italiani - Pagina 221, su www.digital-forum.it. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  6. ^ VIDEO DI PRESENTAZIONE SULLE DUE PIATTAFORME SATELLITARI, su www.unionesarda.it. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  7. ^ Causa legale Televideoitalia - Rai Televideo (PDF), su tonucci.com.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]