Canzone sassarese

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Con il termine canzone sassarese si identificano i canti popolari originari di Sassari.

Le gobbule[modifica | modifica wikitesto]

A Sassari esiste la tradizione delle gobbule, un termine probabilmente derivato dal catalano cobles,[1], che era una forma volgare della produzione religiosa (canti di questua), che ha avuto delle applicazioni profane ed un'elaborazione borghese[2] divenendo dei componimenti che vengono cantati per le strade e nelle case in occasione del Natale, del Capodanno, dell'Epifania e a Carnevale.

La Canzone sassarese[modifica | modifica wikitesto]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'approvazione del Piano di Rinascita, avvenuta nel 1962, ed al conseguente decollo del polo petrolchimico di Porto Torres (1964), si era verificato un notevole incremento della popolazione di Sassari, attraverso l'inurbamento della forza lavoro che proveniva dall'hinterland e dal resto della provincia. Nacquerò così nuovi quartieri, il più popoloso quello del Latte Dolce. Questo fenomeno aveva creato la scomparsa di alcuni luoghi e usanze identitarie, fu allora che alcuni musicisti sassaresi iniziarono a raccontare con le loro canzoni la Sassari di un tempo. [3]

La nascita della canzone sassarese[modifica | modifica wikitesto]

La canzone sassarese nasce degli anni '60 quando alcuni musicisti iniziano a comporre delle canzoni su Sassari.[4] Le canzoni sono impostate su basi musicali con reminescenze simili al Fado portoghese, alla canzone basca e corsicana e a volte quella italiana, mentre i testi sono in sassarese. Pertanto i temi identitari sono riconducibili soprattutto ai testi in sassarese dove sono rievocati vecchie usanze e luoghi della memoria.[5] Fra i protagonisti emerge Ginetto Ruzzetta (1934-2012) che è universalmente riconosciuto come il fondatore della canzone sassarese,[6][7] [8], Giovannino Giordo, Il Trio Folk Sardinia con Gianni Paulesu, il gruppo Trio Folk Sassari con Tony Del Drò, il Trio Folk Sassari in Carthurina, il Trio Latte Dolce, La cumpagnia, Gruppo Ruseddu[9].

Repertorio[modifica | modifica wikitesto]

Fra i brani eseguiti fa parte della tradizione popolare in lingua sassarese, Masthru Pittinaddu, una canzone tradizionale di anonimo del genere trullallera, diffuso in tutta la Sardegna. Fra i brani creati dagli anni '70 in poi, Li Candareri può essere considerato il brano che diede inizio alla Canzone popolare sassarese.[10], da citare, sempre di Ruzzetta (Oggi e allora, Sassari mea, Masthrantoni ) e di Giovannino Giordo (Lu zarrettu), tra le più famose ci sono La Mirinzana (La melanzana), Drommi drommi, Sassari in carthurina.

Festival[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2011 è nato il Festival della canzone sassarese "inedita", Cantu eu puru (Canto anch'io) che si svolge con cadenza annuale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giancarlo Porcu, Règula castigliana poesia sarda e metrica spagnola dal '500 al '700, Nuoro, 2008, p. 76
  2. ^ Pietro Sassu,La góbbula sassarese nella tradizione orale e scritta, in «Archivio Etnico Linguistico Musicale», Roma 1968, pp. 16-35
  3. ^ Gavino Ruggiu, La canzone identitaria sassarese, Firenze, 2012, p.36
  4. ^ G. Ruggiu, cit., p.41
  5. ^ G. Ruggiu, cit., p.38
  6. ^ G. Ruggiu, cit., p.43
  7. ^ Daniele Giola, Addio al grande Ginetto Ruzzetta, Uomo leggenda del folk sassarese, Sassari notizie, 2 aprile 2012 articolo on line
  8. ^ Andrea Sini, Ironia e sentimento, un vero bluesman in salsa sassarese, La Nuova Sardegna, 2 aprile 2012 articolo on line
  9. ^ G. Ruggiu, cit., p.43-49
  10. ^ G. Ruggiu, cit., p.42

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Sassu, La gobbula sassarese nella tradizione orale e scritta, prefazione di Diego Carpitella, in «Archivio Etnico Linguistico Musicale», Roma 1968
  • Gavino Ruggiu, La canzone identitaria sassarese, Firenze, 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]