Pietro Sassu

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Pietro Costantino Sassu (Sassari, 7 luglio 1939Sassari, 1º luglio 2001) è stato un etnomusicologo e compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia di musicisti, il padre Giuseppe era un cornista, aveva ricevuto subito una buona educazione musicale. Ancora adolescente si trasferì a Roma dove, presso l'Accademia di Santa Cecilia, studiò il corno e conseguì il diploma, sotto la direzione del maestro Domenico Ceccarossi. All'accademia aveva frequentato anche il Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare, diretto da Diego Carpitella. Studierà poi Composizione al Conservatorio Arrigo Boito di Parma e Paleografia musicale presso la Scuola Superiore di Paleografia e Filologia Musicale a Cremona.

Sassu si è distinto come studioso della musica popolare italiana,[1] promuovendo articolate ricerche etnomusicali interdisciplinari in diverse regioni italiane, tra cui la Lombardia.[2] il Trentino[3] e la Basilicata.[4]

Di rilievo la pubblicazione pionieristica di numerosi contributi sulla musica sarda,[5] tra cui uno riferito al virtuoso delle launeddas Efisio Melis[6] e una Collana discografica dedicata alla polivocalità religiosa di tradizione orale in Sardegna.[7]

Negli anni ottanta è stato componente del Comitato di Direzione della rivista "Culture Musicali".[8] Nel 1999 Sassu aveva fondato una rivista intitolata «Archivio di etnografia».

Nel 2007 a Sassari è nata l'associazione intitolata "Archivi Sassu".[9]

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Suoni della tradizione, con introduzione di Pier Giuseppe Arcangeli, Sassari, 2012.
  • Diego Carpitella, Pietro Sassu, Leonardo Sole (a cura di), Musica sarda: canti e danze popolari, Udine, 2010 ISBN 978-88-6163-065-9
  • Le voci di Sassari: gobbule e altri canti, Udine, 2007 ISBN 978-88-6163-000-0
  • Isa Melli e Pietro Sassu, La civiltà delle acque: dall'acqua la vita e la morte. Sant'Alberto di Ravenna, Bologna, Cappelli ed., 1985.
  • La góbbula sassarese nella tradizione orale e scritta, in «Archivio Etnico Linguistico Musicale», Roma 1968, pp. 16-35.

Bibliografia e discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Arcangeli, Roberto Leydi, Renato Morelli e Pietro Sassu (a cura di), Canti liturgici di tradizione orale: la prima raccolta organica del canto liturgico e paraliturgico di tradizione orale in Italia, con la collaborazione di Carlo Oltolina, Milano, 1988. (Registrazione sonora musicale e Monografia realizzate in occasione dell'Anno europeo della musica 1985) ISBN 978-88-6163-080-2
  • Diego Carpitella, Pietro Sassu, Leonardo Sole (a cura di), Musica sarda. Vol. 1 - Vol. 2 - Vol. 3: Canti e danze tradizionali: Canti monodici, Milano, Albatros, 1973.
  • Diego Carpitella, Pietro Sassu, Leonardo Sole (a cura di), Musica sarda: canti e danze tradizionali, Milano, Albatros, 1986.
  • Glauco Sanga e Pietro Sassu (a cura di), Cantori di Premana: i protagonisti, Milano, Albatros, 1977.
  • Efisio Melis "Les Launeddas En Sardaigne" (1930-1950) - Avec Gavino De Lunas et Antonio Pisano, (CD) con testi di Pietro Sassu e Roberto Leydi, Sylex Y225106, 1994

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per una panoramica sugli studi etnomusicologici si veda Pietro Sassu, Dall’etnofonia all’etnomusicologia. Un secolo di studi sulla musica popolare, in "Archivio di Etnografia", anno VI, 1-2, 2011, numero pubblicato nel decennale della scomparsa, Università degli Studi della Basilicata; Paolo Mercurio, Etnomusicologia in lutto per la perdita di Pietro Sassu, in "L'Ortobene", Nuoro, 15.7.2001; Pietro Sassu, in Introduzione alla Musica Sarda, pp. 159-164, Milano, 2014, ISBN 978-88-6885-013-5; Pietro Sassu, voce colta della cultura popolare, in "BF Magazine", aprile 2014.
  2. ^ Sassu è stato componente della Redazione scientifica de Il Mondo Popolare in Lombardia. Negli anni settanta, a lui si deve la promozione etnomusicale dei canti polivocali della comunità di Premana. Cfr. Como e il suo territorio, ricerca interdisciplinare promossa dalla Regione Lombardia, a cura di Roberto Leydi, Milano, 1978. Sassu è stato attivo collaboratore di Roberto Leydi, sia in ambito universitario (DAMS di Bologna), sia presso il Laboratorio di Spettacolo Popolare della Scuola di Arte Drammatica, a Milano, istituito negli anni settanta e coordinato da Sandra Mantovani.
  3. ^ Renato Morelli, Musiche a Memoria-Pietro Sassu e il Trentino, fra ricerca, divulgazione e multimedia, in "Archivio di Etnografia", anno VI, n. 1-2, 2011; Paolo Mercurio, Renato Morelli, due documentari dedicati all’amico etnomusicologo Pietro Sassu, "BF Magazine", ottobre 2015.
  4. ^ Nicola Scaldaferri, Basilicata 1997. Resoconto di una ricerca sulla musica tradizionale lucana promossa da Pietro Sassu, in "Archivio di Etnografia", anno VI, 1-2, 2011.
  5. ^ Tra i numerosi saggi etnomusicologici: Pietro Sassu, Bibliografia analitica degli scritti etnomusicologici di Giulio Fara, in "Bollettino del Repertorio e dell'Atlante Demologico Sardo (BRADS)", n. 2, pp. 27-32, e n. 6 (pp.79-83); Funzione degli stereotipi nel canto popolare sardo, in collaborazione con L. Sole, RIdM n. 12, pp. 115-144, Roma 1972; La Settimana santa a Castelsardo, in Atti del Convegno "Rappresentazioni arcaiche delle tradizione popolare", Viterbo 1981; La musica di tradizione orale, in Enciclopedia Sardegna, a cura di Mario Brigaglia, vol. 1, Cagliari,1982; Religiosità popolare e liturgia nei gesti e nei suoni, in "Liturgia e paraliturgia nella tradizione orale", a cura di Pietro Sassu e Giampaolo Mele, Cagliari, 1993.
  6. ^ Efisio Melis, Albatros, Milano 1984, VPA 8486, a cura di Pietro Sassu e Roberto Leydi.
  7. ^ La Collana titolata Musica a memoria è stata curata da Pietro Sassu e Renato Morelli. I Paesi interessati dalla ricerca sono Castelsardo, Cuglieri, Orosei, Santu Lussurgiu. Edizioni Nota, Udine.
  8. ^ La rivista era diretta da Diego Carpitella. Oltre a Sassu, erano componenti del Comitato di Direzione Roberto Leydi, Tullia Magrini, Ivan Vandor, Francesco Giannattasio e Febo Guizzi.
  9. ^ Pietro Sassu, lo studioso ritrovato, La Nuova Sardegna, 29/giugno/2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]