Ivan Vandor

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Ivan Vandor (Pécs, 1932) è un compositore ed etnomusicologo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato con il cognome Weisz (cambiato dal padre nel 1935), è giunto con la famiglia a Roma, dall'Ungheria, nel 1938, anno in cui ha iniziato lo studio del violino; a 8 anni ha iniziato quello del pianoforte e della composizione. Dai 16 ai 20 anni è stato saxofonista di jazz; è stato uno dei fondatori, negli anni Cinquanta, della Roman New Orleans Jazz Band. Ha quindi ripreso gli studi della composizione sotto la guida di Guido Turchi e si è poi diplomato nella classe di Goffredo Petrassi, con il quale si è poi perfezionato all'Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma.

Nel 1961 ha ottenuto il primo premio del Concorso Internazionale di Composizione della SIMC (Società Italiana di Musica Contemporanea); in seguito sono giunti molti altri riconoscimenti. Ha fatto parte dei gruppi di improvvisazione di Musica Elettronica Viva e del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza.

È autore di colonne sonore, tra cui Se sei vivo spara, I giorni contati e Professione: reporter.

Nel 1971 si è laureato in etnomusicologia all'Università della California (UCLA) a Los Angeles; ha compiuto studi nelle regioni himalayane sulla musica del Buddismo tibetano. Succedendo al suo fondatore, Alain Daniélou, ha diretto a Berlino Ovest l'International Institute for Comparative Music Studies fino al 1983, anno in cui si è dimesso dopo aver istituito a Venezia la Scuola Interculturale di Musica dell'Istituto Internazionale di Studi Musicali Comparati. Parallelamente ha intrapreso l'attività di insegnante di Composizione, prima al Conservatorio di Musica di Bologna e poi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.

È stato vice-presidente della Società Italiana di Etnomusicologia.

Alcune opere significative[modifica | modifica wikitesto]

Composizioni da camera[modifica | modifica wikitesto]

Composizioni per orchestra, coro e orchestra, orchestra e solisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Canti sacri per coro e orchestra da camera (1965)
  • Esercizi in memoriam Ernesti Bernhard per 23 strumenti a fiato (1965)
  • Dance Music per orchestra (1969)
  • Cronache, su testi vari, per coro e orchestra (1981)
  • Cronache 2 - Passaggi, su testi vari, per soprano, contralto, tenore, basso, coro e orchestra (1989)
  • Concerto per violoncello e orchestra (1990)
  • Fantasie per pianoforte e orchestra (1991)
  • Offrande per orchestra (1993), rev. (2014)
  • Offrande 2, su testi vari, per soprano, contralto, baritono, percussioni e orchestra (1993)
  • Silence Horizons Espaces per orchestra (2006), rev. (2017)

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • "La notazione musicale strumentale del Buddismo tibetano", Rivista musicale Italiana, VII, 3-4, 1973
  • "Traditions Musicales: La Musique du Bouddhisme tibétain", Paris, Buchet/Chastel, 1977
  • "Sui compiti dell'etnomusicologia", in L'etnomusicologia in Italia: 1º Congresso degli Studi etnomusicologici, a c. di Diego Carpitella, Palermo, Flaccovio, 1975
  • La musique dans la formation de l'Homme : Orient et Occident, in Le Cahiers des Rencontres Internationales de Genève, 1979
  • Extra-Musical Elements as Determinants of the Performing Practice in Tibetan Ritual Music, in Quarterly Journal, National Centre of the Performing Arts, set. 1982

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Trasmissioni radiofoniche monografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Buonincontri musicali: La musica italiana di oggi: Ivan Vandor, a cura di Mario Bortolotto Rai Radio 3, 1992
  • Compositori italiani del '900: Ivan Vandor, Radio 3 suite, 16 luglio 2006
  • Ritratto di Ivan Vandor, Radio 3 suite, 26 febbraio 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN7581281 · ISNI (EN0000 0001 0867 5182 · LCCN (ENno93035058 · GND (DE133691845 · BNF (FRcb13965151r (data) · WorldCat Identities (ENno93-035058