Marianna Madia

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Marianna Madia
Marianna Madia daticamera.jpg

Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Gianpiero D'Alia
Successore in carica

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI-XVII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione Lazio 1
Incarichi parlamentari

XVI Legislatura

  • Componente degli Organi Parlamentari
    • Componente - XI Commissione (Lavoro pubblico e privato)
      (dal 5 maggio 2008 al 14 marzo 2013)

XVII Legislatura

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in Scienze Politiche, Dottorato di Ricerca in Economia del Lavoro
Università Università degli Studi di Roma La Sapienza, IMT Institute for Advanced Studies Lucca
Professione Ricercatrice in economia del lavoro
Marianna Madia stringe la mano al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Marianna Madia, all'anagrafe Maria Anna Madìa (Roma, 5 settembre 1980), è una politica italiana, Ministro senza portafoglio per la semplificazione e la pubblica amministrazione nel Governo Renzi dal 22 febbraio 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlia del giornalista, attore e politico Stefano Madia (1954-2004) e di Mita Messina. Pronipote di Titta Madia (1894-1976), avvocato e deputato tra il 1924 ed il 1939 per il Partito Nazionale Fascista, e tra il 1953 e il 1958 per il Movimento Sociale Italiano.

Ha frequentato il Liceo francese di Roma ottenendo la maturità francese con mention bien[1]. Dopo il conseguimento della laurea con lode in scienze politiche all'Università La Sapienza di Roma[2], si è specializzata all'Istituto di Studi Avanzati di Lucca, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in economia del lavoro. Collabora con l'ufficio studi dell'Agenzia di ricerche e legislazione (AREL) di Enrico Letta, fondata da Nino Andreatta[3]. Dal giugno 2012 è membro del comitato direttivo dell'Arel.

Dal 2011 è componente del comitato di redazione della rivista Italianieuropei.

Ha fatto parte della segreteria tecnica del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta durante il governo Prodi dal 2006 al 2008. Per Rai Educational crea e scrive la prima serie del programma E-cubo (Energia Ecologia Economia). Nel giugno del 2008 la prima puntata della trasmissione ha vinto il premio speciale del festival europeo Ambiente “Green Wave 21° Century”.[4]

Nel giugno 2013 ha sposato Mario Gianani, produttore televisivo e cinematografico[5]. Con lui ha due figli, Francesco e Margherita. È comparsa in un cameo nel film Pazze di me, prodotto dal marito.[6].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni politiche, nel febbraio 2008 è stata scelta dal segretario del PD Walter Veltroni, che le ha proposto di candidarsi nelle liste di quel partito[1]. Presentata come capolista della XV Circoscrizione (Roma e provincia) è stata eletta alla Camera dei deputati. È membro della Commissione permanente XI Lavoro pubblico e privato.

Un progetto di legge di cui è prima firmataria, sottoscritto da circa 100 deputati di opposizione, è una delle proposte che animano il dibattito interno del Partito Democratico sulla questione del contratto unico e della lotta alla precarietà del lavoro.[7]

È candidata alle primarie del Partito Democratico del 30 dicembre 2012 dove ottiene circa 5000 preferenze, ponendosi in posizione utile per l'elezione alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Lazio 1 alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013.[8]

Eletta alla Camera dei deputati nella XVII legislatura, viene confermata membro della Commissione lavoro.

Nel giugno del 2013 in un'iniziativa pubblica con l'ex ministro del governo Monti, Fabrizio Barca, lancia delle forti critiche al Partito Democratico nazionale e romano, soprattutto in relazione alle primarie per la scelta dei parlamentari svoltesi l'anno precedente. Afferma che: “A livello nazionale nel Pd ho visto piccole e mediocri filiere di potere. A livello locale, e parlo di Roma, facendo le primarie parlamentari ho visto - non ho paura a dirlo - delle vere e proprie associazioni a delinquere sul territorio”.[9] Le dichiarazioni trovano subito una forte eco nell'opinione pubblica. L'anno successivo, in seguito all'inchiesta giudiziaria nota come Mafia Capitale che porta all'incriminazione di alcuni esponenti del PD romano, molti organi di informazione ricordano le dichiarazioni di Madia.

Il 9 dicembre 2013 diviene membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, con a capo il nuovo segretario nazionale Matteo Renzi, con il ruolo di responsabile per il lavoro.

Il 22 febbraio 2014 diviene Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione della Repubblica Italiana nel Governo Renzi. Alla cerimonia di giuramento del governo si presenta incinta di otto mesi.

Incarichi governativi[modifica | modifica wikitesto]

Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Come responsabile del governo per la pubblica amministrazione ha promosso una riforma complessiva della funzione pubblica attraverso un decreto legislativo, emanato dal governo nell'agosto del 2015. Tra i punti cardine della riforma figurano: la cittadinanza digitale con l'adozione di un PIN unico del cittadini per accedere online a tutti i servizi della pubblica amministrazione, un sistema di autorizzazioni con tempi e regole certe per chi investe, una maggiore trasparenza e accessibilità di dati e documenti pubblici con l'adozione di un Freedom of Information Act, testi unici nelle principali materie tra le quali il pubblico impiego e le società partecipate.

Secondo Sabino Cassese la riforma Madia rappresenta “una enorme apertura di credito per la riforma dello Stato” in quanto riguarda: “l'assetto centrale dello Stato, la sua distribuzione sul territorio, gli enti periferici, i processi di decisione e le semplificazioni, la prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, le conferenze dei servizi, le forze di polizia, l'ordinamento sportivo, gli enti di ricerca, le società pubbliche, i servizi pubblici locali, i concorsi pubblici, il codice dell'amministrazione digitale”.[10]

Controversie e polemiche[modifica | modifica wikitesto]

La giovane età, "l'inesperienza politica" (espressione da lei stessa positivamente riportata al momento della presentazione della candidatura), una passata relazione sentimentale con il figlio di Giorgio Napolitano, hanno offerto materia per sollevare forti polemiche sulla stampa circa l'opportunità della sua candidatura.[1][11] In particolare, secondo il saggista Piergiorgio Odifreddi Madia sarebbe "una raccomandata di ferro, con un pedigree lungo come il catalogo del Don Giovanni" e quindi "espressione del più antico e squallido nepotismo"[12].

Madia è stata oggetto di polemica per le dichiarazioni rese, nel 2008, poco prima della sua elezione nelle liste del Partito Democratico nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 per la circoscrizione Lazio 1, al quotidiano Il Foglio,[13] nella quale si espresse contro l'aborto, l'eutanasia e le unioni gay. L'intervista è stata ripresa nel 2014, dopo la sua nomina a Ministro, da numerose fonti d'informazione. Queste sono le dichiarazioni, in essa contenute, su cui si è incentrata la polemica:

  • “L'aborto è il fallimento della politica – dice –, un fallimento etico, economico, sociale e culturale”. Madia è per la libera scelta della donna, “ma sono certa che se si offrisse loro il giusto sostegno, le donne sceglierebbero tutte per la vita”. Dice che ogni vita umana che non nasce è un fallimento, per questo la politica deve fare in modo che la scelta per la vita sia sempre possibile.
  • “Io sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Certo è che anche per esperienza personale mi sono resa conto di quanto sia sottile la linea di demarcazione tra le cure a un malato terminale e l'accanimento terapeutico nei suoi confronti. Quindi dico no all'eutanasia ma penso che l'oltrepassamento di quella linea sottile vada giudicato – in certi casi – da un'equipe di medici; comunque non dal diretto interessato o dai suoi parenti”.
  • “Personalmente quando parlo di famiglia, e della sua relativa tutela, mi riferisco a quella che sta nella costituzione”. Sì o no ai pacs, allora? “La libertà personale va rispettata sempre, per cui se due persone decidono di assumere pubblicamente diritti e doveri reciproci devono essere tutelate dalla legge. Ma certo è che se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita”.

Madia è stata una dei 22 parlamentari PD risultati assenti alla votazione sul provvedimento noto come "scudo fiscale" il giorno 2 ottobre 2009. Il provvedimento è passato per soli 20 voti e pertanto la presidenza del gruppo PD alla Camera ha deciso di prendere provvedimenti al riguardo nei confronti degli assenti ingiustificati. Intervistata da il Fatto Quotidiano riguardo alla sua presenza in quelle ore su un aereo diretto in Brasile, la deputata Marianna Madia ha risposto di essersi recata in Brasile per accertamenti clinici[14].

Nel 2015 viene chiamata in causa da Francesco Storace, per il quale il di lei marito avrebbe ottenuto finanziamenti pubblici per produzioni cinematografiche sulla base di criteri troppo discrezionali[15]. In seguito Storace ritratta tutte le accuse pubblicando, sul quotidiano da lui diretto, una nota dove spiega che la legge regionale per l'assegnazione dei fondi è stata pienamente rispettata e che non vi sono elementi discrezionali a favore della società del marito di Madia[16].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ha curato il volume Un welfare anziano. Invecchiamento della popolazione o ringiovanimento della società? pubblicato nel 2007 da Il Mulino. È autrice di numerosi articoli sul Arel, la rivista dedicata a temi economici e alle questioni del lavoro.

Pubblica, nel 2011, il volume Precari. Storie di un'Italia che lavora con la prefazione di Susanna Camusso, una cronaca delle politiche del lavoro nei tre anni del governo Berlusconi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c «Vada per carina, raccomandata no», corriere.it, 1º marzo 2008. URL consultato il 4 marzo 2015.
  2. ^ Marianna Madia, Partito Democratico. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  3. ^ Arel
  4. ^ Biografia sul sito del dipartimento della Funzione pubblica - url consultato il 9 gennaio 2016
  5. ^ Ieri matrimonio segretissimo tra la deputata piddina Marianna Madia e il padre di suo figlio, il produttore Mario Gianani, dagospia.it, 11 giugno 2013. URL consultato il 4 marzo 2015.
  6. ^ Pazze di me, il cammeo di Marianna Madia (Pd) nel film flop di Fausto Brizzi, ilfattoquotidiano.it, 3 febbraio 2013. URL consultato il 4 marzo 2015.
  7. ^ Il Giornale. "Articolo sul dibattito interno al PD sul contratto unico e il precariato"
  8. ^ Primarie del Pd, exploit delle donne Sorpresa Madia: «Dicevano che ero da listino» - Corriere Roma
  9. ^ Pd, j'accuse della deputata Marianna Madia: “Troppi delinquenti nel partito
  10. ^ Corriere della Sera, 14 agosto, 2015 editoriale di Sabino Cassese
  11. ^ Madia a Jovanotti: basta chiamarmi inesperta, repubblica.it, 23 luglio 2008. URL consultato il 4 marzo 2015.
  12. ^ La Madia ministro? Vergogna!, odifreddi.blogautore.repubblica.it, 22 febbraio 2014. URL consultato il 4 marzo 2015.
  13. ^ Il no all'aborto e all'eutanasia e il sì alla famiglia naturale di Marianna Madia, in Il Foglio, 27 marzo 2008. URL consultato il 2 novembre 2014.
  14. ^ PD: paga solo Gaglione, finisce in farsa il processo sullo scudo, ilfattoquotidiano.it, 7 ottobre 2009. URL consultato il 4 marzo 2015.
  15. ^ Regione, fondi al marito della Madia. Storace:<<Favorito il suo film>>
  16. ^ Il giornale d'Italia, 21 novembre 2015

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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