Roberto Perotti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Roberto Perotti nel 2009 al Festival dell'economia di Trento.

Roberto Perotti (Milano, 7 aprile 1961) è un economista italiano, professore ordinario di economia politica presso l'Università Bocconi di Milano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato in discipline economiche e sociali presso l'Università Bocconi, nel settembre 1987 con una tesi su Teoria dei giochi e debito pubblico, ha conseguito un dottorato di ricerca in economia presso l'MIT (Massachusetts Institute of Technology) nel maggio 1991, avendo come relatori Rudi Dornbusch, Olivier Blanchard e Alberto Alesina.

Successivamente ha conseguito un post-dottorato a Harvard e ha svolto attività di ricerca presso l'università di Tel Aviv (Israele) e la Columbia University (New York). Ha lavorato anche come consulente per diverse organizzazioni internazionali quali la Banca interamericana di sviluppo, la Banca centrale europea, la Banca d'Italia e la Banca Mondiale.[senza fonte] È successivamente tornato in Italia per insegnare prima a Firenze, presso lo European University Institute e successivamente all'Università Bocconi di Milano. È fra i collaboratori del sito italiano di attualità economica e politica lavoce.info[1]. Alla Bocconi è stato direttore del centro di ricerca IGIER, da novembre 2006 a novembre 2008.

Nel 2008 ha pubblicato per Einaudi un libro L'università truccata fortemente critico verso la ricerca e l'università italiane. La validità di alcune metodologie utilizzate da Perotti nel volume è stata oggetto di aspre critiche.[2] Da settembre 2014 a novembre 2015 è stato consigliere economico, a titolo gratuito, del presidente del Consiglio Matteo Renzi[3][4] lavorando alla revisione della spesa pubblica assieme al commissario Yoram Gutgeld[5], incarico da cui si è dimesso[6] sostenendo che non ci fosse una vera volontà di fare una spending review strutturale, in quanto le scelte politiche adottate dal Governo Renzi erano "misure quantitativamente piccole, ma molto spesso elettorali", vanificando le azioni di riduzione strutturale della spesa proposte.[7]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sustainability of public finances, coautori Rolf Strauch e Jurgen von Hagen, London, Centre for economic policy research, 1997.
  • Estimating the effects of fiscal policy in OECD countries, Frankfurt a.M., European Central Bank, 2002.
  • Meno pensioni, più welfare, coautore Tito Boeri, Bologna, il Mulino, 2002.
  • L'università truccata. Gli scandali del malcostume accademico, le ricette per rilanciare l'università, Torino, Einaudi, 2008.
  • The austerity myth. Gain without pain?, Basel, Bank for international settlements, Monetary and economic department, 2011.
  • Status quo. Perché in Italia è così difficile cambiare le cose (e come cominciare a farlo), Feltrinelli 2016

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Roberto Perotti -, in Lavoce.info. URL consultato l'08 luglio 2017.
  2. ^ (IT) Università: miti, leggende e realtà – Collector’s edition!, in ROARS, 04 dicembre 2013. URL consultato l'08 luglio 2017.
  3. ^ Renzi, nominati 7 consiglieri economici: ci sono Gutgeld, Perotti e Luna, Il Fatto Quotidiano, 19 settembre 2014. URL consultato il 15-10-2015.
  4. ^ Ufficio del Presidente, Governo Italiano. URL consultato il 15-10-2015.
  5. ^ Federico Fubini, Spending review, mancano 4 miliardi, la Repubblica, 27 aprile 2015. URL consultato il 15-10-2015.
  6. ^ Roberto Perotti si è dimesso da commissario della Spending review - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato l'08 luglio 2017.
  7. ^ Spending review, Perotti: ‘Non c’è volontà di farla. Solo misure piccole ed elettorali’, Il Fatto Quotidiano, 4 settembre 2016. URL consultato l'8 dicembre 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN37969979 · SBN: IT\ICCU\UFIV\117286 · GND: (DE128379669