Alberto Alesina

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Alberto Alesina (Broni, 29 aprile 1957) è un economista italiano, professore all'Università Harvard e visiting professor all'Università Bocconi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver ottenuto il diploma al liceo classico Giovanni Berchet di Milano, frequenta il DES (Discipline Economiche e Sociali) all'università Bocconi di Milano nel 1976 nello stesso corso di Renato Soru, laureandosi nel 1981. Nel 1986 consegue il PhD in economics presso l'università di Harvard. Dagli anni novanta compare periodicamente in televisione sulle reti nazionali come ospite a programmi politici e culturali (Ballarò, L'infedele, Porta a porta, ecc.).

È conosciuto sia per la sua attività accademica negli Stati Uniti, sia come editorialista per il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera. È considerato uno dei maggiori esperti di politica economica[senza fonte]; nel 1990 l'Economist l'aveva descritto come uno degli otto migliori economisti con meno di quarant'anni, probabile destinatario di un futuro Premio Nobel[senza fonte]. Al 2012 risulta uno tra gli Economisti italiani con maggiore indice di pubblicazioni H-index.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

I suoi libri più famosi sono The Size of Nations (pubblicato da MIT press) e Fighting Poverty in the US and Europe: A World of Difference (pubblicato da Oxford University Press). È stato coeditore per il Quarterly Journal of Economics per otto anni.

Nel 2006 pubblica Goodbye Europa, un saggio scritto a quattro mani con l'economista Francesco Giavazzi, dedicato ad illustrare i problemi attuali dell'integrazione europea ed un loro possibile contenimento o soluzione.

Nel 2007 pubblica, sempre con Francesco Giavazzi, Il liberismo è di sinistra, un saggio nel quale descrive le riforme liberali che dovrebbero essere attuate in Italia. Il titolo è in realtà una provocazione che intende spiegare come le vere riforme liberiste, se scritte ed attuate bene, possano risollevare lo status di quelle categorie sociali più deboli meglio di quanto possa fare l'assistenzialismo ed il collettivismo.

Ha di recente scritto, assieme ad Andrea Ichino, un articolo che ha fatto scalpore per la proposta di tassare le donne in modo minore rispetto agli uomini (Gender Based Taxation). Questo provvedimento non avrebbe costi sulle casse dello stato e - secondo gli autori - dovrebbe contribuire al raggiungimento delle pari opportunità tra uomo e donna.

Scrive su Lavoce.info, una rivista indipendente online di opinioni su attualità e politica e su Voxeu.org.

Nel novembre 2009 pubblica il libro L'Italia fatta in casa, scritto con Andrea Ichino, sul delicato tema della forza lavoro italiana che vive tra le mura domestiche e come essa incide sull'economia nazionale.

Austerità espansiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009, insieme a Silvia Ardagna, Alesina ha pubblicato «Large Changes in Fiscal Policy: Taxes Versus Spending», un lavoro accademico molto citato, e molto influente, con cui gli autori intendevano mostrare come misure di austerità e di rigore non danneggino le economie, ma, anzi, al contrario, aiutino la ripresa economica (cosiddetta "austerità espansiva"). Secondo l'economista Paul Krugman[1], premio Nobel per l'economia, l'articolo dei due economisti ha dispiegato una grande influenza sui decisori delle policy e, insieme al Growth in a Time of Debt di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff (2010), ha contribuito a creare il giusto clima per l'ondata di austerity fiscale che, a partire dal 2010, ha dilagato sull'Europa durante l'imperversare della crisi economica iniziata nel 2008. Nel suo articolo, Krugman fa notare come, mentre entrambi i lavori hanno fornito la giustificazione tecnica per una serie di misure recessive (e socialmente inique) in tutta Europa, a un successivo approfondito esame si sono mostrati entrambi profondamente fallaci, perché viziati da errori concettuali e fattuali, dimostrati, tra gli altri, da analisti economici del fondo monetario internazionale e del Roosevelt Institute. La cosiddetta "austerità espansiva" di Alesina e Ardagna è stata "demolita"[2] da Olivier Blanchard, economista capo del Fondo monetario internazionale, che mostrò come lo studio fosse viziato da una grossolana sottostima, pari a una unità, dei moltiplicatori usati nell'analisi. Krugman ha descritto il lavoro dei 'Bocconi Boys' Alesina e Ardagna come "un assalto frontale e pieno all'affermazione keynesiana secondo cui i tagli alla spesa pubblica sulle economie deboli producono ulteriore debolezza".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Paul Krugman, How the Case for Austerity Has Crumbled, The New York Review of Books, maggio 2013)
  2. ^ Giovanni De Mizio, Krugman ancora all'attacco: "L'austerità voluta dai super-ricchi ha fallito", International Business Times, 27 aprile 2013

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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