Ministero della guerra del Regno d'Italia

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Il Ministero della guerra fu uno storico dicastero presente sin dall'Unità d'Italia, dal 1861 nel Governo Cavour. Gestiva le forze militari del Regio esercito, mentre il ministero della Marina si occupava della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel regno di Sardegna i servizi relativi all'esercito e alla marina dipendevano da un unico "ministero di guerra e marina", fino a quando l'11 ottobre 1850 con il Governo d'Azeglio I furono distaccati e le funzioni sulla Marina attribuiti al Ministero di Agricoltura e Commercio, rimanendo solo "ministero della guerra", anche se le competenze sulla marina vi tornarono tempo dopo.

Con l'unificazione del 1861 nel IV governo Cavour del Regno d'Italia fu introdotta la divisione della gestione della componente militare in "Ministero della guerra" e "Ministero della marina". Questi ministeri rimasero fino al al primo dopoguerra di fatto roccheforti delle alte gerarchie militari, che respinsero sempre ogni forma di controllo del parlamento. Il ministero della guerra infatti di norma fu gestito da un generale, raramente da civili: il primo fu Severino Casana, poi Ivanoe Bonomi, Giulio Rodinò, Alessandro Casati. Fu Bonomi nel 1920, con la riforma dell'ordinamento militare che prese il suo nome, a ridurre i poteri della carica di capo di stato maggiore generale, che nella prima guerra mondiale aveva assunto un notevole valore. [1]

Il 30 agosto 1925, il governo Mussolini istituisce anche un terzo dicastero militare, il Ministero per l'aeronautica, in cui confluivano tutti i servizi dell'aeronautica già spettanti al ministero della guerra, mentre lo stesso Mussolini tenne per sé il dicastero della Guerra dal 1925 al 1929 e dal 1933 fino alla fine del regime fascista il 25 luglio 1943, con un generale, nominato sottosegretario di stato, delegato alla gestione ordinaria [2]. Con l'"ordinamento Mussolini" del 1926 l'esercito coloniale passò alle dipendenze del Ministero delle colonie.

Con decreto del capo provvisorio dello Stato 4 febbraio 1947, n. 17, dal 14 febbraio 1947, col governo De Gasperi III il Ministero della guerra, della Marina e dell'Aeronautica, furono soppressi e le loro competenze unificate nel ministero della Difesa [3] .

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1928 l'ordinamento del ministero era il seguente[4]:

  • gabinetto
  • ufficio coordinamento
  • ufficio dei generali
  • sette direzioni generali (personali civili e affari generali; personale ufficiali; leva sottufficiali e truppa; artiglieria e automobilismo; genio; servizi logistici; sanità militare
  • 'ispettorato generale amministrativo
  • direzione per il centro chimico militare
  • servizio ippico e veterinario
  • divisione per l'educazione fisica l'istruzione premilitare
  • scuole militari

Con l'entrata in guerra dell'Italia, il 6 luglio 1940 fu emanata una nuova riorganizzazione del ministero (L. n. 1039):

  • gabinetto
  • segreteria particolare del sottosegretario di Stato
  • quartier generale
  • otto direzioni generali: (ufficiali in servizio permanente; ufficiali in congedo; personali civili e affari generali; artiglieria; genio; servizi logistici; sanità militare; servizi amministrativi)
  • direzione per il servizio chimico militare
  • direzione generale leva sottufficiali e truppa
  • direzione generale per la motorizzazione
  • ispettorato superiore dei servizi tecnici
  • servizio ippico e veterinario
  • servizio informazioni militari
  • compagnia autonoma dei carabinieri reali
  • ufficio pubblicazioni militari

Cronotassi dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]