Scoiattolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il termine scoiattolo è utilizzato comunemente per indicare la specie Sciurus vulgaris e più in generale per indicare molte specie appartenenti al genere Sciurus o ad altri generi delle famiglie degli Sciuridi[1] e degli Anomaluridi. Si possono raggruppare in tre tipologie: le specie arboricole, che vivono principalmente sugli alberi, quelle di terra che fanno tane sul terreno e le specie "volanti", dotate di membrane per planare tra gli alberi. [2] Gli scoiattoli si nutrono di noci, nocciole, ghiande, funghi e frutta, delle quali fanno cospicue scorte durante la stagione estiva, immagazzinandole in dispense ben nascoste, per poi attingerne nei periodi di scarsità (salvo dimenticarsene, collaborando così alla disseminazione delle piante). Non disdegnano di integrare la propria dieta con piccoli animali quali insetti e piccoli uccelli.[2] I principali predatori degli scoiattoli sono la martora (Martes martes), il gatto selvatico (Felis silvestris) e diverse specie di rapaci.

Esempi di scoiattoli[modifica | modifica wikitesto]

Lo Sciurus vulgaris, noto come "scoiattolo europeo" o "scoiattolo rosso", è un roditore di taglia media-piccola (40 cm) della famiglia degli Sciuridi (che comprende molte altre specie come la marmotta e il cane della prateria). Ha una pelliccia dal colore rosso col pelo del petto più chiaro. In Italia la varietà rossa arriva fino alla Tuscia e all'Umbria. Più a sud viene sostituita dalla varietà nera, caratteristica dei boschi dell'Appennino dall'Abruzzo all'Aspromonte (ma se ne trova una piccola popolazione anche a Villa Ada, al centro di Roma, da non confondersi con le tamie introdotte dall'uomo).

Lo scoiattolo nell'araldica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Scoiattolo (araldica).

Specie minacciate[modifica | modifica wikitesto]

Le popolazioni italiane (ed europee in generale) di Sciurus vulgaris sono fortemente minacciate dalla diffusione incontrollata di una specie introdotta (alloctona) dall'uomo nel secolo passato, l'americano Sciurus carolinensis (lo scoiattolo grigio),[1] che possedendo un tasso riproduttivo più elevato e una maggiore adattabilità (in una parola, una maggiore idoneità biologica o fitness) sta velocemente sostituendo lo scoiattolo rosso,nelle zone in cui le due specie vengono in contatto. In Italia ciò sta succedendo in Piemonte e in Liguria, dove la rarefazione della specie rossa è ormai un dato di fatto. Un programma di eradicazione di questa specie, proposto dagli ecologi, è stato avversato da animalisti.[senza fonte] Lo scoiattolo si nutre di ghiande e mandorle selvatiche ed è onnivoro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Scoiattolo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ a b Scoiattolo National Geographic Italia. 22 Marzo 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Mammiferi