Orvinio

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Orvinio
comune
Orvinio – Stemma Orvinio – Bandiera
Orvinio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoAlfredo Simeoni (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate42°08′N 12°56′E / 42.133333°N 12.933333°E42.133333; 12.933333 (Orvinio)Coordinate: 42°08′N 12°56′E / 42.133333°N 12.933333°E42.133333; 12.933333 (Orvinio)
Altitudine840 m s.l.m.
Superficie24,69 km²
Abitanti387[1] (31-12-2017)
Densità15,67 ab./km²
FrazioniNon vi sono frazioni, alcuni agglomerati sparsi in località Vallebona, Pratarelle.
Comuni confinantiPercile (RM), Pozzaglia Sabina, Scandriglia, Vallinfreda (RM), Vivaro Romano (RM)
Altre informazioni
Cod. postale02035
Prefisso0765
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057047
Cod. catastaleB595
TargaRI
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 894 GG[3]
Nome abitantiorviniesi
PatronoSan Nicola di Bari
Giorno festivoultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Orvinio
Orvinio
Orvinio – Mappa
Posizione del comune di Orvinio nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Orvinio è un comune italiano di 387 abitanti della provincia di Rieti, in Lazio, che si erge su un colle attorno al suo imponente Castello appartenente al Casato dei Marchesi Malvezzi Campeggi. È parte del club dei borghi più belli d'Italia.[4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato a 840 metri s.l.m., sulle propaggini settentrionali dei monti Lucretili, è il più alto centro abitato del Parco dei Monti Lucretili.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona E, 2894 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine dell'antica Orvinium è fatta risalire al periodo in cui i Siculi occupavano la Sabina. Successivamente fu città degli Aborigeni, ricordata dagli antichi storici romani per essere un centro di grande fama, dominato da un tempio dedicato alla dea Minerva.[5]

L'antica città di Orvinium fu completamente distrutta prima dell'anno mille. Successivamente prese il nome di “Canemortem”, da cui "Canemorto", nome che conservò fino al 1863. l Iborgo medievale, a cui si accede attraverso il grande arco, conserva ancora il suo antico fascino. Per molti secoli rimase sotto il dominio dei monaci Benedettini di Santa Maria del Piano.

Nel XVI secolo divenne prima feudo della famiglia Orsini, poi della famiglia ducale dei Muti. Dopo il 1625 passò ai Borghese, che ne divennero duchi. Nell'800 Orvinio fece parte dello Stato Pontificio, fu sede di Governo e residenza del Governatore.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Castello Malvezzi-Campeggi[modifica | modifica wikitesto]

La principale attrazione di Orvinio è il suo castello. Oggi è noto come il castello del marchese Malvezzi-Campeggi ed è il risultato di varie modifiche volute dai diversi proprietari, infatti si fa fatica a capire com'era originariamente perché sono stati fatti moltissimi restauri, tra cui quelli voluti dagli Orsini che nel corso del Cinquecento decisero di ampliarlo. Il castello difende la città, in senso simbolico, dall'anno Mille. È formato da un complesso di edifici, come già detto prima costruiti in epoche diverse, e ristrutturati completamente nel XX secolo, di cui però restano elementi originali come il "maschio" cilindrico e le mura di cinta merlate. Il muro di cinta mantiene l'imponente aspetto con cui era stato pensato fin dall'inizio ed occupa tutto il centro storico. Nel muro di cinta si apre un portale monumentale con decorazioni a bugne. Al di là del portale si trova un cortile sul quale si affaccia una costruzione con la torretta angolare. Le ampie sale superiori ospitano moltissimi affreschi tardo cinquecenteschi. Oggi le stanze del castello sono spesso utilizzate, con la concessione del marchese, per varie cerimonie;

Santuario di Vallebona[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di Vallebona è stato edificato intorno al 1643, col solo contributo di elemosine offerte spontaneamente dagli abitanti di Orvinio. È stato edificato nel vecchio borgo di Vallebona che venne, successivamente, abbandonato dagli abitanti che si trasferirono ad Orvinio. Secondo la leggenda, un giorno, un pastore era al lavoro nei pressi dell'attuale Santuario e cercando di tagliare dei rami, colpì un'immagine della Vergine nascosta tra i rovi. La stessa immagine emise un grido e cominciò a sanguinare. A quel punto il pastore corse in paese e raccontò agli altri l'accaduto e insieme decisero di prelevare l'immagine e di ospitarla in una delle Chiese di Orvinio. Il giorno successivo, però, si accorsero che l'immagine era sparita e fu ritrovata nel luogo del ritrovamento originale. Si decise quindi di non spostarla più e di costruire in quel punto l'attuale Santuario che la ospita. Infatti sull'Altare Maggiore c'è, ancora oggi, l'antichissimo affresco della Vergine in atto di porgere il latte al Bambino. Del vecchio paese di Vallebona si conserva quasi tutto il perimetro di cinta e i resti di tre torri di difesa. Il Santuario di Vallebona ha una pianta rettangolare e una sola navata con tetto a capriate lignee, con due altari alle pareti laterali. Nel 1727, inoltre, la Madonna di Vallebona fu dichiarata protettrice di Orvinio; infatti è venerata e festeggiata ogni anno con moltissima devozione;

  • Abbazia di Santa Maria del Piano in Sabina (resti).

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Loc. Castello (resti).

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[7] al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 45 persone (11,11%). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

L'idioma ufficiale parlato è la lingua italiana. Il dialetto locale è il dialetto orviniese, un dialetto sabino che rientra nella cerchia dell'italiano centrale, o italiano mediano.

Il poeta e scrittore Natalino Forte (Orvinio 25/12/1926 - Roma 27/12/2011) ha scritto e pubblicato tre libri in cui cerca di far rivivere aneddoti, modi di dire e poesie interamente scritte o tradotte in dialetto orviniese.

  • Addó só natu (2005)
  • Trilussa in dialetto orviniese (2009)
  • L'Inferno dantesco. 15 Canti tradotti in dialetto orviniese (2011)

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Orvino passa a quella di Rieti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Rino Fusi lista civica Sindaco
2009 2014 Alfredo Simeoni lista civica Sindaco
2014 2019 Alfredo Simeoni lista civica Sindaco
2019 in carica Alfredo Simeoni lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Orvinio, su I borghi più belli d'Italia. URL consultato il 28 settembre 2016.
  5. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 9.3
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN247853839 · WorldCat Identities (ENviaf-247853839
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