Riserva naturale di Nazzano, Tevere-Farfa

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Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa
Tratto del Tevere nella Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa.jpg
Tipo di areaRiserva naturale
Codice EUAPEUAP0269
Class. internaz.zona umida, SIC
StatiItalia Italia
RegioniLazio Lazio
ProvinceRoma Roma,
Rieti Rieti
ComuniNazzano, Torrita Tiberina, Montopoli di Sabina
Superficie a terra705,00[1] ha
Provvedimenti istitutiviL.R. n. 21 del 4 aprile 1979, L.R. n. 29 del 6 ottobre 1997 e ss.mm.ii.
GestoreEnte parco "Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa"
PresidenteDario Esposito
DirettorePierluigi Capone
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale
Lago di Nazzano
Stato Italia Italia
Coordinate 42°13′41″N 12°36′36″E / 42.228056°N 12.61°E42.228056; 12.61Coordinate: 42°13′41″N 12°36′36″E / 42.228056°N 12.61°E42.228056; 12.61
Idrografia
Origine lago artificiale
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Nazzano
Lago di Nazzano

La Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa è la prima area naturale protetta istituita dalla Regione Lazio, nel 1979. È visitabile tutti i giorni dall'alba al tramonto attraverso tre accessi principali. Il suo nome particolarmente lungo deriva da i tre elementi naturali fondamentali del suo territorio: il Tevere, il suo affluente Farfa e il laghetto di Nazzano che si è originato per opera dell'uomo con la costruzione di una diga. È dunque l'acqua, su cui riflette il verde della lussureggiante vegetazione circostante, l'elemento più importante di questo territorio in cui l'attrazione principale per i visitatori è costituita dalla ricca presenza di uccelli tipici delle zone umide.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1953 e il 1955 l'ENEL costruì, per la produzione di energia elettrica, uno sbarramento sul fiume Tevere poco più a valle della confluenza con il torrente Farfa.

In seguito alla realizzazione di questa diga, subito a monte di quest'ultima, si innalzò il livello dell'acqua, con la conseguente inondazione dei terreni circostanti. Si formò così una specie di "lago", esteso per circa 300 ettari, in grado di ospitare un gran numero di specie di uccelli durante le loro migrazioni.

L'importanza naturalistica del lago di Nazzano portò quindi nel 1968 alla creazione di una oasi di protezione della fauna istituita grazie all'intesa fra ENEL, Comune di Nazzano e WWF Italia. In seguito a questa protezione, gli uccelli aumentarono ancora al punto da rendere l'area meritevole di essere inserita nel 1977, con decreto del Ministero dell'agricoltura e foreste, nell'elenco delle zone umide di importanza internazionale tutelate dalla convenzione di Ramsar.

Nel 1979, nell'area della vecchia oasi e in alcune zone limitrofe (occupate da boschi e campi coltivati o a pascolo) , la Regione Lazio - con la legge 4 aprile 1979, n. 21 - istituì la "Riserva naturale Tevere-Farfa", prima area protetta regionale comprendente parte dei territori dei comuni di Nazzano e Torrita Tiberina.

Oggi la Riserva, divenuta "area di interesse regionale" secondo quanto disciplinato dalla legge della Regione Lazio n. 29 del 1997, comprende anche una parte del territorio del comune di Montopoli di Sabina.

Ambiente naturale[modifica | modifica wikitesto]

Il paesaggio della Riserva è caratterizzato dalla morfologia del Tevere che in questo tratto scorre lentamente formando ampie anse e meandri. La valle fluviale, tipicamente alluvionale con depositi d'argille, sabbie e ghiaie, è delimitata da colline di modeste dimensioni costituite da sedimenti d'origine marina. La ricca presenza d'uccelli nell'ambiente lacustre costituisce uno dei motivi di maggior interesse per i visitatori. Oltre agli anatidi come il germano reale, l'alzavola, il fischione e la moretta, è possibile osservare lo svasso maggiore, la folaga, il martin pescatore e rapaci come il falco di palude e il falco pescatore. Il canneto, costituito prevalentemente dalla cannuccia e dalla tifa, è talvolta impreziosito dalla gialla fioritura dell'iris di palude mentre, sui terreni argillosi, troviamo la bardana e l'equiseto tra le radici di salici bianchi e rossi. È questo il regno di moltissimi uccelli come il cannareccione, la cannaiola, il porciglione, la gallinella d'acqua e la nutria, mammifero alloctono d'origine americana naturalizzatosi da alcuni decenni in molte zone umide italiane.

Laddove il canneto si dirada, nelle zone con acqua stagnante, si può osservare il potamogeto, l'azolla americana e la curiosa lenticchia d'acqua dalle minuscole foglie tondeggianti. Questo habitat è molto importante per la riproduzione di pesci, insetti e anfibi come il tritone punteggiato e la rana verde. Le zone coltivate e i pascoli dell'ampia piana di Nazzano sono prevalentemente frequentati da corvidi, ma sono anche i luoghi dove è più facile osservare l'allodola, il tasso e rettili come il biacco.

Sugli argini del fiume, in particolare sulla riva destra, è presente uno dei pochi esemplari superstiti di bosco ripariale dell'intero basso corso del Tevere formato da pioppi bianchi e neri, allori, ontani e da qualche farnia. Le cime di questi alberi rappresentano un ottimo rifugio per la garzetta, l'airone bianco maggiore e l'airone cenerino di cui è stata documentata la nidificazione. Sui versanti collinari che s'affacciano sulla valle Tiberina è possibile osservare le chiome scure di leccio, soprattutto dove il versante è più acclive, ma anche di querce a foglia caduca come la roverella e il cerro. Contribuiscono a formare questo bosco d'elevato interesse naturalistico l'albero di Giuda, riconoscibile per vivaci fioriture violacee primaverili, l'orniello, il carpino nero, l'acero campestre oltre a specie arbustive come il lentisco, il viburno e la fillirea dai piccoli fiori bianchi e profumati. In questo residuo ambiente boschivo è stata documentata la presenza dell'istrice, della martora, del gatto selvatico e di numerosi piccoli roditori, prede preferite del barbagianni e d'altri rapaci notturni.

SIC Riserva naturale Tevere-Farfa[modifica | modifica wikitesto]

La Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa è SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona a Protezione Speciale) codice IT6030012 ai sensi delle Direttive Habitat 92/43/CEE e Uccelli 2009/147/CE (che ha aggiornato la precedente Direttiva 79/409/CEE) ed è inserita nel sistema europeo Rete Natura 2000 (regione biogeografica mediterranea) costituendo uno dei siti di maggiore pregio naturalistico grazie alla considerevole presenza di habitat e specie d'interesse comunitario.

Corridoio fluviale di Tevere ed Aniene[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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