Passo della Torrita

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Passo della Torrita
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Rieti Rieti
Località collegate Torrita (fraz. di Amatrice)
Collicelle (fraz. di Cittareale)
Altitudine 1 010 m s.l.m.
Coordinate 42°37′07.32″N 13°13′29.64″E / 42.6187°N 13.2249°E42.6187; 13.2249Coordinate: 42°37′07.32″N 13°13′29.64″E / 42.6187°N 13.2249°E42.6187; 13.2249
Infrastruttura SS 4 Salaria
Chiusura invernale no
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo della Torrita
Passo della Torrita

Il passo della Torrita è un valico dell'Appennino centrale, alto 1.010 m s.l.m., situato lungo la via Salaria, di cui è il punto più elevato, in località Torrita di Amatrice, in provincia di Rieti.

La sua importanza deriva dal fatto che esso segna convenzionalmente il limite fra l'Appennino umbro-marchigiano e l'Appennino abruzzese; secondo altri criteri il limite tra i due settori appenninici è invece posto nel passo di Montereale. Costituisce lo spartiacque fra la valle del Tronto sul versante Adriatico, con quella del Velino sul versante Tirrenico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In corrispondenza del passo di Torrita, nel punto più alto della Salaria, delle campagne di scavo curate dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio, a partire dagli anni 50 fino al 1985, hanno portato alla luce importanti resti archeologici di epoca romana che accrediterebbero la già diffusa tesi in base alla quale il “Vicus Phalacrinae” (detto Falacrine), luogo di nascita e di soggiorni estivi dell'imperatore Vespasiano, coinciderebbe con il sito archeologico di Torrita.

La posizione strategica del luogo, che consente il controllo del valico sulla via Salaria, ed è posto al confine con il territorio abitato dai Piceni, rafforzano secondo alcuni studiosi la tesi che Phalacrinae e Torrita coincidano. Tuttavia va precisato che Phalacrinae viene anche frequentemente collocata nella valle di Cittareale, circa 10 km prima dell'arrivo al passo di Torrita provenendo da Roma.

Nel 1955 dopo alcuni rinvenimenti occasionali furono iniziati ad opera della Soprintendenza alle Antichità i lavori di scavo. Gli scavi hanno portato al rinvenimento di ruderi di una villa romana consistenti in un peristilio, che conserva parte dello stilobate e le basi di quattro colonne tuscaniche, e vari ambienti sotto i quali era presente un impianto di riscaldamento "a pavimento". Infatti il portico colonnato che misura metri 28 x 26, presenta delle piccole colonnine in mattoni che avevano lo scopo di permettere il passaggio di aria calda sotto la pavimentazione.

Resti del peristilio della villa romana al passo della Torrita

Nella villa sono stati rinvenuti anche molti altri reperti consistenti in parti di vetro (lacrimatoi, contenitori per balsamo, vetrate per finestre), fibule, piccole asce, monete, basamenti di colonne, capitelli e numerosi reperti di terracotta e attrezzi vari (scalpelli, pinzette, compassi) che indicano la presenza di artigiano metallurgico.

Interno della villa con visibile il pavimento rialzato per la presenza dell'impianto di riscaldamento a terra

Successivamente, nel 1974, venne ritrovato un busto, alto circa 60 cm di epoca repubblicana rappresentante probabilmente Cesare, che è ora custodito nei locali della Soprintendenza Archeologica del Lazio. Nello stesso periodo altri scavi portarono alla luce una statua di marmo di circa 90 cm di altezza raffigurante una figura femminile nuda. La statua fu rubata la notte stessa della scoperta da ignoti che la trafugarono dai locali della scuola elementare di Torrita dov'era stata provvisoriamente sistemata.

Nel 1986 tutti i reperti recuperati vennero situati a Roma, in via Pompeo Magno, per volere della Soprintendenza archeologica per il Lazio.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]