Carrozzeria Barbi

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Carrozzeria Barbi
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Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Fondazione 1905 a Concordia sulla Secchia
Fondata da Galileo Barbi
Sede principale Mirandola
Settore Automobilistico
Prodotti autobus
Dipendenti 81[1]
Slogan «Guida l'emozione»
Sito web

La Carrozzeria Barbi è un'azienda italiana fondata nel 1905[2] a Concordia sulla Secchia in provincia di Modena, specializzata nella realizzazione di autobus granturismo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1905 da Galileo Barbi come piccola officina artigiana per la produzione di carrozze a cavalli nella piccola frazione di Fossa di Concordia[3], nel 1910 si trasferisce a Concordia sulla Secchia.

Già nel 1911 vince l'Esposizione Internazionale di Parigi nel 1911 per la qualità e la comodità delle carrozze prodotte[2][3].

Nel 1927, con l'avvento della motorizzazione, inizia la produzione automobilistica: viene aperto lo stabilimento di Mirandola in cui si realizzano carrozzerie per autoveicoli su telai Alfa Romeo, Ansaldo, Lancia Veicoli Industriali, Fiat e Officine Meccaniche. Dopo pochi anni, nel 1931 la produzione si concentra sulla realizzazione di carrozzerie per veicoli industriali: furgoni, cabine per camion, autocarri ed ambulanze, occupando circa 70 operai[3]. Successivamente, vengono realizzati i primi autobus, prima con una struttura in legno e poi con tubolari in acciaio[4].

Tazio Nuvolari

Vista la qualità delle realizzazioni di Galileo Barbi, anche Enzo Ferrari commissionò un paio di carrozzerie per le sue autovetture Alfa Romeo da competizione. Tuttavia l'affare non andò in porto (forse per il prezzo troppo elevato), quindi Galileo Barbi iniziò a cercare un nuovo acquirente, arrivando fino al vicino mercato di Mantova: incontrò un certo Tazio Nuvolari, che acquistò le carrozzerie dopo avere firmato parecchie cambiali. Dopo alcuni mesi, dopo essere stato ingaggiato per la Mille Miglia, il pilota di Castel d'Ario riusci a pagare il debito[3].

Durante la seconda guerra mondiale, la produzione viene temporaneamente riconvertita per le esigenze belliche del Ministero della Marina[3][4], mentre nel dopoguerra l'azienda partecipa ad esposizioni e manifestazioni del settore autobus (come la Rosa d'Oro di San Remo), che ne consentono di far conoscere il nome nel mercato italiano.

Nel 1962 muore il fondatore e l'azienda passa al figlio Sirner.

Gli anni 1970 sono caratterizzati da notevoli investimenti: vengono realizzati nuovi modelli, innovativi per l'epoca[3], come l'autobus a tetto apribile, l'autobus con piano rialzato, l'autobus con piantoni strutturali inclinati[4]. Successivamente vengono introdotti innovazioni quali porte telecomandate, isolamento acustico e termico, aria condizionata, poltrone reclinabili, riscaldamento, radio e televisione. I telai utilizzati sono: DAF, FIAT, MAN, Mercedes e Renault[4].

Negli anni 1980 prende avvio una collaborazione con la Volvo[4].

Alla morte di Sirner Barbi nel 1994[3], la gestione passa ai fratelli Alberto e Carlo Barbi e la fabbrica viene trasferita nella zona industriale Mirandola, a San Giacomo Roncole. Tra le produzioni più importanti vi sono i modelli ITALIA 99 ed Echo su meccanica Volvo.

Negli anni 2000 viene progettato il modello Genesis, dalla cui evoluzione nasce il Galileo nel 2008[2]. Nel 2007 vengono prodotti alcuni prototipi di van per trasporto di cavalli e cabine per funivie[5]. A partire dal 2009 viene commercializzato la nuova versione del Genesis, con motorizzazione Iveco e telaio Irisbus.

Nell'ultimo decennio con la chiusura definitiva della carrozzeria Mauri di Desio, carrozzeria Carrozzeria Luigi Dalla Via di Schio, carrozzeria De Simon di Osoppo, Cacciamali di Brescia e carrozzeria Padane di Modena rimane l'ultima grande carrozzeria di autobus italiana.[senza fonte]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Fiat 306 carrozzato Barbi con la livrea della SEFTA (Modena, anni 1970)
Fiat 343 carrozzato Brarbi in esposizione in piazzetta San Marco a Venezia nel 1974
Fiat Iveco 370 carrozzato Barbi, che compare nel film Fratelli d'Italia di Neri Parenti del 1989

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Un autobus Fiat Iveco 370 carrozzato Barbi compare nel film Fratelli d'Italia del 1989, nella scena dell'arrivo dei tifosi del Milan all'autogrill.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carrozzeria Barbi spa, su ExpoMO. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  2. ^ a b c Mirandola, ecco il bus "Galileo" è l'ultimo nato in casa Barbi spa, in Gazzetta di Modena, 12 settembre 2008.
  3. ^ a b c d e f g G. P. Gatti, alle carrozze agli autobus, in Modena Industria, 2002.
  4. ^ a b c d e Storia, su Barbi.it. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  5. ^ Carrozzeria Barbi, in BusToCoach.com. URL consultato il 25 dicembre 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]