Strada statale 25 del Moncenisio

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Strada statale 25
del Moncenisio
Strada Statale 25 Italia.svg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioniPiemonte Piemonte
SS 25 percorso.png
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioTorino
FineConfine di Stato con la Francia a Moncenisio
Lunghezza70,060 km
Provvedimento di istituzioneLegge 17 maggio 1928, n. 1094
GestoreANAS

La strada statale 25 del Moncenisio (SS 25) è un'importante strada statale italiana che percorre la Val di Susa fino al valico internazionale con la Francia del Colle del Moncenisio, una delle prime carrozzabili a valicare le Alpi, voluta da Napoleone Bonaparte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La 2ª divisione del generale Joseph Vinoy, appartenente al IV Corpo dell'armata francese, raggiunge il Piemonte attraverso il valico del Moncenisio, il 5 maggio 1859

La strada statale valica lo stesso Colle che dal basso Medioevo in poi divenne l'itinerario prediletto per pellegrini e mercanti tra Italia e Francia, divenendo un tratto della Via Francigena e punto nodale del potere dei Savoia, che tramite la signoria di passo riuscirono a consolidare il loro dominio su Savoia e Piemonte.

Napoleone Bonaparte[1] impose di modernizzare la mulattiera detta Strada Reale che fino a fine '700 percorreva il valico passando per i paesi di Novalesa, Ferrera e Lanslebourg e che aveva il difetto di non essere carrozzabile.

La soluzione scelta fu radicale e all-avanguardia, con la costruzione di una nuova e larga strada con pendenze massime molto più contenute e l'abbandono dell'antico tracciato, che pertanto si conserva ed è percorribile a piedi ancora oggi nei boschi di Novalesa e Ferrera. Con ingenti spese vennero effettuati lavori imponenti (taglio della roccia, gallerie, terrazzamenti) soprattutto sugli impervi versanti del lato piemontese, oltrepassando burroni, torrenti e versanti soggetti a valanghe, con difficoltà tecniche non lievi per ottenere una pendenza stradale carrozzabile in alta quota. Per il nuovo tracciato si scelse di percorrere a mezza costa la scoscesa montagna sovrastante Venaus e Giaglione, più solatìa nei mesi invernali. Venne abbandonato definitivamente il passaggio attraverso Novalesa, che aveva costruito la propria fortuna come posto tappa dell'itinerario internazionale prima con l'Abbazia e poi con gli alberghi e le locande del borgo. Tale evento nel primo '800 ha determinato la cristallizzazione della forma urbana del borgo che, insieme a Ferrera, ha quindi mantenuto uno scenografico aspetto antico. Nel tratto di bassa valle, una volta attraversata Susa il tracciato venne scelto il più possibile lontano dalle grandi conoidi alluvionali dei versanti vallivi, con lunghi rettifili in rilevato e un unico superamento del fiume Dora Riparia a Borgone Susa.

Elementi caratteristici[modifica | modifica wikitesto]

Il rettifilo della Piana di S. Nicolao, con sullo sfondo la Gran Scala. Ingrandendo la foto si possono notare i tipici guard rail e le case cantoniere sulla cima

Elementi caratteristici rimangono le oltre trenta case cantoniere, coeve all'edificazione della strada, poste a distanza piuttosto ravvicinata tra loro, utili anche per il ricovero dei viaggiatori in caso di intemperie. L'edificio più importante con questa funzione era l'Ospizio del Moncenisio, in realtà un grande complesso di palazzi servizio, a uso civile e militare, costruito sulla sommità della Piana del Moncenisio, esistente da secoli e rinnovato in epoca napoleonica. Interessanti i tipici guard-rail antichi, con parapetti a trave in legno sorretti da massicce colonne quadre intonacate, le quali servivano anche da sostegno ai pali lignei indicatori della sede stradale, indispensabili durate le forti nevicate, qui molto frequenti. Nel tratto francese della Statale sono stati mantenuti e restaurati sul suggestivo tratto di stretti tornanti in successione detto Gran Scala. Tra Susa e Lanslebourg uno sguardo attento può osservare che tutta la strada è affiancata da quanto rimane (gallerie, curve in trincea, ponticelli) del tracciato dell'antica Ferrovia del Moncenisio (a sistema Fell). Fu in esercizio tra il 1868 e il 1871 tra Susa e Saint-Michel-de-Maurienne e venne edificata sfruttando la sede stradale napoleonica, ampliandola ove necessario e percorrendo col treno un tracciato pensato inizialmente per le carrozze trainate da cavalli, con una quota di valico quasi impensabile per una ferrovia di quest'epoca.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Una delle residue gallerie della ferrovia del Moncenisio

Ha inizio a Torino e tocca le località di Avigliana, Sant'Ambrogio di Torino e Chiusa di San Michele, dove inizia la vera e propria Val di Susa. Prosegue lungo il versante sud della valle, toccando i comuni di Sant'Antonino di Susa, Villar Focchiardo, dove ci si può immettere sulla strada statale 24 del Monginevro in direzione Susa, interseca l'autostrada A32 e, superata per un'unica volta la Dora Riparia sul ponte ottocentesco, giunge a Borgone Susa sul versante nord della Val di Susa (da dove ci si può anche immettere sulla SS 24 in direzione Torino), quindi prosegue lungo lo stesso versante per Bussoleno e arriva a Susa.

Sorpassata la nota località di antiche origini romane, la strada comincia a salire giungendo nei pressi di Giaglione e si avvia sugli ultimi chilometri prima della Francia. Passando quindi nella frazione di Venaus, Bar Cenisio, si arriva al Confine di Stato a Moncenisio, dove la strada entra in Francia. In territorio francese si trova attualmente la grande diga che forma il lago del Moncenisio ed il colle del Moncenisio, che dal 1861 e fino al 1947 erano interamente in territorio italiano. La costruzione della diga ha determinato l'abbandono del tracciato originario sul fondo della cosiddetta Piana conduceva al Colle del Moncenisio e la costruzione di una ampia variante sul versante Nord.

Tratto in comune con la SS 24[modifica | modifica wikitesto]

Le due statali percorrono i versanti opposti della Valle incrociandosi sulla Dora Riparia a Borgone Susa. Il tratto tra Borgone e Villar Focchiardo, cioè tra l'immissione in direzione Susa e quella in direzione Torino della Strada statale 24 del Monginevro, è di fatto in comune con la SS25. Formalmente, tuttavia, viene considerato soltanto appartenente alla statale 25, e non all'altra. Il tratto utilizza infatti il vecchio ponte napoleonico costruito nei primi anni dell'Ottocento per la strada statale che assumerà poi il nome di 25 e rimasto intatto nonostante i tentativi di bombardamento nella seconda guerra mondiale.

Competenza ANAS[modifica | modifica wikitesto]

Benché si faccia solitamente riferimento al fatto che l'intera estensione della strada sia gestita dall'ente nazionale, è notevole osservare che i primi 15 km del tracciato, che ha origine in centro a Torino, siano tutti urbani e appartenenti a comuni con più di 10.000 abitanti, per cui di fatto non gestiti dall'ente stesso come da protocollo. La prima pietra miliare che si incontra è quella che segna il km 13, a Rivoli nei pressi dell'estremità di Corso Francia, ma ancora i due chilometri successivi fanno parte del tessuto urbano del comune della cintura torinese. L'effettiva gestione ANAS inizia poco dopo il km 15, quando la strada lascia definitivamente l'hinterland torinese per incominciare la lunga e lieve risalita in Valle di Susa. Presso l'ingresso del museo del Moncenisio alla Piramide al Plain de Fontanette, lungo il tratto iniziale del tracciato nel territorio divenuto francese, si conservano le antiche pietre miliari asportate dalle loro sedi originarie in cima al Colle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Corino, L. Dezzani Una strada per il Moncenisio, Melli Editore, Borgone Susa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Corino, L. Dezzani Una strada per il Moncenisio, Melli Editore, Borgone Susa

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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