Strada statale 244 di Val Badia

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Strada statale 244
di Val Badia
Strada Statale 244 Italia.svg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioniTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Veneto Veneto
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioSan Lorenzo di Sebato
FineArabba
Lunghezza43,362[1] km
Provvedimento di istituzioneD.M. 16/11/1959 - G.U. 41 del 18/02/1960[2]
GestoreTratte ANAS: nessuna (dal 1998 la gestione del tratto altoatesino è passata alla Provincia autonoma di Bolzano; dal 2001 la gestione del tratto veneto è passata alla Provincia di Belluno e dal 2002 alla società Veneto Strade)

La strada statale 244 di Val Badia (SS 244), strada provinciale 244 della Val Badia (SP 244)[3] in Veneto, è una strada statale e provinciale italiana.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a San Lorenzo di Sebato in provincia di Bolzano, presso la frazione di Floronzo, dall'incrocio con la strada statale 49 della Pusteria e termina ad Arabba, in provincia di Belluno, in Veneto, all'incrocio con la ex strada statale 48 delle Dolomiti. La strada funge da principale asse viario per la val Badia, da cui prende il nome, e per le valli a lei tributarie, collegandole con la val Pusteria e il Bellunese.

Dopo Floronzo la strada prosegue verso sud lungo il corso del rio Gadera: dopo Longega (ove parte il collegamento stradale per San Vigilio di Marebbe) passa a Piccolino, San Martino in Badia (da cui inizia la strada per il passo delle Erbe), Pederoa, Pedraces, La Villa (con deviazione per il passo di Valparola e il passo Falzarego), fino a giungere a Corvara in Badia. Dopo aver superato tale località la strada si innalza fino ai 1.875 m del passo di Campolongo, passando ad est del Gruppo del Sella. Dopo il passo la strada entra in Veneto, per terminare il suo corso ad Arabba, alla congiunzione con la strada statale 48 delle Dolomiti.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

La strada fu costruita durante la prima guerra mondiale da prigionieri russi. Solo successivamente furono costruiti i ponti che oltrepassavano il rio Gadera. È per questo motivo che prima e dopo i ponti vi sono strette curve a gomito, in cui ad esempio due bus provenienti da direzioni opposte non riescono a transitare assieme.

Anche per questo motivi, il 6 luglio 1993 in località Longega ci fu un grave incidente tra un bus turistico italiano, facente parte di un gruppo di 4 bus della Diocesi di Orvieto-Todi, ed una automobile BMW. Nello scontro morirono 18 persone (tra cui una bambina) ed altre 22 rimasero gravemente ferite[4]

Dopo questo ed altri tragici avvenimenti, si decise di ricostruire in alcuni punti la strada, con la costruzione di nuove gallerie. Nel dicembre del 2006, finalmente, è stata aperta la nuova strada, molto più scorrevole.

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al decreto legislativo 2 settembre 1997, n° 320, dal 1º luglio 1998, la gestione del tratto trentino è passata dall'ANAS alla Provincia autonoma di Bolzano. Quest'ultima ha lasciato la classificazione e la sigla di statale (SS) alla strada, poiché non si tratta di un trasferimento dal demanio dello Stato a quello delle Regioni, ma di una delega in materia di viabilità e pertanto la titolarità resta sempre in capo allo Stato.

In seguito invece al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 1º ottobre 2001, la gestione del tratto veneto è passata dall'ANAS alla Regione Veneto che ha provveduto al trasferimento al demanio della Provincia di Belluno; dal 20 dicembre 2002 la gestione della tratta è passata alla società Veneto Strade[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Veneto (PDF), su gazzette.comune.jesi.an.it.
  2. ^ Decreto ministeriale del 16/11/1959
  3. ^ marzo 2009&ei=E7O-TejtNYvCswbAlZn0BQ&usg=AFQjCNG-3NGcIWM5nQS5Pf2LTc7uNMvG5w&sig2=nh0zf_6l5GAJmJzzIKfvJQ DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE n. 6 del 4 marzo 2009, Regione Veneto, p. 15.
  4. ^ pullman precipita: 18 morti, in archiviostorico.corriere, 7 luglio 1993. URL consultato il 16 luglio 1993 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  5. ^ Piano Triennale 2002-2004, Regione Veneto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]