Strada statale 207 Nettunense

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Strada regionale 207
Nettunense
Strada Statale 207 Italia.svg
Denominazioni precedentiStrada statale 207 Nettunense
Denominazioni successiveStrada regionale 207 Nettunense
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioniLazio Lazio
Dati
ClassificazioneStrada regionale
InizioSS7 Appia località Frattocchie (Marino)
FineAnzio
Lunghezza36,600[1] km
Provvedimento di istituzioneD.M. 16/11/1959 - G.U. 41 del 18/02/1960[2]
GestoreRegione Lazio dal 2007 attraverso la società controllata Astral
Percorso
Località serviteAprilia (LT)
Principali intersezioniSS7 Appia, SS148 Pontina e SP601 Litoranea

L'ex strada statale 207 Nettunense (SS 207), ora strada regionale 207 Nettunense (SR 207)[3], è una strada regionale italiana che collega la zona dei Castelli Romani con la costa tirrenica del basso Agro Romano.

Ha inizio a Frattocchie, frazione di Marino, ove si diparte dalla strada statale 7 Via Appia, e termina ad Anzio dopo 36,600 km. Nel suo percorso tocca i territori comunali di Marino, Castel Gandolfo, Ariccia, Albano Laziale, Lanuvio, Aprilia ed Anzio.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso da Frattocchie ad Aprilia è vario e curvilineo, mentre da Aprilia ad Anzio è praticamente rettilineo con alla destra la tratta finale della ferrovia Roma–Nettuno. Ha termine nel comune di Anzio nei pressi dell'antico Ospedale militare.

La ex SS 207 al km 9,500 mentre percorre il centro di Cecchina.

All'inizio del suo percorso la strada è affiancata in direzione sud da un tratto della Nettunense vecchia. Su di essa si affacciano isolati di edifici bassi che fanno parte della frazione di Frattocchie, nel comune di Marino. La Nettunense risulta molto trafficata, soprattutto in direzione di Anzio, a partire da Laghetto di Castel Gandolfo fino all'incrocio con via del Mare-via Colonnelle presso Pavona. Da questo incrocio è possibile risalire verso Albano o scendere direttamente verso Pomezia e Torvaianica incrociando l'Ardeatina, la Laurentina e la strada statale 148 Pontina. Proseguendo al km 9 attraversa la località di Cecchina fino a giungere a un altro importante incrocio, quello con via Campoleone Scalo, nell'omonima località, attraverso il quale è possibile raggiungere l'importante stazione apriliana di Campoleone, salire a Lanuvio tramite la via Laviniense o arrivare a Cisterna attraverso la via Cisternense.

In località Fontana di Papa (o dei Papi) di Ariccia sorge il moderno Ospedale dei Castelli che oltre a servire i comuni dell'area castellana offre le sue prestazioni anche alle cittadine di Pomezia, Ardea e Aprilia sprovviste fino ad oggi di un nosocomio pubblico.

Ad Aprilia la Nettunense incrocia la strada statale 148 Pontina con uno svincolo che permette anche di raggiungere il vicino centro commerciale "Aprilia 2".

In zona Falasche ad Anzio la Nettunense costeggia il Beach Head War Cemetery, cimitero monumentale dei caduti del Commonwealth durante lo sbarco di Anzio del 1944. Al km 35 si può vedere la basilica di Santa Teresa, costruita in stile romanico, comprensiva di un alto campanile, nel 1926.

La strada termina ad Anzio da dove, sulla destra, si diparte la SP601 litoranea che conduce ad Ostia mentre invece sulla sinistra, senza soluzione di continuità, si giunge in breve tempo a Nettuno che ha dato il nome all'arteria.

In seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 1º febbraio 2002 la gestione è passata dall'ANAS alla Regione Lazio che ha ulteriormente devoluto le competenze alla Provincia di Roma e alla Provincia di Latina per le tratte territorialmente competenti[4]; dal 5 marzo 2007 la società Astral ha acquisito la titolarità di concessionario dell'intera tratta[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Lazio (PDF), su gazzette.comune.jesi.an.it.
  2. ^ Decreto ministeriale del 16/11/1959
  3. ^ Astral - Le strade in gestione [collegamento interrotto], su astralspa.it.
  4. ^ L.R. 14 del 6/08/1999 (artt. 124-125) (ZIP), Regione Lazio.
  5. ^ Deliberazione n. 17/2010/PRS (PDF), Corte dei conti, 13-15. URL consultato il 4 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).