Collegiata di San Tommaso da Villanova

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Pontificia collegiata di San Tommaso da Villanova
Castel Gandolfo 2014 by-RaBoe 018.jpg
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàCastel Gandolfo-Stemma.png Castel Gandolfo
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareTommaso di Villanova
Sede suburbicaria Albano
Consacrazione1661
ArchitettoGian Lorenzo Bernini
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1658
Completamento1661
Sito webSito ufficiale

Coordinate: 41°44′46.57″N 12°39′02.74″E / 41.74627°N 12.650761°E41.74627; 12.650761

La pontificia collegiata di San Tommaso da Villanova è il principale luogo di culto cattolico della cittadina di Castel Gandolfo, in provincia di Roma, parrocchiale della parrocchia omonima, che include nel suo territorio la rettorìa della chiesa della Madonna del Lago al lago Albano.[1]

Progettata da Gian Lorenzo Bernini su commissione di papa Alessandro VII, deve la propria importanza al vicino complesso delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo.

Mentre la Parrocchia Pontificia di Sant'Anna è competente circa la pastorale all'interno dello Stato del Vaticano, la Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova si occupa della pastorale circa il territorio delle Ville pontificie ovvero verso i relativi dipendenti. Entrambe le Parrocchie pontificie dipendono dal Vicariato generale per lo Stato della Città del Vaticano e Ville Pontificie, il cui Vicario è attualmente Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Comastri. La chiesa si trova difatti in zona extraterritoriale, come le attigue aree del Palazzo Pontificio e delle Ville annesse.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Castel Gandolfo.

Papa Alessandro VII Chigi commissionò a Gian Lorenzo Bernini la costruzione di una chiesa a Castel Gandolfo, da utilizzarsi come cappella palatina dell'annesso palazzo papale. Originariamente il luogo di culto doveva essere dedicato a san Nicola di Bari, ma successivamente fu deciso che fosse dedicato a Tommaso di Villanova, canonizzato il 1º novembre 1658.

I lavori iniziarono nel 1658 e si protrassero per tre anni, fino al 1661 quando, terminata la decorazione interna in stucco ad opera di Antonio Raggi, la chiesa venne consacrata.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il modello utilizzato dal Bernini è quello di una tipica chiesa cinquecentesca con pianta a croce greca ma stravolto secondo i canoni barocchi. L'impianto planimetrico di riferimento infatti è quello della chiesa di Santa Maria delle Carceri a Prato, realizzata nel 1485 da Giuliano da Sangallo, dove tutto è armonioso e canonico secondo lo schema rinascimentale di Brunelleschi e Alberti; Bernini invece verticalizza e dinamizza l'intero edificio conferendogli un forte slancio e un estremo dinamismo. Questo slancio verticalistico è infatti ben visibile all'esterno nella facciata, nella cupola e nella lanterna. Altro espediente interessante utilizzato dal Bernini per rendere la struttura ancora più dinamica è l'inserimento di paraste che fuoriescono nell'incontro tra le braccia.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Interno

L'esterno della collegiata presenta, sulle facciate e sui fianchi, un cornicione continuo che li divide in due ordini sovrapposti, entrambi decorati con lesene tuscaniche binate poste in prossimità dello spigolo. La facciata, che dà sulla piazza, è a capanna, con in basso, al centro, un unico portale sormontato da un timpano semicircolare; nell'ordine superiore, invece, si apre un finestrone rettangolare. La facciata termina con un timpano triangolare all'interno del quale si trova lo stemma papale di Alessandro VII. Sul retro, si trova il campanile in ferro, con tre campane.

L'interno della chiesa presenta una pianta a croce greca, con i bracci, coperti con volta a botte, che presentano una larghezza pari al doppio della loro lunghezza (schema già presente in Santa Maria delle Carceri di Prato). La crociera è coperta da una cupola con tamburo e lanterna, decorata con otto tondi in stucco rappresentanti Scene della vita di San Tommaso di Villanova; nei pennacchi, invece, vi sono i Quattro Evangelisti. In ognuno dei due bracci del transetto, si trova un altare in marmo; quello di sinistra, dedicato alla Madonna, ospita la pala Assunzione di Maria, mentre quello di destra è dedicato a San Tommaso di Villanova. Nell'abside, vi è l'altare maggiore, con all'interno dell'ancona la pala Crocifissione di Pietro da Cortona.

Nell'elaborazione progettuale della cupola, Bernini fonde i due sistemi costruttivi conosciuti all'epoca: la cupola a cassettoni, proveniente dall'antichità e nello specifico individuabile nel Pantheon; e la cupola a costoloni, di ispirazione brunelleschiana, nella notissima cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

L'organo a canne della collegiata è stato costruito dai Fratelli Ruffatti nel 1965 ed è alloggiato entro due stanze ai lati dell'abside, ciascuna delle quali si apre sulla chiesa con un coretto.[3]

La trasmissione è elettrica e la consolle, mobile indipendente, è situata a pavimento nel transetto destro. La mostra ci ciascun corpo è costituita da canne di Principale disposte in cuspide unica fuori cassa.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ticconi, p. 64
  2. ^ Zone extraterritoriali vaticane, vatican.va. URL consultato il 6 aprile 2014.
  3. ^ Graziano Fronzuto, Castel Gandolfo - San Tommaso da Villanova - Organo Ruffatti (1965), su liberexit.inpicture.it. URL consultato il 17 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia sui Castelli Romani.
  • Dimitri Ticconi, Chiese della diocesi di Albano, Roma, Edizioni Mitertheva, 1999.
  • Saverio Petrillo, I Papi a Castel Gandolfo, Velletri, Edizioni Tra 8 & 9, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]