Parco regionale dei Castelli Romani

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Parco dei Castelli Romani
Caastelgandolfo11.JPG
Castel Gandolfo, Lago Albano
Tipo di areaParco regionale
Codice EUAPEUAP0187
StatiItalia Italia
RegioniLazio Lazio
ProvinceRoma Roma
ComuniAlbano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora, Velletri
Superficie a terraha 15.014 ha
Provvedimenti istitutiviLL.RR. 02, 13.01.84 / 64, 28.09.84 / 63, 24.05.90 / 29, 06.10.97
GestoreParco Castelli Romani, Ente strumentale della Regione Lazio
Mappa Parco dei Castelli Romani.png
Sito istituzionale

Il Parco regionale dei Castelli Romani è un'area naturale protetta della Regione Lazio che si trova nella zona dei Colli Albani, in provincia di Roma. I comuni che ne fanno parte sono 15.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Questo parco regionale di interesse naturalistico e artistico si estende nell'area dell'antico Vulcano Laziale. Molti dei comuni dei Castelli Romani condividono aree protette del parco, tra cui spicca Nemi, il cui territorio ricade per intero entro la sua delimitazione.

Di interesse particolare sono il sito archeologico di Tuscolo, come anche le numerose ville tuscolane. Del parco fanno parte anche il lago Albano (detto anche impropriamente lago di Castel Gandolfo) e il lago di Nemi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco dei Castelli Romani è stato istituito con la Legge regionale 2/1984 allo scopo di tutelare l'integrità delle caratteristiche naturali e culturali dei quindici paesi (Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora, Velletri) che occupano l'antico Vulcano Laziale.

Il parco è un Ente della Regione Lazio. È organizzato con vari organi istituzionali: Presidente, Consiglio direttivo, Comunità del parco, Collegio dei Revisori dei conti. L'organizzazione è affidata a un Direttore Generale che coordina l'attività dei diversi uffici e dei Guardiaparco.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Altresì l'istituzione del Parco ha comportato una maggiore tutela floristica: i boschi di Castagno che ricoprono parte importante del territorio sono sottoposti a controlli continui e periodici che impediscono tagli indiscriminati. Sono fondamentali per il mantenimento degli equilibri dell'ecosistema la tutela delle acque dei bacini lacustri e il servizio antincendio: altre due mansioni che i vari servizi dell'Ente sono deputati a svolgere.

Sempre nell'ambito della tutela della biodiversità è importante sottolineare l'importanza del sostegno all'agricoltura del territorio, azione che permette la difesa di colture altrimenti destinate inesorabilmente a scomparire di fronte alle logiche del mercato. Il Parco dei Castelli Romani interpreta inoltre un importante ruolo nella tutela paesaggistica e nel controllo dello sviluppo urbanistico territoriale.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'istituzione del Parco, grazie anche al conseguente controllo e monitoraggio del territorio, sono stati visti esemplari di specie che si credevano ormai non più rintracciabili nel territorio. Il tasso, la martora, il falco pellegrino, la salamandrina dagli occhiali (salamandrina terdigitata), l'istrice fino ad arrivare al lupo[1] avvistato ormai stabilmente.

Strutture ricettive[modifica | modifica wikitesto]

Il parco è sempre visitabile in quanto si tratta di un territorio senza alcuna barriera, esteso per circa 15.000 ettari. Non esistono quindi né orari, né limitazioni, se non quelle relative all'accesso delle proprietà private, o delle aree archeologiche gestite dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio. Il Parco organizza visite, escursioni in programmi stagionali che consentono di apprezzare al meglio il territorio dei Castelli Romani. Le attività sono molteplici e diversificate: sono descritte nel sito internet.

Per quanto riguarda le visite, viene proposto un programma stagionale di visite guidate. Si va dal trekking, alle passeggiate in bicicletta, su strada o su sterrate, agli itinerari a cavallo, alle letture poetiche, il tutto all'insegna di una cultura onnicomprensiva che ha la sua ragion d'essere nella miscela degli ambiti, nella contaminazione dei linguaggi. Esistono itinerari geologici, floristici, gastronomici. Per le scuole è possibile richiedere la presenza del personale dell'Ente che può documentare le caratteristiche del Parco direttamente in classe. Gli studenti, e anche i bambini più piccoli, possono vivere un'esperienza a contatto con la natura, toccando animali e piante, sentendo odori e profumi, facendo - loro in prima persona - formaggi e ricotta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Povero lupo: appena tornato già quasi decimato, in il giornale.it. URL consultato il 18 maggio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]