Strada statale 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio

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Ex Strada statale 325
di Val di Setta e Val di Bisenzio
Strada Statale 325 Italia.svg
Localizzazione
StatoItalia Italia
Regioni  Emilia-Romagna
  Toscana
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioSasso Marconi
FinePonte a Signa
Lunghezza92,600[1][2] km
Provvedimento di istituzioneD.M. 1/02/1962 - G.U. 97 del 13/04/1962[3]
GestoreTratte ANAS: nessuna (dal 2001 la gestione del tratto emiliano è passata alla Provincia di Bologna; la gestione del tratto toscano è passata alla Regione Toscana che ha devoluto le competenze alla Provincia di Prato e alla Provincia di Firenze)
La SRT 325 in direzione nord nei pressi della Rocca di Cerbaia, dopo l'abitato di Carmignanello (Cantagallo)

La ex strada statale 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio (SS 325), ora strada provinciale 325 R di Val di Setta e Val di Bisenzio (SP 325 R)[4] in Emilia-Romagna e strada regionale 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio (SRT 325)[5] in Toscana, è una strada regionale e provinciale italiana, il cui percorso si snoda tra l'Emilia-Romagna e la Toscana.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Ha origine dalla strada statale 64 Porrettana a Sasso Marconi in provincia di Bologna per terminare sulla strada statale 67 Tosco Romagnola in località Ponte a Signa in Provincia di Firenze, attraversando la città di Prato.

È una delle più importanti arterie delle provincie di Bologna e Prato. I principali centri attraversati nella valle del Setta sono Vado di Monzuno, Rioveggio, Lagaro, Castiglione dei Pepoli. Poco dopo l'abitato di Rasora (Castiglione dei Pepoli) la strada passa il confine tra Emilia Romagna e Toscana e dopo aver attraversato la frazione de La Storaia (Vernio) raggiunge Montepiano (700 m.s.l.m): da qui la strada, attraverso le montagne dell'Appennino pratese, raggiunge la Val di Bisenzio, toccando varie frazioni del comune di Vernio (Sasseta, San Quirico, Mercatale, Terrigoli, Le Confina), del comune di Cantagallo (Dogana il Pucci, Carmignanello, Usella, Il Fabbro) e del comune di Vaiano (il centro abitato di Vaiano, La Tignamica, La Briglia, La Foresta). La strada entra in Prato dalla galleria della Madonna della Tosse, alle pendici della collina di Spazzavento, per poi immettersi su Via Bologna e attraversa la città come Viale Galileo Galiei, Viale Montegrappa e viale Marconi. Appena superato l'abitato di Mezzana la strada entra in Provincia di Firenze attraversando Campi Bisenzio, per proseguire fino a Ponte a Signa, dove termina sulla statale 67 dopo aver scavalcato il fiume Arno.

È stata interrotta tra gli abitati di Sasseta e Montepiano (nel comune di Vernio) a causa di una frana di significative proporzioni, poco oltre Sasseta in direzione di Montepiano nei primi mesi del 2010.

In seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 2001 la gestione del tratto emiliano è passata dall'ANAS alla Regione Emilia-Romagna che ha provveduto al trasferimento dell'infrastruttura al demanio della Provincia di Bologna[6]; la gestione del tratto toscano è passata alla Regione Toscana che ha poi devoluto le competenze alla Provincia di Prato e alla Provincia di Firenze per le tratte territorialmente competenti[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Emilia Romagna (PDF), su gazzette.comune.jesi.an.it.
  2. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Toscana (PDF), su gazzette.comune.jesi.an.it.
  3. ^ Decreto ministeriale dell'1/02/1962
  4. ^ ARS strade provinciali e comunali provincia di Bologna [collegamento interrotto], su regione.emilia-romagna.it, Regione Emilia-Romagna.
  5. ^ Programma pluriennale investimenti viabilità di interesse regionale 2002-2007, su regione.toscana.it, Regione Toscana. URL consultato il 21 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2012).
  6. ^ L.R. 4 maggio 2001, N.12 (art. 164), su burer.regione.emilia-romagna.it, Regione Emiila-Romagna - B.U. 58 del 7 maggio 2001 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2013).
  7. ^ L.R. 10 dicembre 1998, n. 88 (artt. 22-33) (PDF), su regione.toscana.it, Regione Toscana (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2012).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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