Minusio

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Minusio
comune
Minusio – Stemma
Minusio – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoLocarno
Amministrazione
SindacoFelice Dafond
Lingue ufficialiItaliano
Territorio
Coordinate46°10′37″N 8°48′47″E / 46.176944°N 8.813056°E46.176944; 8.813056 (Minusio)Coordinate: 46°10′37″N 8°48′47″E / 46.176944°N 8.813056°E46.176944; 8.813056 (Minusio)
Altitudine246 m s.l.m.
Superficie5,85 km²
Abitanti7 268 (2018)
Densità1 242,39 ab./km²
FrazioniMappo, Mondacce
Comuni confinantiAvegno Gordevio, Brione sopra Minusio, Locarno, Gambarogno, Muralto, Orselina, Tenero-Contra
Altre informazioni
Cod. postale6648
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5118
TargaTI
Nome abitantiminusiensi
CircoloNavegna
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Minusio
Minusio
Minusio – Mappa
Sito istituzionale

Minusio (in tedesco Maniss, desueto[1], in dialetto ticinese Minüs[senza fonte]) è un comune svizzero di 7 268 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Locarno.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Minusio si affaccia sul Lago Maggiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Minusio nel Medioevo era chiamato Menuxio (1061)[1] ed era parte della comunità di Locarno. Durante questo periodo Minusio ottenne via via maggiori autonomie in ambito sociale ed economico. Già nel 1313 risultano 175 capitoli degli statuti viciniali e alcune pergamene conservate negli archivi locali[senza fonte].

La comunità del Locarnese, comprendente una ventina di vicinie o piccole podesterie, fece parte dell'area di influenza della città di Milano fino al 1513. In seguito divenne parte dei baliaggi dei Confederati. Durante questo periodo Minusio divenne un importante snodo per il traffico di soldati mercenari e di varie mercanzie[senza fonte], grazie alla presenza della famiglia di origine urana degli A Pro che edificò la Casa di Ferro, una fortezza-caserma sulle sponde del Lago Maggiore (1558)[1].

Durante il XIX e l'inizio del XX secolo molte personalità di rilievo trovarono ospitalità a Minusio come testimoniano le diverse ville e parchi ancora presenti sul pendio che si apre sul Golfo di Mappo[1]. La Verbanella, ormai demolita, ospitò negli anni 1846-1866 lo scrittore e politico italiano Angelo Brofferio, mentre alla Baronata soggiornarono prima, negli anni 1873-1874, il filosofo e anarchico russo Michail Bakunin e successivamente l'anarchico italiano Carlo Cafiero. La Roccabella appartenne inizialmente a famiglie dell'aristocrazia russa e in seguito a quella del politico svizzero Rinaldo Simen[senza fonte]. All'inizio del XX secolo il poeta e pittore Elisar von Kupffer fece costruire con il filosofo tedesco Eduard von Mayer[senza fonte] la Villa Elisarion sul confine con Muralto[1].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Persone legate a Minusio[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. Presidente dell'ufficio patriziale è Paola Merlini[senza fonte].

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Daniela Pauli Falconi, Minusio, in Dizionario storico della Svizzera, 16 marzo 2010. URL consultato il 27 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, (Rivapiana) 172, 214-215.
  • Giuseppe Mondada, Minusio. Note storiche, S.A. Grassi & Co., Bellinzona 1944; Idem, La «Ca' di ferro» (Minusio), Editore P. Romerio, 1946.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 430-434.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969, 215-218.
  • Giuseppe Mondada, Minusio Raccolta di memorie, Armando Dadò Editore, Locarno 1990; Idem, Quell'Oratorio del miracolo avvenuto oltre 450 anni fa, in Giornale del Popolo, 1990.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 130, 138-140.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Roland Ulmi, Stefan George nel Molino dell'Orso a Minusio, in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2004, 35-50.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 151, 165-166, 168.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN167541715 · GND: (DE4538748-5
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