Minusio

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Minusio
comune
Minusio – Stemma
Minusio – Veduta
Minusio col Ghiridone sullo sfondo
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Ticino-coat of arms 3d.svg Canton Ticino
Distretto Locarno-coat of arms.svg Locarno
Amministrazione
Sindaco Felice Dafond
Territorio
Coordinate 46°10′39.9″N 8°48′53.03″E / 46.17775°N 8.81473°E46.17775; 8.81473 (Minusio)Coordinate: 46°10′39.9″N 8°48′53.03″E / 46.17775°N 8.81473°E46.17775; 8.81473 (Minusio)
Altitudine 246 m s.l.m.
Superficie 5,85 km²
Abitanti 7 251[2] (31-12-2013)
Densità 1 239,49 ab./km²
Frazioni Mappo, Mondacce, Fontile, Cadogno, Borenco, Rivapiana
Comuni confinanti Avegno Gordevio, Brione sopra Minusio, Locarno, Gambarogno, Muralto, Orselina, Tenero-Contra
Altre informazioni
Lingue italiano, ticinese[1]
Cod. postale 6648
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5118
Targa TI
Nome abitanti minusiensi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Minusio
Minusio
Minusio – Mappa
Sito istituzionale

Minusio (in dialetto ticinese Minüs, in tedesco Maniss) è un comune svizzero del Canton Ticino, sul Lago Maggiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Quirico del XIII secolo con la torre di vedetta

Le prime tracce di Minusio risalgono al Medioevo, quando il Comune era chiamato Menuxio ed era parte della comunità di Locarno. Durante questo periodo Minusio a via via iniziato a ottenere importanti autonomie in ambito sociale ed economico. Già nel 1313 risultano 175 capitoli degli statuti viciniali e alcune pergamene conservate negli archivi locali.

La comunità del Locarnese, comprendente una ventina di vicinie o piccole podesterie, fece parte dell'area di influenza della città di Milano fino al 1513. In seguito divenne parte dei baliaggi dei Confederati. Durante questo periodo Minusio divenne un importante snodo per il traffico di soldati mercenari e di varie mercanzie, grazie alla presenza della famiglia di origine urana degli Apro che edificarono il Castello di Ferro, noto anche come Ca' di Ferro, una fortezza-caserma sulle sponde del Lago Maggiore.

Durante l'Ottocento e l'inizio del Novecento molte personalità di rilievo trovarono ospitalità a Minusio come testimoniano le diverse ville e parchi che ancora fanno bella figura sul pendio che si apre sul Golfo di Mappo. La Verbanella, ormai demolita, ospitò negli anni 1846-66 lo scrittore e politico italiano Angelo Brofferio, mentre alla Baronata soggiornò prima negli anni 1873-74 il filosofo e anarchico russo Michail Bakunin e successivamente l'anarchico italiano Carlo Cafiero. La Roccabella appartenne inizialmente a famiglie dell'aristocrazia russa e in seguito a quella del politico svizzero Rinaldo Simen. All'inizio del Novecento il poeta e pittore Elisar von Kupffer fece costruire con il filosofo germanico Eduard von Mayer la Villa Elisarion, attualmente sede espositiva e per conferenze, sul confine con Muralto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Persone legate a Minusio[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[3]

In carica dal 26 aprile 2009 dopo il rinnovo integrale degli Uffici e dei Consigli patriziali. Ufficio patriziale:

  • Presidente: Paola Merlini;
  • membri: Leandro Martinoni, Alberto Venturi, Sandra Frizzi, Andrea Paganetti; supplenti Fulvio Martinoni e Maria Meroni-Merlini.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il dialetto ticinese della lingua lombarda, parlato nell'intero cantone non è riconosciuto ufficialmente.
  2. ^ Statistica Svizzera - STAT-TAB: Popolazione residente permanente e temporanea per regione, sesso, nazionalità ed età
  3. ^ Annuario del Canton Ticino

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, (Rivapiana) 172, 214-215.
  • Giuseppe Mondada, Minusio. Note storiche, S.A. Grassi & Co., Bellinzona 1944; Idem, La «Ca' di ferro» (Minusio), Editore P. Romerio, 1946.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 430-434.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969, 215-218.
  • Giuseppe Mondada, Minusio Raccolta di memorie, Armando Dadò Editore, Locarno 1990; Idem, Quell'Oratorio del miracolo avvenuto oltre 450 anni fa, in Giornale del Popolo, 1990.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 130, 138-140.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Roland Ulmi, Stefan George nel Molino dell'Orso a Minusio, in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2004, 35-50.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 151, 165-166, 168.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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