Gobio gobio
| Gobione | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa Bilateria |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Infraphylum | Gnathostomata |
| Superclasse | Ittiopsidi |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Neopterygii |
| Infraclasse | Teleostei |
| Superordine | Ostariophysi |
| Ordine | Cypriniformes |
| Superfamiglia | Cyprinoidea |
| Famiglia | Cyprinidae |
| Genere | Gobio |
| Specie | G.gobio |
| Nomenclatura binomiale | |
| Gobio gobio (Linnaeus, 1758) | |
| Sinonimi | |
|
Bungia nigrescens Keyserling, 1861 | |
Il gobione[4] (Gobio gobio) è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia Cyprinidae.
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]La specie ha un areale molto vasto, che va dalla Francia meridionale (bacino del Rodano) a tutta l'Europa centro-settentrionale e l'Inghilterra, compreso il Reno, il Danubio e il Volga, fino a raggiungere gli Urali.
La sua diffusione in Europa non comprende la Penisola Iberica, l'Italia, la penisola Balcanica (escluso il bacino danubiano), la Scozia, l'Islanda, la Scandinavia centro-settentrionale.
In Italia è alloctono ma in seguito ad introduzioni si è naturalizzato in tutto il bacino del Po, in Toscana, Lazio e Umbria (bacino dell'Arno e del Tevere), in Campania (Sele) e probabilmente anche altrove[5].
Vive di preferenza in acque ossigenate, pulite, poco profonde dotate di una certa corrente e con fondo sabbioso o ghiaioso, nella Zona dei Ciprinidi a deposizione litofila.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Appare abbastanza simile alle specie europee del genere Barbus ma:
- ha due soli barbigli ai lati della bocca, dotata di labbra carnose
- le dimensioni sono molto inferiori (al massimo 15–20 cm, in media 8–10 cm))
- La testa è, in proporzione, molto più grande, con bocca in posizione ventrale
- La pinna dorsale e la pinna caudale sono macchiate e striate di scuro mentre le pinne pettorali, le pinne pelviche e la pinna anale non hanno macchie o ne hanno di modeste alla base, il loro colore va dal crema al bruno rossastro.
- la livrea è caratteristica: dorso grigio verdastro, fianchi argentei con sfumatura giallo verdastra con una serie di grosse macchie scure rotondeggianti, ventre bianco o argenteo.
Comportamento
[modifica | modifica wikitesto]È una specie stanziale che non effettua lunghe migrazioni nei corsi d'acqua che abita. È gregario, ma tende a raggrupparsi in banchi piuttosto aperti.
Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]La riproduzione avviene tra maggio e luglio e le uova (in numero tra 800 a 300) sono deposte di notte in acqua molto basse, su pietre o tronchi sommersi.
Alimentazione
[modifica | modifica wikitesto]Esclusivamente carnivoro, si nutre di insetti e larve, crostacei e molluschi.
Pesca
[modifica | modifica wikitesto]È piuttosto occasionale, si può catturare con la tecnica della passata, soprattutto utilizzando come esca il bigattino.
In Francia è molto apprezzato come pesce da frittura tanto da essere attivamente pescato con reti ed allevato a scopo di ripopolamento.
Nota tassonomica
[modifica | modifica wikitesto]Un tempo considerato appartenere alla stessa specie, Romanogobio benacensis (Pollini, 1816), sostituisce Gobio gobio in Italia settentrionale, dove è endemico delle acque della Pianura padana.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) World Conservation Monitoring Centre 1996, Gobio gobio, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
- ↑ Gobio gobio, su fishbase.de. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Gobio gobio, su marinespecies.org. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Bianco, P.G. e Ketmaier, V., Will the Italian endemic gudgeon, Gobio benacensis, survive the interaction with the invasive introduced Gobio gobio?, in Folia Zoologica, Suppl. 1, n. 54, 2005.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Stefano Porcellotti, Pesci d'Italia, Ittiofauna delle acque dolci, Edizioni PLAN, 2005; pp. 92–93
- S. Zerunian, Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei Pesci d'acqua dolce indigeni in Italia, Edagricole, 2002; pp. 66–67
Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Gobio gobio
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Web museo dell'ittiofauna europea, su ittiofauna.org.
- (EN) Gobio gobio, su FishBase. URL consultato il 14 luglio 2008 fishbase.
- (EN) ITIS Standard Report Page: Gobio gobio, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 14 luglio 2008.

