Ferrovia Menaggio-Porlezza

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Menaggio-Porlezza
Mappa ferr Menaggio-Porlezza.png
Inizio Porlezza
Fine Menaggio
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 12 km
Apertura 1884
Chiusura 1939
Gestore Società Prealpina Trasporti
Precedenti gestori SNF (1884-1918)
Scartamento 850 mm
Elettrificazione no
Ferrovie

La ferrovia Menaggio-Porlezza era una linea ferroviaria a scartamento ridotto che collegava il paese di Menaggio, sul lago di Como, con quello di Porlezza, sul lago di Lugano; inaugurata nel 1884, l'esercizio cessò nel 1939.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Binari in direzione del capolinea di Menaggio

Nella seconda metà dell'Ottocento, in concomitanza con il rapido sviluppo del trasporto ferroviario, si aprì la prospettiva di collegare le regioni dell'Europa centrale con la regione dei laghi lombardi, sfruttando il traforo del San Gottardo: l'obiettivo era quello di poter garantire alla regione un moderno servizio di trasporti, che sostituisse quello ancora svolto dalle vetture celeri trainate da cavalli. Risale al 1872 il progetto di collegare con tracciati ferroviari e linee di battelli il Lario, il Ceresio e il Verbano, in maniera tale da poter unire gli importanti paesi di Menaggio e Luino con la città di Lugano, nella Svizzera italiana.

Nel quadro di questi progetti venne evidenziata la necessità di un collegamento ferroviario tra la stessa Menaggio e Porlezza, comune che sorge all'estremità orientale del Ceresio; da Porlezza un servizio di battelli avrebbe garantito il collegamento con Lugano. Il tratto di ferrovia avrebbe dovuto coprire un tratto relativamente breve, poco più di dodici chilometri, ma caratterizzato da un notevole dislivello: la differenza di quota tra i due laghi è infatti superiore ai centosettanta metri. Inoltre, tra i due paesi esiste un terzo bacino, il lago di Piano, che la ferrovia avrebbe quindi dovuto aggirare.

La stazione di Menaggio in una cartolina d'epoca
La stazione di Porlezza in una cartolina d'epoca

Gli studi di fattibilità e quindi i lavori di realizzazione, per iniziativa di istituzioni sia pubbliche che private, italiane e svizzere (in modo particolare della Banca della Svizzera Italiana con sede a Lugano), terminarono nell'estate del 1884 a cura dell'ingegner Emilio Olivieri[1].

Il costo di costruzione della rete compreso l'armamento della ferrovia ammontava a 1 108 901,71 Franchi, equivalenti a 1,2 milioni di lire: si trattava quindi di una spesa nell'ordine delle centomila lire al chilometro.

Affidatone l'esercizio alla Società di Navigazione e Ferrovie pel lago di Lugano (SNF), con sede a Lugano, la ferrovia fu inaugurata mercoledì 8 ottobre 1884 e aprì al servizio pubblico il lunedì 17 novembre dello stesso anno[2].

Il periodo d'oro della ferrovia terminò con lo scoppio della prima guerra mondiale: vennero infatti a mancare i turisti ed il traffico merci e i prezzi salirono enormemente; perciò il consiglio d'amministrazione decise di iniziare le trattative per la vendita della Menaggio-Porlezza e dell'altra linea di proprietà, la Ponte Tresa-Luino, non più redditizie. Le trattative si conclusero nel luglio del 1918. Dopo la vendita, la società mutò ragione sociale in SNL (Società Navigazione Lago di Lugano).

La concessione e la gestione delle ferrovie passarono ad una società appositamente costituita, la Società Prealpina Trasporti (SPT), con sede a Varese. Il capitale era della SVIE (Società Varesina Imprese Elettriche), delle Ferrovie Nord Milano e della Banca Commerciale Italiana.

Ben presto sorsero altre difficoltà di ordine economico: iniziava soprattutto a farsi sentire la concorrenza dei primi autobus, che in servizio parallelo costavano meno ed erano più veloci. Nel frattempo, la Ponte Tresa-Luino fu modificata nello scartamento ed elettrificata nel maggio del 1924; il relativo materiale rotabile venne in tale occasione spostato sulla Menaggio-Porlezza, che si trovò pertanto con una sovrabbondanza di mezzi inutilizzati, visto il crollo d'ogni genere di traffico.

Negli anni venti lo Stato concedeva ancora delle sovvenzioni, ma in seguito venne a mancare anche questa entrata: quegli anni furono duri e travagliati per la ferrovia ormai agonizzante. Ad aggravare la situazione già disastrosa ci pensò la politica autarchica in vigore negli anni trenta, che imponeva l'alimentazione delle locomotive con la torba in sostituzione del carbone, comportando un ulteriore aumento dei prezzi. Le cronache dell'epoca riportano diversi incidenti ai treni a causa dell'inesistente manutenzione.

Così, con autorizzazione ministeriale, il giorno 31 ottobre 1939 cessava l'esercizio sulla ferrovia Menaggio-Porlezza. Dopo la guerra, si tentò di ripristinarla eseguendo lavori lungo la linea ed allargando il profilo della galleria per far posto alla linea aerea. Nel 1949 fu acquistata dalla FERT (Ferrovie Elettriche Regionali e Tranvie) di Vicoforte, in provincia di Cuneo, un'elettromotrice a carrelli[3], poi spedita a Porlezza, dove fu alloggiata nella rimessa. In attesa dell'approvazione del progetto di ripristino e di elettrificazione, la società nel 1955 iniziò a rimuovere quanto non sarebbe servito alla ricostruzione della linea, ma nel 1960 il Ministero dei Trasporti comunicò di non ritenere opportuna la riattivazione della piccola ferrovia.

La società fu messa in liquidazione nel 1961. A partire dal 31 luglio 1966 furono venduti i fabbricati delle stazioni e delle fermate lungo la linea ed il 29 novembre 1966 venne presentata istanza per la definitiva soppressione.

Alcune tratte della sede vennero in seguito riadattate a pista ciclabile o occupate da alcuni stabili; le fermate di San Pietro, Piano e Bene-Grona. sono state trasformate in abitazioni private.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
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0+900 regresso 264 m s.l.m.
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3+492
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0+000 Menaggio 205 m s.l.m.
Pier Unknown route-map component "exSTR"
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2+000 Ponte del funtanin
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2+200 Casell dela Lüzia 304 m s.l.m.
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3+300 galleria di Croce (90 m) 357 m s.l.m.
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4+000 Grandola 394 m s.l.m.
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5+800 Bene-Grona 367 m s.l.m.
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8+250 Piano 292,49 m s.l.m.
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10+300 San Pietro 300,11 m s.l.m.
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10+500 Ponte torrente Cuccio
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11+200 Tavordo 280,87 m s.l.m.
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12+000 Ponte torrente Rezzo
Pier Unknown route-map component "exKBHFe"
12+241 Porlezza 275,50 m s.l.m.

La ferrovia, lunga 12,241 km, era a binario unico non elettrificato armato all'inusuale scartamento di 850 mm. La pendenza massima raggiungeva il valore del 50 per mille[1].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il capolinea di Menaggio, il cui edificio di stazione è stato conservato e ristrutturato, era dotato di una peculiare conformazione che imponeva ai treni partiti dall'imbarcadero di percorrere un regresso di quasi 1 km prima di cambiare direzione alla volta del lago di Lugano.

Fabbricato di stazione di Tavordo

Attraversata la zona detta Sonega, dopo un breve ponte, veniva impegnato il passaggio a livello con la strada parallela provinciale per poi incontrare la galleria Croce; si giungeva dunque alla stazione di Grandola, seguita a dalle fermate denominate Bene Lario e Piano Porlezza; dopo aver superato da nord il piccolo lago di Piano era raggiunta la fermata San Pietro Sovera.

Superata infine la fermata Tavordo, il cui fabbricato è ancora esistente, la discesa proseguiva concludendosi all'imbarcadero di Porlezza, dotata di tre binari di sosta[4].

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Per la linea ferroviaria erano state appositamente costruite sei locomotive a vapore dalla Maschinenfabrik Esslingen. Erano giunte a Lugano e trasportate a Porlezza con una gabbana, barca a fondo piatto. Le locomotive appartenevano a due gruppi distinti: le piccole 1 ÷ 2, di rodiggio C, e le più grandi 3 ÷ 6, dal curioso rodiggio 0-3-2.

Nel 1945 la FERT acquistò usate alcune elettromotrici tranviarie dalla Società Anonima per la tranvia elettrica Lucca-Pescia (TLP)[5] che eserciva la tranvia Lucca-Pescia.

Le carrozze uscivano dalle officine di S. Elena in Venezia della Società Veneta per imprese e Costruzioni Pubbliche. Misuravano in lunghezza circa 9,50  di colore verde oliva scuro. Un'altra carrozza salone, elegante, riservata alle autorità, mai usata, era chiamata "De Pretis" in quanto dedicata al ministro che inaugurò la ferrovia.

Il parco merci comprendeva in tutto ventitré carri usati soprattutto per il trasporto di legname, la cui dotazione originaria era stata realizzata dalla SIG di Neuhausen[4].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ferrovia menaggio-Porlezza. URL consultato nell'agosto 2016.
  2. ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
  3. ^ Immagine storica dell'elettromotrice
  4. ^ a b Da Menaggio a Porlezza, op. cit.
  5. ^ Adriano Betti Carboncini, Un treno per Lucca. Ferrovie e tranvie in Lucchesia, Valdinievole e Garfagnana. Funicolare di Montecatini, Calosci, Cortona, 1990. ISBN 88-7785-044-2

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Betti Carboncini, Binari ai laghi, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, 1992, pp. 186-203, ISBN 88-85068-16-2.
  • Da Menaggio a Porlezza, in Tutto Treno & Storia, n. 23, aprile 2014, pp. 60–63.
  • (DE) Anon., Die Touristenbahnen am Luganersee, in Schweizerische Bauzeitung, vol. 6 (1885), n. 24, pp. 141–142.
  • (DE) Anon., Die Touristenbahnen am Luganersee, in Schweizerische Bauzeitung, vol. 6 (1885), n. 25, pp. 149–150.
  • FENIT 1946 1996, FENIT - Roma, 1996.
  • Dario Campione, Il Trenino del Signor K. Storia della Ferrovia Menaggio-Porlezza, Como 2008, Editoriale Srl.

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