Alessandro d'Angennes

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Alessandro d'Angennes
arcivescovo della Chiesa cattolica
Alessandro d'Angennes.jpg
Ritratto di mons. d'Angennes
Coat of arms of Alessandro D'Angennes archbishop.svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato29 giugno 1781 a Torino
Ordinato presbitero17 marzo 1804
Nominato vescovo16 marzo 1818 da papa Pio VII
Consacrato vescovo23 marzo 1818 dal cardinale Bartolomeo Pacca
Elevato arcivescovo24 febbraio 1832 da papa Gregorio XVI
Deceduto8 maggio 1869 (87 anni) a Vercelli
 
Alessandro Vincenzo Luigi d'Angennes

Senatore del Regno di Sardegna
Durata mandato 3 aprile 1848 –
17 dicembre 1860
Legislature dalla I (nomina 3 aprile 1848)
Tipo nomina Categoria: 1
Sito istituzionale

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 18 febbraio 1861 –
8 maggio 1869

Dati generali
Professione Ecclesiastico

Alessandro Vincenzo Luigi d'Angennes (Torino, 29 giugno 1781Vercelli, 8 maggio 1869) è stato un arcivescovo cattolico e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del nobile sabaudo Carlo Luigi d'Angennes e della nobildonna Eleonora Chabod de Saint Maurice, Alessandro intraprese la carriera ecclesiastica nell'arcidiocesi di Torino, ove si laureò in teologia.

Ordinato sacerdote il 17 marzo 1804 divenne cappellano all'ospedale dei soldati francesi presso la chiesa di Santa Croce di Torino, avvantaggiato dalla sua conoscenza della lingua francese. Il 21 aprile 1808 divenne canonico onorario del duomo di Torino e dal 6 febbraio 1813 fu prevosto a Vigone.

Nominato vescovo di Alessandria il 16 marzo 1818, dopo dieci anni di servizio in questa diocesi ottenne il titolo onorifico di assistente al soglio pontificio (14 aprile 1828) per poi ottenere la nomina ad arcivescovo di Vercelli il 24 febbraio 1832. In campo sociale fu presidente capo dell'Accademia di scienze ed arti detta degli immobili di Alessandria dal 1827.

Vescovo di tendenza liberale, che tenne un sinodo diocesano nel 1842 e nel 1852 promosse la nascita di una società operaia di ispirazione cattolica.[1]

Dal 1848 divenne senatore del Regno di Sardegna, ottenendo il titolo nobiliare di marchese[2]. Si oppose in Senato alle leggi Siccardi, era invece favorevole alle trattative con la Santa Sede per un concordato che dopo lo Statuto albertino potesse riconfermare ai sovrani sabaudi i privilegi già concessi, e si oppose ancora nel 1852 al disegno di legge sull'istituzione del matrimonio civile.[1]

Morì nella sua arcidiocesi di Vercelli nel 1869.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 6 ottobre 1834
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 27 marzo 1842
Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ANGENNES, Alessandro Vincenzo Ludovico Reminiac marchese d', in Dizionario biografico degli Italiani, vol. 3
  2. ^ senato.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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