Ramin Bahrami

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ramin Bahrami (Teheran, 27 dicembre 1976) è un pianista iraniano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da famiglia benestante, rimase folgorato dalla musica di Johann Sebastian Bach fin da giovane[1]. Con la caduta di Mohammad Reza Pahlevi e l'avvento del regime del Ruhollah Khomeyni a seguito della Rivoluzione iraniana, il padre Paviz, ingegnere dello scià, fu incarcerato sotto l'accusa di essere oppositore del nuovo regime (morì poi in carcere nel 1991).

La sua famiglia fu costretta a emigrare in Europa quando lui aveva 11 anni. L'intenzione era quella di recarsi in Germania (oggi vive a Stoccarda), patria originale della nonna paterna, ma il primo Paese che lo accolse fu l'Italia, grazie a una borsa di studio donatagli dall'Italimpianti in seguito all'intervento dell'ambasciata italiana a Teheran.[2]

Trovato rifugio in Italia, Bahrami vi può studiare il pianoforte e diplomarsi con Piero Rattalino al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Approfondisce gli studi all'Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Stoccarda.

Da questo momento si susseguono le esibizioni presso le maggiori istituzioni musicali d'Italia, teatri, stagioni e prestigiosi festival internazionali. Nel gennaio 2009 Ramin Bahrami è insignito del Premio “Città di Piacenza - Giuseppe Verdi” dedicato ai grandi protagonisti della scena musicale, riconoscimento assegnato prima di lui a Riccardo Muti, José Cura, Leo Nucci e Pier Luigi Pizzi.

La ricerca interpretativa del pianista iraniano è attualmente rivolta alla produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach che rimane tuttora il suo "indiscutibile" idolo. La sua vera e propria venerazione per Bach lo porta talvolta a giudicare altri grandi compositori in modo decisamente provocatorio. Così stigmatizza Bruckner dicendo che “in 99 pagine non riesce a dire quello che Bach dice in due facciate”[3] , e persino affermando che Mozart ha composto “i peggiori bassi di tutta la letteratura musicale” [4].

Bahrami si è esibito in importanti festival pianistici tra cui “La Roque d'Anthéron”, Festival di Uzés, il festival “Piano aux Jacobins” di Tolosa, il Tallin Baroque Music Festival in Estonia e il Pechino Piano Festival in Cina.

È del giugno 2008 la sua apparizione alla Wigmore Hall di Londra, della primavera 2009 la sua presentazione dell’Arte della fuga al Festival Pianistico Internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia e Bergamo. Nel febbraio 2010 ha debuttato a Parigi con le Variazioni Goldberg, e in marzo ha tenuto un applaudito tour con i Festival Strings Lucerne. È del maggio 2010 il grande successo con Riccardo Chailly al Gewandhaus di Lipsia, che completa l'integrale dei concerti bachiani.

Bahrami si è inoltre esibito in prestigiose sedi italiane, come il Teatro La Fenice di Venezia, l'Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove è apparso nella prestigiosa rassegna “Solo Piano”, l'Auditorium Rai di Torino, il Teatro alla Scala di Milano, dove ha tenuto un recital nel dicembre 2012 ed il Teatro Vittorio Emanuele II di Messina nel quale, il 25 ottobre 2014, ha inaugurato la stagione concertistica della locale Accademia Filarmonica.

Il 20 luglio 2013 ha sposato a Roma Marialuisa Veneziano.[5]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

I dischi di Ramin Bahrami sono stampati da Decca Universal Italia (a distribuzione nazionale e mondiale). L'album Bach for babies è arrivato al 51º posto della classifica FIMI.

  • Ramin Bahrami plays Bach, 1998 (AUR 400-2)
  • Ramin Bahrami live in Catania, 1998 (AUR 401-2)
  • Ramin Bahrami plays Bach, Partitas Nos. 1,3,6 (AUR 405-2)
  • Johann Sebastian Bach, Variazioni Goldberg BWV 988, 2004 (Decca 476 282-0)
  • Johann Sebastian Bach, Partite BWV 825-830, 2005 (Decca 476 3095)
  • Johann Sebastian Bach, L'arte della fuga BWV 1080, 2006 (Decca 476 5857)
  • Johann Sebastian Bach, Concerto italiano BWV 971, 823, 989, 992, 802-805, 2008 (Decca 476 3357)
  • Johann Sebastian Bach, Sonate e movimenti di sonata per tastiera BWV 963-968, 2009 (Decca 476 3357)
  • Johann Sebastian Bach, Suites francesi, BWV 812-817, 2010 (Decca 476 3833)
  • Johann Sebastian Bach, Concerti per clavicembalo BWV 1052-1056 - Riccardo Chailly/Orchestra del Gewandhaus 2009/2010 (Decca 476 4283). L'album è rimasto per sette settimane nella classifica GFK/FIMI dei 100 dischi pop più venduti raggiungendo la diciassettesima posizione
  • Johann Sebastian Bach, Suites inglesi BWV 806-811, 2012 (Decca 476 4843). L'album è entrato nella classifica GFK/fimi dei 100 dischi pop più venduti
  • Johann Sebastian Bach, Amare Bach, 2012 (Decca 481 0058)
  • Johann Sebastian Bach, Invenzioni a 2 e 3 voci/Sarabanda BWV 996/Preludio BWV 998, 2013 (Decca 481 0647). L'album raggiunge la cinquantanovesima posizione nella classifica GFK/FIMI dei 100 dischi pop più venduti.
  • Johann Sebastian Bach, Bach for babies, 2014 Decca
  • Johann Sebastian Bach, Son. fl. BWV 1030-1032, 1033, 1020/Offerta musicale - Mercelli/Bahrami, 2013 Decca
  • Bach, Offerta musicale BWV 1079 - Bahrami/Solisti S. Cecilia, 2015 Decca
  • Bach, Clav. ben temperato II - Bahrami, 2016 Decca studio
  • Bach, 40 anni con Bach - Bahrami, 2002/2017 Decca studio
  • Bach, Bach is in the air - Bahrami/Rea, 2017 Decca studio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In particolare, l'ascolto della Toccata della Sesta partita in Mi minore BWV 830 suonata da Glenn Gould (Ramin Bahrami, Come Bach mi ha salvato la vita, Mondadori (2012), ISBN 978-88-04-62310-6)
  2. ^ R. Bahrami, pag. 4
  3. ^ R. Bahrami “Lezioni di musica” Rai 3, sabato 3 gennaio 2015, ore 9:00
  4. ^ R. Bahrami “Lezioni di musica” Rai 3, domenica 4 gennaio 2015, ore 9:00
  5. ^ Oggi, numero 32 del 7/8/2013, pag. 86.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN106897206 · ISNI: (EN0000 0001 1496 7421 · LCCN: (ENno2010010356 · GND: (DE1021169064 · BNF: (FRcb162092571 (data)