Luciana Savignano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Luciana Savignano (Milano, 30 novembre 1943) è una ballerina italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Considerata una stella pari a ballerini come Carla Fracci e Rudolf Nureyev[1], applaudita dalla critica europea[2], esaltata dalla nota critica di balletto e danza italiana Vittoria Ottolenghi[3]. Luciana Savignano si forma presso la Scuola di Ballo della Scala di Milano nella quale si diploma in seguito ad un periodo di perfezionamento al Teatro Bol'šoj di Mosca. Nel 1968 Mario Pistoni la sceglie come ballerina solista per il Mandarino Meraviglioso, su musica di Béla Bartók, con il quale ottiene la sua prima importante affermazione nel mondo della danza.[4]. Nel 1972 diventa prima ballerina alla Scala per diventare tre anni dopo, nel 1975, étoile[4]. Maurice Béjart la invita nella compagnia Ballet du XXe siècle dove interpreta la Nona Sinfonia; in seguito Béjart crea per lei Ce que l'amour me dit con Jorge Donn. Interpreta inoltre Romeo e Giulietta, Bakti, Bolero, Leda e il cigno e contemporaneamente alla Scala danza nel Lago dei Cigni, La Bisbetica Domata e Cinderella.

Nel 1994 Maurice Béjart la fa danzare ne La Voce tratta da La Voix Humaine di Jean Cocteau. Nello stesso anno si esibisce negli spettacoli A la memoire (Mahler), Carmina Burana (Orff) e in Orfeo (Stravinsky)[5].

Dal 1995 collabora con la coreografa Susanna Beltrami con la quale fonda nel 1998 la Compagnia Pier Lombardo Danza (oggi: Compagnia Susanna Beltrami)[6]. Dal sodalizio con la Beltrami viene prodotto anche lo spettacolo "Ukiyo-E - il fluire di una stella" eseguito in diversi teatri italiani[7]. Nel 2009 è uno dei giudici del talent show di Rai 2 Italian Academy 2[8].

Nelle stagioni 2010-2011 interpreta, in tournée in Italia, il ruolo della Regina Thalassa nello spettacolo Shéhérazade del Balletto del Sud; nel settembre 2012 interpreta il ruolo di Don Juan nell'omonimo spettacolo del coreografo Massimo Moricone al Teatrino di Corte del Palazzo Reale (produzione del Teatro San Carlo di Napoli).

Negli stessi anni si ricordano, inoltre, le importanti collaborazioni con il coreografo Micha van Hoecke realizzate al Teatro alla Scala di Milano e al Ravenna Festival.

Luciana Savignano è impegnata anche nel sociale, come testimonial a titolo gratuito, delle associazioni italiane confederate per la malattia di Parkinson[9][10].

Nell'aprile del 2016 è stata pubblicata la sua biografia Luciana Savignano, l'eleganza interiore, scritta dal danzatore Emanuele Burrafato[11] ed edita da Gremese.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito del Teatro alla Scala di Milano
  2. ^ The New York Times del 17 luglio 1981 in un articolo di Moira Hodgson
  3. ^ BallettoOggi n°115 – Febbraio/Marzo 1999, su ballet2000.com. URL consultato il 14 giugno 2014.
    «Vittoria Ottolenghi giudica l'interpretazione della Savignano nella "Luna" di Maurice Bejart: La luna di Béjart, che tutti noi identifichiamo con Luciana Savignano (per cui fu creato). La Savignano era una Luna insuperabile: tutto meno che distaccata. Era anzi impastata di furori segreti, sotto la gelida scorza lunare».
  4. ^ a b Luciana Savignano, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  5. ^ Luciana Savignano interprete delle opere di Bejart nel sito ufficiale del coreografo, il Bejart Ballet Lausanne
  6. ^ Dal c.v. di Susanna Beltrami in una scheda del Teatro Franco Parenti
  7. ^ "Ukiyo-E - il fluire di una stella" in una scheda del Teatro Franco Parenti di Milano
  8. ^ Da una biografia sulla Savignano[collegamento interrotto]
  9. ^ Parkinson Italia News
  10. ^ Parkinson Italia Onlus
  11. ^ leonilde zuccari, “Luciana Savignano. L’eleganza interiore”, il ritratto dell’étoile nel libro di Emanuele Burrafato, www.giornaledelladanza.com, 30 aprile 2016.
  12. ^ Emanuele Burrafato, Luciana Savignano, l'eleganza interiore, Roma, Gremese Editore, 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN60846683 · SBN IT\ICCU\RAVV\051228