Secondo Pollo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Beato Secondo Pollo

presbitero

 
Nascita2 gennaio 1908
Morte26 dicembre 1941
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione23 maggio 1998
Ricorrenza26 dicembre[1]
(localmente a Vercelli anche 4 gennaio)[2]

Secondo Pollo (Caresanablot, 2 gennaio 1908Dragali, 26 dicembre 1941) è stato un presbitero e militare italiano, appartenente al corpo degli alpini, medaglia d'argento al valor militare. È venerato come beato dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrato a 11 anni nel seminario diocesano di Vercelli, vi rimane fino al compimento degli studi liceali per poi iniziare quelli teologici a Roma, dove è tra gli alunni del Pontificio seminario lombardo. Ricevuti gli ordini minori ed il diaconato, nel 1931 si laurea in filosofia presso la Pontificia Accademia di San Tommaso e in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Il 15 agosto è ordinato presbitero dall'allora arcivescovo della diocesi di Vercelli Giacomo Montanelli. Viene incaricato dell'insegnamento nel seminario minore e successivamente, dal 1936 al 1940, insegna filosofia e teologia nel seminario maggiore di Vercelli; inoltre viene nominato Assistente diocesano dei giovani di Azione Cattolica.

Con l'inizio della guerra decide di seguire i giovani con i quali aveva operato e, pur con una rilevante menomazione all'occhio sinistro, chiede di diventare cappellano militare, venendo nominato tenente cappellano del 3º battaglione "Val Chisone" della Divisione Alpina Alpi Graie. Verso la fine del 1941 il battaglione viene inviato in Montenegro a Cervice. Il 26 dicembre, mentre soccorreva un ferito, viene colpito da un proiettile che gli recide l'arteria femorale; ciò gli provoca la morte per dissanguamento.

Sepolto nel cimitero di Scagliari presso Cattaro, solo nel 1961 la salma viene trasferita nel cimitero di Caresanablot, suo paese natale e nel 1968 nella Cattedrale di Sant'Eusebio a Vercelli, dove viene commemorato ogni anno nel giorno della morte.

Il generale Emilio Faldella, suo colonnello quando comandava il 3º Reggimento Alpini, scrive di lui:

«Svolgeva il suo ministero con intima soddisfazione, con amore e dedizione... Scopo della sua attività penso sia stata proprio la carità, cioè servizio di Dio e del prossimo, il bene delle anime. ... Don Pollo aveva una personalità che suscitava ammirazione eppure era sua caratteristica l'umiltà, sembrava volesse scomparire, eppure gli era impossibile eclissarsi. Intelligenza, cultura, l'eminente bontà lo mettevano in evidenza.[3]»

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 maggio 1998, Papa Giovanni Paolo II lo eleva agli onori degli altari a Vercelli proclamando beato il primo alpino, il quale con la sua morte lasciò:

«...ai cappellani militari del mondo intero un esempio di come si amano e si servono i propri fratelli sotto le armi, ed agli alpini un modello e un protettore dal cielo.[4]»

La sua festa è inserita nel calendario liturgico il 26 dicembre,[1] anniversario della morte, e anche il 4 gennaio.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Cappellano di un battaglione alpini, durante alcune giornate di combattimento, malgrado le precarie condizioni fisiche, si prodigava sotto il violento fuoco nemico, per portare la parola di fede ed il conforto spirituale ai combattenti delle prime linee. Con ardimento e sprezzo del pericolo si spingeva ove più ferveva la lotta e, mentre assolveva il suo ministero, veniva mortalmente colpito da pallottole di mitragliatrice. Noncurante di sé, mentre esortava a curare gli altri feriti, serenamente spirava.»
— 26 dicembre 1941 - Dragali (Montenegro)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • A Chivasso (TO) il gruppo alpini ha edificato un sacello inaugurato l'8 aprile 2001
  • A Villareggia è stato inaugurato un Capitello votivo in suo ricordo il 22 settembre 2002, l'effigie che lo ritrae è opera del vercellese Renzo Roncarolo.
  • A Caresanablot, in piazza Secondo Pollo, è stato edificato un monumento in suo onore[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b G.Pettiti, A.Borrelli, Beato Secondo Pollo, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  2. ^ a b (DE) J. Schäfer, Secundus Pollo, su Ökumenisches Heiligenlexikon, 2017. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  3. ^ Don Secondo Pollo (primo beato alpino), su Vecio.it, 2015. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  4. ^ Concelebrazione eucaristica e beatificazione del servo di Dio Secondo Pollo - Omelia di Giovanni Paolo II, su Santa Sede, 23 maggio 1998. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  5. ^ Chi era costui - Scheda del monumento - visto 11 dicembre 2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Pasteris, Sangue sulla neve. Il servo di dio don Secondo Pollo, Marietti, Torino, 1975, 225pag

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN89647092 · ISNI (EN0000 0000 6260 4118