Fagotto

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Fagotto
FoxBassoon.png
Un moderno Fagotto
Informazioni generali
Origine Europa
Invenzione XVII secolo
Classificazione Aerofoni ad ancia doppia
Famiglia Fagotti
Uso
Musica barocca
Musica galante e classica
Musica europea dell'Ottocento
Musica contemporanea
Estensione
Fagotto – estensione dello strumento
Genealogia
 Antecedenti
Dulciana
Ascolto
Sonata per Fagotto e Pianoforte Op. 168 di Camille Saint-Saëns (1921) (info file)

Il fagotto è uno strumento musicale a fiato ad ancia doppia, appartenente al gruppo dei legni, di cui costituisce il baritono.

Il nome fagotto deriva dalla forma che esso aveva in origine, simile a quella di un mantice a soffietto che immetteva l'aria in due tubi affiancati. Il musicista che lo suona è detto fagottista.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Un fagotto è composto dalla campana (A) che si innesta nella parte superiore del corpo lungo (B) che a sua volta viene innestato nel piede (D) insieme all'aletta (C). Nella parte superiore dell'aletta viene innestato il bocchino (o esse) (E) nel quale viene inserita l'ancia doppia.

È composto da un tubo conico lungo circa 2,60 m ripiegato su sé stesso a forma di "U" e ricavato in tre diversi segmenti e un padiglione, da altrettanti masselli di legno (pero, acero, palissandro, ebano e altri): i segmenti esterni sono innestati su quello mediano, detto "piede" o "stivale", costituito da un blocco a sezione ovale nel quale sono ricavati due tratti di tubo paralleli, uno ascendente e l'altro discendente, congiunti da un accordo a gomito (culatta) all'estremità inferiore. Ha l'imboccatura ad ancia doppia e un sistema di chiavi e 5 fori. L'ancia è inserita su un cannello metallico ritorto innestato nel segmento iniziale chiamato "esse". I fori sono scavati con andamento obliquo, in modo da raggiungere la colonna d'aria contenuta nel tubo in punti tra loro più distanziati di quanto non siano le aperture esterne, adeguate all'estensione delle dita di una mano.

Del fagotto esiste inoltre una versione il cui canneggio è lungo il doppio, in modo da produrre suoni più bassi di un'ottava; questo strumento si chiama controfagotto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione tecnica dello strumento si deve soprattutto alla casa produttrice tedesca Heckel, che lo arricchisce con chiavette e fori non presenti fino alla metà del XIX secolo. Le sue origini sono da riferire alla dulciana, strumento rinascimentale costruito in taglie dal soprano al basso. Il basso ebbe particolare fortuna e venne usato anche in funzione solista in grandi e piccole formazioni durante tutto il XVII secolo. La dulciana si evolve e diviene fagotto grazie alle sperimentazioni che avvengono soprattutto in Francia.

Da un punto di vista storico fino alla metà dell'800 si identificano due tipi di fagotto: il fagotto barocco e il fagotto classico. Dalla fine dell'800 si delineano due tendenze di costruzione essenziali: il sistema tedesco Heckel, utilizzato ormai in tutto il mondo e il sistema francese Buffet Crampon, oggi utilizzato solitamente dall'orchestra dell'Opera di Parigi e raramente nel resto del mondo.

Il fagotto è l'unico strumento dei legni ad avere configurazioni di strumento baritono, motivo che lo rende quasi imprescindibile nella scrittura orchestrale fino alla metà del '900.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Il suo timbro particolare, pieno e scuro, è dato dall'ancia doppia e dalla lunghezza e corposità del legno che lo compone. È uno strumento fondamentale in orchestra sia come basso sia come solista. Strumento dalle notevoli capacità musicali, il fagotto fu utilizzato dal periodo barocco, Vivaldi compose ben 39 concerti per fagotto. Il periodo classico fu contrassegnato da un forte utilizzo del fagotto come strumento solista, da autori quali Mozart, Hummel, Franz Danzi, Johann Baptist Vanhal, solo per citarne alcuni. Weber, Saint-Saëns ed Edward Elgar lo utilizzano in periodo romantico per sonate e romanze.

Celebri sono i passi della sinfonia n. 4 di Beethoven, della sinfonia n. 8 di Schubert, di Sheherazade di Rimskij-Korsakov, della sinfonia n. 4 di Čajkovskij, di Pierino e il lupo di Prokofiev, de L'apprenti sorcier di Paul Dukas, del Bolero di Ravel e della Sagra della Primavera di Stravinskij. In ambito operistico apprezziamo invece il fagotto nella celebre aria "Una furtiva lagrima" dell'Elisir d'Amore di Gaetano Donizetti, ma anche nelle Nozze di Figaro di Mozart e nella Medea di Luigi Cherubini.

Estensione dei principali tipi di fagotto antichi in comparazione con quello moderno.

Notazione ed estensione[modifica | modifica wikitesto]

Il fagotto è uno strumento "tagliato" in Do, quindi non traspositore (note scritte ed eseguite coincidono).

Dato il suo registro grave, il fagotto legge in Chiave di Basso (Fa) e in Chiave di Tenore (Do) soprattutto nel registro medio-acuto. Molto raramente lo strumento legge in Chiave di Violino (Sol), ovvero solo quando si raggiungono le note del suo registro estremo nell'acuto.

Il fagotto ha un'ampia estensione che parte dal Si♭1 nel grave fino al Mi5 nell'acuto;

Quest'ultima nota è normalmente la più alta richiesta dallo strumento e la possiamo trovare in pezzi solistici o in altre composizioni come il Concerto per Pianoforte e Orchestra in Sol Maggiore di Maurice Ravel.

Nonostante questa sia l'estensione standard dello strumento, non è difficile incontrare in determinati repertori note che infrangono questi limiti;

Nel registro grave lo strumento, tramite un'apposita prolunga della campana, può raggiungere anche il La1; possiamo trovare questa nota in alcune composizioni di Gustav Mahler, Carl Nielsen, ecc.

Nel registro acuto si possono raggiungere note come il Fa5. Queste note sono presenti normalmente solo in ambito solistico di tipo contemporaneo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) William Waterhouse: The Bassoon (Yehudi Menuhin Music Guides), Kahn & Averill, London 2001, 2005. ISBN 1-871082-68-4
  • (EN) William Spencer: The Art of Bassoon Playing, Summy-Birchard, Evanston Ill 1969. ISBN 0-87487-073-9
  • (DE) Gunther Joppig: Oboe und Fagott. Ihre Geschichte, ihre Nebeninstrumente und ihre Musik, (Schott) Mainz, 1984. ISBN 3-7957-2345-0
  • (DE) Bodo Koenigsbeck: Die Fagott-Bibliographie, Breitkopf & Härtel, Wiesbaden 1994.
  • (DE) William Waterhouse: Fagott, Bärenreiter, Kassel 2006
  • (EN) Baines, Anthony (ed.), Musical Instruments Through the Ages, Penguin Books, 1961
  • (EN) Jansen, Will, The Bassoon: Its History, Construction, Makers, Players, and Music, Uitgeverij F. Knuf, 1978
  • (EN) Kopp, James B., The Bassoon, Yale University Press, 2012

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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