L'elisir d'amore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi L'elisir d'amore (disambigua).
L'elisir d'amore
L'elisir d'amore poster.jpg
Copertina del libretto de L'elisir d'amore
Lingua originale italiano
Genere melodramma giocoso
Musica Gaetano Donizetti
(partitura online)
Libretto Felice Romani
(libretto originale online)
Fonti letterarie Le Philtre,
di Eugene Scribe
Atti due
Epoca di composizione primavera 1832
Prima rappr. 12 maggio 1832
Teatro Teatro della Cannobiana, Milano
Personaggi
  • Adina, ricca e capricciosa fittaiuola (soprano)
  • Nemorino, coltivatore, giovane semplice, innamorato di Adina (tenore)
  • Belcore, sergente di guarnigione nel villaggio (baritono)
  • il dottore Dulcamara, medico ambulante (basso buffo)
  • Giannetta, villanella (soprano)
  • Cori e comparse: villani e villanelle, soldati e suonatori del reggimento, un notaio, due servitori, un moro
Autografo Conservatorio S. Pietro a Majella, Napoli (atto I); Civico Istituto Musicale "Gaetano Donizetti", Bergamo (atto II)

L'elisir d'amore è un'opera lirica di Gaetano Donizetti, su libretto di Felice Romani. Si compone di due atti, il primo composto da dieci scene e il secondo da nove.

Andò in scena per la prima volta il 12 maggio del 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano. Romani derivò il libretto dal testo Le Philtre (Il filtro), scritto l'anno prima da Eugène Scribe per il compositore Daniel Auber. Alla prima cantarono Sabina Heinefetter (nel ruolo di Adina), Giuseppe Frezzolini (Dulcamara), Henry Bernard Debadie (Belcore), Giovan Battista Genero (Nemorino) e Marietta Sacchi (Giannetta) diretti da Alessandro Rolla. Donizetti ebbe a disposizione solo quattordici giorni per consegnare il lavoro, sette dei quali servirono a Romani per adattare il testo di Scribe. Nonostante la gravosissima pressione, riuscì a confezionare uno degli esempi più alti dell'opera comica ottocentesca.

Definita in partitura «melodramma giocoso», in essa trova spazio anche l'elemento patetico, che raggiunge la punta più alta nel brano più noto, l'aria Una furtiva lagrima. Fin dal suo apparire ebbe un grande successo, con trentadue repliche consecutive. A farla immediatamente amare è in particolare l'inventiva melodica donizettiana, che sposa a meraviglia la vena buffa dell'opera e che è talvolta velata di malinconia, in particolare, come detto, nell'aria più celebre.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione ha luogo in un villaggio dei paesi baschi alla fine del XVIII secolo.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Mentre i mietitori stanno riposando all'ombra, la loro fittavola Adina legge in disparte un libro che narra la storia di Tristano e Isotta. Intanto, il contadino povero Nemorino la osserva ed esprime per lei tutto il suo amore e la sua ammirazione, dolendosi della propria incapacità di conquistarla (Quanto è bella, quanto è cara). I contadini chiedono ad Adina di leggere ad alta voce e lei riferisce la storia di Tristano che, innamorato della regina Isotta, ricorre a un filtro magico che lo aiuta ad attirare il suo affetto e la sua fedeltà (Della crudele Isotta).

Mentre Nemorino sogna di trovare questo magico elisir, arriva al paese il sergente Belcore con lo scopo di arruolare nuove leve. Egli corteggia Adina e le propone di sposarlo (Come Paride vezzoso), ma la bella fittaiuola risponde di volerci pensare un po'. Segue un duetto tra Adina e Nemorino in cui la donna espone la sua teoria sull'amore: l'amore fedele e costante non fa per lei (Chiedi all'aura lusinghiera).

Arriva poi il dottor Dulcamara, un truffatore, che, spacciandosi per medico di grande fama, sfoggia alla gente i propri portentosi preparati (Udite, udite, o rustici): Nemorino gli chiede se per caso abbia l'elisir che fa innamorare e il ciarlatano gli offre per uno zecchino una bottiglia di vino bordò, spiegando che l'effetto si farà sentire dopo un giorno (quando egli sarà già lontano da quel villaggio). Nemorino beve l'elisir e si ubriaca: ciò lo fa diventare disinvolto quel tanto che basta per mostrarsi indifferente nei confronti di Adina, che subito prova un certo fastidio, abituata com'è a sentirsi desiderata.

Adina, per vendicarsi dell'indifferenza di Nemorino, accetta di sposare il sergente Belcore, che però dovrà partire il giorno dopo; pertanto, le nozze vengono fissate per il giorno stesso. Nemorino cerca di convincere Adina ad attendere fino al giorno successivo (lui sa che solo il giorno dopo avrà effetto l'elisir), ma Adina se ne va con Belcore.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Fervono i preparativi per le nozze. Dulcamara e Adina improvvisano una barcarola a due voci (Io son ricco e tu sei bella). Quando giunge il notaio, Adina dice di voler aspettare la sera, perché vuole sposarsi in presenza di Nemorino, per punirlo della sua indifferenza. Nemorino vuole comperare un'altra bottiglia di elisir ma non avendo più denaro si arruola tra i soldati di Belcore per avere la paga (Ai perigli della guerra). Belcore così ottiene di allontanare il suo rivale.

Giannetta sparge la notizia che Nemorino ha ottenuto una grande eredità da uno zio deceduto da poco (Saria possibile?). Questo non lo sanno né l'interessato, né Adina, né Dulcamara: la novità fa sì che le ragazze del paese corteggino Nemorino e questi pensa sia l'effetto dell'elisir. Dulcamara resta perplesso, Adina si ingelosisce.

Dulcamara le racconta di aver venduto a Nemorino l'elisir e lei capisce di essere da lui amata (Quanto amore! Ed io spietata). Nemorino gioisce quando si accorge di una lacrima negli occhi di Adina, che gli rivela che anche la ragazza lo ama (Una furtiva lagrima). Adina riacquista il contratto di arruolamento di Nemorino e glielo consegna, invitandolo a restare nel paese. Nemorino è deluso, vorrebbe una dichiarazione d'amore che non arriva e allora dichiara di volersene andare: solo allora Adina cede e dichiara di amarlo (Prendi, per me sei libero). Belcore conclude che in un altro paese troverà qualche altra ragazza da corteggiare, Dulcamara se ne va trionfante per il successo del suo elisir (Ei corregge ogni difetto).

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

  • Preludio e Coro d'Introduzione: Bel conforto al mietitore (Giannetta, Coro)
  • Cavatina: Quanto è bella, quanto è cara (Nemorino, Giannetta, Coro)
  • Scena e Cavatina: Benedette queste carte... Della crudele Isotta (Adina, Giannetta, Nemorino, Coro)
  • Marziale
    • Cavatina: Come Paride vezzoso (Belcore, Adina, Giannetta, Nemorino, Coro)
    • Recitativo: Intanto, o mia ragazza (Belcore, Adina, Coro)
  • Scena e Duetto: Una parola o Adina... Chiedi all'aura lusinghiera (Nemorino, Adina)
  • Coro: Che vuol dire codesta sonata? (Coro)
  • Cavatina: Udite, udite, o rustici (Dulcamara, Coro)
  • Recitativo e Duetto: Ardir! Ha forse il cielo mandato... Voglio dire, lo stupendo elisir (Nemorino, Dulcamara)
  • Finale I
    • Recitativo: Caro elisir! sei mio! (Nemorino)
    • Scena e Duetto: Lallarallara... Esulti pur la barbara (Nemorino, Adina)
    • Terzetto: Tran, tran, tran. In guerra ed in amor (Belcore, Adina, Nemorino)
    • Scena e Quartetto: Signor sargente, di voi richiede la vostra gente... Adina credimi (Giannetta, Belcore, Nemorino, Adina, Coro)

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

  • Coro d'Introduzione: Cantiamo, facciam brindisi (Belcore, Dulcamara, Giannetta, Adina, Coro)
  • Recitativo: Poiché cantar vi alletta (Dulcamara, Belcore, Giannetta, Coro)
  • Barcarola: Io son ricco e tu sei bella (Dulcamara, Adina, Coro)
  • Recitativo: Silenzio! È qua il notaro (Belcore, Dulcamara, Adina, Giannetta, Coro)
  • Recitativo: Le feste nuziali (Dulcamara, Nemorino)
  • Scena e Duetto: La donna è un animale stravagante... Venti scudi (Belcore, Nemorino)
  • Coro: Saria possibile (Giannetta e coro femminile)
  • Quartetto: Dell'elisir mirabile (Nemorino, Giannetta, Adina, Dulcamara, Coro)
  • Recitativo e Duetto: Come sen va contento... Quanto amore (Adina, Dulcamara)
  • Romanza: Una furtiva lagrima (Nemorino)
  • Recitativo: Eccola. Oh! qual le accresce beltà (Nemorino, Adina)
  • Aria (Duetto): Prendi, per me sei libero (Adina, Nemorino)
  • Finale II
    • Recitativo: Alto! Fronte! (Belcore, Adina, Dulcamara, Nemorino, Giannetta, Coro)
    • Aria finale: Ei corregge ogni difetto (Dulcamara, Adina, Nemorino, Belcore, Coro)

Organico orchestrale[modifica | modifica wikitesto]

La partitura di Donizetti prevede l'uso di:

Sul palco:

Brani famosi[modifica | modifica wikitesto]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

  • Quanto è bella, quanto è cara! cavatina di Nemorino
  • Benedette queste carte...elisir di si perfetta di si rara qualità! aria di Adina con coro
  • Come Paride vezzoso cavatina marziale di Belcore
  • Chiedi all'aura lusinghiera duetto di Adina e Nemorino
  • Udite, udite, o rustici! cavatina di Dulcamara
  • Esulti pur la barbara duetto di Adina e Nemorino

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

  • Ai perigli della guerra duetto di Nemorino e Belcore
  • Quanto amore! Ed io, spietata duetto di Adina e Dulcamara
  • Una furtiva lagrima romanza di Nemorino
  • Prendi, per me sei libero aria di Adina

Discografia (scelta)[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Nemorino, Adina, Belcore, Dulcamara) Direttore/Regista Etichetta
1955 Giuseppe Di Stefano, Hilde Gueden, Renato Capecchi, Fernando Corena Francesco Molinari-Pradelli Decca
1967 Nicolai Gedda, Mirella Freni, Mario Sereni, Renato Capecchi Francesco Molinari-Pradelli EMI
1967 Carlo Bergonzi, Renata Scotto, Giuseppe Taddei, Carlo Cava Gianandrea Gavazzeni/Isabella Quarantotti Hardy Classic
1970 Luciano Pavarotti, Joan Sutherland, Dominic Cossa, Spiro Malas Richard Bonynge Decca
1977 Plácido Domingo, Ileana Cotrubaș, Ingvar Wixell, Geraint Evans John Pritchard Sony
1984 José Carreras, Katia Ricciarelli, Leo Nucci, Domenico Trimarchi Claudio Scimone Philips Records
1986 Gösta Winbergh, Barbara Bonney, Bernd Weikl, Rolando Panerai Gabriele Ferro Deutsche Grammophon
1989 Luciano Pavarotti, Kathleen Battle, Leo Nucci, Enzo Dara James Levine Deutsche Grammophon
1992 Roberto Alagna, Mariella Devia, Pietro Spagnoli, Bruno Praticò Marcello Viotti Erato
1996 Roberto Alagna, Angela Gheorghiu, Roberto Scaltriti, Simone Alaimo Evelino Pidò/Frank Dunlop Decca
2005 Rolando Villazon, Anna Netrebko, Leo Nucci, Ildebrando D'Arcangelo Alfred Eschwe/Otto Schenk Virgin
2009 Peter Auty, Ekaterina Siurina, Luciano Di Pasquale, Alfredo Daza Maurizio Benini/Annabel Arden Opus Arte

DVD parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Elisir d'amore - Pidò/Gheorghiu/Alagna - 1996 Decca
  • Elisir d'amore - Rescigno/Pavarotti/Blegen - 1981 Decca
  • Elisir d'amore - Levine/Battle/Pavarotti/Pons, regia Joseph Volpe - 1991 Deutsche Grammophon
  • L'elisir d'amor (Sferisterio Opera Festival, 2002) - regia di Saverio Marconi, Arthaus Musik/Naxos
  • L'elisir d'amore (Glyndebourne, 2009) - Opus Arte/Naxos
  • Elisir d'amore (Live, Baden-Baden Festspielhaus, 2012) + Documentario - Heras-Casado/Villazón/Persson, 2014 Deutsche Grammophon

Trasposizioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William Ashbrook, Donizetti. Le opere, prima edizione in lingua inglese: Donizetti and his Operas, Cambridge University Press, 1982, trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987, pp. 105–108, 306-307 - ISBN 88-7063-047-1
  • Dizionario dell'opera lirica, Mondadori ISBN 88-04-35284-1

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN181535071 · GND: (DE300045492 · BNF: (FRcb139115824 (data)
Musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica