Una furtiva lagrima

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Una furtiva lagrima è un'aria dell'opera L'elisir d'amore, di Gaetano Donizetti.

Enrico Caruso, L'elisir d'amore, Una furtiva lagrima.

È cantata da Nemorino nell'ottava scena del secondo atto, quando si accorge di una lacrima spuntata dagli occhi dell'amata Adina, e capisce di essere ricambiato: la donna si mostra gelosa che il giovane attragga le ragazze del paese, che in realtà lo corteggiano solo per l'eredità appena ricevuta, mentre Nemorino è convinto sia merito dell' "elisir d'amore" vendutogli da Dulcamara (in realtà soltanto una bottiglia di Bordeaux).

L'aria è introdotta da un'arpa seguita poco dopo da un fagotto, che fornisce una sfumatura malinconica a tutta la melodia.

Il primo tenore a cantarla è stato Giovan Battista Genero nel 1832.

1leftarrow blue.svgVoce principale: L'elisir d'amore.

Libretto[modifica | modifica wikitesto]

Una furtiva lagrima
negli occhi suoi spuntò:
Quelle festose giovani
invidiar sembrò.
Che più cercando io vò?
M'ama! Sì, m'ama, lo vedo.
Un solo istante i palpiti
del suo bel cor sentir!
I miei sospir, confondere
per poco a' suoi sospir!
I palpiti, i palpiti sentir
confondere i miei co'suoi sospir!
Cielo! Si può morir!
Di più non chiedo, non chiedo.
Ah, cielo! Si può morir d'amor.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

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