L'ange de Nisida

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L'ange de Nisida
Titolo originale L'ange de Nisida
Lingua originale italiano
Genere opera semiseria
Musica Gaetano Donizetti
Libretto Alphonse Royer e Gustave Vaëz.
Atti 4
Epoca di composizione 1839
Personaggi

L'ange de Nisida è un'opera semiseria in quattro atti di Gaetano Donizetti su libretto di Alphonse Royer e Gustave Vaëz.

Alcune parti del libretto sono considerate analoghe al libretto di Giovanni Pacini Adelaide e Comingio, e la scena finale si basa su Les Amants malheureux, ou le conte di Comminges di François-Thomas-Marie de Baculard d'Arnaud. Donizetti cominciò a scrivere alla fine del 1839 per poi terminarle l'opera il 27 dicembre 1839[1]. Poiché il soggetto trattava dell'amante di un re di Napoli, cosa che poteva causare problemi con la censura italiana, Donizetti decise di presentarla in Francia. L'ange non venne mai rappresentata in teatro in quanto la Renaissance, il teatro di Parigi che aveva commissionato il lavoro, fallì. Nel 1840 venne rielaborata in La Favorita.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

L'ange de Nisida ha incorporate molte pagine del manoscritto Adelaide, un lavoro non finito al quale il compositore italiano Gaetano Donizetti stava probabilmente lavorando nel 1834, da un libretto di origine sconosciuta. Questo libretto contiene elementi dell'opera parigina del 1790 Les Amants malheureux, ou le conte di Comminges di François-Thomas-Marie de Baculard d'Arnaud.[2] Il musicologo William Ashbrook nel suo libro Donizetti e le sue opere, afferma che il libretto di Adelaide ha somiglianze con l'opera di Giovanni Pacini Adelaide e Comingio, il cui libretto è stato scritto da Gaetano Rossi. Si pensa che Donizetti abbia preso il manoscritto di Adelaide a Parigi nel 1838. Poiché la materia oggetto di L'ange coinvolgeva l'amante di un re di Napoli, e poteva quindi causare difficoltà con la censura italiana, Donizetti decise che l'opera sarebbe stata presentata in Francia.[3] Inoltre, nel settembre 1839, la stampa francese aveva annunciato l'uscita della Fiancée du Tyrol, una traduzione dell'opera di Donizetti Il furioso all'isola di San Domingo del 1833.[4] Nel mese di ottobre 1839, l'autore scrisse a un amico a Napoli: "La Fiancee du Tyrol sarà Il Furioso amplificato, L'ange de Nisida sarà nuova".[5] Donizetti iniziò a lavorare su L'ange poco dopo;[2] La Fiancée du Tyrol non venne mai realizzata.[4]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Donizetti completò L'ange de Nisida il 27 dicembre 1839, la data sulla pagina finale della partitura autografa.[6] L'autore stava lavorando su Le Duc d'Albe, ma rinviò il lavoro sulla partitura a favore di L 'ange e La fille du régiment.[7]

Anche se Donizetti aveva scritto al suo caro amico Tommaso Persico che L'ange era "un'opera in tre atti",[8] sia la partitura autografa che il contratto di Donizetti con Antenore Joly, il proprietario della compagnia teatrale, attestano chiaramente che L'ange aveva quattro atti. Indipendentemente da ciò, la lettera di Donizetti ha causato confusione tra i giornalisti d'opera e studiosi. Ad esempio, il giornalista di The Musical Times Winton Dean ha scritto sulla versione italiana del La Favorita (1979): "è un ampliamento di un'opera francese ineseguita di tre atti, L'ange de Nisida"[9] Ashbrook ipotizza che Donizetti possa aver considerato i primi due atti come uno.[10]

Contratto e cancellazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 gennaio 1840, Donizetti firmò un contratto con i suoi librettisti e Antenore Joly,[8] che operava per una società denominata Théâtre de la Renaissance.[11] Théâtre de la Renaissance preferì L'ange a Il divieto d'amare di Richard Wagner.[12] La compagnia di Joly aveva debuttato con la versione francese di Lucia di Lammermoor di Donizetti l'anno precedente, e L'ange avrebbe dovuto essere la successiva.[13] Il contratto, che è in mostra presso la Bibliothèque-Musée de l'Opéra National de Paris, stabilisce che L'ange debba essere eseguita senza interruzioni venti volte a meno che tre spettacoli consecutivi avessero venduto poco, e che Joly non poteva presentare in anteprima qualsiasi altra opera fino a quando il gettito del L'ange avesse iniziato a diminuire. Il contratto non contiene informazioni sul compenso di Donizetti; Pertanto, è possibile l'esistenza di un altro contratto[10] L'ange doveva iniziare le prove il 1 febbraio 1840. Durante questo periodo Donizetti aveva altre due opere in fase di preparazione in altri teatri:. Poliuto e La figlia del reggimento.[8]

Più tardi nel mese di gennaio, Joly interruppe tutte le produzioni liriche della compagnia Théâtre de la Renaissance a causa di difficoltà finanziarie, nonostante un prestito di 5.000 franchi ricevuto da Donizetti. Joly cercò di tenere a galla l'operazione mettendo in scena balletti, ma chiuse completamente nel maggio 1840.[8] Joly presentò istanza di fallimento e pertanto evitò di pagare a Donizetti il dovuto.[8]

La Favorita[modifica | modifica wikitesto]

Donizetti riuscì a recuperare la partitura di L'ange de Nisida dalla società di Joly[13] e rielaborarla nel settembre 1840 sotto il nome di La favorita, per una premiere a dicembre in Italia.[14] Per aggirare la censura italiana Donizetti accettò di fare delle modifiche; La favorita tratta di un re medievale di Castiglia.[13]

La presenza e l'influenza di L'ange è evidente nella partitura autografa di Donizetti de La favorita, che comprende grandi blocchi dell' L'ange in cui i nuovi nomi dei personaggi e il testo de La favorita sovrascrivono il vecchio. La pagina finale di L'ange è stata utilizzata come pagina finale di La favorita; pertanto, entrambe le opere portano la stessa data di fine sull'ultima pagina.[15] Il contratto di Donizetti per La favorita prevedeva una premiere il 1° dicembre 1840, lasciando poco tempo per i cambiamenti.[16] Nella sua biografia di Donizetti del 1965 Ashbrook ipotizza che questa scadenza stretta abbia dato origine alla leggenda secondo cui Donizetti abbia composto l'ultimo atto de La favorita in una sola notte.[17] Il libretto di L'ange e la partitura autografa de La favorita chiariscono in realtà che l'atto finale de La favorita è stato completato molto prima.[18] Donizetti scelse il librettista Eugène Scribe per controlare il nuovo testo, che a sua volta richiese l'approvazione della protagonista mezzosoprano Rosine Stoltz. Il prodotto finito risulta un amalgama del non finito Adelaide, il mai eseguito L'ange de Nisida, e nuovo materiale lavorato nella partitura da Donizetti e nel libretto da Scribe.[13] La favorita ebbe la sua anteprima il 2 dicembre 1840.[18]

Ashbrook ha messo a confronto le partiture autografe superstiti di L'ange de Nisida e La favorita per determinare con precisione la quantità di materiale de L'ange contenuta nel secondo. Mentre gli eventi di L'ange si svolgono nel 1470 a Nisida e Napoli, La favorita è ambientata a Santiago de Compostela e Castiglia, in Spagna, prima del 1350. Donizetti ha fatto cambiamenti fondamentali alla prima metà del La favorita dove rimane poco de L'ange. Il conflitto centrale della storia che coinvolge il matrimonio è essenzialmente lo stesso nelle due opere, e alcuni dei nomi dei personaggi sono simili o identici.[18]

Una trascrizione del libretto de L'ange è conservata presso la biblioteca della Fondazione Donizetti di Bergamo,[19] ed è stata stampata in un numero della rivista in lingua italiana per la Donizetti Society del 2002.[20]

Ruoli[modifica | modifica wikitesto]

L'opera non ha mai avuto alla fase di prova perciò si sa poco sul cast previsto. In una lettera al suo amico Tommaso Persico, Donizetti esprime il desiderio di dare il ruolo di protagonista a Juliette Bourgeois, un soprano di temperamento che aveva chiesto una grossa somma di denaro per cantare in Francia.[3]

Ruolo[18] Voce[18] Ruolo corrispondente ne La favorita[18]
Don Fernando d'Aragona, Re di Napoli baritono Alfonso XI di Castiglia
Don Gaspare, ciambellano del re basso buffo Don Gaspare
Contessa Silvia de Linares soprano Léonor
Leone de Casaldi, un soldato tenore Fernando, un novizio
Il monaco basso Baldassarre

Sinossi[modifica | modifica wikitesto]

Isola di Nisida
Tempo: 1470
Luogo: Napoli e Nisida

Leone de Casaldi è un soldato in esilio che fa un viaggio proibito sull'isola di Nisida, fuori Napoli, per vedere Sylvia, della quale si è infatuato. Leone sa che lei è una nobile, e poco altro. Mentre è a Nisida, Leone incontra Don Gaspare, ciambellano di re Fernando di Napoli. Dopo aver ascoltato la situazione di Leone, Don Gaspare lo convince a recarsi a Napoli per far si che il suo esilio venga rimosso. Leone e Silvia si incontrano a Napoli, e Leone scopre che lei è in realtà Silvia de Linares, amante del re. Lei dichiara il suo amore per il Leone, ma lo implora di abbandonare lei e il suo piano di recarsi a Napoli. Lui rifiuta, e il re lo scopre e ordina a Don Gaspare di arrestarlo e imprigionarlo.

Il Re esprime a Sylvia suo desiderio di sposarla. Tuttavia, alcuni agenti di Roma complottano per bandire l'amante da Napoli. Quando il re, costernato, si offre di esaudire ogni desiderio della donna, lei chiede che Leone vega liberato. Viene introdotto un monaco, che brandendo la bolla papale e minaccia di bandire Silvia se rimane l'amante del re. Il re e Don Gaspare progettano di liberare Leone e farlo sposare con Silvia, per poi allontanarlo, in modo tale che Silvia continui a essere l'amante del re. Leone e Silvia si sposano, ma quando Leone scopre l'inganno, rompe la sua spada davanti al re e lascia la scena scortato dal monaco.

Leone si appresta a prendere i voti come monaco quando appare Silvia, che lo ha seguito travestita da un novizio. Dopo che la donna si confronta con Leone e chiede perdono, lui si rende conto dei suoi sentimenti e cerca di fuggire con lei. Silvia, ormai vicina alla morte, muore ai piedi di Leone nonostante le sue richieste di aiuto.[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Data dell'autografo posto sull'opera. In: Ashbrook, William (1983). Donizetti and His Operas. Cambridge University Press. ISBN 0-521-27663-2.
  2. ^ a b Ashbrook 1982, p. 578
  3. ^ a b Ashbrook 1982, p. 151
  4. ^ a b Everist 2004, p.158
  5. ^ Crutchfield 1984, p. 487
  6. ^ Ashbrook 1982 p. 144
  7. ^ Ashbrook 1982, p. 434
  8. ^ a b c d e Ashbrook 1982, p. 145
  9. ^ Dean 1979, p. 41
  10. ^ a b Ashbrook 1982, p. 650
  11. ^ Ashbrook 1982, p. 142
  12. ^ Fauser e Everist, 2004, p. 233
  13. ^ a b c d Marston, 1998
  14. ^ Ashbrook 1982, p. 569
  15. ^ Ashbrook 1982, p. 654
  16. ^ Ashbrook 1982, p. 153
  17. ^ Dean 1965, p.439
  18. ^ a b c d e f Ashbrook 1982, p. 154
  19. ^ Fondazione Donizetti, su www.donizetti.org.
  20. ^ Desniou e Lo Presti 2002, p.2
  21. ^ Ashbrook 1982, p. 569–570

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William Ashbrook, Donizetti. Le opere, prima edizione in lingua inglese: Donizetti and his Operas, Cambridge University Press, 1982, trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987 ISBN 88-7063-047-1
  • Mark Everist Theatres of litigation: stage music at the Théâtre de la Renaissance, 1838–1840. in Cambridge Opera Journal vol. 6, n°2, 1 gennaio 2004, pp. 133–161.
  • Will Crutchfield, A Donizetti Discovery, in The Musical Times, vol. 125, nº 1699, 1° gennaio 1984, pp. 487–490, DOI:10.2307/962806.
  • Dean, Winton, Review: Donizetti by William Ashbrook, in The Musical Times, giugno 1965, pp. 438–440.
  • Dean, Winton, Review: La favorita by Donizetti; soloists; chorus and orchestra of the Teatro Comunale, Bologna; Bonynge, in The Musical Times, gennaio 1979, 120 (1631): 41.
  • Annegret Fauser e Mark Everist, Music, Theater, and Cultural Transfer: Paris, 1830-1914, University of Chicago Press, 15 dicembre 2009, ISBN 9780226239286.
  • Marston, Ward, La Favorite (Original 1912 French recording featuring Ketty Lapeyrette, Paris Opéra-Comique Chorus and Orchestra), 1998. Gaetano Donizetti.
  • Desniou, William; Lo Presti, Fulvio Stefano, Trascrizione del libretto (PDF), in The Donizetti Society Journal, vol. 7, nº 2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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