Imelda de' Lambertazzi

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Imelda de' Lambertazzi
Imelda de' Lambertazzi - 01.jpg
Imelda e Bonifacio
Titolo originaleImelda de' Lambertazzi
Lingua originaleitaliano
Generemelodramma tragico
MusicaGaetano Donizetti
LibrettoAndrea Leone Tottola
Fonti letterarieImelda di Gabriele Sperduti
Atti2
Epoca di composizionemaggio-agosto 1830
Prima rappr.23 agosto 1830
TeatroTeatro San Carlo, Napoli
Personaggi
  • Imelda (soprano)
  • Lamberto (tenore)
  • Bonifacio Gieremei (baritono)
  • Orlando Lambertazzi (tenore)
  • Ubaldo (basso)
  • Ugo (basso)
  • Clienti, e seguaci de' Lambertazzi; compagni, ed amici de' Gieremei; popolo, soldati

Imelda de' Lambertazzi è un'opera lirica in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Andrea Leone Tottola.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, composta nel corso del 1830, debuttò il 23 agosto di quello stesso anno (il primo Bonifacio fu Antonio Tamburini), con poco successo, come testimoniano le sole tre recite[1], ed ebbe ben poca fama: fu replicata solo a Napoli l'anno seguente[1], a Venezia al Teatro San Crisostomo[1], a Senigallia nel 1856[2] e in Spagna nel 1840[1][2]. Anche attualmente l'opera è stata poco rappresentata, le uniche due date sono il 1989 (con Floriana Sovilla protagonista) e il 2007 a Londra (rappresentazione incisa dall'etichetta discografica Opera Rara): entrambe le rappresentazioni furono però in forma concertistica; il 31 ottobre 1993, nell'ambito del Festival di Bergamo, vennero eseguite le pagine più importanti dell'opera.[3]

William Ashbrook individua in Imelda l'opera che segna il pieno raggiungimento da parte di Donizetti della fiducia in se stesso; i caratteri salienti di questo lavoro sono, secondo Ashbrook, «l'energia primitiva e fragorosa» delle scene di massa e la disposizione delle parti vocali: il protagonista maschile, Bonifacio, è un baritono a cui è affidato un ruolo romantico, in opposizione al suo rivale politico Lamberto, tenore, mentre Imelda ha una tessitura inusuale di mezzosoprano acuto.

Cast della prima assoluta[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio Interprete[4]
Imelda Antonietta Galzerani
Lamberto Berardo Calvari Winter
Bonifacio Antonio Tamburini
Orlando Giovanni Basadonna
Ubaldo Gennaro Ambrosini
Ugo Michele Benedetti

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La trama dell'opera ha molti elementi in comune con la vicenda di Romeo e Giulietta: i due protagonisti sono i rampolli di due famiglie rivali, i Lambertazzi (ghibellini, come i Montecchi) e i Gieremei (guelfi, come i Capuleti). Per singolare coincidenza, il 1830 vide il debutto di un'altra opera incentrata su un tema simile: I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Il popolo di Bologna chiede la pace al pretore Orlando, poiché le guerre intestine tra Lambertazzi e Gieremei stanno spargendo troppo sangue. Tuttavia Orlando e suo figlio Lamberto non vogliono tregua, dato che intendono vendicarsi dei rivali (il padre di Bonifacio si è reso colpevole dell'omicidio della moglie di Orlando). Imelda, innamorata ricambiata dai Bonifacio, erede della famiglia nemica, è sconvolta. Bonifacio, dal canto suo, cerca di favorire la pace proponendo un matrimonio di riconciliazione tra lui e Imelda, ma ciò suscita solo lo sdegno dei Lambertazzi e la minaccia di nuovi scontri.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Lamberto cerca di scoprire se tra la sorella e il rivale c'è veramente qualcosa: egli s'inventa di aver ucciso Bonifacio, scatenando il dolore di Imelda; avuta la prova, svela la verità e minaccia la sorella di porre fine al loro amore. Bonifacio, intanto, scrive ad Imelda una lettera in cui le raccomanda di presentarsi nel giardino della sua villa per fuggire in seguito con lei. La lettera però viene letta anche da Lamberto e Orlando: Lamberto decide di spiare l'appuntamento della sorella e di Bonifacio, e quindi ferisce il rivale con un pugnale avvelenato, mentre a Bologna infuria la guerra civile (i Ghibellini stanno facendo strage dei Guelfi, lo stesso padre di Bonifacio cade vittima di Lamberto). Imelda cerca di salvare l'amato succhiando il veleno dalla ferita, ma invano: Bonifacio muore e lei stessa segue la sua sorte, invocando invano il perdono del padre.

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

  • Preludio

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 Introduzione All'armi! (Coro, Orlando, Lamberto, Ubaldo)
  • 2 Scena e cavatina Amarti, e nel martoro (Imelda)
  • 3 Duetto Non sai qual periglio (Imelda, Bonifacio)
  • 4 Finale Del cittadino al dritto (Coro, Lamberto, Orlando, Ubaldo, Bonifacio, Imelda)

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

  • 5 Duetto Di Bonifacio il padre (Lamberto, Imelda)
  • 6 Coro e cavatina Imelda a me volgea (Bonifacio)
  • 7 Duetto Deh, cedi a chi t'adora (Bonifacio, Imelda)
  • 8 Coro e aria finale Padre, son rea, lo vedo (Imelda)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast:
Imelda, Lamberto,
Orlando, Bonifacio, Ubaldo
Direttore,
Coro e Orchestra
Etichetta[5]
1989 Floriana Sovilla,
Diego D'Auria,
Fausto Tenzi,
Andrea Martin,
Gastone Sarti
Marc Andreae,
Orchestra e Coro della Radiotelivisione della Svizzera Italiana
(Registrazioni dal vivo a Lugano, 15-19 febbraio)
Audio CD: Nuova Era 6778/6779 (2 CD)
2007 Nicole Cabell,
Massimo Giordano,
Frank Lopardo,
James Westman,
Brindley Sherratt
Mark Elder,
Orchestra of the Age of Enlightenment e Geoffrey Mitchell Choir
Audio CD: Opera Rara ORC 36 (2 CD)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Zappa, Dizionario dell'opera
  2. ^ a b Ashbrook, p. 93
  3. ^ Armando Caruso: Gavazzeni e il «suo» Donizetti, La Stampa, 19 settembre 1993, pagina 38
  4. ^ Ashbrook, p. 302
  5. ^ Registrazioni su operadis-opera-discography.org.uk

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William Ashbrook, Donizetti. Le opere, prima edizione in lingua inglese: Donizetti and his Operas, Cambridge University Press, 1982, trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987, pp. 93–94, 302 - ISBN 88-7063-047-1
  • Bernardino Zappa: Imelda de' Lambertazzi, in Piero Gelli (curatore), Dizionario dell'opera, Milano, Baldini&Castoldi, 1996, ISBN 88-8089-177-4.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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