Il paria

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Il paria
Lingua originale italiano
Genere melodramma
Musica Gaetano Donizetti
Libretto Domenico Gilardoni
(libretto online)
Fonti letterarie Le Paria di Casimir Delavigne e Il paria, libretto di Gaetano Rossi per Michele Carafa
Atti due
Epoca di composizione inverno 1828
Prima rappr. 12 gennaio 1829
Teatro Teatro San Carlo, Napoli
Personaggi
  • Neala, destinata al culto del sole (soprano)
  • Idamore, capo della tribù de' guerrieri (tenore)
  • Zarete, padre di Idamore (basso)
  • Akebare, sommo sacerdote, capo della tribù de' bramani, padre di Neala (basso)
  • Zaide, sacerdotessa (contralto)
  • Empsaele, bramano, confidente di Akebare (tenore)
  • Coro di bramani, sacerdoti, sacerdotesse, baiadere, balok, trombettieri, guerrieri, popolo, custodi del tempio, fachiri
Autografo Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli

Il paria è un'opera in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Domenico Gilardoni. Fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 12 gennaio 1829.

Gli interpreti della prima rappresentazione furono:[1]

Ruolo Interprete
Neala Adelaide Tosi
Idamore Giovanni Battista Rubini
Zarete Luigi Lablache
Akebare Giovanni Campagnoli
Zaide Edvige Ricci
Empsaele Domenico Chizzola

L'opera ebbe un discreto successo (sei repliche[2]), ma Donizetti non ne fu soddisfatto. In una lettera al padre annunciò l'intenzione di farne una revisione[3], ma l'idea venne poi abbandonata.

Lo studioso donizettiano William Ashbrook ha indicato questo lavoro come la migliore prova del periodo giovanile di Donizetti[1], lodandone l'aderenza della scrittura vocale alle situazioni drammatiche e il senso delle proporzioni, e sottolineando in particolare l'utilizzo di un quartetto al posto del classico finale. Secondo Ashbrook, la poca fortuna del Paria è da attribuirsi in misura notevole al libretto, che avrebbe numerose pecche drammatiche e sarebbe privo di un finale drammaturgicamente risolutivo.

Alcuni brani dell'opera vennero ripresi da Donizetti in altri lavori: Anna Bolena, La romanziera e l'uomo nero, Torquato Tasso, Le duc d'Albe.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione si svolge a Benares.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Akebare, sommo sacerdote dei bramini, progetta di dare la figlia Neala in sposa a un prode guerriero. Egli ha già scelto Idamore, il capo dei guerrieri, che sta per fare ritorno vittorioso dopo avere sconfitto i nemici portoghesi, anche se lo odia per essersi coperto di gloria. Neala è innamorata di Idamore ma non è al corrente della scelta del padre, perciò teme per il proprio destino.

Idamore, che ricambia l'affetto di Neala, ha un segreto: egli è un paria, membro di una casta mortalmente odiata dai bramini perché si ritiene maledetta dal dio Brama, ed è riuscito a diventare guerriero celando la propria origine.

Il padre di Idamore, Zarete, da tempo non ha notizie del figlio, e ora giunge segretamente in sua ricerca. Quando riesce a parlargli e apprende che egli è passato dalla parte dei bramini e sta per sposare la figlia del loro mortale nemico, tra i due ha luogo una lite, ma infine Idamore promette al padre che fuggirà con lui, chiedendogli di potere prima dare l'addio a Neala.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Idamore, saputo da Akebare di essere lo sposo prescelto per Neala, rivela all'amata le proprie origini. Neala accetta di fuggire con lui dopo che verrà celebrato il loro matrimonio.

Zarete, apprendendo che si sta svolgendo il rito, fa irruzione nel tempio, rivendicando l'uguaglianza tra paria e bramini. Egli viene condannato a morte, e Idamore è costretto a svelarsi dicendo a tutti di essere figlio di un paria. Neala chiede inutilmente pietà al padre, che nella sua furia condanna a morte anche lei. Mentre Zarete maledice ancora Akebare, quest'ultimo gioisce, poiché con la morte di Idamore potrà impossessarsi dell'impero.

Struttura musicale[modifica | modifica wikitesto]

  • Sinfonia

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

  • N. 1 - Introduzione, Cavatina di Akebare, Inno e Sogno di Neala In questa a te sacrata antica selva - Che giovommi sudar su gli altari - Al monarca sovrauman - Parea che mentre l'aloe (Akebare, Coro, Neala)
  • N. 2 - Cavatina di Zarete Tergi, o Dio di pietà, tergi il mio ciglio (Zarete, Neala, Zaide, Coro, Empsaele)
  • N. 3 - Cavatina di Idamore Lontano, più l'amai
  • N. 4 - Duetto fra Zarete e Idamore D'un Akebar la figlia (Zarete, Idamore, Akebare, Coro)

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

  • N. 5 - Duetto fra Neala e Idamore Amo Idamor. Del caso è l'opra
  • N. 6 - Aria di Zarete Qui pel figlio (Zarete, Coro)
  • N. 7 - Finale II Brama, autor de l'universo (Coro, Akebare, Neala, Idamore, Empsaele, Zarete)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b William Ashbrook, Donizetti. Le opere, EDT, 1986
  2. ^ Tutti i libretti di Donizetti, a cura di Egidio Saracino, Garzanti, Milano, 1993, ISBN 88-11-41056-8
  3. ^ «Ho dato l'opera e fui chiamato fuori, io però dico che ho sbagliato in qualche sito, e lo proverò coll'aggiustarla: mi conosco!», lettera del 19 gennaio 1829, da Edoardo Clemente Verzino, Contributo ad una biografia di Gaetano Donizetti; lettere e documenti inediti, Carnazzi, Bergamo, 1896, pagina 50

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Registrazioni discografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Patrizia Cigna (Neala), Filippo Pina Castiglioni (Idamore), Marcin Bronikowski (Zarete), Alessandro Verducci (Akebare), Nara Montefusco (Zaide), Andrea Bragiotto (Empsaele), Orchestra Pro Arte Marche, Coro Lirico Mezio Agostini, Marco Berdondini (direttore), 2 CD Bongiovanni, 2001
Controllo di autorità VIAF: (EN184936858 · LCCN: (ENno2004018108
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