Mattia Bortoloni

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Mattia Bortoloni, autoritratto

Mattia Bortoloni (Canda, 31 marzo 1695Bergamo, 1750) è stato un pittore italiano del periodo del rococò, attivo prevalentemente nelle aree di Bergamo e Venezia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu allievo di Antonio Balestra da Verona e derivò alcuni suoi gusti decorativi dal Dorigny e la vivacità narrativa dal Bencovich.

Bortoloni dipinse un ciclo di 104 pannelli ad affresco per la Villa Cornaro-Gable, una villa palladiana presso Piombino Dese, Padova, caratterizzati da visioni prospettiche e da giochi figurativi manieristici.

Dipinse anche i soffitti della Ca' Rezzonico di Venezia, nonché affreschi di Palazzo Visconti di Brignano Gera d'Adda.

Altri esempi dei lavori del Bortoloni si possono ritrovare in molti monumenti del Veneto e della Lombardia, incluse le chiese parrocchiali di Castelguglielmo e Fratta Polesine, e i soffitti della Chiesa di San Nicola da Tolentino (il presbiterio, c. 1730) con la Gloria di S.Gaetano nel quale dimostra di aver imparato la lezione del Tiepolo e di aver impreziosito la gamma cromatica, della Villa Vendramin-Calergi e del Palazzo Brentano di Corbetta, dove collaborò con Giovanni Angelo Borroni, col quale già aveva collaborato a Palazzo Dugnani a Milano. A San Bellino, nella omonima basilica, si trova una sua pala del 1736 raffigurante il santo vescovo.

Le sue opere sono state rintracciate anche nelle chiese ferraresi e nel Polesine, e tra i suoi lavori si annoverano l'Adorazione dei Pastori e l'Adorazione dei Magi realizzate nel 1734.

Assieme a Giuseppe Galli Bibiena e Felice Biella, tra il 1746 ed il 1748, Bortoloni completò gli affreschi del Santuario di Vicoforte dove dimostrò un avvicinamento allo stile del Crosato.

Bortoloni conobbe varie correnti artistiche e nella sua duttilità fu pronto ad assimilarle, rimanendo nello stesso tempo autonomo e indipendente. Grazie ai suoi caratteri estrosi e stravaganti che resero la sua pittura al limite del grottesco.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II pag.367

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Coppa, Mattia Bortoloni, scheda in Pittura a Milano dal Seicento al Neoclassicismo, Milano, 1999, p. 307
  • Maria Angela Novelli, BORTOLONI, Mattia, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 13, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1971. URL consultato il 2 dicembre 2014.

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