Calcio Catania

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Calcio Catania
Calcio Football pictogram.svg
Cataniastemma.png
Etnei, Rossoazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px vertical HEX-0096D6 HEX-EE3123.svg Rosso e azzurro
Simboli Elefante (Liotru)
Inno Alè Catania
Giuseppe Castiglia
Dati societari
Città Catania
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1929
Rifondazione 1946
Proprietario Italia Antonino Pulvirenti
(attraverso UDA Finaria)
Presidente Italia Davide Franco
Allenatore Italia Pino Rigoli
Stadio Stadio Angelo Massimino
(23.266[1] posti)
Sito web www.calciocatania.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
3 Campionati di Serie C
1 Campionati di Serie C1
1 Campionato di Serie C2
1 Serie D
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« Appena entrati in campo, ci siamo resi conto che il verdetto era già stato sancito. Oltre al Catania, avevamo di fronte un'intera città. »
(Emiliano Mondonico, dopo lo spareggio Catania-Cremonese del 25 giugno 1983 allo stadio Olimpico di Roma)

Il Calcio Catania, o più semplicemente Catania, è una società calcistica italiana con sede nella città di Catania. Nella stagione 2016-2017 milita in Lega Pro.

L'attuale società, fondata il 24 settembre 1946, ha stessi colori sociali e simboli, ma titolo sportivo e numero di matricola federale diversi rispetto a quelli dell'"Associazione Fascista Calcio Catania" fondata nel 1929 e sciolta nel 1943, ma benché la dirigenza attiva negli anni duemiladieci non si richiami esplicitamente alla sua antesignana e diverse fonti catanesi calcolino per i due club statistiche separate (ma accostate), l'almanacco Panini e la rivista Calcio 2000 pongono le due compagini in continuità e approfondite ricerche storiche hanno testimoniato una tradizione sportiva comune.[2][3]

La squadra fu promossa per la prima volta in Serie A nel 1954. I colori sociali del club siciliano sono il rosso e l'azzurro mentre il suo simbolo è rappresentato dall'elefante, simbolo anche di Catania. I soprannomi più noti del club, sono gli Etnei e i Rossazzurri. Dal 27 novembre 1937 disputa le partite interne presso lo stadio Angelo Massimino di Catania (20.266 posti).[1]

Gli etnei hanno disputato 17 campionati italiani di massima serie, ottenendo come migliore piazzamento l'ottavo posto negli anni 1961, 1964, 1965 e 2013. Ha inoltre preso parte a 34 campionati di Serie B, 30 di Serie C, 1 di Serie D e 1 di eccellenza. Secondo la classifica stilata mensilmente dall'IFFHS, invece, il più alto piazzamento mai ottenuto dalla squadra in questa classifica è stato il 174º posto, nel 2008. Inoltre il Catania è al 12º posto nella classifica perpetua della Serie B e 22º posto su 65 nella classifica perpetua della Serie A, che tiene conto di tutte le squadre di calcio che hanno militato nella massima serie nazionale almeno una volta.

Nella sua storia, il Catania ha vinto: un campionato di Serie B (nel 1953-1954), una Prima Divisione (nel 1933-1934), cinque campionati di Serie C (nel 1938-1939, 1942-1943, 1947-1948, 1948-1949 e nel 1974-1975), un campionato di Serie C1 (nel 1979-1980), una Serie C2 (stagione 1998-1999) e una Serie D (nel 1994-1995). Vanta inoltre una semifinale in Coppa Italia nell'edizione 2007-2008, e una finale in Coppa delle Alpi nell'edizione 1964.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La prima formazione

L'ASEF Pro Patria era così schierata in occasione della prima gara (terminata 1-1) contro una selezione militare, il 30 giugno 1909:
Vassallo, Gismondo, Bianchi, Messina, Slaiter, Caccamo, Gregorio, Binning, dott. Cocuzza, Ventimiglia, dott. Pappalardo[4] (sostituito da Vincenzo Spedini[5])

La prima squadra di calcio della provincia di Catania venne fondata il 19 giugno 1908 da Gaetano Ventimiglia: essa era una polisportiva ed era denominata Associazione Sportiva per l'Educazione Fisica Pro Patria, con maglia rosso-verde.[6] Essa rappresentava la provincia catanese ed era finanziata dal comune etneo[4]. La prima partita fu giocata un anno dopo, il 30 giugno 1909, contro una selezione di militari della corazzata Regina Margherita, terminata in pareggio (1-1)[4]. Tutte le successive gare furono giocate contro selezioni di marinai che lavoravano nelle navi che entravano nel porto[4]. L'ultima gara giocata dall'ASEF Pro Patria ebbe luogo al Giardino Bellini contro una selezione di marinai della nave inglese Broyser[4]. La gara terminò per 7-0 in favore degli albionici[4].
Quell'anno sorse inoltre un'altra società sportiva: lo Sport Club Trinacria[4].
Nel 1910 la denominazione sociale cambiò in Società Sportiva Catanese, con maglia bianco-verde. In quel periodo furono organizzati i primi campionati amatoriali e l'amministrazione comunale provvedette ad adibire Piazza Esposizione (oggi nota come Piazza Verga) a campo da calcio, costruendo due tribune da 2.500 posti ciascuna[4].
Terminato il primo conflitto mondiale, negli anni venti si iniziò con i campionati ufficiali: le formazioni cittadine di punta furono la ricostituita U.S. Catanese e la Juventus Catania F.C., in maglia grigio-verde. Nel 1920 la Catanese partecipò all'unica edizione della Coppa Federale Siciliana, nel 1927 al Campionato Catanese (vinto nel 1928-29).

Dalla fondazione agli anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

La squadra nella stagione 1933-1934.

Nel 1929, con l'avvento del professionismo nel calcio, ebbe luogo la fondazione della Società Sportiva Catania,[7] da parte del console generale Santi Quasimodo e di Ercole Pappalardo, suo segretario[4]. La neonata società fu la prima a portare il nome della città e ad adottare stabilmente colori rosso-azzurri, predominanti nel gonfalone comunale[7] (anche se la U.S. Catanese, sciolta all'indomani della nascita della S.S. Catania portava nel nome già un chiaro riferimento alla città e aveva indossato per un periodo maglie blu e rosse). La squadra s'iscrisse in Seconda Divisione regionale[4], venendo promossa in Prima Divisione siciliana nel 1931[4]. Le stelle dell'S.S. Catania erano il terzino italo-libico Doma Mustafà, che soleva giocare scalzo[4], e Nicolò Nicolosi, centravanti autore di 59 gol in campionato con gli etnei[4].
Dopo essere giunto in 5ª posizione nel campionato 1932-1933, il Catania fu promosso in Serie B in virtù del secondo posto alla fine della stagione 1933-1934[4]. All'epoca era presidente il duca Vespasiano Trigona di Misterbianco, che aveva portato a Catania il tecnico ungherese Géza Kertész e Amedeo Biavati, futuro campione del mondo con l'Italia[4].
La squadra giunse terza in campionato, lottando fino a tre giornate dalla fine per la promozione in Serie A[4]. Tuttavia alla terzultima giornata gli etnei pareggiarono, secondo alcuni volontariamente[4], contro il Genova 1893 capolista, ottenendo la matematica certezza della permanenza in Serie B[4].

Una fase di gioco di Catania - Livorno del campionato 1935-1936

Nel 1936-1937 la squadra, rinominata Associazione Fascista Calcio Catania, venne retrocessa in Serie C dopo gli spareggi-retrocessione; infatti al quartultimo posto erano a pari punti Catania, Venezia, Pro Vercelli e Messina[4]. Gli etnei vinsero tutte le partite tranne quella contro i messinesi, così le squadre si trovarono nuovamente a pari punti[4]. Secondo il regolamento dell'epoca, se anche dopo gli spareggi la classifica fosse rimasta invariata, tutte le squadre interessate sarebbero dovute rimanere in Serie B[4]. Tuttavia la Lega Calcio fece rigiocare gli spareggi, con il Catania che perse tutte le partite, avendo mandato in campo la formazione giovanile dato che i titolari erano andati in vacanza[4].
Nel 1937 venne inaugurato lo Stadio Angelo Massimino all'epoca denominato Cibali, dal nome del quartiere in cui sorge.[6] .

Con la guerra, nel 1943 l'attività venne sospesa. Nel 1945, al momento della ripresa dei campionati nazionali, venne offerta la possibilità d'affiliazione al campionato di Serie B, ma a causa di un debito di poche centinaia di migliaia di lire la vecchia società non fu ricostituita; ne andarono quindi persi i titoli federali.[6]
Lo scioglimento dell'A.C.F. Catania portò ad un brusco salto all'indietro l'intero calcio catanese. Dopo il risultato ottenuto nel campionato del 1945-1946 cui erano state iscritte due diverse società, la Virtus Catania e la Catanese Elefante (rispettivamente penultima e ultima) i tifosi catanesi richiesero a gran voce il ritorno di un'unica compagine che li rappresentasse.

La rifondazione del 1946[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 settembre 1946, in Via Costarelli (sede della delegazione provinciale del CONI), alle ore 21, dieci soci appartenenti alle due squadre fondarono ufficialmente il Club Calcio Catania[8]. Fu designato come commissario straordinario provvisorio il ragionier Angelo Vasta[8]; fu in seguito eletto presidente Santi Manganaro-Passanisi.[6] Nella nuova società, oltre ad Angelo Vasta e agli ex presidenti della S.S. Catania Vespasiano Trigona di Misterbianco, Bartolo Ferreri e Ottavio Teghini, ritroveremo non pochi giocatori del precedente sodalizio quali Gianni Mineo, Umberto Marcoccio, Nicolò Nicolosi, Nunzio Scuderi, Ivo Tesi, Armando Perrone, Gaspare Fardella e Carmelo Di Bella, in aggiunta a Giovanni Degni e Ignazio Marcoccio, rispettivamente allenatore e dirigente delle giovanili della S.S. Catania, a testimonianza della continuità storica tra le due società.

Dopo tre anni in Serie C, arrivò la promozione in B al termine del campionato 1948-49. In questa stagione infatti, nonostante la sconfitta nello spareggio finale contro l'Avellino, un caso di illecito sportivo penalizzò la squadra irpina spalancando le porte della Serie B alla società rossazzurra.[6]

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1952-1953 il Catania sfiorò la promozione. I siciliani conclusero il campionato al terzo posto, due punti sotto il Legnano secondo in classifica, ma la Lega decise di ribaltare il risultato della partita Padova-Catania 1-0, poiché durante l'incontro il guardalinee fu colpito da una bottiglietta lanciata dal pubblico, anche se il match era proseguito regolarmente. Tuttavia la CAF ribaltò un'altra volta il risultato, prima che il Consiglio Federale assegnasse definitivamente la vittoria al Catania. Il Catania raggiunse così il Legnano al secondo posto. Il 28 luglio 1953 le due squadre si affrontarono a Firenze nello spareggio valevole per la promozione in Serie A, vinto dal Legnano a sorpresa (i giocatori erano già andati in ferie) per 4-1.[9] Il raggiungimento della massima serie venne però rimandato di una sola stagione: nel 1953-1954 la squadra venne promossa per la prima volta in Serie A, avendo vinto il campionato grazie anche al contributo di giocatori come Mario Bassetti, Michele Manenti, Enzo Bearzot (futuro commissario tecnico della Nazionale) e del portiere Antonio Seveso.[6]

Bruno Pizzul, centromediano nel 1958, poi più noto come telecronista

Nel suo primo campionato di A il Catania, dopo essersi rafforzato con l'arrivo del centrocampista danese Karl Aage Hansen, ottenne un buon 12º posto, ma a causa di un controverso caso d'illecito sportivo venne retrocesso in Serie B.[6] Seguirono dei campionati di B interlocutori; di rilievo solo la stagione 1956-57, in cui il Catania sfiorò la promozione perdendola solo all'ultima giornata a causa di una sconfitta contro il Modena.[6]

Nel 1959-60 arriva il ritorno in A dopo aver conseguito il terzo posto.[6] L'allenatore Carmelo Di Bella conduce alla promozione una squadra che ha nel duo di centrocampo Alvaro Biagini-Amilcare Ferretti e nella mezzala Adelmo Prenna i suoi maggiori punti di forza.

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1960 e il 1966 il Catania disputò sei stagioni consecutive nella massima serie, ottenendo per tre volte l'ottavo posto.[6] Nel 1960-1961, il Catania neopromosso chiuse addirittura al secondo posto il girone d'andata[6] e vi rimase fino alla terza giornata di ritorno, quando batté per 4-3 il Milan di Giuseppe Viani; finì poi il suo campionato all'ottavo posto. La permanenza in Serie A si protrasse per altre cinque stagioni, nelle quali il Catania si contraddistinse per alcune vittorie di assoluto prestigio, come quelle sulla Juventus per 2-0 nel 1961-1962 e per 1-0 a Torino l'anno dopo, o quella sull'Inter di Helenio Herrera nel 1960-1961, che fece coniare a Sandro Ciotti la famosa espressione «Clamoroso al Cibali».

Festeggiamenti al Cibali dopo la celebre partita

In questi anni diversi giocatori si misero in luce, tra cui il portiere Giuseppe Vavassori, che fu scaricato dalla Juventus dopo la sconfitta in amichevole della Nazionale a Roma contro l'Inghilterra il 24 maggio del 1961.[6] Da citare pure il mediano Amilcare Ferretti, l'ala Giancarlo Danova, i centrocampisti Horst Szymaniak e Cinesinho e l'attaccante Salvador Calvanese. In questo periodo si possono vantare anche tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi italo-svizzera, avvenute negli anni 1960, 1964 (dove perse la finale contro il Genoa) e 1966, e due alla Coppa dell'Amicizia italo-francese, nel 1962 e nel 1963. Tuttavia, nel stagione 1965-1966 il Catania, nonostante alcuni exploit come la vittoria sull'Inter che la stagione precedente aveva vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, arrivò penultimo e tornò in Serie B.[6]

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Il Catania 1976-77.

Dopo quattro stagioni in Serie B, il Catania ottiene nella stagione 1969-1970 il terzo posto e conseguentemente la terza promozione in Serie A.[6] Il nuovo presidente Massimino portò entusiasmo in città, e l'arrivo del bomber Aquilino Bonfanti rinforzò l'attacco.[6] L'atto finale della stagione al termine di una memorabile partita giocata e vinta a Reggio Calabria con la Reggina per 3-1, davanti ad uno stadio pieno quasi esclusivamente di supporters catanesi.[6] L'anno dopo, 1970-1971, la rosa risultò fin dall'inizio non essere all'altezza e il ritorno in Serie B fu immediato al termine di una stagione culminata con la morte in un incidente stradale del giovane e promettente terzino Luciano Limena.

La stagione successiva, 1971-1972, con l'arrivo degli attaccanti Fulvio Francesconi e Vito D'Amato, la squadra sembrava matura per un immediato ritorno in Serie A, ma ben nove giornate di squalifica del campo per incidenti bloccarono tutti i propositi di immediata rivalsa. Il Catania inizierà allora un lungo periodo di assenza dalla massima serie, e addirittura al termine della stagione 1973-1974 tornerà in Serie C dopo ben 25 anni. L'anno successivo il presidente Angelo Massimino tornò al timone, il campionato venne stravinto e la squadra tornò immediatamente nella serie cadetta. Memorabili rimangono nel cuore dei tifosi rossazzurri le gesta della coppia gol Ciceri-Spagnolo, del regista Guido Biondi e del portiere Zelico Petrovic. Al termine della stagione 1976-1977 ennesimo capitombolo in C al termine di un campionato perso incredibilmente nelle ultime giornate. Il Catania tenta l'anno dopo la risalita, ma viene sconfitto 2-1 dalla Nocerina nello spareggio disputato a Catanzaro. Anche nel 1978-1979 si sfiora la promozione, ma decisiva in negativo risulta la sconfitta in trasferta contro il Pisa 2-1 nella penultima giornata. Gli sforzi del presidentissimo Angelo Massimino vengono finalmente premiati la stagione successiva: i rossazzurri, capitanati da Lorenzo Barlassina, dominano il campionato e tornano in Serie B.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione 1983-84.

Dopo due interlocutori campionati di serie B, nella stagione 1982-1983 il Catania ottiene la sua quarta promozione in Serie A al termine di una stagione sofferta. Arrivato terzo in campionato dietro rispettivamente al Milan e alla Lazio, ed appaiato alla Cremonese ed al Como a quota 45 punti, si dovette ricorrere agli spareggi per determinare la terza squadra da promuovere.

Per la prima partita contro il Como le stime parlano di poco meno di 15.000 catanesi allo stadio Olimpico di Roma.[10] L'incontro si concluse 1-0, con rete di Angelo Crialesi.[10] La sfida tra i comaschi e i cremonesi si concluse invece senza reti.[10]

Il vero grande esodo da Catania arrivò il 25 giugno 1983 in occasione del secondo spareggio, contro la Cremonese, quando allo stadio Olimpico di Roma si recarono circa 40.000 catanesi, in quella che rappresenta una delle più numerose trasferte della storia del calcio.[11] Al Catania bastava un pareggio per ottenere la promozione e la partita finì 0-0.[10]

Una formazione del Catania durante il campionato 1983-1984

In Serie A il Catania ottiene nelle prime quattro giornate due sconfitte (un 3-1 dall'Udinese, dopo essere passato in vantaggio nella prima frazione di gioco, e un 2-1 in casa del Milan, con il decisivo gol nel finale di Alberigo Evani) e due pareggi (0-0 contro il Torino e 1-1 contro la Sampdoria), alla quinta i rossazzurri si sbloccano e vincono in casa 2-0 contro il Pisa con una doppietta di Aldo Cantarutti, portandosi così a metà classifica. Sarà l'unica vittoria in campionato, infatti arriveranno in seguito otto pareggi e diciassette sconfitte (fra cui un 5-0 a Firenze e un 6-0 a Milano contro l'Inter). A causa di quella stagione conclusasi con la retrocessione in Serie B, il Catania detiene il record del minor punteggio in classifica nei campionati a sedici squadre nella massima serie (12 punti conquistati in trenta giornate). Da quel momento iniziò un declino che porterà la squadra nuovamente in Serie C1 nel 1987-1988. Dopo alterne vicende, ci vorranno 15 anni per tornare nelle categorie superiori.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Caso Catania.

Dopo sei campionati di Serie C1, nel 1993 il Catania Calcio viene inizialmente radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie, ma la battaglia legale che segue stabilisce che la società non è fallita né radiata e deve ripartire (in ritardo) dall'Eccellenza Sicilia. Ripescati il primo anno, vittoriosi il secondo anno nel Campionato Nazionale Dilettanti 1994-1995 dopo un testa a testa con il Milazzo, battuto nel girone di ritorno in trasferta per 2-1 con le reti di Maurizio Pellegrino e Domenico Crisafulli. Nel 1996 muore il presidente Angelo Massimino in un incidente stradale. Il Catania riconquista la Serie C1 solo al termine della stagione 1998-1999, ancora una volta dopo un altro testa a testa sempre contro una compagine peloritana, il Messina. Il Catania era guidato in panchina da Piero Cucchi.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 si registra l'avvento dei Gaucci al vertice della società: patron divenne Luciano Gaucci, presidente suo figlio Riccardo.[12]

Nel 2000-2001 il Catania sfiora la promozione in Serie B. Al secondo anno, il 9 giugno 2002, il Catania conquistò la promozione in B a Taranto, pareggiando contro la squadra locale la finale di ritorno play-off dopo la vittoria per 1-0 in casa con rete di Michele Fini. Nel 2002-2003 la squadra retrocede in Serie C1, ma poi viene riammesso in seguito ad una serie di vicissitudini giudiziarie (il secondo Caso Catania). Nel 2003-2004 la squadra viene messa in piedi in un solo giorno dal direttore sportivo Guido Angelozzi, con i giocatori scartati dalla Serie B. Tra questi c'è anche Giuseppe Mascara, reduce da un brutto infortunio, che si rivela fondamentale. Con Gabriele Matricciani e Stefano Colantuono in panchina e con alcuni buoni giocatori tra i quali Gennaro Delvecchio e Jaroslav Šedivec, la squadra sfiora la promozione in Serie A e vive un'annata positiva. A tre giornate dal termine, i Gaucci cedono la società ad Antonino Pulvirenti.

Pasquale Marino, l'allenatore della promozione in Serie A.

L'imprenditore catanese promette subito la massima serie in tre anni. Alla prima stagione, nel 2004-2005, l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco deve praticamente rifondare la società ed il gruppo, ma dopo il primo anno della nuova gestione il club resta in B. Nell'estate 2005, con l'ingaggio del tecnico marsalese Pasquale Marino,[13] ritorna Mascara,[14] vengono acquistati, tra gli altri Gionatha Spinesi,[15] Umberto Del Core,[15] Roberto De Zerbi,[15] Andrea Sottil,[16] Davide Baiocco.[17] Il 28 maggio 2006, il Catania torna dal secondo posto in classifica e dopo un'assenza di 22 anni ritorna in Serie A, 23 dall'ultima promozione,[18] grazie al successo in casa per 2-1 sull'AlbinoLeffe con reti di Gionatha Spinesi ed Umberto Del Core.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Scontri di Catania.

Dopo la promozione in Serie A, alla terza giornata di ritorno, il 2 febbraio, il Catania affronta il Palermo e, alla fine della partita, all'esterno dello stadio iniziano degli scontri tra alcune persone a volto coperto e la polizia, che causano la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti.[19] A seguito di tali scontri, dopo una breve sospensione del campionato, il Calcio Catania viene punito con l'obbligo di giocare le partite casalinghe a porte chiuse ed in campo neutro.[20]

Giuseppe Mascara e Gionatha Spinesi sul pallone per il fischio d'inizio di Catania-Atalanta 0-0, 17 settembre 2006.

In questa stagione il Catania si salva all'ultima giornata vincendo a Bologna contro il Chievo (2-0).[21]

Giuseppe Mascara, giocatore e capitano del Catania nella stagione 2003-2004 ed in seguito dal 2005 al 2011.

Nella stagione 2007-08, eliminando Triestina, Milan ed Udinese, il Catania conquista la sua prima semifinale di Coppa Italia.[22] e in campionato si salva solo all'ultima giornata.[23]

Nel 2008-2009, durante il quale Giuseppe Mascara e Marco Biagianti sono convocati in Nazionale, il Catania festeggia un altro record, quello dei punti conquistati in Serie A (43) da quando la vittoria è premiata con tre punti, superando il precedente record di 41 punti della stagione 2006-2007.[24]

Il 12 marzo 2010, sconfigge in casa l'Inter capolista per 3-1, interrompendo un'assenza di successi che vedeva i rossazzurri senza vittorie sui nerazzurri da 44 anni.[25] Il turno casalingo successivo vede la squadra rossazzurra impegnata nello scontro contro la Fiorentina: il risultato finale sarà 1-0 (rete di Giuseppe Mascara al 2º minuto). Il Catania non batteva la Fiorentina da 46 anni (dal 3 maggio 1964)[26] e Giuseppe Mascara diventa il miglior bomber della storia del Catania in Serie A, superando Adelmo Prenna.[27] Il Catania chiude il campionato 2009-2010 al 13º posto con 45 punti, cifra che rappresenta il nuovo record di punti in Serie A dei siciliani, superando di due punti quello dell'anno precedente,[28] anche se nella stagione 1960-1961, assegnando tre punti a vittoria anziché due, il Catania avrebbe totalizzato 51 punti, per di più in campionato a 18 squadre invece che a 20.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 maggio 2011, alla penultima giornata, con la vittoria all'ultimo minuto contro la Roma, il Catania raggiunge l'undicesimo posto a quota 46 punti, stabilendo il suo nuovo record di punti in Serie A battendo quello di Siniša Mihajlović (45) della stagione precedente e quello di Walter Zenga (43) di due stagioni prima.

Vincenzo Montella, allenatore degli Etnei nella stagione 2011-12.

Il 26 novembre 2011, in occasione della vittoria contro il Lecce, la prima stagionale fuori casa, il Catania taglia il traguardo delle 500 gare in Serie A.[29]

Il 28 aprile 2012, grazie al pareggio ottenuto nel derby contro il Palermo, supera il record stabilito la stagione precedente, arrivando a quota 47 punti. Finisce la stagione all'undicesimo posto a quota 48 punti.

Ad aprile arrivano le dimissioni di Pietro Lo Monaco da amministratore delegato del Catania, che lascerà gli etnei il 30 giugno dopo otto anni;[30] al suo posto arriva Sergio Gasparin.

Nella stagione 2012-2013, il Catania conclude il campionato all'ottavo posto - uguagliando il risultato dei campionati 1960-61 e 1964-65 - con 12 vittorie casalinghe (miglior risultato di sempre in Serie A) e 56 punti, nuovo record in A.

Nel 2013-2014 la formazione etnea ha disputato un campionato di bassa classifica e l'11 maggio, malgrado la vittoria per 2-1 a Bologna, è retrocessa in Serie B con un turno d'anticipo dal terzultimo posto[31].

Nella successiva stagione della Serie B 2014-2015 il Catania non va oltre la salvezza con il quindicesimo posto finale in classifica. Il 23 giugno 2015 vengono arrestati sette dirigenti del club etneo (tra cui il presidente Antonino Pulvirenti, l'amministratore delegato Pablo Cosentino e l'ex direttore sportivo Daniele Delli Carri), con l'accusa di aver comprato alcune partite del campionato di Serie B 2014-2015 per consentire alla squadra di vincere ed evitare la retrocessione.[32] In seguito a questi episodi, confermati dalla piena confessione fornita dal presidente Pulvirenti, il 29 agosto 2015 con sentenza definitiva di secondo grado della Corte d'Appello Federale della Figc, viene retrocesso in Lega Pro con una penalizzazione di 9 punti che diverranno 12 a causa del mancato pagamento degli stipendi di marzo e aprile 2015.

Il 9 giugno 2016 dopo quattro anni di divorzio, torna nella società Pietro Lo Monaco, in qualità di amministratore delegato.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Calcio Catania
  • 1929 · Fondazione della Società Sportiva Catania.
  • 1929-1930 · 9ª nel girone A della Seconda Divisione Sud. Green Arrow Up.svg Promossa d'ufficio in Prima Divisione per ristrutturazione dei campionati.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1936 · Cambia denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania.
  • 1936-1937 · 13ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C dopo aver perso lo spareggio contro il Venezia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1938-1939 · 1ª nel girone H della Serie C. Ammessa alle finali: arriva 1ª nel girone finale B. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
Qualificazioni di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1941-1942 · 6ª nel girone H della Serie C.
  • 1942-1943 · 1ª nel girone N della Serie C. La società viene esclusa dalla fase finale per l'invasione americana della Sicilia e viene successivamente sciolta dopo la caduta del regime fascista.


Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince la Coppa delle Alpi in rappresentanza dell'Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Amicizia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Amicizia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa delle Alpi.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
6º posto alla Coppa delle Alpi.
Primo turno di Coppa Italia.
Qualificazione di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Spareggio di accesso ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
 ? di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase finale - Gironi di qualificazione di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.

Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 · 3º nel girone B della Serie C1. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B dopo aver vinto la finale play-off contro il Taranto.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 2014-2015 · 22° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Lega Pro dalla giustizia sportiva con 9 punti di penalizzazione per illecito sportivo.
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
... di Coppa Italia.
... di Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori della squadra sono "il rosso fuoco dell'Etna e l'azzurro del mare", così come recitava lo statuto fondativo del Calcio Catania.[33] Questi due colori erano già stati adottati per la prima volta dalla SS Catania fondata nel 1929, i quali erano stati imposti dalle autorità cittadine del tempo modulandoli da quelli del gonfalone cittadino.[34] La classica divisa è a bande verticali rossazzurre, ma nel corso della propria storia il Catania ha usato spesso maglie di diverso tipo.[34] Negli anni quaranta, la prime divisa furono a tinta unita rossa con una banda orizzontale blu sul petto.[34] La maglia palata fu utilizzata a partire dagli cinquanta, allorché il suo utilizzo fu alternato con una divisa rossa a tinta unita e richiami blu e con una divisa interamente blu con richiami rossi, che fu utilizzata, in minor parte, anche nel decennio successivo.[34]

Con l'arrivo alla presidenza di Angelo Massimino, negli anni settanta, le righe verticali caratterizzanti la divisa divennero più strette.[34] Negli anni ottanta le soluzioni maggiormente adottate furono quelle delle casacche a tinte unite, blu o rosse.[34] A partire dagli anni novanta ritornò in auge la divisa palata, e con l'arrivo alla presidenze di Pulvirenti, nel 2004, è stata ripresa, da accompagnare al rosso, l'originale tonalità dell'azzurro, che non poche volte nei decenni precedenti era stato simile al blu.[34] Il completo casalingo è integrato dalla caratterizzante presenza di calzettoni neri.[35]

La seconda divisa classicamente utilizzata è bianca, che nel corso degli anni ha avuto diverse caratterizzazioni e dettagli differenti, fra i quali bande trasversali e orizzontali o richiami rossoblu di varie forme.[34] Fu anche adottata una soluzione a tinte unita gialla. Ad accompagnare i due completi, specialmente negli ultimi anni, una terza divisa classicamente rossa o nera.[34]

Evoluzione Prima Divisa

Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1939-1940
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Maglietta
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Manica destra
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Calzettoni
1953-1954
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Maglietta
Maglietta
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1955-1956
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1960-1961
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1982-1983
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1983-1984
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Pantaloncini
Pantaloncini
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2008-2009
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
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2010-2011
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Calzettoni
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2012-2013
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Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
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2013-2014
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Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
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2014-2015
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Calzettoni
Calzettoni
2015-2017

Evoluzione Seconda Divisa

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Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
1960-1961
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Calzettoni
1961-1962
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Calzettoni
Calzettoni
1963-1964
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Calzettoni
1982-1983
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1983-1984
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2008-2009
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Maglietta
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Pantaloncini
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Calzettoni
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2010-2011
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2012-2013
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Pantaloncini
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2013-2014
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Maglietta
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Pantaloncini
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2014-2015
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Calzettoni
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2015-2017

Evoluzione Terza Divisa

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Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
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2008-2009
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2010-2011
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2012-2013
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2013-2014
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Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
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2014-2015

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale stemma del club è composto da uno scudo palato rossazzurro a tre punte, recante in cima la denominazione sociale; il contesto è completato da un pallone da calcio arcaico, in cuoio, e dall'elefante.[36] Tale animale è lo storico simbolo del club etneo, ripreso fedelmente dallo stemma cittadino, è stato presente fin dal passato nei loghi del Catania Calcio.[36] Negli anni settanta il simbolo fu un semplice scudo palato a tre punte.[36] L'elefante comparve altresì all'interno dello scudo, tuttavia in posizione frontale o di colore rosso, come figurato nello stemma cittadino.[36] L'elefante tuttavia non fu l'unico elemento caratterizzante i loghi del Catania; seppur per breva tempo, a metà degli anni sessanta, all'interno del logo fu inserita l'Etna, il vulcano che sovrasta la città siciliana.[36]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale del Catania s'intitola "Catania siamo noi". L'autore e l'interprete del brano è l'artista e comico catanese Giuseppe Castiglia, che è altresì l'autore di "Alè Catania", altro brano caro ai supporter rossazzurri. Nel 2015 il brano "Alè Catania", che accompagnava l'ingresso in campo delle squadre, è stato sostituito dalla colonna dalle celebre saga cinematografica de i Pirati dei Caraibi.[37]

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte del club etneo è l'elefante ('U liotru in catanese), simbolo della città, indossante la classica maglia palata rossazzurra. Nel settembre 2014, tramite un sondaggio sul sito ufficiale della società, i tifosi hanno scelto il nome della mascotte: Agatino, in richiamo a sant'Agata, patrona della città di Catania.[38]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campo dei cent'anni e Stadio Angelo Massimino.
Panoramica interna del Massimino.

Il Catania nel corso della sua storia ha giocato le sue partite in casa in due stadi diversi. In realtà nei primissimi anni venti alcune formazioni dilettantistiche locali si confrontavano nel piazzale del giardino Bellini, ed in seguito nel campo del dopolavoro ferroviario del quartiere Acquicella.

Dal 1930, anno della riforma dei campionati, poiché il regolamento prevedeva che ogni squadra giocasse in uno stadio con relative tribune e posti a sedere, e in attesa della costruzione del nuovo Cibali, il Catania giocò nell'impianto situato in piazza Esposizione, un campo semi-dilettantistico con una portata massima di 5.000 spettatori, ubicato nell'attuale piazza Giovanni Verga. Su un totale di 104 partite ufficiali disputate nel campo Esposizione, furono ben 84 le vittorie del Catania, a testimonianza della fama di catino quasi inespugnabile. Nel 1937 il Catania poté finalmente giocare in uno stadio adeguato, con un capienza di oltre 20.000 spettatori, chiamato Cibali (anche tutt'oggi) a causa della sua collocazione nel quartiere omonimo. Negli anni sessanta, quelli d'oro del Catania, il Cibali poteva ospitare addirittura 40.000 persone, ma nel corso degli anni, alcune modifiche per modernizzare l'impianto, come il rifacimento della Curva Sud, fecero sì che la capienza massima si riducesse progressivamente, fino ai 23.420 spettatori di oggi. Nel 2002 lo stadio è stato ribattezzato Angelo Massimino in nome del presidente più importante del Calcio Catania, morto nel 1996 in un incidente stradale. Nel 2003 l'architetto Angelo Spampinato ha presentato il progetto di un nuovo stadio chiamato stadio dei Palici, con 33.765 posti a sedere, ma né il comune né la società hanno voluto finanziarne la costruzione. Tuttavia il progetto non è stato mai accantonato, e ancora oggi rimane in attesa di un finanziatore.

Nel febbraio 2012 il presidente Pulvirenti ha dichiarato di star lavorando al progetto del nuovo stadio con l'aiuto del Comune e della provincia di Catania. Non si sa con certezza dove verrà costruito il nuovo stadio. Probabilmente nel quartiere di Librino, e prevederà una capienza di 30.000/35.000 posti.[39]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Torre del Grifo Village.

Il Catania svolge le proprie sedute di allenamento al centro Torre del Grifo Village, inaugurato il 18 maggio 2011 e ubicato nell'attiguo comune di Mascalucia.[40] Di proprietà del club etneo, il moderno centro dispone di 4 campi da calcio regolamentari, di cui due col terreno in erba sintetica, e una serie di servizi avveniristici fra i quali spiccano un centro polifunzionale aperto al pubblico, un albergo e alloggi per il settore giovanile, un centro di riabilitazione dotato di strutture all'avanguardia.[41] Precedentemente la squadra si allenava nel centro sportivo "Turi Guglielmino" di Massannunziata, ubicato anch'esso nel comune di Mascalucia.[42]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'organigramma societario tratto dal sito internet ufficiale della società.[43]

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Staff dell'area amministrativa
  • Italia Davide Franco - Presidente
  • Italia Pietro Lo Monaco - Amministratore delegato
  • Italia Giuseppe Davide Caruso - Consigliere
  • Italia Giuseppe Gitto - Consigliere
  • Italia Ida Linda Reitano - Consigliere
  • Italia Christian Argurio - Direttore sportivo
  • Italia Mario Marino - Coordinatore area tecnica
  • Italia Alessandro Failla - Responsabile settore giovanile
  • Italia Giuseppe Franchina - Resp. pubbliche relazioni
  • Italia Giorgio Borbone - Segretario generale
  • Italia Maurizio Patti - Team manager
  • Italia Angelo Scaltriti - Dir. responsabile area editoriale
  • Italia Saverio Provenzano - Dir. Marketing & Commerciale

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali del Catania.

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Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1979-1981 nr
  • 1981-1982 Bobos
  • 1982-1983 Degi
  • 1983-1987 adidas/Uhlsport
  • 1987-1989 Latas
  • 1989-1992 Icos
  • 1992-1993 ABM
  • 1993-1995 Icos
  • 1995-1996 Devis Sport
  • 1996-1997 Admiral
  • 1997-2000 Puma
  • 2000-2005 Galex
  • 2005-2010 Legea
  • 2010-2015 Givova
  • 2015-oggi Macron
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Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il Calcio Catania è attivo anche sul campo sociale partecipando un appuntamento annuale chiamato “Un gol alla leucemia” organizzato da L'associazione "Un gesto per la vita" di Valentina Valenti impegnata a Catania nella lotta alla leucemia e a fianco dei bambini ammalati. Nel 2012 insieme all'associazione socio-culturale Axada Catania hanno fatto visita ai bambini ricoverati presso il reparto di Bronco-pneumoallergologia pediatrica dell'Ospedale Policlinico di Catania, durante la visita donarono delle uova di cioccolato ai piccoli pazienti. Nei vari anni la società ha partecipato alla partita a scopo di beneficenza "Un goal per la solidarietà" organizzata allo Stadio Angelo Massimino in cui nei vari anni hanno partecipato artisti del calibro di Elena Santarelli, Rosaria Cannavò, Elisabetta Gregoraci, Cecilia Rodriguez madrina dell'edizione 2014, Luca Argentero, Jimmy Ghione, Giorgio Pasotti, Fargetta, Giulio Base, DJ Ringo, Matteo Branciamore, Francesco Arca, Stefano De Martino, e molti componenti del Calcio Catania: Diego Pablo Simeone autore di uno strepitoso ciclo con Atletico Madrid, Sinisa Mihajlovic, Dario Marcolin, Giovanni Marchese, Davide Baiocco, Gionatha Spinesi, Francesco Lodi, Ciro Capuano, ed il vincitore di X factor il catanese Lorenzo Fragola.

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile del Catania ad oggi è formato dalle formazioni: Berretti, Under 17, Under 15, Esordienti e Pulcini. Fino alla stagione 2014-2015 disponeva anche della formazione "Primavera" ma al seguito della retrocessione in Lega Pro la squadra è stata sostituita appunto dalla "Berretti".

Nonostante il Catania ad oggi non è riuscita ad aggiudicarsi una competizione a livello nazionale giovanile, il sodalizio etneo negli ultimi anni è guidata dall'esperto Giovanni Pulvirenti vanta di ottimi traguardi come la Final Eight del Campionato Primavera 2012-2013 eliminata ai Quarti di finale dal Milan; c'è anche da sottolineare la semifinale persa contro l'Arezzo nel Campionato nazionale Dante Berretti 2015-2016, ed anche un'altra Final Eight del Campionato Allievi nel 2011.

A partire dalla fine degl anni 2000, dal settore giovanile del Catania ha sfornato giocatori che poi successivamente hanno calcato i campi professionistici come Norbert Gyömbér futuro compagno in nazionale di Marek Hamsik, Fabio Sciacca convocato in nazionale Under 20 vincendo una medaglia d'argento ai XVI Giochi del Mediterraneo, Bruno Petković vero trascinatore del Trapani nel girone di ritorno del campionato Serie B 2015-2016, Moses Odjer puntello del centrocampo della Salernitana nella stagione Serie B 2015-2016 tutti militanti tra Serie A e Serie B.

Dal 2011 le giovanili del Catania si allenano a Torre del Grifo.

Il Catania Calcio nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Catania è anche presente in alcune opere della cultura italiana.

In ambito cinematografico è da ricordare Al bar dello sport (1983) di Francesco Massaro, nel quale Lino Banfi interpreta Lino, uno squattrinato immigrato pugliese che si atteggia come l'avvocato Agnelli segue i consigli di un muto detto "Parola" interpretato da Jerry Calà di giocarsi (il "2" in Juventus - Catania), che termina 1-2 con una fantomatica doppietta allo scadere di Aldo Cantarutti riesce a far un tredici al Totocalcio da 1 miliardo e 300 milioni di Lire, invece nella serie televisiva Squadra antimafia - Palermo oggi (settima stagione) durante un interrogatorio l'ispettore Vito Sciuto interpretato da Dino Abbrescia interroga un “picciotto” di un clan catanese che indossa la maglia del Catania.

Il Catania inoltre utilizza vari canali ufficiali per distribuire le notizie: un sito internet ufficiale, presentato il 21 agosto 2012, profili ufficiali su Facebook e Twitter, un canale ufficiale Livestream, nato il 23 marzo 2013 in occasione della partita contro le vecchie glorie e un canale ufficiale Instagram, nato il 15 luglio 2014, la cui prima foto ufficiale inserita raffigurava i calciatori argentini Mariano Izco e Lucas Castro nei pressi di Torre del Grifo.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori del Calcio Catania

Il primo allenatore del Catania è stato Giorgio Armari, per una stagione, nel 1929. Il primo straniero, invece è stato l'ungherese Antal Mally nel 1930. Nell'anno della rifondazione del club enteo (il 1946) l'allenatore è stato Lorenzo Bergia, sostituito in stagione da Cesare Goffi.

L'allenatore che ha conquistato la prima storica promozione in Serie A è Piero Andreoli, che ha vinto la Serie B 1953-1954 (primo titolo nella storia dei siciliani). Nella prima stagione in massima serie, il Catania raggiunge la salvezza ma verrà retrocesso in seguito per illecito sportivo. Tra gli allenatori che hanno trascorso più tempo nelle file del Catania, si ricorda Carmelo Di Bella: è stato sulla panchina degli etnei per la prima volta nella stagione 1958-1959, per poi rimanere sino al 1966. Agli inizi degli anni settanta farà ancora ritorno sino al 1974 ed infine un'ultima esperienza nel 1976-1977.

In anni recenti, agli inizi del 2000, il Catania ritorna in Serie A nella stagione 2005-2006 grazie al tecnico Pasquale Marino, che conquisterà la salvezza anche nella successiva stagione. Negli anni seguenti, il club etneo ha preservato la categoria grazie alle salvezze conseguite da Walter Zenga nel 2008-2009, Siniša Mihajlović nel 2009-2010 e l'argentino Diego Simeone nel 2010-2011. Con Vincenzo Montella, nel 2012, il Catania arriva 11º segnando il nuovo record di punti in A, record che verrà poi superato da Rolando Maran con l' 8º posto della stagione 2012-2013. Nella stagione 2013-2014 il Catania si classifica al 19º posto in Serie A, retrocedendo dopo nove stagioni in Serie B. La stagione 2014-2015, partita sotto i migliori auspici, si rivelerà invece molto sofferta. Il Catania riesce a salvarsi. In seguito allo scandalo calcioscommesse il Catania viene retrocesso d'ufficio in Lega Pro. Con il ritorno del Catania in Lega Pro, assume l'incarico di allenatore Giuseppe Pancaro. La squadra, dopo un ottimo inizio di stagione, mostra un vistoso calo, che culmina con l'esonero di Giuseppe Pancaro, che viene sostituito l'1 marzo 2016 da Francesco Moriero, che ottiene la salvezza. La stagione 2016-2017 vede il ritorno di Pietro Lo Monaco e l'assunzione di Pino Rigoli alla guida tecnica.

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Allenatori

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Presidenti del Calcio Catania

Complessivamente, nella sua storia, i presidenti del Calcio Catania sono stati 20.

Il primo è stato Santi Quasimodo, nella stagione 1929-1930. Il primo presidente dall'anno di rifondazione del club etneo (dal 1946 al 1948) è stato Santi Manganaro-Passanisi. Tra i più celebri presidenti del Catania viene ricordato Angelo Massimino (a cui è stato dedicato lo stadio cittadino), presidente in tre diverse occasioni: la prima volta dal 1969 al 1973, poi (dopo la parentesi Salvatore Coco) un anno dopo sino 1987 ed infine dal 1992 al 1996. Il presidente del ritorno in Serie B è stato Luciano Gaucci (che ha lasciato la presidenza della squadra al figlio Riccardo) che prelevò il Catania nel 2000 sino al 2004.

In anni recenti, è stato Antonino Pulvirenti a guidare gli etnei dal 2004 al 2015. L'imprenditore siciliano (che provò a prendere il Catania già ai tempi di Gaucci), dopo un anno di transizione in B, riuscì a riportare il club in Serie A dopo aver vinto il campionato 2005-2006. Dal 2006-2007 al 2013-2014, il Catania si è affermato in massima serie ed è riuscito a mantenere la categoria per 8 anni di fila, battendo il record di permanenza in Serie A della società.[44] Nella stagione 2012-2013 inoltre, il club etneo stabilì il nuovo record di punti posizionandosi all'8º posto in classifica. Il 23 giugno 2015 verrà arrestato ed inseguito ammetterà di aver comprato cinque gare riguardanti il campionato di Serie B 2014-2015, per consentire al Catania di mantenere la categoria.[32]

Cataniastemma.png
Presidenti
  • 1929-1930 Italia Santi Quasimodo
  • 1930-1931 Italia Andrea Gaudioso
  • 1931-1936 Italia Vespasiano Trigona di Misterbianco
  • 1936-1940 Italia Vittorio Emanuele Brusca
  • 1940-1941 Italia Filippo Cusmano
  • 1941-1943 Italia Ottavio Teghini
  • 1946-1948 Italia Santi Manganaro-Passanisi
  • 1948-1951 Italia Lorenzo Fazio

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori del Calcio Catania

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei 29 capitani del Catania con il periodo in cui hanno portato la fascia:[senza fonte]

Il Catania e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei calciatori italiani che hanno vestito la maglia della nazionale durante il periodo di militanza nel Catania.

Di seguito l'elenco dei calciatori stranieri che hanno vestito la maglia della propria nazionale maggiore europea durante il periodo di militanza nel Catania.

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Vincitori del Campionato mondiale Under 20

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Finale: 1964
Semifinale: 2007-2008
Secondo posto: 1949-50, 2005-2006
Terzo posto: 1952-1953, 1959-1960, 1966-1967, 1969-1970, 1982-1983
Terzo posto: 1978-1979, 2000-2001, 2001-2002
Secondo posto: 1977-1978
Secondo posto: 1924-1925
Terzo Posto: 1993-1994

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 17 1954-1955 2013-2014 17
Serie B 34 1934-1935 2014-2015 34
Prima Divisione 4 1930-1931 1933-1934 27
Serie C 10 1937-1938 1977-1978
Serie C1 11 1978-1979 2001-2002
Lega Pro 2 2015-2016 2016-2017
Seconda Divisione 1 1929-1930 5
Serie C2 4 1995-1996 1998-1999
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1994-1995 1

In 82 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nel Direttorio Meridionale. Viene esclusa la pausa bellica fra il 1943 e il 1946. Nel 1993-1994 giocò in Eccellenza dopo la radiazione.

Partecipazione alle coppe nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa Italia 46 1935-1936 2015-2016
Coppa Italia Semipro/Serie C/Lega Pro 19 1974-1975 2016-2017

Partecipazione alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa Delle Alpi 3 1960 1966
Coppa dell'Amicizia 2 1962 1963
Coppa Mitropa 1 1970-1971

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Una formazione del Club Calcio Catania 1960-1961.

Il Catania ha preso parte a 17 campionato di Serie A, disputando in totale 602 partite, di cui 162 vinte, 181 pareggiate e 259 perse, siglando 617 gol e subendone 862.[77] Il miglior risultato è l'ottavo posto conquistato in tre occasioni diverse (1960-1961, 1964-1965 e 2012-2013). Il record di punti è 56 punti, conquistati nel torneo 2012-2013; in quell'occasione il Catania mise a segno 50 reti, tutt'oggi record di gol siglati in un campionato di massima serie.[77] Il minor numero di reti subite (39) risalgono al 1970-1971.[77] Per quanto concerne i record negativi, il minor numero di gol realizzati è 14 (1983-1984), mentre il maggior numero di gol subiti è 68 (2006-2007).[77] La vittoria record in Serie A è datata 3 ottobre 1954, contro l'Udinese (5-0), mentre la vittoria record in trasferta risale al 1º marzo 2009 nel derby col Palermo (0-4).[77] La sconfitta con maggior gol di scarto risale al 19 novembre 2006, in trasferta contro la Roma (7-0), mentre fra le mura amiche la maggior debacle avvenne in due occasioni, il 25 novembre 1962 e il 23 febbraio 1964, rispettivamente contro Juventus e Sampdoria (1-5).[77]

Il Catania ha all'attivo tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi (1960-1964-1966). Nella prima edizione in assoluto, nel 1960, il torneo era strutturato in due turni in cui le squadre italiane affrontavano quelle svizzere in partite di andata e ritorno; la vittoria non andava ad una singola squadra, bensì alla lega nazionale che otteneva più punti. In quell'occasione il Catania fu l'unica squadra a vincere sia la partita di andata sia quella di ritorno contro il Friburgo (2-0 in Svizzera, 7-2 al Cibali).[78] Nel 1964 la formula cambiò e la vittoria non spettava più alla nazione ma al club, e inoltre ai club italiani e svizzeri furono aggiunti anche quelli francesi. Il Catania in quell'occasione riuscì ad arrivare fino alla finale, per perdere 2-0 contro Genoa.[79] L'ultima partecipazione risale al 1966, dove la formula cambiò di nuovo: questa volta le squadre si trovarono in un solo girone e la vincitrice sarebbe stata la prima classificata. Il Catania concluse al sesto posto con 3 punti, frutto della vittoria contro il Basilea (1-0) e il pareggio contro il Servette (0-0).[80]

Sempre negli anni sessanta vi furono anche due partecipazioni alla Coppa dell'Amicizia: la prima alla Coppa dell'Amicizia italo-franco-svizzera 1962 quando, dopo aver superato gli ottavi di finale ai danni del Montpellier, venne eliminato ai quarti dal Lens futuro campione; la seconda alla Coppa dell'Amicizia italo-francese 1963, venendo eliminato ai quarti di finale dal Lione.[81] Inoltre prese parte all'edizione 1970-1971 della Coppa Mitropa, uscendo agli ottavi di finale contro gli jugoslavi del NK Čelik Zenica, futuri vincitori del torneo.[82]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il calciatore del Catania ad aver siglato più gol in campionato è Nicolò Nicolosi (71 reti). L'argentino Gonzalo Bergessio è invece il miglior marcatore in Serie A (35). Gionatha Spinesi ha messo a segno più reti durante l'arco di una sola stagione (23). Solamente due calciatori del Catania hanno vinto la classifica capocannonieri del rispettivo campionato: Michele Manenti nella stagione 1953-1954 (15) e Aquilino Bonfanti nella stagione 1969-1970 (13).

Damiano Morra è il calciatore più presente in tutti i campionati (281 presenze), mentre Mariano Izco detiene il record di partite giocate in Serie A (218).

Di seguito l'elenco dei calciatori più presenti e più prolifici di sempre in campionato e nelle coppe[83].

Cataniastemma.png
Record di presenze
Cataniastemma.png
Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Nord.

Il tifo organizzato catanese nasce nel 1979 attorno al gruppo organizzato della Falange d'Assalto Rossazzurra, che si posizionò nella Curva Nord, seguito dalla formazione di altri gruppi quali Onda d'Urto e Giovani Rossoazzurri (alla fine degli anni ottanta), posizionatisi nella Curva Sud.[84]

Negli anni ottanta rimane memorabile la trasferta organizzata per lo spareggio contro la Cremonese per la Serie A disputato nel giugno del 1983, quando 40.000 catanesi si recarono allo stadio Olimpico di Roma.[11]

Nel 1991 alcuni ultras si spostarono dalla Nord alla Sud e fondarono il gruppo Primo Amore, poi ribattezzato Irriducibili, col quale si diede una svolta alla tifoseria che da allora sarà sempre presente in qualunque trasferta di qualsiasi categoria.[84][85]

Altro momento importante fu quello della retrocessione a tavolino in Eccellenza nel 1993 per inadempienze finanziarie. Nel 1994, infatti, il presidente Franco Proto cercò di approfittarne trasferendo il titolo della Leonzio da Lentini a Catania, dando vita all'Atletico Catania. Tuttavia i supporter rossazzurri, nonostante il Catania militasse ben due categorie più in basso, rifiutarono la presenza di una seconda squadra rendendo vano il progetto del presidente Franco Proto, che naufragò nel giro di pochi anni.

Alla fine degli anni novanta le nuove leve del tifo catanese cresciute negli anni del CND e della Serie C2 diedero vita al gruppo A Sostegno di una fede. In quegli anni la Curva Nord dello stadio catanese divenne una delle più calde e colorate d'Italia, contribuendo alle ritrovate fortune della squadra rossazzurra. Non sono mancati nel tempo incidenti con tifoserie avversarie, spesso dovuti alla presenza assidua di tifosi catanesi in tutte le trasferte, con i quali i vari gruppi ultras delle squadre di casa cercavano di "confrontarsi". Vi sono stati episodi tragici come la morte del tifoso messinese Antonino Currò,[86] e soprattutto della sera degli scontri di Catania, datata 2 febbraio 2007, in cui perse la vita l'ispettore capo Filippo Raciti dopo scontri tra ultras e forze dell'ordine.[19]

La squadra può contare su circa 649.000 tifosi in Italia.[87]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Sicilia e Derby Palermo-Catania.

I sostenitori del Catania si relazionano così con le altre tifoserie italiane:

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calcio Catania 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e ruoli sono aggiornati al 18 settembre 2016.[89]

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Miguel Ángel Martínez
2 Italia D Valerio Nava
3 Italia D Dario Bergamelli
4 Italia C Rosario Bucolo
5 Argentina C Federico Scoppa
6 Brasile D Dráusio
7 Brasile A Caetano Calil
8 Brasile C Gladestony da Silva
9 Italia A Michele Paolucci
10 Italia C Andrea Russotto
11 Slovenia A Maks Barišič
12 Italia P Matteo Pisseri
13 Italia D Francesco De Santis
14 Italia A Giammario Piscitella
15 Senegal D David Mbodj Mbaye
16 Italia D Alessandro Bastrini
N. Ruolo Giocatore
17 Italia C Giuseppe Russo
18 Italia C Davide De Stefano
19 Italia A Valerio Anastasi
20 Serbia D Stefan Đorđević
21 Italia C Giuseppe Fornito
22 Croazia P Kristjan Matoševič
23 Italia A Andrea Di Grazia
24 Italia C Domenico Di Cecco
25 Italia C Alfonso Sessa
26 Italia D Andrea De Rossi
27 Italia C Marco Biagianti (capitano)
28 Italia D Tino Parisi
29 Italia D Lorenzo Longo
30 Argentina C Gonzalo Agustín Piermarteri
Italia A Giuseppe Sibili

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito lo staff tecnico tratto dal sito internet ufficiale della società.

Cataniastemma.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Pino Rigoli - Allenatore
  • Italia Vincenzo Milazzo - Allenatore in seconda
  • Italia Alessandro Russo - Collaboratore tecnico
  • Italia Marco Onorati - Preparatore dei portieri
  • Italia Marco Nastasi - Resp. preparazione atletica
  • Italia Giuseppe Colombino - Preparatore atletico e addetto alla riabilitazione
  • Italia Emanuele Passanisi - Team manager
  • Italia Christian Argurio - Direttore sportivo
  • Italia Salvatore Monaco - Resp. tecnico area Sud America
  • Italia Maurizio Pellegrino - Resp. settore giovanile
  • Italia Antonio Licciardello - Responsabile sanitario
  • Italia Francesco Riso - Medico sociale e responsabile riabilitazione
  • Italia Alfio Scudero - Medico sociale
  • Italia Andrea Calì - Massofisioterapista
  • Italia Carmelo Cutroneo - Massofisioterapista
  • Italia Salvatore Libra - Massaggiatore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Impianti superiori a 7500 posti, dati del Comitato Nazionale di Informazione sulle Manifestazioni Sportive (PDF), osservatoriosport.interno.it. URL consultato il 7 settembre 2009.
  2. ^ Tutto il Catania minuto per minuto (Antonio Buemi, Roberto Quartarone, Carlo Fontanelli, Alessandro Russo, Filippo Solarino - Geo Edizioni); pp. 101, 102, 105, 106, 109, 110, 116
  3. ^ Le fonti locali che calcolano statistiche accostate ma separate sono CalcioCatania.com e catanista.eu.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Calcio Catania:La Storia, mimmorapisarda.it. URL consultato il 10 novembre 2014.
  5. ^ Il quale morì nel 1916 in val di Ledro durante la prima guerra mondiale, venendo decorato con la medaglia d'argento al Valor Militare
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p La storia, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 27 maggio 2011.
  7. ^ a b La Storia del Calcio Catania, www.calciocatania.net. URL consultato il 13 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2014).
  8. ^ a b Sergio Nunzio Capizzi, Ecco come nacque il Catania, in La Sicilia, 11 maggio 1999.
  9. ^ 1952-53, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 7 maggio 2010.
  10. ^ a b c d 1982-1983, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 9 novembre 2010.
  11. ^ a b 25 giugno 1983 - Catania-Cremonese: 40.000 catanesi A Roma, calciocatania.info. URL consultato il 9 novembre 2010.
  12. ^ Il calcio a Catania, Guidasicilia.it. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  13. ^ Contratto biennale per Marino, Ufficio Stampa Calcio Catania S.p.A., 14 giugno 2005. URL consultato il 13 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2012).
  14. ^ Mascara, tre anni in rossazzurro, Ufficio Stampa Calcio Catania, 11 agosto 2005. URL consultato il 13 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2012).
  15. ^ a b c Spinesi, De Zerbi e Del Core in rossazzurro, CalcioCatania.it, 6 luglio 2005. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  16. ^ Ingaggiato Andrea Sottil, CalcioCatania.it, 30 agosto 2005. URL consultato l'8 febbraio 2010. [collegamento interrotto]
  17. ^ Davide Baiocco è del Catania, CalcioCatania.it, 14 agosto 2005. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  18. ^ Catania ti Amo, CalcioCatania.it, 28 maggio 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  19. ^ a b Follia ultrà: un poliziotto ucciso, gazzetta.it, 2 febbraio 2007. URL consultato il 3 novembre 2009.
  20. ^ Catania, stadio chiuso fino a giugno, gazzetta.it, 27 febbraio 2009. URL consultato il 3 novembre 2009.
  21. ^ Catania, prova d'orgoglio il Chievo saluta la serie A, repubblica.it, 27 maggio 2007. URL consultato il 3 novembre 2009.
  22. ^ Luca Veronese, Semifinali di Coppa Italia: Lazio-Inter e Roma-Catania, in Il Sole 24 ore, 30 gennaio 2008.
  23. ^ Roma, illusione scudetto, gazzetta.it, 18 maggio 2008. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  24. ^ Continuiamo A sognare insieme, CalcioCatania.net, 25 maggio 2009. [collegamento interrotto]
  25. ^ Catania-Inter: 3-1, sconfitta al 'Massimino', in inter.it, 12 marzo 2010. URL consultato il 17 marzo 2010.
  26. ^ La Roma è seconda e aspetta l'Inter Lazio, Rocchi-Cruz incubo più lontano, in Il Messaggero.it, 24 marzo 2010. URL consultato il 25 marzo 2010.
  27. ^ Fiorentina, allarme Europa: 0-1, in sportmediaset.mediaset.it, 24 marzo 2010. URL consultato il 25 marzo 2010.
  28. ^ Emiliano Pozzoni, Maxi, regalo al Catania È record di punti in A, in Gazzetta.it, 16 maggio 2010. URL consultato il 16 maggio 2010.
  29. ^ Per Lecce e Catania il traguardo delle 500 gare in A, FootStats. URL consultato il 27 novembre 2011.
  30. ^ Giovanni Leti, Calcio Catania, Lo Monaco si è dimesso: «Pulvirenti? Guadagna senza far niente», in CorrieredelMezzogiorno.it, 23 aprile 2012. URL consultato il 30 maggio 2012.
  31. ^ Enrico Salvaggio, Bologna-Catania 1-2: commento "a caldo", in calciocatania.com, 11 maggio 2014. URL consultato l'11 maggio 2014.
  32. ^ a b Catania calcio, accusa frode sportiva: arrestato Antonino Pulvirenti, in Tgcom 24, 23 giugno 2015. URL consultato il 23 giugno 2015.
  33. ^ CURIOSITA': la storia dei colori sociali delle venti squadre di Serie A, http://www.90min.com/, 17 marzo 2013. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  34. ^ a b c d e f g h i Tutte le annate e le formazioni, http://www.mimmorapisarda.it/. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  35. ^ Strisce larghe sulle maglie del Catania 2014-2015 firmate Givova, http://www.passionemaglie.it/, 22 settembre 2014. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  36. ^ a b c d e Scudetti Catania, http://scudettitalia.altervista.org/. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  37. ^ Castiglia e la nuova musica allo stadio: «Pirati? Il vero inno è il mio», http://www.sottoilcielorossazzurro.it/, 1 ottobre 2015. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  38. ^ Calcio Catania – La nuova mascotte della squadra rossazzurra si chiamerà Agatino, http://catania.liveuniversity.it/, 20 settembre 2014. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  39. ^ Nuovo stadio per Catania. Pulvirenti: Siamo pronti, in CorrieredelloSport.it, 17 febbraio 2012. URL consultato il 22 febbraio 2012.
  40. ^ Torre del Grifo. Ecco casa Catania, http://www.gazzetta.it/, 18 maggio 2011. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  41. ^ Casa Catania, http://www.calciocatania.it/. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  42. ^ Comune di Mascalucia: “Degrado nell'impianto gestito dal Catania”, http://catania.blogsicilia.it/, 25 gennaio 2013. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  43. ^ Nuova composizione del Consiglio di Amministrazione del Calcio Catania S.p.A. calciocatania.it, 9 giugno 2016
  44. ^ Gli anni d'oro: Montella e Maran - Corriere.it, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2015.
  45. ^ Amministratore unico e responsabile amministrativo.
  46. ^ Amministratore unico.
  47. ^ Mascara Giuseppe, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  48. ^ Biagianti Marco, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  49. ^ Onorati Marco, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  50. ^ Biraghi Cristiano, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  51. ^ Bellusci Giuseppe, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  52. ^ Paolucci Michele, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  53. ^ Pellè Graziano, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  54. ^ Sciacca Francesco Fabio, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  55. ^ Della Rocco Luigi Andrea, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  56. ^ Gatti Fabio, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  57. ^ Strumbo Gerardo, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  58. ^ Iannelli Simone, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  59. ^ Aveni Salvatore Fabio, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  60. ^ Sessa Alfonso, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  61. ^ Horst Szymaniak, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  62. ^ Jaroslav Plašil, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  63. ^ Panagiotis Tachtsidis, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  64. ^ Edgar Çani, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  65. ^ Norbert Gyömbér, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  66. ^ Nicolae Dică, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  67. ^ Naumoski, Ilčo, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  68. ^ Andújar, Mariano, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  69. ^ Ledesma, Pablo, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  70. ^ Peruzzi, Gino, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  71. ^ Martínez, Jorge, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  72. ^ Vargas, Juan, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  73. ^ Morimoto, Takayuki, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  74. ^ Alioui, Jamal, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  75. ^ Muntasser, Jehad, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  76. ^ La società viene esclusa dalla fase finale per l'invasione americana della Sicilia e viene successivamente sciolta dopo la caduta del regime fascista.
  77. ^ a b c d e f Statistiche Serie A, http://www.calciozz.it/. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  78. ^ (EN) Cup of the Alps 1960, http://www.rsssf.com/, 27 settembre 2000. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  79. ^ (EN) Cup of the Alps 1964, http://www.rsssf.com/, 30 ottobre 2004. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  80. ^ (EN) Cup of the Alps 1966, http://www.rsssf.com/, 11 giugno 2000. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  81. ^ (EN) Cup of French-Italian Friendship, http://www.rsssf.com/, 16 febbraio 2002. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  82. ^ (EN) Mitropa Cup 1970/71, http://www.rsssf.com/, 10 agosto 1999. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  83. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 14
  84. ^ a b Tifosi rossazzurri, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 9 novembre 2010.
  85. ^ La scheda degli ospiti: Empoli-Catania 06-05-2007 (Serie A) (PDF), rangers.it.
  86. ^ Messina, è morto il tifoso colpito da una bomba carta, Repubblica.it, 2 luglio 2001.
  87. ^ La mappa segreta del tifo in Italia, Repubblica.it, 15 dicembre 2008. URL consultato il 25 marzo 2011.
  88. ^ [[[:Template:Società Sportiva Dilettantistica Parma Calcio 1913]] http://www.tuttonapoli.net/champions-league/volantino-degli-ultras-del-borussia-a-napoli-per-una-festa-andremo-in-citta-con-rispetto-163657 Volantino degli Ultras del Borussia: "A Napoli per una festa, andremo in città con rispetto"] , in tuttonapoli.net, 6 settembre 2013. URL consultato il 9 settembre 2013.
  89. ^ Calcio Catania spa sito ufficiale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Buemi; Carlo Fontanelli; Roberto Quartarone; Alessandro Russo; Filippo Solarino, Tutto il Catania minuto per minuto, Empoli, GEO Edizioni, 2010, p. 468.
  • Carmelo Gennaro; Luigi Prestinenza, Dal fondo un traversone, Acireale, Roma, Bonanno edizioni, 2003.
  • Maurizio Giordano; Raffaello Brullo, Catania rossazzurra, Catania, Almaeditore, 2004, ISBN 88-88683-06-2.
  • Alessandro Russo, Angelo Massimino. Una vita per (il) Catania, Empoli, GEO Edizioni, 2007, p. 150.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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