Calcio Catania

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Calcio Catania
Calcio Football pictogram.svg
Cataniastemma.png
Etnei, Rossoazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px vertical HEX-0096D6 HEX-EE3123.svg Rosso e azzurro
Simboli Elefante (Liotru)
Inno Catania siamo noi
Giuseppe Castiglia
Dati societari
Città Catania
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie C
Fondazione 1929
Rifondazione 1946
Proprietario Italia Antonino Pulvirenti
(attraverso UDA Finaria)
Presidente Italia Davide Franco
Allenatore Italia Cristiano Lucarelli
Stadio Stadio Angelo Massimino
(23.266[1] posti)
Sito web www.calciocatania.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 campionato di Serie B
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« Appena entrati in campo, ci siamo resi conto che il verdetto era già stato sancito. Oltre al Catania, avevamo di fronte un'intera città. »
(Emiliano Mondonico, dopo lo spareggio Catania-Cremonese del 25 giugno 1983 allo stadio Olimpico di Roma con 40.000 catanesi al seguito)

Il Calcio Catania, o più semplicemente Catania, è una società calcistica italiana con sede nella città di Catania. Milita in Serie C.

L'attuale società, fondata il 24 settembre 1946, ha stessi colori sociali e simboli, ma titolo sportivo e numero di matricola federale diversi rispetto a quelli dell'Associazione Fascista Calcio Catania fondata nel 1929 e sciolta nel 1943. Benché l'odierna dirigenza del sodalizio etneo non si richiami esplicitamente al club suo antesignano e diverse fonti catanesi calcolino per i due club statistiche separate (ma accostate), l'almanacco Panini e la rivista Calcio 2000 pongono le due compagini in continuità e approfondite ricerche storiche hanno testimoniato una tradizione sportiva comune.[2][3]

La squadra fu promossa per la prima volta in Serie A nel 1954. I colori sociali del club siciliano sono il rosso e l'azzurro mentre il suo simbolo è rappresentato dall'elefante, simbolo anche di Catania. I soprannomi più noti del club, sono gli Etnei e i Rossazzurri. Dal 27 novembre 1937 disputa le partite interne presso lo stadio Angelo Massimino di Catania (20.266 posti).[1]

Gli etnei hanno disputato 17 campionati italiani di massima serie, ottenendo come migliore piazzamento l'ottavo posto negli anni 1961, 1964, 1965 e 2013. Ha inoltre preso parte a 34 campionati di Serie B, 30 di Serie C, 1 di Serie D e 1 di Eccellenza. Secondo la classifica stilata mensilmente dall'IFFHS, invece, il più alto piazzamento mai ottenuto dalla squadra in questa classifica è stato il 174º posto, nel 2008. Inoltre il Catania è al 10º posto nella classifica perpetua della Serie B, 22º posto su 65 nella classifica perpetua della Serie A e al 24º nel ranking della tradizione sportiva in Italia, che tiene conto di tutte le squadre di calcio che hanno militato nella massima serie nazionale almeno una volta.

Nella sua storia, il Catania ha vinto: un campionato di Serie B (nel 1953-1954), una Prima Divisione (nel 1933-1934), cinque campionati di Serie C (nel 1938-1939, 1942-1943, 1947-1948, 1948-1949 e nel 1974-1975), un campionato di Serie C1 (nel 1979-1980), una Serie C2 (stagione 1998-1999) e una Serie D (nel 1994-1995). Vanta inoltre una semifinale in Coppa Italia nell'edizione 2007-2008, e una finale in Coppa delle Alpi nell'edizione 1964.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Calcio Catania.

Le origini: ASEF Pro Patria e Unione Sportiva Catanese[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori della Pro Patria Catania in allenamento

La prima società sportiva della provincia di Catania venne fondata il 19 giugno 1908 su impulso di un comitato cittadino con la denominazione Associazione Sportiva pro Educazione Fisica; essa rappresentava la provincia catanese ed era finanziata dal comune etneo.[4]

L'8 novembre dell'anno medesimo, la polisportiva, presieduta dal cav. Francesco Sturzo d'Altobrando, creò la sezione calcistica con il nome di Pro Patria, con maglia rosso-verde, e affidata al barone Gaetano Ventimiglia.[5] La Pro Patria, le cui attività furono pressocché di natura episodica, nel 1910, si staccò dall'ASEF e si costituì come Unione Sportiva Catanese, con maglia bianco-verde. In quel periodo furono organizzati i primi campionati amatoriali e l'amministrazione comunale provvedette ad adibire Piazza Esposizione (oggi nota come Piazza Verga) a campo da calcio, costruendo due tribune da 2.500 posti ciascuna.[4]

Terminato il primo conflitto mondiale, negli anni venti si iniziò con i campionati ufficiali: le formazioni cittadine di punta furono la ricostituita U.S. Catanese e la Juventus Catania F.C., in maglia grigio-verde. Nel 1920 la Catanese partecipò all'unica edizione della Coppa Federale Siciliana, nel 1927 al Campionato Catanese (vinto nel 1928-29).

Dalla fondazione agli anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

La squadra nella stagione 1933-1934.

Nel 1929, con l'avvento del professionismo nel calcio, ebbe luogo la fondazione della Società Sportiva Catania[6], prima formazione a portare lo stesso nome della città e ad adottare stabilmente colori rosso-azzurri, predominanti nel gonfalone comunale[6] (anche se la U.S. Catanese, sciolta all'indomani della nascita della S.S. Catania portava nel nome già un chiaro riferimento alla città e aveva indossato per un periodo maglie blu e rosse).

La squadra partì dal campionato di Seconda Divisione nella stagione calcistica 1929-1930; ammessa d'ufficio in Prima Divisione la stagione successiva, nel campionato 1933-1934 si piazzò al secondo posto in classifica ed ottenne il suo primo approdo in Serie B.[4] Nel suo primo campionato fra i cadetti, la squadra giunse terza in classifica, lottando fino a tre giornate dalla fine per la promozione in Serie A.[4] Tuttavia alla terzultima giornata gli etnei pareggiarono, secondo alcuni volontariamente[4], contro il Genova 1893 capolista, ottenendo la matematica certezza della permanenza in Serie B.[4] All'epoca era presidente il duca Vespasiano Trigona di Misterbianco, che aveva portato a Catania il tecnico ungherese Géza Kertész e Amedeo Biavati, futuro campione del mondo con l'Italia.[4]

Una fase di gioco di Catania - Livorno del campionato 1935-1936

La società cambiò denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania, che nella stagione 1936-1937 retrocesse in Serie C. Nel 1937 venne inaugurato lo Stadio Angelo Massimino all'epoca denominato Cibali, dal nome del quartiere in cui sorge.[5] .

Con la guerra, nel 1943 l'attività venne sospesa e poco dopo l'AFC Catania venne sciolta perché legata al regime fascista. Nel 1945, al momento della ripresa dei campionati nazionali, venne offerta la possibilità d'affiliazione al campionato di Serie B, ma a causa di un debito di poche centinaia di migliaia di lire la vecchia società non fu ricostituita; ne andarono quindi persi i titoli federali.[5]

La rifondazione del 1946[modifica | modifica wikitesto]

Lo scioglimento dell'AFC Catania portò ad un brusco salto all'indietro l'intero calcio catanese. Dopo il risultato ottenuto nel campionato del 1945-1946 cui erano state iscritte due diverse società, la Virtus Catania e la Catanese Elefante (rispettivamente penultima e ultima) i tifosi catanesi richiesero a gran voce il ritorno di un'unica compagine che li rappresentasse.

La nuova società, venne fondata il 24 settembre 1946, in Via Costarelli (sede della delegazione provinciale del CONI), alle ore 21, dieci soci appartenenti alle due squadre fondarono ufficialmente il Club Calcio Catania[7]. Fu designato come commissario straordinario provvisorio il ragionier Angelo Vasta[7]; fu in seguito eletto presidente Santi Manganaro Passanisi.[5]

Dopo tre anni in Serie C, arrivò la promozione in B al termine del campionato 1948-49. In questa stagione infatti, nonostante la sconfitta nello spareggio finale contro l'Avellino, un caso di illecito sportivo penalizzò la squadra irpina spalancando le porte della Serie B alla società rossazzurra.[5]

Gli anni cinquanta-sessanta[modifica | modifica wikitesto]

In serie B il Catania disputò campionati di primo livello; nella stagione 1952-1953 il Catania sfiorò la promozione in massima serie, che arrivò la stagione successiva. Tuttavia, la permanenza in Serie A dei rossoazzurri durò appena una stagione: la squadra ottenne un buon 12º posto, ma a causa di un controverso caso d'illecito sportivo venne retrocesso in Serie B.[5] Seguirono dei campionati di B interlocutori; di rilievo solo la stagione 1956-57, in cui il Catania sfiorò la promozione perdendola solo all'ultima giornata a causa di una sconfitta contro il Modena.[5]

Bruno Pizzul, centromediano nel 1958, poi più noto come telecronista

Il ritorno in A avvenne nella stagione 1959-60 dopo aver conseguito il terzo posto.[5] Tra il 1960 e il 1966 il Catania, presieduto da Ignazio Marcoccio e allenato da Carmelo Di Bella, disputò sei stagioni consecutive nella massima serie, ottenendo per tre volte l'ottavo posto.[5]

Festeggiamenti al Cibali dopo la celebre partita

L'era Massimino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1969, proprietario del club etneo divenne Angelo Massimino, il cui periodo di presidenza sarà il più lungo della sua storia. Dopo la risalita in Serie A avvenuta nella stagione 1969-1970 tra i cadetti dopo un terzo posto, il successivo campionato in massima serie fu disastroso e si piazzò all'ultimo posto. Un'ulteriore discesa di categoria avvenne nella stagione 1973-1974, disputando numerosi campionati di Serie C.

Il Catania 1976-77.

Il ritorno in Serie B avvenne nella stagione 1979-1980, e, dopo due interlocutori campionati tra i cadetti, nella stagione 1982-1983 il Catania ottenne la sua quarta promozione in Serie A al termine di una stagione sofferta. Arrivata a pari punti con Como e Cremonese, la squadra rossazzurra dovette disputare gli spareggi-promozione, vinti coi primi per 1-0 e pareggiati coi secondi per 0-0.

Così come accaduto tredici stagioni prima, la permanenza in Serie A del club rossazzurro durò una sola stagione e perciò retrocedette nuovamente tra i cadetti; da quel momento iniziò un declino che porterà la squadra nuovamente in Serie C1 nel 1987-1988. Dopo alterne vicende, ci vollero 15 anni per tornare nelle categorie superiori.

Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione 1983-84.

Dopo sei campionati di Serie C1, nel 1993 il Catania Calcio venne inizialmente radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie, ma la battaglia legale che seguì stabilì che la società non fallì né fu radiata e dovette ripartire (in ritardo) dall'Eccellenza Sicilia. Ripescati il primo anno, vittoriosi il secondo anno nel Campionato Nazionale Dilettanti 1994-1995 dopo un testa a testa con il Milazzo, battuto nel girone di ritorno in trasferta per 2-1 con le reti di Maurizio Pellegrino e Domenico Crisafulli. Nel 1996 morì il presidente Angelo Massimino in un incidente stradale. Il Catania riconquistò la Serie C1 al termine della stagione 1998-1999, ancora una volta dopo un altro testa a testa sempre contro una compagine peloritana, il Messina. Il Catania era guidato in panchina da Piero Cucchi.

Gli anni duemila: da Gaucci a Pulvirenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 si registra l'avvento dei Gaucci al vertice della società: patron divenne Luciano Gaucci, presidente suo figlio Riccardo.[8] Coi Gaucci, il Catania sfiora la promozione in Serie B nella stagione 2000-2001, che ottiene invece nella stagione 2001-2002. A tre giornate dalla fine del campionato di Serie B 2003-2004, i Gaucci cedono la società all'imprenditore Antonino Pulvirenti. Affidato a Pietro Lo Monaco il ruolo di amministratore delegato, con la nuova proprietà, il Catania dopo un discreto campionato nella stagione 2004-2005, la stagione successiva, allenato da Pasquale Marino, ottiene un secondo posto in classifica che gli permette di tornare in Serie A dopo 22 stagioni.

Pasquale Marino, l'allenatore della promozione in Serie A.

Dopo la promozione in Serie A, alla terza giornata di ritorno, il 2 febbraio, il Catania affronta il Palermo e, alla fine della partita, all'esterno dello stadio iniziano degli scontri tra alcune persone a volto coperto e la polizia, che causano la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti.[9] A seguito di tali scontri, dopo una breve sospensione del campionato, il Calcio Catania viene punito con l'obbligo di giocare le partite casalinghe a porte chiuse ed in campo neutro.[10] In questa stagione il Catania si salva all'ultima giornata vincendo a Bologna contro il Chievo (2-0).[11]

Giuseppe Mascara e Gionatha Spinesi sul pallone per il fischio d'inizio di Catania-Atalanta 0-0, 17 settembre 2006.

Nella stagione 2007-08, eliminando Triestina, Milan ed Udinese, il Catania conquista la sua prima semifinale di Coppa Italia.[12] e in campionato si salva solo all'ultima giornata.[13]

Nel 2008-2009, durante il quale Giuseppe Mascara e Marco Biagianti sono convocati in Nazionale, il Catania festeggia un altro record, quello dei punti conquistati in Serie A (43) da quando la vittoria è premiata con tre punti, superando il precedente record di 41 punti della stagione 2006-2007.[14]

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

La permanenza in Serie A della squadra siciliana dura fino alla stagione 2013-2014: il Catania ha disputato un campionato di bassa classifica e l'11 maggio, malgrado la vittoria per 2-1 a Bologna, è retrocessa in Serie B con un turno d'anticipo dal terzultimo posto[15]. L'annata precedente era stata ben più positiva, dato che nella stagione 2012-2013, aveva concluso il campionato all'ottavo posto - uguagliando il risultato dei campionati 1960-61 e 1964-65 - con 12 vittorie casalinghe (miglior risultato di sempre in Serie A) e 56 punti, nuovo record in A.

Nella successiva stagione della Serie B 2014-2015 il Catania non va oltre la salvezza con il quindicesimo posto finale in classifica. Il 23 giugno 2015 vengono arrestati sette dirigenti del club etneo (tra cui il presidente Antonino Pulvirenti, l'amministratore delegato Pablo Cosentino e l'ex direttore sportivo Daniele Delli Carri), con l'accusa di aver comprato alcune partite del campionato che si era appena concluso per consentire alla squadra di vincere ed evitare la retrocessione.[16]

In seguito a questi episodi, confermati dalla piena confessione fornita dal presidente Pulvirenti, il 29 agosto 2015 con sentenza definitiva di secondo grado della Corte d'Appello Federale della Figc, viene retrocesso in Lega Pro con una penalizzazione di 9 punti che diverranno 10 per irregolarità amministrativa.

La stagione di Lega Pro 2015-2016 il Catania inizia nel migliore dei modi inanellando 3 vittorie nelle prime 3 giornate è azzerando la penalizzazione, nel girone di ritorno la squadra cala vertiginosamente ritrovandosi nelle zone basse della classifica, la salvezza arriva all'ultima giornata con la vittoria sulla Fidelis Andria per 2-1 e il pareggio del Monopoli a Matera, grazie a questi risultati il Catania arriva a pari punti con il Monopoli, ma in vantaggio sugli scontri diretti mandando ai play-out il Monopoli.

Nella stagione successiva il 9 giugno 2016 vede il ritorno di amministratore delegato di Pietro Lo Monaco, il Catania inizia la stagione con 7 punti di penalizzazione, nel girone di andata il Catania risulta la difesa meno battuta del torneo e vincendo contro dirette concorrenti per la promozione contro Juve Stabia e Lecce, il 13 febbraio con la sconfitta di Agrigento, viene sollevato dall'incarico di allenatore Pino Rigoli e al suo posto subentra Mario Petrone, l'esperienza sulla panchina etnea dura solo 3 partite perché l'8 marzo rassegna le dimissioni nella sconfitta in casa contro il Melfi, al suo posto arriva dalla berretti l'allenatore Giovanni Pulvirenti, la squadra inanella una serie di 5 sconfitte consecutive, ottiene i play-off il 7 maggio con il pareggio sulla Casertana, il Catania esce al primo turno pareggiando a Castellammare contro la Juve Stabia, essendo nella peggior posizione in classifica.

Per la stagione di Serie C 2017-2018 viene ingaggiato il 15 giugno 2017 Cristiano Lucarelli come nuovo tecnico della squadra etnea. In estate la squadra viene rinforzata con il ritorno di Francesco Lodi e gli acquisti di Tedeschi, Aya, Caccetta, Blondett e il bomber Ripa, con le conferme di Pisseri, Đorđević, Marchese, Biagianti, Russotto e Mazzarani. La squadra parte male pareggiando con il Racing Fondi in casa e perdendo fuori casa 1-0 contro la Casertana. La svolta arriva alla terza giornata, la squadra ottiene il primo successo stagionale battendo 3-0 il Lecce e la settimana successiva si ripeterà in trasferta contro la Virtus Francavilla sempre per 3-0.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Calcio Catania
  • 1929 · Fondazione della Società Sportiva Catania.
  • 1929-1930 · 9ª nel girone A della Seconda Divisione Sud. Green Arrow Up.svg Promossa d'ufficio in Prima Divisione per ristrutturazione dei campionati.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1936 · Cambia denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania.
  • 1936-1937 · 13ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C dopo aver perso lo spareggio contro il Venezia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1938-1939 · 1ª nel girone H della Serie C. 1ª nel girone finale B. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
Qualificazioni di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1941-1942 · 6ª nel girone H della Serie C.
  • 1942-1943 · 1ª nel girone N della Serie C. La società viene esclusa dalla fase finale per l'invasione americana della Sicilia e viene successivamente sciolta dopo la caduta del regime fascista.



Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince la Coppa delle Alpi in rappresentanza dell'Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Amicizia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Amicizia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa delle Alpi.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
6º posto alla Coppa delle Alpi.
Primo turno di Coppa Italia.
Qualificazione di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Spareggio di accesso ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
 ? di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase finale - Gironi di qualificazione di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.

Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 · 3º nel girone B della Serie C1. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 2014-2015 · 22° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Lega Pro all'ultimo posto dalla giustizia sportiva con 9 punti di penalizzazione per illecito sportivo.
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori della squadra sono "il rosso fuoco dell'Etna e l'azzurro del mare", così come recitava lo statuto fondativo del Calcio Catania.[17] Questi due colori erano già stati adottati per la prima volta dalla SS Catania fondata nel 1929, i quali erano stati imposti dalle autorità cittadine del tempo modulandoli da quelli del gonfalone cittadino.[18] La classica divisa è a bande verticali rossazzurre, ma nel corso della propria storia il Catania ha usato spesso maglie di diverso tipo.[18] Negli anni quaranta, le prime divisa furono a tinta unita rossa con una banda orizzontale blu sul petto.[18] La maglia palata fu utilizzata a partire dagli cinquanta, allorché il suo utilizzo fu alternato con una divisa rossa a tinta unita e richiami blu e con una divisa interamente blu con richiami rossi, che fu utilizzata, in minor parte, anche nel decennio successivo.[18]

Con l'arrivo alla presidenza di Angelo Massimino, negli anni settanta, le righe verticali caratterizzanti la divisa divennero più strette.[18] Negli anni ottanta le soluzioni maggiormente adottate furono quelle delle casacche a tinte unite, blu o rosse.[18] A partire dagli anni novanta ritornò in auge la divisa palata, e con l'arrivo alla presidenze di Pulvirenti, nel 2004, è stata ripresa, da accompagnare al rosso, l'originale tonalità dell'azzurro, che non poche volte nei decenni precedenti era stato simile al blu.[18] Il completo casalingo è integrato dalla caratterizzante presenza di calzettoni neri.[19]

La seconda divisa classicamente utilizzata è bianca, che nel corso degli anni ha avuto diverse caratterizzazioni e dettagli differenti, fra i quali bande trasversali e orizzontali o richiami rossoblu di varie forme.[18] Fu anche adottata una soluzione a tinte unita gialla. Ad accompagnare i due completi, specialmente negli ultimi anni, una terza divisa classicamente rossa o nera.[18]

Evoluzione Prima Divisa

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1939-1940
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1953-1954
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1955-1956
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1960-1961
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1982-1983
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1983-1984
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2008-2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010-2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2012-2013
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2013-2014
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2014-2015
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2015-2017

Evoluzione Seconda Divisa

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1960-1961
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1961-1962
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1963-1964
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1982-1983
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1983-1984
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2008-2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010-2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2012-2013
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2013-2014
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2014-2015
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2015-2017

Evoluzione Terza Divisa

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2008-2009
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010-2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2012-2013
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2013-2014
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2014-2015
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2015-2017

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale stemma del club è composto da uno scudo palato rossazzurro a tre punte, recante in cima la denominazione sociale; il contesto è completato da un pallone da calcio arcaico, in cuoio, e dall'elefante.[20] Tale animale è lo storico simbolo del club etneo, ripreso fedelmente dallo stemma cittadino, è stato presente fin dal passato nei loghi del Catania Calcio.[20] Negli anni settanta il simbolo fu un semplice scudo palato a tre punte.[20] L'elefante comparve altresì all'interno dello scudo, tuttavia in posizione frontale o di colore rosso, come figurato nello stemma cittadino.[20] L'elefante tuttavia non fu l'unico elemento caratterizzante i loghi del Catania; seppur per breva tempo, a metà degli anni sessanta, all'interno del logo fu inserita l'Etna, il vulcano che sovrasta la città siciliana.[20]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale del Catania s'intitola "Catania siamo noi". L'autore e l'interprete del brano è l'artista e comico catanese Giuseppe Castiglia, che è altresì l'autore di "Alè Catania", altro brano caro ai supporter rossazzurri. Nel 2015 il brano "Alè Catania", che accompagnava l'ingresso in campo delle squadre, è stato sostituito dalla colonna sonora della celebre saga cinematografica dei Pirati dei Caraibi.[21]

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte del club etneo è l'elefante ('U liotru in catanese), simbolo della città, indossante la classica maglia palata rossazzurra. Nel settembre 2014, tramite un sondaggio sul sito ufficiale della società, i tifosi hanno scelto il nome della mascotte: Agatino, in richiamo a sant'Agata, patrona della città di Catania.[22]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Campo dei cent'anni e Stadio Angelo Massimino.
Panoramica interna del Massimino.

Il Catania nel corso della sua storia ha giocato le sue partite in casa in due stadi diversi. In realtà nei primissimi anni venti alcune formazioni dilettantistiche locali si confrontavano nel piazzale del giardino Bellini, ed in seguito nel campo del dopolavoro ferroviario del quartiere Acquicella.

Dal 1930, anno della riforma dei campionati, poiché il regolamento prevedeva che ogni squadra giocasse in uno stadio con relative tribune e posti a sedere, e in attesa della costruzione del nuovo Cibali, il Catania giocò nell'impianto situato in piazza Esposizione, un campo semi-dilettantistico con una portata massima di 5.000 spettatori, ubicato nell'attuale piazza Giovanni Verga. Su un totale di 104 partite ufficiali disputate nel campo Esposizione, furono ben 84 le vittorie del Catania, a testimonianza della fama di catino quasi inespugnabile. Nel 1937 il Catania poté finalmente giocare in uno stadio adeguato, con un capienza di oltre 20.000 spettatori, chiamato Cibali (anche tutt'oggi) a causa della sua collocazione nel quartiere omonimo. Negli anni sessanta, quelli d'oro del Catania, il Cibali poteva ospitare addirittura 40.000 persone, ma nel corso degli anni, alcune modifiche per modernizzare l'impianto, come il rifacimento della Curva Sud, fecero sì che la capienza massima si riducesse progressivamente, fino ai 23.420 spettatori di oggi. Nel 2002 lo stadio è stato ribattezzato Angelo Massimino in nome del presidente più importante del Calcio Catania, morto nel 1996 in un incidente stradale. Nel 2003 l'architetto Angelo Spampinato ha presentato il progetto di un nuovo stadio chiamato stadio dei Palici, con 33.765 posti a sedere, ma né il comune né la società hanno voluto finanziarne la costruzione. Tuttavia il progetto non è stato mai accantonato, e ancora oggi rimane in attesa di un finanziatore.

Nel febbraio 2012 il presidente Pulvirenti ha dichiarato di star lavorando al progetto del nuovo stadio con l'aiuto del Comune e della provincia di Catania. Non si sa con certezza dove verrà costruito il nuovo stadio. Probabilmente nel quartiere di Librino, e prevederà una capienza di 30.000/35.000 posti.[23]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Torre del Grifo Village.

Il Catania svolge le proprie sedute di allenamento al centro Torre del Grifo Village, inaugurato il 18 maggio 2011 e ubicato nell'attiguo comune di Mascalucia.[24] Di proprietà del club etneo, il moderno centro dispone di 4 campi da calcio regolamentari, di cui due col terreno in erba sintetica, e una serie di servizi avveniristici fra i quali spiccano un centro polifunzionale aperto al pubblico, un albergo e alloggi per il settore giovanile, un centro di riabilitazione dotato di strutture all'avanguardia.[25]

Precedentemente la squadra si allenava nel centro sportivo "Turi Guglielmino" di Massannunziata, ubicato anch'esso nel comune di Mascalucia.[26]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'organigramma societario tratto dal sito internet ufficiale della società.[27]

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Staff dell'area amministrativa
  • Italia Davide Franco - Presidente
  • Italia Pietro Lo Monaco - Amministratore delegato
  • Italia Giuseppe Davide Caruso - Consigliere
  • Italia Giuseppe Gitto - Consigliere
  • Italia Ida Linda Reitano - Consigliere
  • Italia Christian Argurio - Direttore sportivo
  • Italia Mario Marino - Coordinatore area tecnica
  • Italia Alessandro Failla - Responsabile settore giovanile
  • Italia Giuseppe Franchina - Resp. pubbliche relazioni
  • Italia Giorgio Borbone - Segretario generale
  • Italia Maurizio Patti - Team manager
  • Italia Angelo Scaltriti - Dir. responsabile area editoriale
  • Italia Saverio Provenzano - Dir. Marketing & Commerciale

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali del Catania.

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Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1979-1981 NR
  • 1981-1982 Bobos
  • 1982-1983 Degi
  • 1983-1987 Adidas/Uhlsport
  • 1987-1989 Latas
  • 1989-1992 Icos
  • 1992-1993 ABM
  • 1993-1995 California
  • 1995-1996 Devis Sport
  • 1996-1997 Admiral
  • 1997-2000 Puma
  • 2000-2005 Galex
  • 2005-2010 Legea
  • 2010-2015 Givova
  • 2015-2017 Macron
  • 2017-oggi Givova
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Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il Calcio Catania è attivo anche sul campo sociale partecipando un appuntamento annuale chiamato “Un gol alla leucemia” organizzato da L'associazione "Un gesto per la vita" di Valentina Valenti impegnata a Catania nella lotta alla leucemia e a fianco dei bambini ammalati. Nel 2012 insieme all'associazione socio-culturale Axada Catania hanno fatto visita ai bambini ricoverati presso il reparto di Bronco-pneumoallergologia pediatrica dell'Ospedale Policlinico di Catania, durante la visita donarono delle uova di cioccolato ai piccoli pazienti.

Nei vari anni la società ha partecipato alla partita a scopo di beneficenza "Un goal per la solidarietà" organizzata allo Stadio Angelo Massimino in cui nei vari anni hanno partecipato artisti del calibro di Elena Santarelli, Rosaria Cannavò, Cecilia Rodriguez madrina dell'edizione 2014, Luca Argentero, Jimmy Ghione, Giorgio Pasotti, Fargetta, Giulio Base, DJ Ringo, Matteo Branciamore, Francesco Arca, Stefano De Martino, e molti componenti del Calcio Catania: Diego Pablo Simeone autore di uno strepitoso ciclo con Atletico Madrid, Sinisa Mihajlovic, Dario Marcolin, Giovanni Marchese, Davide Baiocco, Gionatha Spinesi, Francesco Lodi, Ciro Capuano, ed il vincitore di X Factor il catanese Lorenzo Fragola.

Durante il campionato di Lega Pro 2016-2017 ha partecipato all'iniziativa "Il grande cuore della C" in modo tale da servire ogni stadio di defibrillatori così da garantire in sicurezza ogni evento sportivo.

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile del Catania ad oggi è formato dalle formazioni: Berretti, Under 17, Under 15, Esordienti e Pulcini. Fino alla stagione 2014-2015 disponeva anche della formazione "Primavera" ma al seguito della retrocessione in Lega Pro la squadra è stata sostituita appunto dalla "Berretti".

Nonostante il Catania ad oggi non è riuscita ad aggiudicarsi una competizione a livello nazionale giovanile, il sodalizio etneo negli ultimi anni è guidata dall'esperto Giovanni Pulvirenti vanta di ottimi traguardi come la Final Eight del Campionato Primavera 2012-2013 eliminata ai Quarti di finale dal Milan; c'è anche da sottolineare la semifinale persa contro l'Arezzo nel Campionato nazionale Dante Berretti 2015-2016, ed anche un'altra Final Eight del Campionato Allievi nel 2011.

A partire dalla fine degl anni 2000, dal settore giovanile del Catania ha sfornato giocatori che poi successivamente hanno calcato i campi professionistici come Norbert Gyömbér futuro compagno in nazionale di Marek Hamsik, Fabio Sciacca convocato in nazionale Under 20 vincendo una medaglia d'argento ai XVI Giochi del Mediterraneo, Bruno Petković vero trascinatore del Trapani nel girone di ritorno del campionato Serie B 2015-2016, Moses Odjer puntello del centrocampo della Salernitana nella stagione Serie B 2015-2016 tutti militanti tra Serie A e Serie B.

Dal 2011 le giovanili del Catania si allenano a Torre del Grifo.

Il Catania Calcio nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Catania è anche presente in alcune opere della cultura italiana.

In ambito cinematografico è da ricordare Al bar dello sport (1983) di Francesco Massaro, nel quale Lino Banfi interpreta Lino, uno squattrinato immigrato pugliese che si atteggia come l'avvocato Agnelli segue i consigli di un muto detto "Parola" interpretato da Jerry Calà di giocarsi (il "2" in Juventus - Catania), che termina 1-2 con una fantomatica doppietta allo scadere di Aldo Cantarutti riesce a far un tredici al Totocalcio da 1 miliardo e 300 milioni di Lire, invece nella serie televisiva Squadra antimafia - Palermo oggi (settima stagione) durante un interrogatorio l'ispettore Vito Sciuto interpretato da Dino Abbrescia interroga un giovane affiliato di un clan catanese che indossa la maglia del Catania, compare anche nel film La vita è una cosa meravigliosa (2010).

Il Catania inoltre utilizza vari canali ufficiali per distribuire le notizie: un sito internet ufficiale, presentato il 21 agosto 2012, profili ufficiali su Facebook e Twitter, un canale ufficiale Livestream, nato il 23 marzo 2013 in occasione della partita contro le vecchie glorie e un canale ufficiale Instagram, nato il 15 luglio 2014, la cui prima foto ufficiale inserita raffigurava i calciatori argentini Mariano Izco e Lucas Castro nei pressi di Torre del Grifo. Il 2 marzo 2017 Pietro Lo Monaco inaugura la rivista ufficiale Il Catania e la sua casa un mensile composto da 76 pagine che si occuperà delle vicende della squadra e tutto quello che concerne sulle attività di Torre Del Grifo.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Calcio Catania

Il primo allenatore del Catania è stato Giorgio Armari, per una stagione, nel 1929. Il primo straniero, invece è stato l'ungherese Antal Mally nel 1930. Nell'anno della rifondazione del club enteo (il 1946) l'allenatore è stato Lorenzo Bergia, sostituito in stagione da Cesare Goffi.

L'allenatore che ha conquistato la prima storica promozione in Serie A è Piero Andreoli, che ha vinto la Serie B 1953-1954 (primo titolo nella storia dei siciliani). Nella prima stagione in massima serie, il Catania raggiunge la salvezza ma verrà retrocesso in seguito per illecito sportivo. Tra gli allenatori che hanno trascorso più tempo nelle file del Catania, si ricorda Carmelo Di Bella: è stato sulla panchina degli etnei per la prima volta nella stagione 1958-1959, per poi rimanere sino al 1966. Agli inizi degli anni settanta farà ancora ritorno sino al 1974 ed infine un'ultima esperienza nel 1976-1977.

Il Catania ritorna in Serie A nella stagione 2005-2006 grazie al tecnico Pasquale Marino, che conquisterà la salvezza anche nella successiva stagione. Negli anni seguenti, il club etneo ha preservato la categoria grazie alle salvezze conseguite da Walter Zenga nel 2008-2009, Siniša Mihajlović nel 2009-2010 e l'argentino Diego Simeone nel 2010-2011. Con Vincenzo Montella, nel 2012, il Catania arriva 11º segnando il nuovo record di punti in A, record che verrà poi superato da Rolando Maran con l'8º posto della stagione 2012-2013. Nella stagione 2013-2014 il Catania si classifica al 18º posto in Serie A, retrocedendo dopo nove stagioni in Serie B. La stagione 2014-2015, partita sotto i migliori auspici, si rivelerà invece molto sofferta. Il Catania riesce a salvarsi. In seguito allo scandalo calcioscommesse il Catania viene retrocesso d'ufficio in Lega Pro.

Con il ritorno del Catania in Lega Pro, assume l'incarico di allenatore Giuseppe Pancaro. La squadra, dopo un ottimo inizio di stagione, mostra un vistoso calo, che culmina con l'esonero di Giuseppe Pancaro, che viene sostituito il 1º marzo 2016 da Francesco Moriero, che ottiene la salvezza. La stagione 2016-2017 vede il ritorno di Pietro Lo Monaco e l'assunzione di Pino Rigoli alla guida tecnica.

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Allenatori

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Presidenti del Calcio Catania

Complessivamente, nella sua storia, i presidenti del Calcio Catania sono stati 20.

Il primo è stato Santi Quasimodo, nella stagione 1929-1930. Il primo presidente dall'anno di rifondazione del club etneo (dal 1946 al 1948) è stato Santi Manganaro Passanisi. Tra i più celebri presidenti del Catania viene ricordato Angelo Massimino (a cui è stato dedicato lo stadio cittadino), presidente in tre diverse occasioni: la prima volta dal 1969 al 1973, poi (dopo la parentesi Salvatore Coco) un anno dopo sino 1987 ed infine dal 1992 al 1996. Il presidente del ritorno in Serie B è stato Luciano Gaucci (che ha lasciato la presidenza della squadra al figlio Riccardo) che prelevò il Catania nel 2000 sino al 2004.

In anni recenti, è stato Antonino Pulvirenti a guidare gli etnei dal 2004 al 2015. L'imprenditore catanese (che provò a prendere il Catania già ai tempi di Gaucci), dopo un anno di transizione in B, riuscì a riportare il club in Serie A dopo aver vinto il campionato 2005-2006. Dal 2006-2007 al 2013-2014, il Catania si è affermato in massima serie ed è riuscito a mantenere la categoria per 8 anni di fila, battendo il record di permanenza in Serie A della società.[28] Nella stagione 2012-2013 inoltre, il club etneo stabilì il nuovo record di punti posizionandosi all'8º posto in classifica. Il 23 giugno 2015 Nino Pulvirenti verrà inquisito per frode sportiva ed ammetterà di aver comprato cinque gare riguardanti il campionato di Serie B 2014-2015 per consentire al Catania di mantenere la categoria.[16]

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Presidenti

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Calcio Catania

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei capitani del Catania con il periodo in cui hanno portato la fascia:[senza fonte]

Il Catania e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei calciatori italiani che hanno vestito la maglia della nazionale durante il periodo di militanza nel Catania.

Di seguito l'elenco dei calciatori stranieri che hanno vestito la maglia della propria nazionale maggiore europea durante il periodo di militanza nel Catania.

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Vincitori del Campionato mondiale Under 20

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Finale: 1964
Semifinale: 2007-2008
Secondo posto: 1949-50, 2005-2006
Terzo posto: 1952-1953, 1959-1960, 1966-1967, 1969-1970, 1982-1983
Terzo posto: 1978-1979, 2000-2001, 2001-2002
Secondo posto: 1977-1978
Secondo posto: 1924-1925
Terzo Posto: 1993-1994

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 17 1954-1955 2013-2014 17
Serie B 34 1934-1935 2014-2015 34
Prima Divisione 4 1930-1931 1933-1934 28
Serie C 11 1937-1938 2017-2018
Serie C1 11 1978-1979 2001-2002
Lega Pro 2 2015-2016 2016-2017
Seconda Divisione 1 1929-1930 5
Serie C2 4 1995-1996 1998-1999
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1994-1995 1

In 82 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nel Direttorio Meridionale. Viene esclusa la pausa bellica fra il 1943 e il 1946. Nel 1993-1994 giocò in Eccellenza dopo la radiazione.

Partecipazione alle coppe nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa Italia 46 1935-1936 2015-2016
Coppa Italia Semipro/Serie C/Lega Pro 20 1974-1975 2017-2018

Partecipazione alle coppe internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa Delle Alpi 3 1960 1966
Coppa dell'Amicizia 2 1962 1963
Coppa Mitropa 1 1970-1971

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Una formazione del Club Calcio Catania 1960-1961.

Il Catania ha preso parte a 17 campionato di Serie A, disputando in totale 602 partite, di cui 162 vinte, 181 pareggiate e 259 perse, siglando 617 gol e subendone 862.[61] Il miglior risultato è l'ottavo posto conquistato in tre occasioni diverse (1960-1961, 1964-1965 e 2012-2013). Il record di punti è 56 punti, conquistati nel torneo 2012-2013; in quell'occasione il Catania mise a segno 50 reti, tutt'oggi record di gol siglati in un campionato di massima serie.[61] Il minor numero di reti subite (39) risalgono al 1970-1971.[61] Per quanto concerne i record negativi, il minor numero di gol realizzati è 14 (1983-1984), mentre il maggior numero di gol subiti è 68 (2006-2007).[61] La vittoria record in Serie A è datata 3 ottobre 1954, contro l'Udinese (5-0), mentre la vittoria record in trasferta risale al 1º marzo 2009 nel derby col Palermo (0-4).[61] La sconfitta con maggior gol di scarto risale al 19 novembre 2006, in trasferta contro la Roma (7-0), mentre fra le mura amiche la maggior debacle avvenne in due occasioni, il 25 novembre 1962 e il 23 febbraio 1964, rispettivamente contro Juventus e Sampdoria (1-5).[61]

Il Catania ha all'attivo tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi (1960-1964-1966). Nella prima edizione in assoluto, nel 1960, il torneo era strutturato in due turni in cui le squadre italiane affrontavano quelle svizzere in partite di andata e ritorno; la vittoria non andava ad una singola squadra, bensì alla lega nazionale che otteneva più punti. In quell'occasione il Catania fu l'unica squadra a vincere sia la partita di andata sia quella di ritorno contro il Friburgo (2-0 in Svizzera, 7-2 al Cibali).[62] Nel 1964 la formula cambiò e la vittoria non spettava più alla nazione ma al club, e inoltre ai club italiani e svizzeri furono aggiunti anche quelli francesi. Il Catania in quell'occasione riuscì ad arrivare fino alla finale, per perdere 2-0 contro Genoa.[63] L'ultima partecipazione risale al 1966, dove la formula cambiò di nuovo: questa volta le squadre si trovarono in un solo girone e la vincitrice sarebbe stata la prima classificata. Il Catania concluse al sesto posto con 3 punti, frutto della vittoria contro il Basilea (1-0) e il pareggio contro il Servette (0-0).[64]

Sempre negli anni sessanta vi furono anche due partecipazioni alla Coppa dell'Amicizia: la prima alla Coppa dell'Amicizia italo-franco-svizzera 1962 quando, dopo aver superato gli ottavi di finale ai danni del Montpellier, venne eliminato ai quarti dal Lens futuro campione; la seconda alla Coppa dell'Amicizia italo-francese 1963, venendo eliminato ai quarti di finale dal Lione.[65] Inoltre prese parte all'edizione 1970-1971 della Coppa Mitropa, uscendo agli ottavi di finale contro gli jugoslavi del NK Čelik Zenica, futuri vincitori del torneo.[66]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il calciatore del Catania ad aver siglato più gol in campionato è Nicolò Nicolosi (78 reti). L'argentino Gonzalo Bergessio è invece il miglior marcatore in Serie A (35). Gionatha Spinesi ha messo a segno più reti durante l'arco di una sola stagione (23). Solamente due calciatori del Catania hanno vinto la classifica capocannonieri del rispettivo campionato: Michele Manenti nella stagione 1953-1954 (15) e Aquilino Bonfanti nella stagione 1969-1970 (13).

Damiano Morra è il calciatore più presente in tutti i campionati (281 presenze), mentre Mariano Izco detiene il record di partite giocate in Serie A (218).

Di seguito l'elenco dei calciatori più presenti e più prolifici di sempre in campionato e nelle coppe[67].

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Record di presenze
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Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria del Calcio Catania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Nord.

Il tifo organizzato rossoazzurro nasce nel 1979 con la Falange d'Assalto Rossazzurra, fondata dal tifoso Francesco Famoso - detto Ciccio Falange - posizionatosi in Curva Nord; da allora numerosi sono stati i gruppi organizzati che sono stati creati quali Onda d'Urto e Giovani Rossoazzurri e gli Irriducibili Ultras Ghetto, posizionatisi nella Curva Sud.[68]

La Curva Nord è il settore dello Stadio Massimino che ospita il maggior numero di gruppi ultrà in occasione delle partite interne del Catania, e tra questi si segnalano, oltre alla già citata Falange d'Assalto, quelli denominati Decisi, Drunks, I fumati, I pazzi; in Curva Sud sono sistemati gruppi quali Estrema Appartenenza e gli Irriducibili. Alcuni gruppi sono presenti pure in Tribuna B, di cui si segnala in particolare il gruppo A.N.R (acronimo di "Associazione non riconosciuta").[69]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Sicilia, Derby Palermo-Catania e Derby Catania-Siracusa.

Per quanto concerne i rapporti tra i tifosi e del Catania e quelli delle altre squadre, i gemellaggi riguardano i tifosi rossoazzurri con le squadre di Crotone, Genoa, Napoli, Trapani e Triestina. Esistono rapporti d'amicizia con altre tifoserie, come quelle di Battipagliese, Benevento, Borussia Dortmund, Parma, Savoia e Sicula Leonzio.[70][71][72]

Rivalità fortissime con la maggior parte delle squadre siciliane, e tra queste sono note in particolare quelle con Palermo, Messina, Siracusa ed Acireale. Altre rivalità sono con le squadre di Casertana, Catanzaro, Cavese, Livorno, Nocerina, Pescara, Reggina, Roma, Salernitana, Taranto e Ternana.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Calcio Catania 2017-2018.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e ruoli sono aggiornati al 2 settembre 2017.[73]

N. Ruolo Giocatore
4 Italia D Ramzi Aya
5 Italia D Luca Tedeschi
6 Brasile C Gladestony
7 Italia C Andrea Russotto
8 Italia C Cristian Caccetta
10 Italia C Francesco Lodi
11 Italia A Davis Curiale
12 Italia P Matteo Pisseri
13 Italia D Daniel Semenzato
15 Italia D Giovanni Marchese
16 Italia D Edoardo Blondett
17 Italia C Rosario Bucolo
18 Italia C Giuseppe Fornito
N. Ruolo Giocatore
19 Gambia D Kalifa Manneh
20 Serbia D Stefan Đorđević
21 Italia D Mirko Esposito
22 Spagna P Miguel Ángel Martínez
23 Italia C Andrea Francesco Di Grazia
26 Croazia D Luka Bogdan
27 Italia C Marco Biagianti (capitano)
29 Italia A Francesco Ripa
32 Italia C Andrea Mazzarani
33 Croazia D Dragan Lovrić
34 Italia A Mattia Rossetti
35 Portogallo A José Correia
Brasile A Caetano Calil

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito lo staff tecnico tratto dal sito internet ufficiale della società.

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Staff dell'area tecnica
  • Italia Cristiano Lucarelli - Allenatore
  • Italia Richard Vanigli - Allenatore in seconda
  • Italia Alessandro Conticchio - Collaboratore tecnico
  • Italia Ivan Francesco Alfonso - Video analyst
  • Italia Marco Onorati - Preparatore dei portieri
  • Italia Alberto Bartali - Resp. preparazione atletica
  • Italia Giuseppe Colombino - Preparatore atletico addetto alla riabilitazione
  • Italia Emanuele Passanisi - Team manager
  • Italia Christian Argurio - Direttore sportivo
  • Italia Salvatore Monaco - Resp. tecnico area Sud America
  • Italia Alessandro Failla - Resp. settore giovanile
  • Italia Antonio Licciardello - Responsabile sanitario
  • Italia Francesco Riso - Medico sociale e responsabile riabilitazione
  • Italia Alfio Scudero - Medico sociale
  • Italia Andrea Calì - Massofisioterapista
  • Italia Carmelo Cutroneo - Massofisioterapista
  • Italia Salvatore Libra - Massaggiatore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Impianti superiori a 7500 posti, dati del Comitato Nazionale di Informazione sulle Manifestazioni Sportive (PDF), osservatoriosport.interno.it. URL consultato il 7 settembre 2009.
  2. ^ Tutto il Catania minuto per minuto (Antonio Buemi, Roberto Quartarone, Carlo Fontanelli, Alessandro Russo, Filippo Solarino - Geo Edizioni); pp. 101, 102, 105, 106, 109, 110, 116
  3. ^ Le fonti locali che calcolano statistiche accostate ma separate sono CalcioCatania.com e catanista.eu.
  4. ^ a b c d e f g Calcio Catania:La Storia, mimmorapisarda.it. URL consultato il 10 novembre 2014.
  5. ^ a b c d e f g h i La storia, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 27 maggio 2011.
  6. ^ a b La Storia del Calcio Catania, www.calciocatania.net. URL consultato il 13 marzo 2016 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2006).
  7. ^ a b Sergio Nunzio Capizzi, Ecco come nacque il Catania, in La Sicilia, 11 maggio 1999.
  8. ^ Il calcio a Catania, Guidasicilia.it. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  9. ^ Follia ultrà: un poliziotto ucciso, gazzetta.it, 2 febbraio 2007. URL consultato il 3 novembre 2009.
  10. ^ Catania, stadio chiuso fino a giugno, gazzetta.it, 27 febbraio 2009. URL consultato il 3 novembre 2009.
  11. ^ Catania, prova d'orgoglio il Chievo saluta la serie A, repubblica.it, 27 maggio 2007. URL consultato il 3 novembre 2009.
  12. ^ Luca Veronese, Semifinali di Coppa Italia: Lazio-Inter e Roma-Catania, in Il Sole 24 ore, 30 gennaio 2008.
  13. ^ Roma, illusione scudetto, gazzetta.it, 18 maggio 2008. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  14. ^ Continuiamo A sognare insieme, CalcioCatania.net, 25 maggio 2009. (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2010).
  15. ^ Enrico Salvaggio, Bologna-Catania 1-2: commento "a caldo", in calciocatania.com, 11 maggio 2014. URL consultato l'11 maggio 2014.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Carmelo Gennaro; Luigi Prestinenza, Dal fondo un traversone, Acireale, Roma, Bonanno edizioni, 2003.
  • Maurizio Giordano; Raffaello Brullo, Catania rossazzurra, Catania, Almaeditore, 2004, ISBN 88-88683-06-2.
  • Alessandro Russo, Angelo Massimino. Una vita per (il) Catania, Empoli, GEO Edizioni, 2007, p. 150.

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