Museo all'aperto Bilotti

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Corso Mazzini zona pedonale

Il Museo all'Aperto Bilotti è un progetto legato alle opere d'arte donate da Carlo Bilotti al comune di Cosenza.

Il progetto[modifica | modifica wikitesto]

Testa di cariatide, opera di Amedeo Modigliani nel Museo all'aperto Bilotti

la scelta è ricaduta su Cosenza, riconosciuta con il MAB eccellenza grazie al numero cospicuo di opere di artisti riconosciIco fulcro della vita sociale della città, in seguito alla sua ristrutturazione che lo ha visto trasformarsi in una frequentata isola pedonale, lo scenario ideale per valorizzare i lavori di artisti di fama internazionale, arricchendo il salotto buono della città dei Bruzi. Il M.A.B. si estende da piazza Bilotti fino a piazza dei Bruzi sede del Comune di Cosenza. Alcune sculture sono posizionate su un piedistallo luminoso di plexiglas a cui è associato un sil Mab è stato inaugurato nel marzo 2005 dal presidente Unesco Italia prof. Giovanni Puglisi (e il segretario generale amb. Luca Biolato) che ha dato il via, a cura di un gruppo di studio costituito dal Comune, Ministero BBCC e Soprintendenza, accademici dell'università, ai lavori di stesura del progetto che individua attraverso l'arte il veicolo di crescita sociale e di sviluppo economico candidando così Cosenza a sito Unesco. Il percorso è stato realizzato grazie al facoltoso collezionista di origine cosentina, che ha individuato in corso Mazzini, storistema elettronico in grado di riprodurre musica strumentale o una introduzione al museo stesso.

Esposizione[modifica | modifica wikitesto]

Sette di Cuori, opera di Sacha Sosno, Museo Bilotti
Lupo della Sila, opera di Mimmo Rotella, Museo Bilotti
San Giorgio e il Drago, opera di Salvador Dalí, Museo Bilotti

Il percorso, che ingloba anche alcune sculture già presenti e quindi estranee alla donazione, inizia in Piazza dei Bruzi e termina in Piazza Bilotti (già Piazza Fera) ed al momento è possibile ammirarvi, tra gli altri, i Bronzi di Sacha Sosno, la Grande Bagnante di Emilio Greco, San Giorgio e il Drago di Salvador Dalí, Ettore e Andromaca di Giorgio De Chirico, Il cardinale di Giacomo Manzù, quattro Paracarri e la Bifrontale di Pietro Consagra, nonché da dicembre 2007 anche il Lupo della Sila di Mimmo Rotella. Nel mese di novembre 2008 sono state collocate nel tratto sud dell'area pedonale Le Tre Colonne doriche ritagliate in lastre di marmo bianco di Sacha Sosno[1], mentre a dicembre dello stesso anno è stata inaugurata la tredicesima scultura del Museo all'aperto donata dalla famiglia Bilotti ai cosentini, la Testa di Medusa di Giacomo Manzù[2]. Il 2009 ha regalato alla città dei Bruzi la quattordicesima donazione in assoluto con l'opera Gli Archeologi, la seconda di Giorgio De Chirico presente nel MAB[3] e nel mese di luglio la quindicesima donazione, Il Grande Metafisico, terza opera di Giorgio de Chirico definita "la più bella ed elegante" da Enzo Bilotti, che va ad arricchire il museo all'aperto cosentino[4]. Il 2010 è stato l'anno del Ferro Rosso, sesta opera di Pietro Consagra donata e presentata da Enzo Bilotti ai cosentini[5]. La scultura collocata in prossimità di Piazza Kennedy nella zona nord dell'isola pedonale, è una bifrontale in lastra in ferro tagliata e dipinta a vernice poliuretanica la cui base è stata realizzata con pietra di granito della Sila. Con l'inaugurazione del “Sette di cuori” di Sacha Sosno avvenuta nel mese di gennaio del 2011 si è dato seguito al percorso culturale inaugurato nel 2005 da Carlo Bilotti[6]. La diciottesima scultura del MAB che evoca i sette colli della città di Cosenza è in marmo bianco con base in granito della Sila (misura 127 cm.x200x15) ed è la terza realizzata dall'artista francese presente nel museo all'aperto. Nel mese di ottobre del 2015 Roberto Bilotti e la Fondazione Modigliani hanno donato la ”Testa di Cariatide” di Amedeo Modigliani, un'opera in bronzo alta oltre due metri proveniente dalla collezione di Laure Modigliani Nechtshein figlia di Jeanne Modigliani. L'opera, fusione in bronzo di un modello in legno del 1910 oggi in un museo australiano si ispira alla classicità greca contaminata dalla purezza dell'arte africana di cui vi fu grande mostra a Parigi nel 1906 ed esprime una delle più alte sintesi di classicismo e purezza. La Fondazione d'accordo con gli eredi Modigliani avrebbe dovuto individuare un museo in Italia dove collocare questa prestigiosissima opera monumentale nel Paese euti a livello internazionale[7][8][9].

Opere attualmente esposte[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]